Referendum contro nuove centrali nucleari in Svizzera

Oltre 131.800 firme consegnate a Berna da SP, Verdi, GLP e parte del Centro per mantenere il divieto sul nucleare; voto possibile il 28 febbraio 2027.
Contesto
In breve
- Oltre 131.800 firme contro nuovi impianti nucleari
- SP, Verdi, GLP e parte del Centro a Berna
- Il divario invernale è di circa 6,8 TWh
- Voto possibile il 28 febbraio 2027
Fatti chiave
- Firme → oltre 131.800
- Luogo e soggetti → Berna; SP, Verdi, GLP e parte del Centro
- Quota nucleare → poco meno del 30% della produzione elettrica domestica
- Divario invernale → circa 6,8 TWh nel 2025–26
- Voto possibile → 28 febbraio 2027
La consegna delle firme
Oltre 131.800 firme sono state depositate a Berna da un'alleanza di partiti di sinistra e di centro che vuole impedire alla Svizzera di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari. Greenpeace ha riferito della consegna, effettuata martedì dai rappresentanti del Partito socialista, dei Verdi, dei Verdi liberali e di una parte del Centro.
L'obiettivo politico è mantenere il divieto già in vigore. Lisa Mazzone, presidente dei Verdi, ha definito l'energia nucleare una tecnologia superata e costosa, che lascia alle generazioni future rifiuti altamente radioattivi. La sua posizione colloca la raccolta firme nel confronto tra investimenti nelle rinnovabili e ritorno dell'opzione nucleare.
La discussione parte da un dato che riguarda l'intero sistema elettrico nazionale. L'energia nucleare copre oggi poco meno del 30% della produzione elettrica interna svizzera. Nei mesi invernali il Paese non riesce però a produrre abbastanza elettricità per soddisfare la domanda e ricorre alle importazioni. Il divario è stato di circa 6,8 TWh nell'inverno 2025–26, pari a circa un quinto dei consumi invernali del Paese.
Le due posizioni sulla stagione fredda
Vanessa Gassler-Meury, membro del comitato dell'iniziativa Stop the Blackout, sostiene che il problema peggiorerà quando le centrali nucleari esistenti verranno chiuse. Secondo la sua posizione, le rinnovabili da sole non bastano: il solare è intermittente, mentre il nucleare offre una fornitura costante. Per questo l'energia nucleare sarebbe particolarmente importante d'inverno, quando servono elettricità affidabile e a basse emissioni di carbonio.
Il fronte favorevole al solare mette invece l'accento sulla capacità già in crescita. Lo scorso inverno l'energia solare ha prodotto più di 2 TWh, una quantità equivalente alla produzione elettrica invernale aggiuntiva prevista dall'espansione pianificata dell'idroelettrico entro il 2040. I sostenitori delle rinnovabili temono che la revoca del divieto rallenti gli investimenti nel solare. Jürg Grossen, presidente dei Verdi liberali, ha presentato una mozione parlamentare per mantenere i sussidi al solare. Priska Wismer-Felder, consigliera nazionale del Centro di Lucerna, sostiene il referendum e chiede di concentrare le risorse sulle rinnovabili. Se la consultazione andrà avanti, il voto potrebbe tenersi già il 28 febbraio 2027.
Dettagli operativi
La posta in gioco per il sistema elettrico
Per chi vive o lavora in Svizzera, il punto pratico è distinguere tre piani: la produzione interna già disponibile, il deficit invernale e la capacità aggiuntiva attesa dalle rinnovabili. La fonte non mette questi numeri sullo stesso piano, e proprio qui passa una parte del confronto politico.
Numeri diversi, domande diverse
| Misura | Dato riportato | Che cosa segnala |
|---|---|---|
| Quota nucleare | Poco meno del 30% della produzione interna | Il peso attuale dell'energia nucleare |
| Divario invernale | Circa 6,8 TWh nel 2025–26 | Il ricorso alle importazioni nei mesi freddi |
| Energia solare | Più di 2 TWh lo scorso inverno | Un contributo rinnovabile in crescita |
| Idroelettrico | Produzione invernale aggiuntiva prevista entro il 2040 | Un'espansione pianificata delle rinnovabili |
La quota nucleare di poco inferiore al 30% descrive il peso attuale della tecnologia nella produzione interna. Il divario di 6,8 TWh descrive invece ciò che manca in inverno rispetto alla domanda e che viene coperto con importazioni. I più di 2 TWh prodotti dal solare lo scorso inverno misurano una capacità rinnovabile già presente; la cifra collegata all'idroelettrico riguarda un obiettivo aggiuntivo entro il 2040.
Questa distinzione evita due conclusioni automatiche. La crescita del solare non viene presentata come annullamento del divario invernale. Allo stesso tempo, la quota nucleare non risolve da sola la scelta su come gestire la chiusura delle centrali esistenti. La posizione di Stop the Blackout punta sulla continuità della fornitura invernale; i sostenitori del referendum puntano sulle rinnovabili e temono che nuove centrali rallentino gli investimenti nel solare.
Il confronto ha anche una dimensione di allocazione delle risorse. Per Priska Wismer-Felder, aprire alla costruzione nucleare ora significherebbe distribuire troppo gli investimenti; Jürg Grossen ha chiesto di mantenere i sussidi al solare. La fonte non quantifica il valore dei sussidi, degli investimenti o di eventuali effetti economici individuali. Chi vuole tenere separato il dossier energetico dalle altre voci economiche può consultare il costo della vita in Svizzera e il calcolatore stipendio.
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Punti chiave
Come seguire il dossier
Il percorso pratico per un lettore è soprattutto informativo: la fonte descrive la consegna delle firme e indica una possibile data di voto, ma non presenta ancora un esito. Per non confondere i passaggi, si può procedere così.
Cinque passaggi utili
1. Considerare il 28 febbraio 2027 come la data più vicina indicata per un'eventuale consultazione, non come una data certa: la fonte specifica che il voto dipende dall'eventuale prosecuzione del referendum. 2. Identificare la scelta in discussione: conservare il divieto di nuove centrali nucleari oppure revocarlo. Non è la stessa cosa che conoscere già l'esito del voto. 3. Tenere separati i quattro indicatori del dossier: poco meno del 30% di produzione nucleare interna, circa 6,8 TWh di divario invernale nel 2025–26, oltre 2 TWh di solare nell'ultimo inverno e obiettivo aggiuntivo dell'idroelettrico entro il 2040. 4. Leggere le argomentazioni secondo la stagione più delicata: da un lato l'energia nucleare come fonte costante e a basse emissioni; dall'altro il solare e le altre rinnovabili come priorità d'investimento. 5. Seguire i due elementi politici già indicati dalla fonte: la mozione parlamentare di Jürg Grossen per mantenere i sussidi al solare e la posizione di Priska Wismer-Felder a favore del referendum.
Questo schema permette di valutare le tesi senza attribuire al dossier numeri che non contiene. Non sono riportati importi dei sussidi, costi per nuove centrali o effetti economici individuali. La fonte non consente quindi di trasformare il possibile voto in una previsione finanziaria personale. Il dato operativo resta la possibile consultazione del 28 febbraio 2027 e il tema che la campagna dovrebbe mettere al centro: la fornitura elettrica invernale.
Per un controllo personale, usa il calcolatore stipendio.
Fonte: lenews.ch
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