Francese a scuola: i Cantoni difendono l'autonomia

Il confronto sul francese alle scuole elementari coinvolge alcuni Cantoni germanofoni. La CDPE non sceglie tra le varianti del Consiglio federale, difende la cooperazione intercantonale e indica il 5 ottobre come termine della consultazione.
Contesto
In breve
- La CDPE difende le prerogative cantonali sulle lingue
- In alcuni Cantoni il francese slitta alle medie
- Il Consiglio federale consulta due varianti
- La consultazione termina il 5 ottobre
Fatti chiave
- Istituzione → CDPE e Consiglio federale
- Cantoni citati → Zurigo, San Gallo, Svitto e Turgovia
- Variante 1 → una lingua nazionale e l'inglese alle elementari
- Variante 2 → una seconda lingua nazionale dalla primaria al secondario I
- Termine → 5 ottobre
Nel servizio del 24 settembre 2026, la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha indicato che i Cantoni intendono mantenere le proprie prerogative nell'insegnamento delle lingue. La posizione è arrivata dopo che il Consiglio federale, nei mesi scorsi, aveva espresso il proprio malcontento per le decisioni di alcuni Cantoni germanofoni orientate a posticipare il francese.
Da Zurigo a San Gallo, passando per Svitto e Turgovia, sempre più parlamenti cantonali si sono opposti all'insegnamento consolidato del francese alle scuole elementari. La preferenza indicata è spostare l'avvio alle scuole medie. Questa tendenza ha spinto il Governo a intervenire, pur dentro il principio secondo cui tutto ciò che riguarda l'educazione rientra nelle competenze dei Cantoni.
Il progetto federale in consultazione
Il Consiglio federale ha messo in consultazione due varianti. La prima intende sancire nella legge l'apprendimento, alle elementari e oltre alla lingua materna, di due lingue: una nazionale e l'inglese. Il testo richiama il sistema HarmoS. La seconda ipotesi prevede un requisito minimo: l'insegnamento di una seconda lingua nazionale dalla scuola primaria fino alla fine del livello secondario I.
La differenza riguarda quindi sia l'ampiezza della regola proposta sia il momento in cui una seconda lingua nazionale deve entrare nel percorso scolastico. Per le famiglie, il punto da osservare è il calendario: nel dibattito dei Cantoni germanofoni, francese alle elementari e francese alle medie non sono presentati come percorsi equivalenti sul piano temporale.
La CDPE non ha scelto tra le due varianti. Ha ritenuto che ogni Cantone debba poter pronunciarsi sul progetto e ha contestato, in linea di principio, un intervento della Confederazione giudicato sproporzionato e politicamente inopportuno. Secondo la Conferenza, i Cantoni possono continuare ad assicurare autonomamente, attraverso la cooperazione intercantonale, l'insegnamento di una seconda lingua alle elementari.
La procedura di consultazione sul progetto del Governo si concluderà il 5 ottobre. Fino a quella data, il confronto resta aperto tra l'autonomia cantonale difesa dalla CDPE e il possibile requisito comune prospettato dal Consiglio federale. Per distinguere questa partita dalle altre spese familiari, è disponibile anche il costo della vita in Svizzera.
Dettagli operativi
Il punto pratico è il calendario scolastico
Per leggere la portata della disputa bisogna separare tre piani: la competenza dei Cantoni, il contenuto delle due varianti federali e il livello scolastico in cui entra una seconda lingua nazionale. La fonte non descrive una decisione finale, ma una procedura di consultazione accompagnata da una presa di posizione cantonale.
Tre scenari da distinguere
| Quadro | Regola descritta nella fonte | Aspetto da osservare |
|---|---|---|
| Autonomia cantonale | I Cantoni assicurano l'insegnamento tramite cooperazione intercantonale | Il confronto resta legato alle decisioni cantonali |
| Prima variante | Alle elementari, oltre alla lingua materna, due lingue: una nazionale e l'inglese | La proposta combina una lingua nazionale e l'inglese |
| Seconda variante | Una seconda lingua nazionale dalla primaria alla fine del secondario I | Il requisito minimo copre l'intero percorso indicato |
In uno scenario di prosecuzione dell'autonomia, il calendario dell'insegnamento può continuare a essere deciso nell'ambito cantonale. È il punto che spiega la contrarietà della CDPE all'intervento della Confederazione: secondo la Conferenza, la cooperazione tra Cantoni è sufficiente per assicurare una seconda lingua alle elementari.
In uno scenario basato sulla prima variante, il riferimento comune sarebbe invece l'apprendimento di due lingue alle elementari, con una lingua nazionale e l'inglese, oltre a quella materna. La seconda variante avrebbe un perimetro diverso: fisserebbe come minimo una seconda lingua nazionale dalla primaria fino alla conclusione del livello secondario I. Le due ipotesi non vanno quindi confuse: la prima elenca due lingue da apprendere alle elementari, la seconda definisce una soglia per una seconda lingua nazionale lungo il percorso scolastico.
Per chi segue il dibattito in un Cantone germanofono, la domanda concreta è quando comincia il francese: alle elementari o alle scuole medie. Per chi confronta le proposte federali, la domanda è invece quale combinazione linguistica venga indicata e per quale tratto della scuola. Questa distinzione evita di attribuire alla CDPE una preferenza che non ha espresso e di presentare come già deciso un progetto ancora in consultazione.
Il tema resta scolastico e istituzionale: non introduce nella fonte cifre su salari, imposte o contributi. Per una verifica separata del bilancio familiare è possibile usare il calcolatore stipendio.
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Punti chiave
Come seguire l'iter fino al 5 ottobre
Il progetto del Consiglio federale è nella fase di consultazione. Chi deve seguire l'evoluzione dell'insegnamento delle lingue può organizzare la lettura del dossier in quattro passaggi, tutti legati agli elementi indicati dalla fonte.
Una scheda di lettura in quattro passaggi
1. Annotare il livello scolastico coinvolto. Il confronto riguarda il francese alle scuole elementari e l'ipotesi di rinviarlo alle scuole medie. Questa è la prima distinzione da mantenere quando si legge una decisione cantonale.
2. Separare le lingue citate. La lingua materna, una seconda lingua nazionale e l'inglese hanno ruoli diversi nelle due varianti. La prima prevede due lingue alle elementari, una nazionale e l'inglese; la seconda indica come requisito minimo una seconda lingua nazionale dalla primaria alla fine del secondario I.
3. Identificare il livello decisionale. La CDPE sostiene che l'educazione rientra nelle competenze dei Cantoni e che l'insegnamento di una seconda lingua alle elementari può essere assicurato attraverso la cooperazione intercantonale. La Conferenza, però, non ha scelto tra le due proposte federali: ogni Cantone deve poter pronunciarsi sul progetto.
4. Segnare la scadenza della procedura. La consultazione sul progetto del Governo si concluderà il 5 ottobre. La data consente di collocare correttamente gli annunci: prima della chiusura si tratta di un confronto su varianti sottoposte a consultazione, non della descrizione di una scelta cantonale già uniforme.
Questa sequenza aiuta a confrontare la situazione discussa nei Cantoni germanofoni con le due ipotesi federali senza sovrapporre competenze e contenuti. Aiuta anche a capire perché la posizione della CDPE sia distinta da una scelta sul francese: la Conferenza difende l'autonomia e chiede che i Cantoni possano pronunciarsi, ma non indica quale variante preferire.
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Fonte: rsi.ch
Domande frequenti
- Che cosa difende la CDPE nell'insegnamento delle lingue?
- La CDPE difende le prerogative dei Cantoni nell'insegnamento delle lingue. Non ha preso posizione tra le due varianti del Consiglio federale e ritiene che ogni Cantone debba poter pronunciarsi sul progetto. La Conferenza avversa in linea di principio l'intervento della Confederazione, giudicandolo sproporzionato e politicamente inopportuno. Sostiene inoltre che i Cantoni possano continuare ad assicurare una seconda lingua alle elementari tramite la cooperazione intercantonale.
- Quali sono le due varianti messe in consultazione?
- La prima variante intende sancire nella legge l'apprendimento, alle elementari e oltre alla lingua materna, di due lingue: una nazionale e l'inglese, come previsto dal sistema HarmoS. La seconda prevede un requisito minimo: l'insegnamento di una seconda lingua nazionale dalla scuola primaria fino alla fine del livello secondario I. La CDPE non ha scelto tra queste due ipotesi.
- Quando termina la consultazione del progetto federale?
- La procedura di consultazione sul progetto del Governo si concluderà il 5 ottobre. Il progetto riguarda due possibili regole sull'insegnamento delle lingue nelle scuole. Fino alla scadenza indicata, la CDPE sostiene che ogni Cantone debba poter pronunciarsi e mantiene la propria contrarietà di principio a un intervento della Confederazione.
- Quali Cantoni sono citati nel dibattito sul francese?
- La fonte cita Zurigo, San Gallo, Svitto e Turgovia. Da questi Cantoni arriva il riferimento a parlamenti cantonali che si sono opposti all'insegnamento consolidato del francese alle scuole elementari, preferendo rinviarlo alle scuole medie. Il testo colloca il tema più ampiamente tra alcuni Cantoni germanofoni.
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