Centro asilo Ticino: passaggio AOZ‑ORS e timori occupazionali (guida frontaliere)

Il passaggio di gestore dei centri per richiedenti asilo in Ticino da AOZ a ORS, previsto per gennaio, solleva preoccupazioni occupazionali: secondo i sindacati solo 80 dei 120 addetti potrebbero essere riassunti, mentre la SEM assicura che non ci
Contesto
In breve
- Da gennaio AOZ lascerà i centri per richiedenti asilo in Ticino
- ORS potrebbe assumere non più di 80 dei 120 addetti
- I sindacati stimano 40 posti di lavoro in meno
- SEM: 60% qualità, 40% prezzo nella scelta di ORS
- Cambio: AOZ sostituita da ORS
- Luoghi: Pasture a Balerna e Via Motta a Chiasso
- Personale AOZ: 120 addetti
- Stima sindacale: non più di 80 assunzioni
- Criteri SEM: 60% qualità, 40% prezzo
Da gennaio, nei centri federali per richiedenti l'asilo in Ticino, il servizio di assistenza passerà da AOZ a ORS. Il cambio è stato deciso a livello nazionale dalla Segreteria di Stato della migrazione, SEM, e in Ticino la notizia è accompagnata dalla preoccupazione della VPOD per l'occupazione e le condizioni di lavoro.
AOZ, cioè l'Organizzazione per l'asilo di Zurigo, è un ente collegato alla Città sulla Limmat. ORS, Organization for refugee services, è invece una società privata appartenente a una multinazionale britannica. Le due sigle indicano quindi fornitori con una struttura e un profilo diversi, non soltanto un cambio di nome.
Oggi AOZ impiega 120 persone in Ticino. Il personale opera tra il centro Pasture di Balerna e quello di Via Motta a Chiasso, che al momento è chiuso per il temporaneo calo dei flussi migratori. Secondo le stime dei sindacati, ORS sarebbe pronta ad assumere non più di 80 persone. La differenza ipotizzata è di 40 posti di lavoro.
Edoardo Cappelletti, co-segretario della VPOD Ticino, collega il rischio occupazionale alla disponibilità di ORS a non riassorbire l'intero organico. A suo giudizio, il passaggio potrebbe incidere anche sul contratto collettivo di lavoro (CCL): AOZ ne applica uno improntato a quello del personale della Città di Zurigo, mentre ORS non sarebbe disposta a riprendere l'attuale accordo. Per il sindacato, le garanzie offerte non sarebbero equivalenti.
La posizione della Confederazione è diversa. Contattata dalla RSI, la SEM ha garantito che «il cambio di fornitore di servizi non comporta alcuna riduzione del personale». Ha inoltre spiegato che la scelta di ORS è stata valutata per il 60% sulla qualità e per il 40% sul prezzo.
Il confronto si è spostato anche sul piano istituzionale. Un'assemblea del personale si è riunita a Balerna con i sindacati per definire le rivendicazioni. La richiesta centrale è mantenere l'occupazione attuale e affidare alla SEM la supervisione del passaggio di consegne. Cappelletti ha chiamato in causa anche il Governo ticinese e la Deputazione alle Camere. Per chi segue le opportunità professionali nel territorio, il riferimento editoriale resta la pagina degli annunci di lavoro, separata dalle comunicazioni ufficiali sul cambio di fornitore.
Dettagli operativi
Il nodo per chi lavora in Ticino
Il caso di Balerna e Chiasso si legge soprattutto come una riorganizzazione del lavoro nel Canton Ticino. La fonte non descrive una modifica ai percorsi dei richiedenti l'asilo, ma mette a confronto il rapporto tra personale, gestore e Confederazione. Per i dipendenti, la differenza concreta è tra la continuità garantita dal fornitore attuale e il nuovo assetto che dovrà essere definito con ORS.
Da una parte c'è la stima della VPOD: 120 addetti oggi, non più di 80 assunzioni ipotizzate e un possibile saldo negativo di 40 posti. Dall'altra, la SEM afferma che il cambio non comporterà una riduzione del personale. Le due posizioni non vengono risolte dalla fonte: il dato sindacale è una previsione, mentre la SEM formula una garanzia. La vicenda resta quindi ancorata al passaggio di consegne e alla sua supervisione.
Una questione occupazionale, non fiscale
Se un frontaliere si trovasse a lavorare in uno dei centri, il tema ricavabile dalla fonte sarebbe quello dell'occupazione e del CCL. Il testo non indica quanti dei 120 addetti siano frontalieri e non collega la sostituzione di AOZ a un cambiamento di permesso G, AVS, LPP, LAMal, ristorni o imposta alla fonte. Questi elementi non possono essere dedotti dal cambio di fornitore.
Il secondo livello riguarda il modello di gestione. La Confederazione ha affidato mandati a due società anonime: ORS e Convalere, con sede a Liestal (BL). Le attività non si fermano all'accoglienza: comprendono servizio sociale, gestione amministrativa e finanziaria delle persone in assistenza, integrazione e programmi di reinserimento occupazionale. Per questo, il passaggio osservato a Chiasso è presentato dalla fonte come parte del business multinazionale dell'emigrazione.
ORS opera in Svizzera, Germania, Austria, Italia, Belgio e Grecia. In Svizzera ha mandati in almeno sei cantoni e in circa quaranta comuni. Appartiene al gruppo britannico Serco, attivo anche con l'esercito USA, l'ente spaziale europeo e altri attori della sanità e dei trasporti. Il dato descrive la scala societaria, ma non consente di stabilire come sarà organizzato ogni singolo posto in Ticino.
Chi vuole confrontare questo passaggio con il mercato può consultare le aziende che assumono, mantenendo separati i dati generali dello strumento dalle informazioni specifiche della fonte.
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Punti chiave
Seguire il passaggio
La fonte non indica moduli, scadenze individuali o documenti da presentare. Le azioni concrete ricavabili sono quindi quelle già definite dal personale e dai sindacati, insieme alle richieste rivolte alle istituzioni. Un percorso più dettagliato non sarebbe sostenuto dal testo di partenza.
1. Riconoscere il perimetro
Il cambio riguarda il servizio di assistenza nei centri federali per richiedenti l'asilo in Ticino. Per il personale, il riferimento è il centro Pasture di Balerna e quello di Via Motta a Chiasso, che la fonte descrive come momentaneamente chiuso per il calo dei flussi migratori. Questo consente di distinguere la sede interessata dal mandato dalla situazione operativa attuale del singolo centro.
2. Seguire il tavolo sindacale
L'assemblea del personale si è incontrata a Balerna con i sindacati nel pomeriggio di venerdì per definire le rivendicazioni. Il punto da seguire è il mantenimento dell'occupazione così com'è oggi. Accanto al numero degli addetti, va osservato il destino del CCL: AOZ applica un contratto improntato su quello del personale della Città di Zurigo, mentre la VPOD segnala che ORS non sarebbe disposta a riprenderlo.
3. Chiedere il controllo del passaggio
La richiesta espressa dal sindacato è che la SEM supervisioni il passaggio di consegne a garanzia dell'occupazione. Nello stesso confronto sono stati chiamati in causa il Governo ticinese e la Deputazione alle Camere. Sono questi, secondo la fonte, i soggetti istituzionali da coinvolgere; non sono indicati altri uffici o procedure.
4. Tenere distinti i tempi disponibili
Il testo indica da gennaio il cambio di gestore e dal primo ottobre l'arrivo di Gaby Szöllösy alla direzione delle operazioni di ORS. Non fornisce il giorno esatto dell'avvicendamento nei centri né una scadenza per le singole posizioni. La direttrice designata è stata segretaria generale della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali e, prima, dirigeva la comunicazione alla SEM, lo stesso ufficio della Confederazione che oggi assegna i mandati.
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Fonte: rsi.ch
Domande frequenti
- Qual è il cambiamento previsto nei centri per richiedenti asilo in Ticino a partire da gennaio?
- Da gennaio il servizio di assistenza nei centri federali per richiedenti asilo di Balerna (Pasture) e Chiasso (Via Motta) passerà da AOZ, l’organizzazione zurighese collegata alla Città di Zurigo, a ORS, società privata britannica del gruppo Serco. AOZ impiega attualmente 120 persone; ORS prevede di assumere non più di 80 addetti, secondo le stime sindacali, lasciando potenzialmente 40 posti a rischio.
- Quali sono le posizioni di VPOD Ticino e della SEM riguardo all’occupazione?
- Il sindacato VPOD Ticino, attraverso il co‑segretario Edoardo Cappelletti, stima che il passaggio provocherà una perdita di circa 40 posti di lavoro e segnala che ORS non sarebbe disposta a riprendere il contratto collettivo di lavoro applicato da AOZ. Al contrario, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha dichiarato che il cambio di fornitore non comporterà alcuna riduzione del personale e che la scelta di ORS è stata valutata per il 60 % sulla qualità e per il 40 % sul prezzo.
- Cosa chiedono i lavoratori e i sindacati per garantire la continuità occupazionale?
- L’assemblea del personale a Balerna ha chiesto di mantenere l’occupazione attuale di 120 addetti, di affidare alla SEM la supervisione del passaggio di consegne e di coinvolgere il Governo ticinese e la Deputazione alle Camere. Il sindacato vuole inoltre preservare il contratto collettivo di lavoro attuale, temendo che ORS non lo riprenda, e chiede garanzie equivalenti sulle condizioni di lavoro.
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