13esima AVS: il 29 novembre si vota sull'aumento IVA

Voto 29 novembre: IVA per la 13esima AVS, cosa cambia

Il 29 novembre si vota sul finanziamento della 13esima AVS L'IVA ordinaria salirebbe dall'8,1% all'8,5% L'aliquota alberghiera passerebbe dal 3,8% al 4%.

Contesto

In breve

  • Il 29 novembre si vota sul finanziamento della 13esima AVS
  • L'IVA ordinaria salirebbe dall'8,1% all'8,5%
  • L'aliquota alberghiera passerebbe dal 3,8% al 4%
  • La prima 13esima AVS sarà versata in dicembre

Fatti chiave

  • Votazione → 29 novembre
  • Misura → 13esima mensilità AVS
  • Consenso iniziale → oltre il 58% dei votanti
  • IVA ordinaria → dall'8,1% all'8,5%
  • IVA ridotta → 2,6%, invariata

Il 29 novembre il popolo è chiamato a pronunciarsi sull'attuazione della misura che introduce la 13esima mensilità AVS. La consultazione arriva due anni dopo il voto che l'aveva approvata con una netta doppia maggioranza: a favore si espresse oltre il 58% dei votanti.

Dal voto al finanziamento

Dopo l'approvazione della misura, la questione del finanziamento si è posta immediatamente. L'iniziativa non specificava come coprire la nuova spesa, ma già al momento della votazione si stimava che avrebbe comportato un esborso aggiuntivo di circa 4,1 miliardi di franchi ogni anno. La fonte segnala inoltre che tale importo era destinato a crescere rapidamente.

Il confronto si è sviluppato fra Consiglio federale e Parlamento, con una discussione lunga e a tratti serrata. Le opzioni erano essenzialmente due: un aumento dell'imposta sul valore aggiunto sostenuto dal Consiglio federale, oppure una soluzione mista, composta da un aumento dell'IVA e da maggiori contributi paritetici salariali per l'AVS.

Dopo un paio d'anni di dibattiti, lo scorso giugno la situazione si è sbloccata a favore della prima soluzione. Il Parlamento ha accettato un aumento a tempo indeterminato dell'IVA. Poiché la misura richiede una revisione costituzionale, l'ultima parola spetterà però al popolo.

Il calendario rende la decisione ravvicinata: la prima 13esima AVS sarà versata ai beneficiari già in dicembre. La soluzione approvata dalle Camere prevede per l'aliquota ordinaria un aumento di 0,4 punti percentuali, dall'8,1% all'8,5%. L'aliquota speciale applicata al settore alberghiero passerebbe invece dal 3,8% al 4%.

Resterebbe invariata l'aliquota ridotta del 2,6%, applicata a diversi beni di uso quotidiano, fra cui alimentari e medicinali, oltre che a determinate prestazioni in ambito agricolo. Secondo le stime riportate dalla fonte, l'intero intervento comporterebbe un onere supplementare medio di circa 180 franchi annui per economia domestica.

Dettagli operativi

Tre aliquote, tre trattamenti

La struttura proposta distingue chiaramente le tre aliquote dell'IVA coinvolte nel finanziamento della 13esima AVS:

Table 1: Aliquota
AliquotaLivello indicatoTrattamento previsto
Ordinaria8,1%Aumento all'8,5%
Speciale alberghiera3,8%Aumento al 4%
Ridotta2,6%Nessun aumento

Il confronto mostra che il progetto non applica lo stesso incremento a tutte le aliquote. L'aumento riguarda quella ordinaria e quella speciale per il settore alberghiero, mentre la ridotta rimane al 2,6%. La fonte collega quest'ultima a beni di uso quotidiano come gli alimentari e i medicinali e a determinate prestazioni agricole. La scelta di non modificarla viene presentata dal Consiglio federale e dal Parlamento anche come elemento di equità sociale.

Per le economie domestiche, il riferimento quantitativo è un onere supplementare medio di circa 180 franchi all'anno. Il dato è espresso come media: non viene quindi indicato come una cifra identica per ogni economia domestica. La fonte non fornisce un calcolo individuale basato sui consumi effettivi, ma descrive il criterio generale con cui il progetto distribuirebbe il gettito aggiuntivo.

Perché l'IVA divide gli schieramenti

La critica nasce dalla natura stessa dell'imposta. Essendo indiretta, l'IVA colpisce tutti attraverso le medesime aliquote, indipendentemente dal livello delle entrate e dalle possibilità di acquisto. È su questo punto che si concentrano le obiezioni al finanziamento della 13esima AVS.

Nel campo borghese si mettono in primo piano le conseguenze sui bilanci delle economie domestiche. La soluzione indicata dai contrari non sarebbe un ulteriore aumento dell'IVA, ma una combinazione di riforme strutturali e priorità di bilancio per lo Stato. A sinistra si sottolinea invece lo spostamento dell'incidenza dell'imposizione verso i consumi e il maggiore peso che un'imposta come l'IVA può avere sulle persone con mezzi limitati.

Una minoranza si era già opposta al progetto durante il dibattito parlamentare. La sua posizione era di affrontare le uscite legate alla 13esima nel quadro della prossima riforma dell'AVS, anziché finanziare la misura con un aumento dell'imposta sul valore aggiunto.

Consiglio federale e Parlamento difendono invece la soluzione approvata dalle Camere come un intervento bilanciato. La motivazione indicata è la necessità di preservare la stabilità dei conti dell'AVS anche per le nuove generazioni. Secondo questa impostazione, l'impatto sulle persone con redditi medi o bassi sarebbe ridotto al minimo, mentre chi dispone di redditi più consistenti e consuma di più contribuirebbe in misura maggiore alle entrate aggiuntive dell'IVA.

Punti chiave

Le stime su entrate, disavanzo e riserve

Il finanziamento tramite IVA viene valutato anche in rapporto all'evoluzione dei conti dell'AVS. Secondo le stime, dal 2029 i maggiori prelievi potrebbero portare al primo pilastro entrate aggiuntive per poco meno di 1,5 miliardi di franchi. La fonte precisa che questo apporto contribuirebbe a contenere l'impatto del versamento della 13esima rendita.

Il confronto più dettagliato riguarda il 2035. Considerando il finanziamento aggiuntivo, le stime collocano il disavanzo dell'AVS intorno ai 3 miliardi di franchi, contro i 5 miliardi dell'altro scenario. La distanza tra i due valori è quindi di circa 2 miliardi di franchi per quell'anno. Si tratta di una relazione calcolata sui valori riportati dalla fonte, non di una nuova previsione.

Anche le riserve del primo pilastro vengono utilizzate come indicatore. Per il 2035, le stime le collocano intorno al 70% delle uscite annuali dell'assicurazione, contro circa il 50% nell'altro scenario. Il confronto indica uno scarto di 20 punti percentuali tra i due scenari descritti, sempre sulla base delle stime riportate.

Una situazione già sotto pressione

La fonte colloca questi numeri dentro un quadro finanziario già difficile. Nell'anno in corso le uscite dell'AVS risulterebbero superiori alle entrate per più di un miliardo di franchi. Già l'anno successivo, inoltre, il livello delle riserve scenderebbe al di sotto della soglia disposta dalla legge, pari al 100% delle uscite di un anno dell'assicurazione.

Il versamento della 13esima avrebbe un'ulteriore incidenza su una situazione descritta come tutt'altro che rassicurante. Per questo il finanziamento non viene presentato soltanto come una questione di gettito, ma anche come una misura collegata al disavanzo e alla consistenza delle riserve dell'AVS.

La fonte non quantifica il costo aggiuntivo per singolo contribuente, né offre una ripartizione dell'onere tra diverse fasce di consumo o di reddito. Non fornisce inoltre importi dettagliati per l'alternativa basata sui contributi salariali. I dati disponibili permettono quindi di confrontare le aliquote, l'onere medio per economia domestica e le stime sui conti dell'AVS, ma non di ricavare una cifra personale per ciascun votante o beneficiario.

Per un riferimento ufficiale sulla previdenza è disponibile la Tabella sinottica AVS 2026. Per approfondire il tema della rendita, consulta la pensione AVS.

Fonte: rsi.ch

Domande frequenti
Quando si vota sul finanziamento della 13esima AVS?
Il 29 novembre 2025 il popolo svizzero è chiamato alle urne per decidere sull'aumento dell'IVA che finanzierà la 13esima mensilità AVS, già approvata con oltre il 58% dei voti nel 2023.
Quali aliquote IVA cambiano e quali restano invariate?
L'aliquota ordinaria sale dall'8,1% all'8,5%, quella alberghiera dal 3,8% al 4%, mentre l'aliquota ridotta del 2,6% (alimentari, medicinali, prestazioni agricole) rimane invariata.
Quanto costerà in media l'aumento IVA alle economie domestiche?
Secondo le stime del Consiglio federale e del Parlamento, l'onere supplementare medio sarà di circa 180 franchi all'anno per economia domestica, valore che varia in base ai consumi effettivi.
Quali effetti sui conti AVS sono previsti con questo finanziamento?
Dal 2029 si stima un gettito aggiuntivo di quasi 1,5 miliardi. Nel 2035 il disavanzo scenderebbe a 3 miliardi (invece di 5) e le riserve salirebbero al 70% delle uscite annue (invece del 50%).
Perché l'aumento IVA divide gli schieramenti politici?
La destra critica l'impatto sui bilanci familiari e preferisce riforme strutturali; la sinistra denuncia la regressività dell'IVA che colpisce di più i redditi bassi. Una minoranza parlamentare voleva rinviare al prossimo pacchetto di riforma AVS.

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