Conti 3a: tassi medi allo 0,21% e forti divari tra banche

Conti 3a: tassi in calo allo 0,21%, ecco chi paga di più

Il tasso medio 3a è sceso allo 0,21% a ottobre Caisse d'Epargne d'Aubonne offre l'1% 68 istituti su 93 pagano al massimo lo 0,2% 500 franchi al mese per 30

Contesto

In breve

  • Il tasso medio 3a è sceso allo 0,21% a ottobre
  • Caisse d'Epargne d'Aubonne offre l'1%
  • 68 istituti su 93 pagano al massimo lo 0,2%
  • 500 franchi al mese per 30 anni: 209'666 franchi all'1%

Fatti chiave

  • Tasso medio non ponderato a ottobre → 0,21%
  • Confronto precedente → 0,27% e 0,61%
  • Offerta più alta → 1%
  • Cornèr Banca → 0,7%
  • Terzo gruppo → 0,65%
  • Media di dieci grandi istituti → 0,14%
  • Bank Cler, Migros Bank, Raiffeisen e Valiant → 0,2%
  • PostFinance e Banca cantonale vodese → 0,05%

L'analisi di Moneyland.ch, ripresa da Keystone-ATS, rileva per ottobre una media non ponderata dello 0,21% sui conti del pilastro 3a. Il dato segnala una nuova riduzione della remunerazione per chi mantiene il risparmio previdenziale su un conto.

Il rapporto confronta il dato di ottobre con i precedenti livelli dello 0,27% e dello 0,61%. Secondo la fonte, l'andamento riflette il contesto generale dei tassi e le riduzioni del tasso guida della BNS, che si trasmettono gradualmente anche ai conti 3a. Ralf Beyeler, esperto di Moneyland.

Una forbice ampia tra gli offerenti

La graduatoria presenta differenze nette: in testa si trova la Caisse d'Epargne d'Aubonne, nella Svizzera romanda, con l'1%. Cornèr Banca è seconda allo 0,7%, mentre Crédit Agricole Next Bank, Hypo Vorarlberg Bank, Pilla e Tellco condividono il terzo posto allo 0,65%.

La maggioranza degli istituti resta però distante dai valori più alti. Moneyland.ch ha analizzato 93 offerenti: 68 riconoscono al massimo lo 0,2% e altri due non pagano alcun interesse. L'analisi mostra quindi che la scelta del fornitore rende diverso il tasso applicato allo stesso tipo di prodotto, il conto del pilastro 3a.

Ralf Beyeler osserva inoltre che sui conti previdenziali si trovano di solito importi considerevoli. Per questo, secondo l'esperto, controllare l'opportunità di un cambio può lasciare più denaro disponibile in età pensionistica.

Il quadro resta debole anche tra le dieci banche più grandi e note. La media del gruppo composto dalle sei banche elvetiche attive a livello sovraregionale e dai quattro maggiori istituti cantonali è dello 0,14%. Bank Cler, Migros Bank, Raiffeisen e Valiant riconoscono un tasso dello 0,2%; per PostFinance e la Banca cantonale vodese il valore scende allo 0,05%.

Dettagli operativi

Il peso del tasso sul saldo finale

Due alternative con effetti diversi

Il divario emerge soprattutto nel saldo finale: Moneyland.ch lo illustra ipotizzando 500 franchi versati ogni mese per 30 anni, così da evidenziare l'effetto dell'interesse composto, spesso sottovalutato dai risparmiatori.

Il confronto della fonte può essere letto così:

Table 1: Scenario della fonte
Scenario della fonteSaldo dopo 30 anni
Conto con interesse dello 0,05%circa 181'353 franchi
Conto con interesse dell'1%209'666 franchi
Soluzione in titoli, rendimento netto medio del 5,5%circa 445'000 franchi, in teoria

Fra i due conti bancari la distanza finale supera 28'000 franchi. Il calcolo mostra che il tasso non incide soltanto sulla remunerazione di un singolo periodo: con versamenti regolari, la differenza si riflette sul capitale disponibile in età pensionistica. È il motivo per cui la fonte invita a non sottovalutare l'interesse composto.

Il confronto presenta poi un'alternativa più rischiosa: Moneyland.ch attribuisce alle soluzioni in titoli del pilastro 3a una redditività nettamente maggiore sul lungo periodo. Le app previdenziali consentono di investire in portafogli ben diversificati a condizioni relativamente favorevoli. Nell'esempio teorico, un rendimento netto medio del 5,5% porterebbe il patrimonio previdenziale a circa 445'000 franchi dopo 30 anni.

Questa cifra non è garantita: con un andamento negativo dei mercati, l'importo potrebbe essere molto inferiore. Investire in titoli significa esporsi a forti oscillazioni e al rischio di perdite; chi dispone ancora di molti anni prima di prelevare il capitale, in genere, riesce a sopportare questi alti e bassi. Non tutti i risparmiatori, però, reagiscono allo stesso modo: quando le borse scendono, alcuni arrivano a vendere in preda al panico. Per questi clienti, la fonte considera più adatto un conto remunerato, anche se offre un rendimento inferiore.

Punti chiave

Come passare dalla valutazione alla decisione

Il percorso operativo che emerge dall'analisi separa due decisioni: scegliere il fornitore del conto 3a e decidere se restare su un conto oppure passare a una soluzione in titoli. La fonte ricorda che il trasferimento può avvenire senza problemi e non obbliga a cambiare la propria banca principale.

Quattro passaggi pratici

1. Rilevare il tasso riconosciuto sul proprio conto 3a e confrontarlo con le offerte esaminate da Moneyland.ch. L'analisi copre 93 istituti e mostra quanto possano essere distanti le condizioni applicate.

2. Valutare un altro fornitore senza confondere il conto 3a con il rapporto bancario principale. Il trasferimento riguarda il prodotto previdenziale: non è necessario cambiare la banca utilizzata per le altre operazioni.

3. Misurare l'effetto sul lungo periodo usando l'esempio della fonte: 500 franchi versati ogni mese per 30 anni. Il confronto tra un interesse dello 0,05% e uno dell'1% rende visibile il peso dell'interesse composto sul saldo finale.

4. Scegliere tra conto remunerato e soluzione in titoli in base alla capacità di sopportare le oscillazioni. Chi dispone ancora di molti anni può in genere affrontare meglio i rialzi e i ribassi, mentre chi rischierebbe di vendere durante una fase negativa può stare meglio con un conto, anche a fronte di un rendimento più basso.

Questa sequenza evita di confondere il tasso offerto dal fornitore con il rendimento teorico di una strategia in titoli. Il primo confronto riguarda la remunerazione del conto; il secondo riguarda il rischio di mercato e la reazione personale alle perdite. Anche un portafoglio ben diversificato, come quelli proposti dalle app previdenziali citate dalla fonte, resta esposto a un possibile andamento negativo.

La verifica può quindi partire dal proprio conto, proseguire con il confronto delle offerte e terminare con una scelta coerente con l'orizzonte di risparmio e la propria tolleranza alle oscillazioni. Per approfondire il tema, consulta il terzo pilastro 3a.

Fonte: swissinfo.ch

Domande frequenti
Qual è il tasso d'interesse medio attuale per i conti del pilastro 3a?
Secondo l'analisi di Moneyland.ch relativa a ottobre, il tasso medio non ponderato per i conti del pilastro 3a è sceso allo 0,21%. Questo calo segue la riduzione del tasso guida della BNS, i cui effetti si riflettono con ritardo sui conti previdenziali. Il confronto mostra una flessione significativa rispetto ai livelli precedenti dello 0,27% e dello 0,61%. Attualmente, la maggior parte degli istituti analizzati (68 su 93) riconosce un interesse massimo dello 0,2%, evidenziando una remunerazione molto contenuta per chi sceglie il risparmio su conto.
Quali banche offrono i tassi più alti e quali i più bassi sul pilastro 3a?
L'offerta più vantaggiosa è della Caisse d'Epargne d'Aubonne con l'1%, seguita da Cornèr Banca allo 0,7%. Al terzo posto, allo 0,65%, figurano Crédit Agricole Next Bank, Hypo Vorarlberg Bank, Pilla e Tellco. Sul fronte opposto, le grandi banche mostrano rendimenti inferiori: la media dei dieci maggiori istituti è dello 0,14%. Bank Cler, Migros Bank, Raiffeisen e Valiant pagano lo 0,2%, mentre PostFinance e la Banca cantonale vodese si fermano allo 0,05%.
Quanto incide la differenza di tasso sul capitale finale dopo 30 anni?
L'effetto dell'interesse composto è determinante sul lungo periodo. Con un versamento mensile di 500 franchi per 30 anni, un conto con tasso dello 0,05% genera un saldo di circa 181'353 franchi. Con un tasso dell'1%, la cifra sale a 209'666 franchi, con una differenza di oltre 28'000 franchi. Per chi cerca rendimenti più elevati, le soluzioni in titoli offrono una media teorica del 5,5% (circa 445'000 franchi), ma comportano rischi di perdita e forti oscillazioni di mercato non adatti a tutti i risparmiatori.

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