Joseph Deiss: vogliamo una neutralità attiva e evolutiva (guida frontaliere)

Joseph Deiss: vogliamo una neutralità attiva e evolutiva

Il voto popolare ha bocciato l'iniziativa per una neutralità più rigida nella Costituzione svizzera, con oltre il 70% di contrari. Joseph Deiss, ex capo del DFAE, interpreta il risultato come richiesta di una neutralità attiva e capace di evolvere

Contesto

In breve

  • Oltre sette votanti su dieci respingono l'iniziativa
  • Il testo limitava sanzioni e cooperazione con la NATO
  • Joseph Deiss difende una neutralità attiva ed evolutiva
  • Il Consiglio degli Stati apre il dibattito sui Bilaterali III

Fatti chiave

  • Esito → rifiuto dell'iniziativa sulla neutralità
  • Oggetto → definizione più rigida della neutralità nella Costituzione
  • Intervento → Joseph Deiss, lunedì a La Matinale della RTS
  • Costituzione → testo del 1999
  • Dibattito → accordi bilaterali III con l'Unione europea
  • Iniziativa citata → Bussola
  • Maggioranza prevista → doppia maggioranza del popolo e dei Cantoni

Oltre sette votanti su dieci hanno respinto domenica l'iniziativa che voleva inscrivere nella Costituzione una definizione più rigida della neutralità svizzera. Il testo avrebbe limitato la ripresa di sanzioni e la cooperazione militare con alleanze come la NATO.

Il voto e la lettura di Deiss

Lunedì, ospite a La Matinale della RTS, Joseph Deiss ha accolto con ironia l'ampiezza e l'uniformità del risultato. L'ex consigliere federale, che ha diretto gli Affari esteri per quattro anni, ha letto nell'iniziativa di Christoph Blocher un effetto politico: avrebbe unito il Paese contro il testo e colmato il Röstigraben.

Questa iniziativa di Christoph Blocher ha avuto un merito: unire il Paese contro di essa. Il Röstigraben è stato colmato e ha ottenuto un punteggio che si può persino definire sovietico.

Per Deiss, lo scrutinio offre due insegnamenti. La popolazione avrebbe compreso che la Svizzera non può garantire da sola la propria sicurezza prendendo le distanze dai vicini europei. Inoltre, sarebbe stanca della posizione a volte troppo timida del Paese davanti alle crisi internazionali, in particolare in Ucraina e a Gaza.

Una neutralità lasciata aperta

Il rifiuto mantiene la politica attuale, ma Deiss non lo considera uno statu quo di blocco. A suo giudizio, il risultato lascia al Consiglio federale, al Parlamento e alle cittadine e ai cittadini la possibilità di modellare la politica estera.

L'ex ministro ha ricordato che la Costituzione del 1999, alla cui elaborazione ha partecipato, non definisce con precisione la neutralità. La scelta, ha spiegato, era deliberata: come nel 1848, la neutralità doveva restare uno strumento della politica di sicurezza e di difesa, non un fine autonomo.

Il risultato conferma una concezione evolutiva. Deiss parla di una neutralità attiva e presente, capace di evolvere con il diritto internazionale e le istituzioni nate dopo le convenzioni dell'Aia. Nel suo ragionamento rientrano la Carta delle Nazioni Unite, le Convenzioni di Ginevra e la Corte penale internazionale, che impediscono secondo lui di trattare allo stesso modo un aggressore e la sua vittima.

Da qui la richiesta al Consiglio federale di una linea coerente sulle violazioni del diritto internazionale. Deiss ha richiamato la responsabilità della Svizzera come depositaria delle Convenzioni di Ginevra e ha avvertito che non condannare i crimini di guerra può rendere il Paese complice. Ha richiamato anche i valori di pace, solidarietà e umanità che, secondo lui, i compatrioti vogliono vedere difesi dalla Svizzera.

Dettagli operativi

Il risultato produce un effetto istituzionale preciso: la definizione più rigida proposta dall'iniziativa non entra nella Costituzione. La politica attuale viene mantenuta e, secondo la lettura di Joseph Deiss, il Consiglio federale, il Parlamento e la popolazione conservano un margine per modellare la politica estera secondo le circostanze.

Per chi vive o lavora in Svizzera, la conseguenza concreta indicata dalla fonte riguarda quindi il livello delle decisioni federali. Non viene annunciata una nuova sanzione né una nuova cooperazione militare. Viene invece lasciata aperta la possibilità di esaminare questi strumenti senza il vincolo costituzionale previsto dal testo respinto. La distinzione conta: il voto chiude una proposta, ma non chiude il dibattito sulla sicurezza del Paese, sui rapporti con l'Europa e sulla risposta alle crisi internazionali.

Tre snodi da tenere separati

SnodoCosa dice la fonteLettura pratica
NeutralitàIl testo più rigido è stato respintoLa politica attuale resta il riferimento
Bilaterali IIIIl Consiglio degli Stati apre lunedì il dibattitoIl dossier europeo procede accanto al voto
Iniziativa BussolaGli accordi con l'UE sarebbero sottoposti alla doppia maggioranza del popolo e dei CantoniIl rapporto con l'Europa avrebbe un ulteriore passaggio politico

Il primo punto riguarda la sicurezza e la politica estera. Deiss sostiene che una neutralità attiva non imponga di trattare sempre allo stesso modo aggressore e vittima. Da qui la sua richiesta di condannare con chiarezza le azioni di Israele nei territori occupati e in Cisgiordania, senza però indicare una sanzione precisa. La sua posizione è che eventuali misure debbano essere esaminate secondo le circostanze.

Il secondo e il terzo punto spostano l'attenzione sui rapporti europei. Il dibattito sui Bilaterali III si apre mentre il voto sulla neutralità è appena stato respinto. Deiss collega l'iniziativa a Pro Suisse, all'Azione per una Svizzera indipendente e neutrale e a diverse figure dell'UDC, sostenendo che l'obiettivo andasse oltre la neutralità. L'iniziativa Bussola viene così presentata come un altro passaggio capace di orientare il rapporto del Paese con i vicini europei.

Il dossier resta istituzionale e di politica estera. Per un approfondimento separato sulle spese quotidiane, si può consultare il costo della vita in Svizzera.

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Punti chiave

Per seguire concretamente gli sviluppi dopo il voto, il lettore può organizzare la propria attenzione su quattro passaggi, tutti collegati ai dossier citati nella fonte.

1. Separare il risultato dalla proposta respinta

Il primo passaggio consiste nel distinguere ciò che è stato deciso da ciò che l'iniziativa avrebbe introdotto. Il voto ha respinto la definizione più rigida della neutralità e il limite previsto per la ripresa di sanzioni e la cooperazione militare con alleanze come la NATO. La politica attuale resta quindi il quadro da cui partire.

2. Seguire il livello federale

Il secondo passaggio è osservare il ruolo del Consiglio federale e del Parlamento. Nella lettura di Deiss, il rifiuto lascia a queste istituzioni, insieme alle cittadine e ai cittadini, la possibilità di modellare la politica estera. Per il lettore significa valutare le decisioni future senza considerare il voto come una rinuncia a ogni scelta sulle crisi internazionali.

3. Distinguere sicurezza e dossier europeo

Il terzo passaggio riguarda il calendario politico indicato dalla fonte. Il Consiglio degli Stati apre lunedì il dibattito sugli accordi bilaterali III con l'Unione europea. Conviene tenere questo dossier separato dal voto sulla neutralità, ma seguirli insieme per capire come la sicurezza e la politica europea vengono discusse a livello nazionale.

4. Verificare il possibile ruolo della doppia maggioranza

Il quarto passaggio è leggere con attenzione l'iniziativa Bussola. La proposta citata da Deiss vuole sottoporre l'adozione degli accordi con l'Unione europea alla doppia maggioranza del popolo e dei Cantoni. Questo è il criterio politico da monitorare quando il tema sarà ripreso nel dibattito pubblico.

Deiss non ha indicato una misura specifica contro Israele: chiede una condanna chiara delle azioni nei territori occupati e in Cisgiordania, ma ritiene che le sanzioni vadano esaminate secondo le circostanze. Chi desidera affiancare alla lettura politica una verifica personale può consultare la dichiarazione delle imposte e, come ultimo strumento operativo, il calcolatore stipendio.

Fonte: rsi.ch

Domande frequenti
Qual è stato l'esito della votazione sull'iniziativa di neutralità?
Oltre sette votanti su dieci hanno respinto l'iniziativa che voleva introdurre una definizione più rigida della neutralità nella Costituzione, limitando la ripresa di sanzioni e la cooperazione militare con alleanze come la NATO.
Cosa ha detto Joseph Deiss riguardo alla neutralità attiva?
Deiss ha affermato che il voto mostra che la Svizzera comprende di non poter garantire la propria sicurezza isolandosi dai vicini europei e che la popolazione è stanca di una posizione troppo timida davanti alle crisi internazionali, auspicando una neutralità attiva che possa evolvere con il diritto internazionale e le istituzioni post‑Aia.
Qual è il collegamento tra il voto sulla neutralità e il dibattito sui Bilaterali III?
Mentre il voto sulla neutralità è stato respinto, il Consiglio degli Stati ha aperto lunedì il dibattito sui Bilaterali III con l'Unione europea; Deiss collega l'iniziativa Bussola alla volontà di sottoporre gli accordi UE alla doppia maggioranza del popolo e dei Cantoni.

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