Lupo, abbattimenti più facili: ambientalisti contrari, contadini favorevoli

Lupo in Svizzera: abbattimenti più facili nel 2025?

Il Consiglio federale propone abbattimenti durante tutto l’anno.

Contesto

In breve

  • Il Consiglio federale propone abbattimenti durante tutto l’anno.
  • La consultazione sulla revisione della LCP si chiude oggi.
  • Ambientalisti contrari anche agli abbattimenti nelle zone vietate.
  • USC e SSEA sostengono la revisione, con riserve diverse.

Fatti chiave

  • Proposta → revisione della Legge sulla caccia (LCP)
  • Autorità → Consiglio federale, su mandato del Parlamento
  • Periodo → tutto l’anno, inclusi febbraio e marzo
  • Consultazione → si chiude oggi
  • Status del lupo → da strettamente protetto a protetto

Un progetto federale ancora in consultazione

A Berna, il Consiglio federale ha proposto una revisione della Legge sulla caccia (LCP) che renderebbe più semplici gli abbattimenti dei lupi problematici. Il progetto nasce da un mandato del Parlamento e la procedura di consultazione si chiude oggi. La proposta non si limita a un periodo dell’anno: consentirebbe di eliminare i canidi durante tutto l’anno, compreso il periodo riproduttivo, indicato nella revisione nei mesi di febbraio e marzo. L’abbattimento sarebbe inoltre possibile nelle zone in cui vige il divieto di caccia.

La definizione utilizzata dal progetto delimita il gruppo interessato: sono problematici i lupi che attaccano greggi e mandrie oppure rappresentano un pericolo per l’uomo. L’obiettivo dichiarato è contenere la crescita della popolazione; tuttavia, le misure di regolazione attive dal 2023 non hanno arrestato l’incremento nel numero dei branchi.

Le posizioni nella consultazione

Pro Natura, BirdLife Svizzera e il Gruppo Lupo Svizzera hanno presentato una presa di posizione congiunta. A loro giudizio, il progetto è inutile e affrettato: ne chiedono quindi la sospensione e il rinvio alla grande revisione della LCP già annunciata dal governo. Le tre ONG ricordano che la normativa federale rinnovata sulla caccia e sulla protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici è in vigore dal 1° febbraio 2025. Prima di modificare nuovamente la legge, ritengono necessario maturare esperienza nell'applicazione delle basi giuridiche appena entrate in vigore. Contestano inoltre l'introduzione di ulteriori possibilità di abbattere una specie protetta, in particolare nelle zone in cui vige il divieto di caccia.

L’Unione svizzera dei contadini, invece, accoglie con particolare favore la possibilità di intervenire tutto l’anno, ma ritiene insufficienti le modifiche previste. Anche la Società svizzera di economia alpestre sostiene la revisione e richiama le conseguenze della legislazione sulla caccia per l’agricoltura di montagna. Il confronto resta quindi aperto tra protezione della specie, gestione dei lupi problematici e tutela delle attività agricole.

Dettagli operativi

Che cosa cambia per il territorio svizzero

Per leggere gli effetti pratici del progetto bisogna separare la regola proposta dalle valutazioni di chi la considera troppo ampia o troppo debole. Il punto più sensibile non è soltanto la possibilità di abbattere un lupo problematico: è l’estensione dell’intervento al periodo riproduttivo e alle zone dove vige il divieto di caccia. Per le ONG ambientaliste, questi due elementi ampliano le possibilità legali di uccidere una specie protetta. Per l’USC, la direzione è corretta, ma il risultato non basta a rimuovere gli ostacoli che incontrano gli interventi sui grandi predatori.

Tre scenari da tenere distinti

Per l’agricoltura di montagna, la SSEA legge gli ultimi tre anni come prova di lacune legislative con conseguenze gravi. La sua posizione sostiene un’attuazione rapida e guarda con favore alla possibilità di prelevare lupi isolati o branchi non appena la popolazione raggiunge un numero prestabilito di esemplari. La SSEA presenta quindi la modifica come una risposta da attuare rapidamente alle lacune che attribuisce alla legislazione sulla caccia.

Per l’USC, anche il requisito indicato per le zone di divieto di caccia pesa sul risultato: servirebbero almeno due attacchi ad animali da reddito in situazioni protette all’interno di una di queste zone. L’organizzazione lo considera una restrizione eccessiva. Il dato serve a capire perché il sostegno dei contadini non equivale ad approvazione senza riserve: l’USC apprezza l’abbattimento durante tutto l’anno, ma chiede possibilità d’intervento più ampie.

| Punto di confronto | Lettura del progetto | | Periodo | Intervento possibile tutto l’anno, anche a febbraio e marzo | | Territorio | Possibilità estesa alle zone con divieto di caccia | | Critica dell’USC | Almeno due attacchi in situazioni protette nella zona interessata | | Obiettivo | Frenare la crescita della popolazione di lupi |

La revisione si colloca tra una legge federale entrata in vigore il 1° febbraio 2025 e una grande revisione della LCP già annunciata dal governo. Questa sequenza spiega la richiesta ambientalista di fermare il progetto per acquisire esperienza con le nuove basi giuridiche, mentre la SSEA auspica tempi rapidi. Il dossier ha anche un profilo internazionale: secondo il progetto, le facilitazioni rispettano le convenzioni internazionali perché lo status del lupo è passato da strettamente protetto a protetto. La questione non riguarda soltanto il numero degli abbattimenti, ma anche il modo in cui la Svizzera bilancia protezione della specie e agricoltura di montagna.

Punti chiave

Come seguire il dossier senza confondere progetto e norme

Per chi vive o lavora in Svizzera e vuole valutare il possibile impatto su allevamento, greggi, mandrie o agricoltura di montagna, la lettura può seguire una sequenza precisa. Il testo descritto è una modifica della LCP durante la consultazione. Il primo passaggio è quindi collocare ogni informazione nella fase corretta.

Una scheda pratica in cinque passaggi

1. Segnare la data già indicata. La normativa federale rinnovata in materia di caccia e protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici è divenuta applicabile il 1° febbraio 2025. La consultazione sulla modifica si chiude oggi. Sono due riferimenti distinti: il primo riguarda la legge entrata in vigore, il secondo il progetto sottoposto alle prese di posizione.

2. Separare la proposta dalla misura applicata. Quando si legge che l’abbattimento sarebbe autorizzato tutto l’anno, bisogna riferirlo al progetto del Consiglio federale. La stessa cautela vale per febbraio e marzo e per le zone con divieto di caccia: sono estensioni previste dal testo descritto, non risultati da presentare come già attuati.

3. Controllare la definizione di lupo problematico. Il progetto usa questa espressione per indicare i lupi responsabili di attacchi a greggi e mandrie o che costituiscono una minaccia per l’uomo. Il criterio consente di distinguere il caso descritto da una generica presenza del lupo.

4. Verificare il requisito contestato dall’USC. Nelle zone di divieto di caccia, l’Unione svizzera dei contadini giudica eccessiva la richiesta di almeno due attacchi ad animali da reddito in situazioni protette. Questo punto va tenuto distinto dal favore dell’USC per gli abbattimenti durante tutto l’anno.

5. Confrontare le posizioni prima di trarre una conclusione. Pro Natura, BirdLife Svizzera e GLS chiedono la sospensione e l’inserimento nella grande revisione della LCP; USC e SSEA sostengono la revisione, ma l’USC la considera insufficiente e la SSEA auspica un’attuazione rapida. La mappa delle posizioni è più precisa di una contrapposizione generica tra favorevoli e contrari.

Questa griglia consente di seguire il dossier senza mescolare la legge del 2025, la consultazione che si chiude oggi e le proposte su popolazione dei branchi, periodo riproduttivo e zone di divieto. Per il lettore, l’azione concreta è controllare sempre quale dei tre piani sta leggendo: norma in vigore, modifica proposta o posizione di un’organizzazione. Nessuna delle tre categorie va usata come sinonimo delle altre.

Fonte: tio.ch

Domande frequenti
Qual è la proposta del Consiglio federale per la gestione dei lupi?
Il Consiglio federale propone una revisione della Legge sulla caccia (LCP) che consentirebbe l’abbattimento di lupi problematici durante tutto l’anno, inclusi i mesi di febbraio e marzo, periodo riproduttivo della specie. La proposta mira a frenare la crescita della popolazione di lupi, che continua ad aumentare nonostante le misure di regolazione in vigore dal 2023.
Quali sono le posizioni delle ONG ambientaliste?
Pro Natura, BirdLife Svizzera e il Gruppo Lupo Svizzera giudicano il progetto inutile e affrettato, chiedendo di sospenderlo e di inserirlo nella grande revisione della LCP già annunciata dal governo. Contestano in particolare le nuove possibilità di abbattimento per una specie protetta, soprattutto nelle zone di divieto di caccia.
Qual è la posizione dell’Unione svizzera dei contadini?
L’Unione svizzera dei contadini (USC) accoglie con favore la possibilità di intervenire tutto l’anno, ma ritiene insufficienti le modifiche previste. L’USC chiede possibilità d’intervento più ampie, criticando il requisito di almeno due attacchi ad animali da reddito in situazioni protette nelle zone di divieto di caccia.

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