Rientro in Ticino: il salario non è l'unico fattore decisivo

I salari pesano, ma non decidono da soli il rientro.
Contesto
In breve
- I salari pesano, ma non decidono da soli il rientro.
- Per un impiego da laureato, salari inferiori del 38% a Zurigo.
- Più della metà dei partenti rientra entro cinque anni.
- Tra i 25 e i 35 anni entrano circa 300 persone l'anno.
Fatti chiave
- Evento → mattinata al Palazzo dei Congressi di Lugano
- Organizzatori → Divisione dell'economia del Canton Ticino e Città di Lugano
- Differenziale salariale → 38% in meno rispetto alla regione di Zurigo
- Rientri → più della metà dei partenti entro cinque anni
- Fascia 25-35 anni → circa 300 persone in entrata ogni anno
Al Palazzo dei Congressi di Lugano, l'appuntamento di lunedì promosso dalla Divisione dell'economia del Canton Ticino insieme alla Città di Lugano ha esaminato il percorso dei giovani che partono dal cantone per formarsi e spesso decidono di rientrare. Il risultato più inatteso riguarda la retribuzione: incide sulla scelta, ma non la determina da sola.
Una volta si parlava di cervelli in fuga. Oggi, nel linguaggio usato durante l'incontro, si preferisce parlare di talenti in movimento. Il ritorno avviene anche davanti a prospettive salariali più basse rispetto al resto della Svizzera. Per un impiego da laureato, la differenza indicata rispetto alla regione di Zurigo arriva al 38% in meno.
Il salario è una parte della scelta
Barbara Antonioli Mantegazzini, responsabile del Centro competenze ricerca sociale della SUPSI, ha spiegato che il reddito resta rilevante, ma può diventare secondario quando entrano in gioco tre elementi: l'equilibrio tra vita privata e professionale, la possibilità di un contratto più stabile e permanente, e la coerenza tra le competenze acquisite, gli studi svolti e il lavoro trovato. A questi criteri si aggiungono il desiderio di riavvicinarsi alla famiglia o agli amici, oltre a motivazioni legate al clima e alla gastronomia.
La discussione ha toccato anche la capacità del Ticino di riportare giovani formati fuori cantone. Lorenzo Barisone, che segue i dati statistici della Città di Lugano, ha segnalato miglioramenti nel rientro dei giovani in formazione. La destinazione non è però limitata agli altri cantoni: la fonte indica una maggioranza diretta all'estero e in Italia, dove il vantaggio salariale del Ticino resta competitivo.
Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell'economia del Canton Ticino, ha indicato un altro dato: più della metà dei giovani che partono rientra già dopo cinque anni. L'obiettivo dichiarato è aumentare ulteriormente i rientri. Nella fascia tra 25 e 35 anni, considerando l'immigrazione, il saldo registra un'entrata media in Ticino di circa 300 persone all'anno. Sono persone che arrivano, studiano e trovano anche lavoro. Per Rizzi, la partita passa dalla capacità di far combaciare domanda e offerta e dal lavoro sugli elementi attrattivi del territorio. Anche le aziende, ha sottolineato, hanno una responsabilità. Il tema può essere approfondito attraverso le aziende che assumono.
Dettagli operativi
Il confronto che interessa chi lavora in Ticino
Per chi vive al confine e lavora in Ticino, il messaggio può essere letto anche come una regola pratica: non basta mettere in colonna due salari. La fonte suggerisce un criterio più largo: un salario inferiore rispetto a Zurigo può essere valutato insieme alla qualità del lavoro e alla possibilità di costruire una permanenza.
Tre livelli da mettere a confronto
Il divario retributivo resta evidente: per un impiego da laureato, in Ticino lo stipendio è del 38% più basso rispetto alla regione di Zurigo, ma, pur non essendo decisivo da solo, non è irrilevante. Nella scelta possono contare anche l'equilibrio tra vita privata e professionale, la possibilità di un contratto stabile e la coerenza tra le competenze possedute, il percorso di studi e il lavoro svolto.
Questa chiave di lettura cambia anche il modo di osservare un rientro. Per chi è ancora nella fase della formazione, la propensione al movimento può manifestarsi quasi subito dopo gli studi. Per chi si trova già in un altro cantone, invece, la politica di attrazione deve confrontarsi con motivazioni diverse. La distinzione non vale solo per chi decide le politiche pubbliche: aiuta anche chi valuta un'offerta a capire quale domanda si sta ponendo, restare, partire o tornare.
Un altro confronto riguarda le destinazioni. Gli altri cantoni non esauriscono le mete dei giovani ticinesi; la fonte indica una maggioranza diretta all'estero e in Italia. Per questa parte del movimento, il vantaggio salariale del Ticino viene descritto come ancora competitivo. Per il frontaliere, questo passaggio invita a non confondere il confronto con Zurigo con quello rispetto all'Italia: sono percorsi diversi e la fonte li presenta separatamente.
Per il frontaliere, questa lettura riguarda la scelta professionale nel Canton Ticino e va tenuta distinta dai capitoli di permesso G, AVS, LPP, LAMal, ristorni, imposta alla fonte e doppia imposizione. Per approfondire l'offerta disponibile, il punto di partenza restano gli annunci di lavoro, da leggere insieme alle mansioni e alla stabilità contrattuale indicate.
Tool utili per il tuo caso
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Punti chiave
Una procedura pratica per valutare il rientro
La fonte non consegna una formula unica, ma permette di costruire una sequenza di decisione senza fermarsi al solo stipendio. Per un frontaliere interessato a un lavoro in Ticino, i passaggi possono essere ordinati così.
Quattro passaggi
1. Stabilire la traiettoria. Chiedersi se si sta scegliendo il primo inserimento dopo la formazione o un rientro da un altro cantone, dall'estero o dall'Italia. La distinzione è decisiva perché la propensione al movimento arriva quasi subito dopo il periodo formativo, mentre chi è già fuori dal Ticino ha motivazioni differenti.
2. Isolare il confronto salariale. Usare il dato disponibile come riferimento: per un impiego da laureato, la prospettiva ticinese indicata è del 38% inferiore rispetto alla regione di Zurigo. Il numero serve a misurare il divario, non a chiudere il ragionamento. La scelta resta aperta agli altri elementi indicati durante la mattinata.
3. Verificare il contenuto dell'offerta. Prima di decidere, mettere a fuoco l'equilibrio tra vita privata e professionale, la possibilità di un contratto stabile di tipo permanente e la coerenza tra competenze, studi e attività svolta. Sono i tre punti che, secondo Barbara Antonioli Mantegazzini, possono rendere secondaria la dimensione salariale.
4. Allargare l'orizzonte. Considerare il riavvicinamento a famiglia e amici, il clima e la gastronomia, poi osservare l'orizzonte dei cinque anni: i dati presentati indicano che più della metà dei giovani che partono rientra entro quel periodo. È un modo per leggere il rientro come una traiettoria, non come una scelta isolata.
La sequenza aiuta anche a distinguere ciò che dipende dalla persona da ciò che dipende dal mercato. Sul primo lato ci sono competenze, aspettative e legami; sul secondo la capacità del Ticino e delle aziende di far combaciare domanda e offerta. Per chi sta valutando un cambiamento, la verifica finale consiste nel confrontare il salario con il lavoro concreto e con la stabilità promessa, senza cancellare nessuno dei due termini. Per trasformare questo confronto in una stima personale, usa il calcolatore stipendio.
Fonte: rsi.ch
Domande frequenti
- Quanti giovani rientrano in Ticino entro cinque anni?
- Secondo i dati presentati alla mattinata al Palazzo dei Congressi di Lugano, più della metà dei giovani che partono per formazione o lavoro rientra in Ticino entro cinque anni.
- Qual è il differenziale salariale per un laureato tra Ticino e Zurigo?
- La fonte indica che per un impiego da laureato il salario in Ticino è inferiore del 38% rispetto alla regione di Zurigo, ma questo divario non determina da solo la scelta di rientro.
- Quali fattori rendono secondario il salario nella decisione di tornare?
- Barbara Antonioli Mantegazzini (SUPSI) ha indicato tre elementi: equilibrio vita privata-lavoro, possibilità di contratto stabile e permanente, coerenza tra competenze, studi e lavoro. Si aggiungono vicinanza a famiglia/amici, clima e gastronomia.
- Quanti giovani tra 25 e 35 anni entrano in Ticino ogni anno?
- Nella fascia 25-35 anni, considerando l'immigrazione, il saldo registra un'entrata media di circa 300 persone all'anno, persone che arrivano, studiano e trovano lavoro.
- Dove vanno principalmente i giovani ticinesi che partono?
- La maggioranza si dirige all'estero e in Italia, non solo negli altri cantoni svizzeri. Rispetto all'Italia il vantaggio salariale del Ticino resta competitivo.