Consiglio di Stato respinge riapertura fermata FFS a Giornico

Il Consiglio di Stato respinge la riapertura a Giornico La linea 120 serve Paese, Fraggio e Scuola Media Le coincidenze TILO passano dalla S10 a Biasca Nessuno
Contesto
In breve
- Il Consiglio di Stato respinge la riapertura a Giornico
- La linea 120 serve Paese, Fraggio e Scuola Media
- Le coincidenze TILO passano dalla S10 a Biasca
- Nessuno studio di fattibilità sarà avviato
Fatti chiave
- Luogo → Giornico
- Esito → riapertura non giustificata
- Risposta → Consiglio di Stato
- Servizio bus → AutoPostale, linea 120
- Collegamento TILO → S10 a Biasca
- Fermate riattivate → Ambrì-Piotta, Lavorgo e Bodio
- Richiesta recente → stazione di Rodi-Fiesso
- Traffico → IR Locarno-Zurigo/Basilea
La risposta su Giornico
BELLINZONA - Il Consiglio di Stato esclude la riapertura di una fermata ferroviaria a Giornico. La posizione è contenuta nella risposta all'interrogazione presentata nel dicembre scorso da Alessandro Corti, deputato del Centro, con Guerra e Tenconi in qualità di cofirmatari. L'atto parlamentare riguardava l'accessibilità ferroviaria e la valorizzazione storico-culturale del borgo leventinese.
Il Governo motiva il rifiuto con la situazione dell'offerta già presente e con la valutazione dei costi e dell'esercizio ferroviario. Giornico dispone delle fermate Giornico, Paese e Giornico, Fraggio; la linea 120 di AutoPostale effettua inoltre corse puntuali per Giornico, Scuola Media. Il quadro orario riportato dall'Esecutivo prevede corse ogni ora nelle ore di morbida e ogni mezz'ora nelle fasce di punta mattutine e serali.
Il riferimento alla linea 120 è puntuale anche sul piano dei luoghi: la risposta non parla soltanto di Giornico in generale, ma indica Paese, Fraggio e Scuola Media. La motivazione prende quindi in esame sia le fermate servite sia il modo in cui queste sono collegate alla rete TILO.
A questo assetto si aggiungono coincidenze indicate come ottimamente allacciate alla rete TILO, in particolare con la linea S10 a Biasca. La risposta presenta quindi, nello stesso quadro, le fermate locali, la frequenza diversa a seconda delle fasce della giornata e l'interscambio con la rete ferroviaria. Sono questi gli elementi utilizzati dal Consiglio di Stato per sostenere che l'abitato è già ben servito dal trasporto pubblico.
Per il Governo, l'ipotesi di riapertura non è sostenibile alla luce delle esigenze dell'esercizio e dei costi. Di conseguenza, il Consiglio di Stato rinuncia anche a far elaborare uno studio di fattibilità o di prefattibilità, richiesto dall'atto parlamentare.
Il confronto con la richiesta parlamentare è quindi duplice: l'atto chiedeva di esaminare la riapertura e di avviare un'analisi preliminare; la risposta considera non giustificato il primo scenario e rinuncia al secondo. Le due conclusioni sono ricondotte ai profili esplicitamente indicati, esercizio e costi. Il risultato comunicato a Bellinzona è circoscritto: per Giornico, l'offerta su gomma e i collegamenti con TILO sono considerati sufficienti dal Governo cantonale per non giustificare la riapertura ferroviaria.
Dettagli operativi
Il precedente della linea di montagna
Dal 2016 al ritorno delle fermate
La decisione su Giornico arriva dentro una ricostruzione più ampia della linea storica del Gottardo. Il Consiglio di Stato parte dall'apertura della galleria di base: inaugurata il primo giugno 2016, è diventata accessibile al traffico viaggiatori nel dicembre dello stesso anno.
| Momento | Fatti richiamati |
|---|---|
| Primo giugno 2016 | Inaugurazione della galleria di base |
| Dicembre 2016 | Accesso al traffico viaggiatori |
| Dopo l'apertura | Servizio passeggeri orario mantenuto sulla linea di montagna |
| Anno successivo | Riattivazione della fermata di Bodio |
Secondo i piani delle FFS, l'apertura del nuovo tunnel avrebbe significato la cessazione del servizio sulla tratta di montagna. L'intervento del Governo cantonale ha però permesso di mantenere sulla linea un servizio passeggeri a cadenza oraria. La risposta colloca questo passaggio all'origine della configurazione descritta per la Leventina dopo l'apertura della galleria.
Airolo e Faido erano già stazioni esistenti. Dopo l'inaugurazione della galleria di base sono state invece riattivate Ambrì-Piotta e Lavorgo; Bodio è seguito l'anno successivo. La sequenza identifica tre riaperture, diverse per località ma ricondotte dal Governo a una stessa logica: l'integrazione con la rete bus. Lo stesso Consiglio di Stato le definisce un'eccezione per un servizio ferroviario non ordinato.
Il confronto con Giornico si legge dentro questa sequenza. Le tre fermate non vengono presentate soltanto come aggiunte alla linea, ma come riaperture decise soprattutto in funzione del collegamento con gli autobus. Per Giornico, la risposta richiama invece l'offerta AutoPostale e le coincidenze TILO già disponibili; il punto documentato è dunque il diverso esito attribuito a una nuova riapertura rispetto alle tre riattivazioni già realizzate.
La distinzione istituzionale indicata dal Governo riguarda anche i treni che percorrono la linea. Il traffico a lunga distanza comprende Eurocity, Intercity e Interregio: questi servizi sono pianificati dalla Confederazione, rientrano nella competenza delle FFS e non ricevono finanziamenti per l'esercizio. Questa qualificazione completa il quadro indicato nella risposta: la tratta storica mantiene un servizio passeggeri orario, ma i treni che la percorrono appartengono a un'offerta pianificata a livello federale e gestita dalle FFS.
La ricostruzione sostiene così la conclusione espressa dal Consiglio di Stato: le tre riaperture vengono riconosciute, ma sono collocate in condizioni specifiche, legate alla rete bus e alla configurazione del servizio lungo la tratta di montagna. Il Governo le presenta come un'eccezione, non come una motivazione sufficiente per estendere la stessa soluzione a Giornico.
Punti chiave
Regole, richieste e valorizzazione culturale
Il perimetro delle richieste in Leventina
Al di fuori di Ambrì-Piotta, Lavorgo e Bodio, il Governo precisa che non sono stati avviati confronti formali per eventuali ulteriori riaperture in Leventina. La risposta ricorda una sola richiesta recente: quella del Comune di Prato Leventina per la stazione di Rodi-Fiesso. La domanda era stata presentata nell'ambito dell'opposizione all'offerta di trasporto pubblico 2021, opposizione poi respinta dal Gran Consiglio.
Sul piano ferroviario, FFS Infrastruttura esclude l'inserimento di ulteriori fermate. Le ragioni indicate sono due: l'esercizio ferroviario e i costi. Il Governo precisa inoltre che la valutazione considera, in particolare, le esigenze derivanti dalla Legge federale sull'eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili. La riapertura di una fermata viene quindi collegata, nella risposta, a requisiti tecnici, di esercizio, di costi e di accessibilità.
La risposta richiama normative complesse, soprattutto la Legge sulle ferrovie e la Legge sui disabili. Per gli aspetti tecnici, indica come riferimento il sito dell'Ufficio federale dei trasporti. A questi vincoli si aggiunge l'orario: una nuova fermata non deve compromettere la stabilità della pianificazione, condizionata dai vincoli lungo la tratta e presso nodi importanti come Bellinzona.
Il servizio considerato è inoltre l'IR Locarno-Zurigo/Basilea, quindi traffico a lunga distanza. Il Governo segnala la necessità di mantenere tempi di viaggio attrattivi: ogni fermata penalizza i viaggiatori in transito, mentre devono essere conservate le fermate fondamentali per l'interscambio con i servizi su gomma. La risposta mette così sullo stesso piano la stabilità dell'orario, la durata del viaggio e il collegamento con i servizi stradali.
L'interrogazione collegava infine trasporto, cultura e turismo. Tra i temi richiamati figuravano gli esiti dello studio Metron su AlpTransit e le potenzialità di Giornico come museo a cielo aperto. Nella sua risposta, il Consiglio di Stato cita la permanenza della linea di montagna, il ritorno del servizio nelle fermate di Ambrì-Piotta, Lavorgo e Bodio e un'integrazione più efficace con la rete bus. Secondo l'Esecutivo, questi elementi hanno portato alla Leventina un sostanziale miglioramento del trasporto pubblico, sia qualitativo sia quantitativo, con una rete definita performante.
Il quadro riportato tiene quindi distinti due piani: da un lato la valorizzazione storico-culturale chiesta per Giornico, dall'altro i requisiti ferroviari che il Governo considera vincolanti per nuove fermate. La fonte non indica una trattativa formale per riaprire Giornico; l'esito riportato resta la rinuncia allo studio e la valutazione che la riapertura non si giustifichi.
Fonte: tio.ch
Domande frequenti
- Qual è l'esito della richiesta di riapertura della fermata a Giornico?
- Il Consiglio di Stato respinge la riapertura della fermata ferroviaria a Giornico, non trovando giustificazione né dal profilo dell'esercizio né da quello dei costi. Questa posizione è contenuta nella risposta all'interrogazione presentata nel dicembre scorso dal deputato del Centro Alessandro Corti.
- Quali servizi di trasporto pubblico sono disponibili a Giornico?
- Giornico dispone delle fermate Giornico, Paese e Giornico, Fraggio; inoltre, la linea 120 di AutoPostale effettua corse puntuali per Giornico, Scuola Media. Le coincidenze TILO sono ottimamente allacciate con la linea S10 a Biasca.
- Sarà avviato uno studio di fattibilità per la riapertura?
- No, il Consiglio di Stato rinuncia ad avviare uno studio di fattibilità o di prefattibilità, come richiesto dall'atto parlamentare, poiché la riapertura non è considerata giustificata.
- Esistono precedenti di riapertura di fermate nella linea del Gottardo?
- Sì, dopo l'inaugurazione della galleria di base il primo giugno 2016, sono state riattivate Ambrì-Piotta e Lavorgo, e Bodio l'anno successivo, definite eccezioni legate all'integrazione con la rete bus.
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