Lex UBS: Consiglio degli Stati rinvia la decisione

Lex UBS: Consiglio degli Stati rinvia la decisione

Dibattito al Consiglio degli Stati sul progetto banche sistemiche. Intervento di Karin Keller-Sutter previsto mercoledì e costo stimato di 20 miliardi.

Contesto

In breve

  • Consiglio degli Stati: dibattito sul progetto banche sistemiche
  • Intervento di Karin Keller-Sutter previsto mercoledì
  • Obiettivo: coprire filiali estere con capitale proprio
  • Costo stimato per UBS pari a 20 miliardi di franchi

Fatti chiave

  • Istituzione: Consiglio degli Stati
  • Ministro: Karin Keller-Sutter
  • Costo governo: 20 miliardi di franchi
  • Copertura proposta commissione: 50% CET1 e 50% AT1
  • Regola attuale: 45% capitale di base e 17% obbligazioni AT1
  • Contributo PIL ticinese: 7%
  • Contributo imposte ticinesi: 10%
  • Capitale AT1 aggiuntivo UBS: 13 miliardi di franchi

Non sono bastate oltre tre ore di dibattito stamane al Consiglio degli Stati per terminare l'esame del progetto governativo volto a rafforzare le banche sistemiche, in particolare UBS, in caso di difficoltà. Il dibattito proseguirà mercoledì prossimo con la presa di posizione della ministra delle finanze, Karin Keller-Sutter. Il Consiglio federale auspica che le banche sistemiche coprano interamente con capitale proprio le filiali estere, al fine di evitare il ripetersi di una crisi simile a quella del Credit Suisse risalente al 2023. Questa misura dovrebbe comportare un esborso stimato a 20 miliardi di franchi per UBS.

La posizione della commissione preparatoria

La commissione preparatoria ha giudicato la soluzione del Governo troppo onerosa per UBS, ritenendo che possa pregiudicare la concorrenzialità dell'istituto a livello internazionale. Per questo motivo è stata presentata una soluzione di compromesso che prevede una copertura delle filiali estere per il 50% con capitale di base di prima classe CET1 e per il 50% con obbligazioni AT1 Additional Tier 1. Attualmente la normativa prevede una regola del 45% di capitale di base unito al 17% in obbligazioni AT1. Le obbligazioni AT1 sono titoli ad alto rendimento convertibili in capitale proprio o azzerati in caso di gravi difficoltà finanziarie, come accaduto nel caso del Credit Suisse, situazione che ha generato una vertenza giuridica ancora pendente davanti al Tribunale federale. Secondo la proposta della commissione, tali obbligazioni dovrebbero contribuire in modo significativo alla stabilizzazione finanziaria già in una fase precoce della crisi.

Nel corso del dibattito d'entrata, la proposta di compromesso è stata fortemente contestata da diverse parti politiche, in particolare dalla sinistra e dal Centro. Il timore principale è che la misura sia insufficiente ad affrontare una crisi finanziaria di grandi proporzioni, lasciando aperto il rischio che i contribuenti e lo Stato debbano intervenire in soccorso degli istituti bancari, come già avvenuto in passato sia per UBS che per Credit Suisse. Tra i sostenitori del compromesso figurano vari parlamentari che evidenziano la necessità di bilanciare la stabilità della piazza finanziaria con la competitività globale della banca, evitando ripercussioni negative sull'economia reale e sull'accesso al credito per imprese e famiglie svizzere.

Dettagli operativi

Un bilanciamento tra stabilità e competitività

Nel corso della seduta odierna in aula, diversi oratori si sono battuti a favore della soluzione avanzata dalla commissione parlamentare. Tiana Moser del Partito Socialista di Zurigo ha definito la misura un inasprimento equilibrato e un tipico compromesso elvetico, sottolineando che la piazza finanziaria deve certamente aumentare la propria resistenza alle crisi, ma che al contempo una grande banca deve poter mantenere la propria competitività sui mercati internazionali. Analoghe considerazioni sono state espresse dal senatore del Centro ticinese Fabio Regazzi, che ha agito sia in veste di rappresentante del Ticino sia come presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri USAM. Per l'imprenditore locarnese, un inasprimento normativo eccessivo come quello auspicato dal Consiglio federale rischia di gravare eccessivamente sulla piazza finanziaria, con il pericolo concreto che UBS trasferisca questi costi sulle aziende locali che necessitano di finanziamenti e crediti a condizioni sostenibili, nonché sulle famiglie.

L'impatto economico sul Cantone Ticino e sul settore

Fabio Regazzi ha evidenziato come il settore assicurativo e bancario contribuisca per il 7% del PIL ticinese e generi oltre il 10% delle imposte versate al canton Ticino. Per tale ragione, secondo il senatore, risulta indispensabile adottare un quadro normativo equilibrato che favorisca la resilienza della banca senza penalizzarne la competitività commerciale. Sulla stessa linea, il consigliere Thierry Burkart del PLR argomenta che, applicando la soluzione della commissione, UBS dovrebbe costituire 13 miliardi di franchi di capitale AT1 aggiuntivo. La proposta della maggioranza parlamentare si inserisce in linea con le realtà internazionali, e l'utilizzo dei titoli AT1 rappresenta uno strumento ampiamente collaudato e noto agli operatori del settore. Inoltre, molti esponenti hanno rimarcato come la proposta del Governo risulti punitiva nei confronti di UBS, poiché non riconosce adeguatamente il ruolo svolto dall'istituto nel 2023 quando, acquisendo il Credit Suisse, evitò una crisi di portata sistemica sui mercati finanziari globali.

La posizione della minoranza parlamentare

Di avviso opposto è la forte minoranza guidata da Peter Hegglin, la quale sostiene che le partecipazioni estere debbano essere coperte al 90% da capitale di base di prima classe. Questa richiesta si fonda direttamente sulle criticità e sulle lezioni apprese durante la crisi del Credit Suisse. Secondo i fautori di questa linea più rigorosa, una quota elevata di capitale primario trasmetterebbe un segnale inequivocabile di stabilità, sicurezza e affidabilità dell'intera piazza finanziaria svizzera, riducendo drasticamente la probabilità di futuri interventi pubblici di salvataggio a carico della collettività nazionale.

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Punti chiave

Scenari futuri e gestione del rischio bancario

Il dibattito parlamentare al Consiglio degli Stati rappresenta un passaggio cruciale nell'iter legislativo volto a ridefinire i requisiti patrimoniali per gli istituti di importanza sistemica in Svizzera. Con la prosecuzione dei lavori fissata per la prossima settimana e l'atteso intervento della ministra delle finanze Karin Keller-Swiss, il Parlamento è chiamato a sciogliere i nodi relativi alla proporzione tra capitale proprio primario e strumenti di debito convertibile come le obbligazioni AT1. Gli operatori economici, le imprese e i cittadini svizzeri osservano con attenzione l'evoluzione del quadro normativo, valutando le ripercussioni che le future decisioni di Berna potrebbero determinare sull'accesso al credito e sui costi dei servizi finanziari erogati dalle grandi banche elvetiche. La definizione di regole rigorose ma sostenibili costituisce il pilastro fondamentale per prevenire turbolenze sistemiche e tutelare la stabilità economica del Paese.

Procedure e strumenti di pianificazione finanziaria

Per i professionisti, le imprese e i residenti che desiderano monitorare l'andamento del mercato del lavoro, dei costi operativi e della gestione patrimoniale in Svizzera, è fondamentale affidarsi a strumenti di analisi e calcolo aggiornati. La pianificazione finanziaria personale e aziendale richiede una valutazione attenta dei fattori macroeconomici, inclusi i tassi d'interesse, la fiscalità e l'andamento dei redditi nel contesto economico nazionale. Per approfondire la situazione finanziaria personale, calcolare il proprio reddito netto o analizzare l'impatto delle imposte sul proprio bilancio, accedi al calcolatore di stipendio e imposte.

Fonte: tio.ch

Domande frequenti
Quali sono i costi stimati per UBS legati al progetto governativo?
Il Consiglio federale auspica che le banche sistemiche coprano interamente con capitale proprio le filiali estere per evitare una crisi simile a quella del Credit Suisse del 2023. Questa misura comporta un esborso stimato a 20 miliardi di franchi per UBS, mentre la commissione preparatoria ha proposto una soluzione di compromesso con il 50% di capitale CET1 e il 50% di obbligazioni AT1 Additional Tier 1.
Qual è la proposta di compromesso avanzata dalla commissione preparatoria?
La commissione preparatoria ha giudicato la soluzione del Governo troppo onerosa per UBS e ha presentato un compromesso che prevede una copertura delle filiali estere per il 50% con capitale di base di prima classe CET1 e per il 50% con obbligazioni AT1 Additional Tier 1. Attualmente la normativa prevede invece una regola del 45% di capitale di base unito al 17% in obbligazioni AT1. Secondo la proposta, UBS dovrebbe costituire 13 miliardi di franchi di capitale AT1 aggiuntivo.
Quali sono gli impatti economici sul Cantone Ticino evidenziati nel dibattito?
Il senatore Fabio Regazzi ha evidenziato come il settore assicurativo e bancario contribuisca per il 7% del PIL ticinese e generi oltre il 10% delle imposte versate al canton Ticino. Per tale ragione, secondo il senatore, è indispensabile un quadro normativo equilibrato che favorisca la resilienza della banca senza penalizzarne la competitività commerciale ed evitando ripercussioni negative sull'accesso al credito per imprese e famiglie.

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