Lugano: l'UDC propone più trasparenza sui compensi

Lugano: l'UDC propone più trasparenza sui compensi

Una mozione dell'UDC chiede la pubblicazione annuale delle retribuzioni di CEO e membri dei Cda delle società partecipate dalla Città di Lugano per sostituire le speculazioni con dati istituzionali.

Contesto

In breve

  • UDC: compensi delle partecipate di Lugano pubblicati ogni anno
  • Cda e CEO indicati nominativamente
  • Altri membri della Direzione: importo aggregato
  • Attuazione tramite statuti o assemblee degli azionisti

Fatti chiave

  • Promotore → mozione dell'UDC, primo firmatario Alain Bühler
  • Ambito → società partecipate dalla Città di Lugano
  • Cda → remunerazione complessiva nominativa
  • CEO → stipendio complessivo annuo nominativo
  • Altri dirigenti → importo complessivo aggregato
  • Pubblicazione → rapporto di gestione, rapporto annuale o rapporto sulle partecipazioni
  • Criteri → uniformi e confrontabili nel tempo
  • Attuazione → statuti o proposta agli altri azionisti secondo il peso azionario di Lugano

La proposta in Consiglio comunale

A Lugano, una mozione dell'UDC, con Alain Bühler come primo firmatario, chiede che ogni anno siano rese pubbliche le remunerazioni dei vertici delle società partecipate dalla Città. La richiesta riguarda i membri dei Consigli di amministrazione e il massimo responsabile operativo, con indicazione individuale degli importi percepiti.

La mozione chiarisce che l'obiettivo non è stabilire quanto debbano guadagnare i vertici né intervenire sulla gestione. L'UDC propone invece uno standard generale di trasparenza per le società nelle quali Lugano investe capitale pubblico ed esercita i propri diritti di azionista. La forma della società anonima, secondo i firmatari, assicura l'autonomia gestionale; la presenza di capitale pubblico comporta però una «particolare responsabilità» verso la collettività.

Il modello distingue tra Consiglio di amministrazione e Direzione. Per ogni membro del Cda, la pubblicazione dovrebbe essere nominativa e riferita alla remunerazione complessiva, con le principali componenti e le eventuali indennità per presidenze, commissioni o altri incarichi societari. Per il CEO, il direttore generale o il massimo responsabile operativo, dovrebbe essere indicato nominativamente lo stipendio complessivo annuo. Gli altri membri della Direzione generale sarebbero invece riportati attraverso un unico importo complessivo aggregato.

La sede prevista è un documento ufficiale accessibile liberamente: rapporto di gestione, rapporto annuale, rapporto sulle partecipazioni o altro documento equivalente. I criteri dovrebbero rimanere uniformi e confrontabili nel tempo, includendo quando possibile il raffronto con l'esercizio precedente. La richiesta riguarda soltanto quanto corrisposto dalle società per le funzioni esercitate. Restano fuori reddito privato, patrimonio, situazione fiscale e altre informazioni personali.

Per i firmatari, la pubblicazione regolare servirebbe a sostituire il confronto basato su indiscrezioni, informazioni frammentarie, ricostruzioni parziali o speculazioni con dati istituzionali. L'UDC vorrebbe estendere il principio all'insieme delle partecipazioni societarie della Città, tenendo conto del peso azionario di Lugano.

Dove la Città controlla interamente la società o dispone della quota necessaria per modificare lo statuto, il Municipio dovrebbe avviare senza indugio i passi per inserire l'obbligo di pubblicazione. Dove i voti non bastano, dovrebbe proporre la stessa regola agli altri azionisti e sostenerla nelle assemblee generali. La mozione chiede infine al Consiglio comunale di accogliere la proposta e di incaricare il Municipio di darle seguito.

Dettagli operativi

Che cosa cambierebbe nella lettura dei compensi

Se il Consiglio comunale accogliesse la mozione, l'effetto previsto sarebbe soprattutto informativo: il pubblico potrebbe esaminare in modo più ordinato quanto le società partecipate corrispondono ai propri vertici. Non sarebbe invece una decisione sul livello delle retribuzioni. La proposta mira a rendere visibile il dato, non a fissare un importo o a sostituirsi alla gestione operativa delle società.

Il modello crea tre piani di lettura distinti. Per i membri del Cda, il dato sarebbe collegato alla singola persona e accompagnato dalle componenti principali e dalle eventuali indennità. Per il CEO, il direttore generale o il massimo responsabile operativo, l'attenzione cadrebbe sullo stipendio complessivo annuo. Per gli altri membri della Direzione generale, il lettore troverebbe invece un totale aggregato, senza la stessa articolazione nominativa.

Il secondo elemento pratico è il percorso societario necessario per applicare la regola. Quando il peso azionario di Lugano consente autonomamente la modifica dello statuto, la trasparenza può essere inserita direttamente in quella sede. Quando i voti della Città non sono sufficienti, la proposta deve passare dal confronto con gli altri azionisti e dall'appoggio nelle assemblee generali. La mozione non descrive quindi un'unica procedura valida per tutte le partecipazioni: la strada dipende dalla posizione della Città nella singola società.

La richiesta di criteri uniformi serve a rendere leggibili i dati nel tempo. Il raffronto con l'esercizio precedente, quando possibile, permetterebbe di osservare l'evoluzione delle remunerazioni senza basarsi su ricostruzioni parziali. Quel confronto, però, non stabilirebbe da solo se un compenso sia adeguato: i firmatari precisano che la mozione non vuole determinare quale debba essere il livello delle retribuzioni.

Resta anche un confine netto tra trasparenza societaria e sfera privata. Il documento dovrebbe riguardare soltanto quanto pagato per le funzioni esercitate, senza trasformarsi in un quadro su reddito privato, patrimonio o situazione fiscale. Chi vuole separare questi due piani può consultare la busta paga svizzera per la propria remunerazione individuale; la proposta riguarda invece i dati pubblicati dalle società. I firmatari richiamano infine esperienze di altre città svizzere nella Public Corporate Governance e sostengono che una regola statutaria sia compatibile con l'autonomia imprenditoriale delle società anonime.

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Punti chiave

Il percorso operativo previsto

La mozione indica un iter articolato in base al peso azionario della Città. Se il Consiglio comunale accoglie la proposta, il Municipio dovrebbe darle seguito secondo quattro passaggi:

1. Avviare il percorso richiesto dal Consiglio comunale per applicare il principio a tutte le partecipazioni societarie della Città. 2. Verificare, per ciascuna società, se Lugano dispone del controllo completo o della quota necessaria per modificare lo statuto. 3. Inserire nello statuto l'obbligo di pubblicazione e avviare senza indugio i passi necessari quando la modifica è autonomamente possibile. 4. Proporre la stessa regola agli altri azionisti e sostenerla nelle assemblee generali quando i voti della Città non bastano.

Una volta prevista la pubblicazione, il documento da consultare ogni anno potrebbe essere il rapporto di gestione, il rapporto annuale, il rapporto sulle partecipazioni oppure un altro documento ufficiale liberamente accessibile. Il controllo pratico consiste nel verificare che il criterio scelto resti uniforme e che, quando possibile, sia disponibile anche il raffronto con l'esercizio precedente.

La lettura va poi fatta separando i diversi livelli. Il compenso del singolo membro del Cda dovrebbe comprendere il totale e le principali componenti, comprese le eventuali indennità per presidenze, commissioni o altri incarichi societari. Per il massimo responsabile operativo va cercato lo stipendio complessivo annuo indicato nominativamente. Per gli altri membri della Direzione generale va invece considerato il dato aggregato. Il perimetro non comprende reddito privato, patrimonio o situazione fiscale.

L'inserimento della regola nello statuto avrebbe anche una funzione preventiva: secondo i firmatari, chi accetta un incarico conoscerebbe fin dall'inizio gli obblighi di pubblicazione. Per la propria situazione personale, distinta dal rapporto sulle partecipazioni, è possibile consultare la dichiarazione delle imposte. Per un confronto separato sul reddito da lavoro, usa il calcolatore stipendio.

Fonte: tio.ch

Domande frequenti
Cosa prevede la mozione dell'UDC per le partecipate di Lugano?
La proposta, presentata da Alain Bühler, mira a rendere pubblici annualmente i compensi dei vertici delle società in cui Lugano detiene partecipazioni. La richiesta prevede l'indicazione nominativa delle remunerazioni complessive per i membri del Consiglio di amministrazione e per il massimo responsabile operativo (CEO). Per gli altri membri della Direzione generale, la pubblicazione avverrebbe attraverso un unico importo aggregato. L'obiettivo è garantire una maggiore trasparenza istituzionale, sostituendo le attuali speculazioni con dati ufficiali e confrontabili nel tempo, senza interferire con la gestione operativa delle aziende.
Quali documenti conterrebbero queste informazioni?
I dati dovrebbero essere inseriti in documenti ufficiali e liberamente accessibili, come il rapporto di gestione, il rapporto annuale o il rapporto sulle partecipazioni. La mozione richiede che i criteri di pubblicazione siano uniformi e costanti nel tempo, includendo, laddove possibile, un raffronto con l'esercizio precedente. È importante sottolineare che la trasparenza richiesta riguarda esclusivamente i compensi legati alle funzioni esercitate presso le società, escludendo qualsiasi informazione relativa alla sfera privata, al patrimonio o alla situazione fiscale dei singoli individui.
Come verrebbe attuata questa regola nelle diverse società?
L'iter dipende dal peso azionario della Città di Lugano. Se la Città dispone del controllo totale o della quota necessaria per modificare lo statuto, il Municipio dovrebbe procedere direttamente all'inserimento dell'obbligo di pubblicazione. In caso contrario, la Città dovrebbe proporre e sostenere l'adozione di tale regola agli altri azionisti durante le assemblee generali. L'approvazione della mozione da parte del Consiglio comunale darebbe avvio a questo percorso operativo, volto a uniformare la pratica di Corporate Governance in tutte le partecipazioni societarie comunali.

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