Cresce il lavoro part-time tra gli uomini in Svizzera

Dal 2000 la quota di uomini che lavorano part-time in Svizzera è raddoppiata, superando il 20%. Analizziamo i dati dello studio 2004-2020, il confronto europeo e l'impatto delle norme culturali sulle scelte professionali maschili.
Contesto
In breve
- Dal 2000 gli uomini part-time passano da circa 10% a oltre 20%.
- In Svizzera lavora part-time il 40% degli attivi.
- La quota è 60% tra le donne e 20% tra gli uomini.
- Lo studio analizza dati svizzeri dal 2004 al 2020.
Fatti chiave
- Periodo dei dati → 2004-2020
- Uomini full-time che desiderano ridurre → 11,4% ogni anno
- Passaggio effettivo al part-time → 9,4% di chi lo desidera
- Part-time in Italia nel 2025 → 15,3% degli occupati
- Media dell'Unione europea → 17,4%
- Part-time in Svizzera nel confronto → 40,9% degli occupati
Dal 2000 la quota degli uomini svizzeri che lavorano a tempo parziale è passata da circa 10% a oltre 20%. Il dato segnala una crescita più che doppia, senza paragoni nella maggior parte dei Paesi industrializzati. Per gli uomini, tuttavia, il part-time resta ancora una scelta minoritaria.
Il quadro attuale mostra una forte differenza tra i sessi. Circa il 40% della popolazione attiva svizzera lavora a tempo parziale: la quota raggiunge il 60% tra le donne e si ferma attorno al 20% tra gli uomini. La Confederazione figura così tra i Paesi con la più alta diffusione del part-time nell'area OCSE.
Secondo uno studio dei sociologi Jan Müller dell'Università di Zurigo e Youngjoo Cha della Indiana University, la spiegazione non è soltanto economica. A frenare il passaggio al part-time sono anche norme culturali radicate, che associano l'identità maschile al ruolo di principale sostegno economico della famiglia e alla disponibilità totale verso il lavoro.
Il percorso misurato dai ricercatori
Lo studio non si limita a fotografare chi lavora a tempo parziale, ma analizza il percorso che conduce a questa scelta. I ricercatori hanno incrociato i dati dell'Indagine svizzera sulle forze di lavoro, del Panel svizzero delle economie domestiche e di altre banche dati occupazionali relative al periodo 2004-2020.
Il risultato mostra che ogni anno l'11,4% degli uomini occupati a tempo pieno sviluppa il desiderio di passare a un grado di occupazione ridotto. Tra coloro che maturano questa preferenza, il 9,4% riesce effettivamente a passare al part-time.
La ricerca individua due ostacoli culturali: l'ideale del lavoratore sempre disponibile e il modello del male breadwinner, letteralmente uomo che porta il pane a casa. Per un primo confronto sul reddito, il calcolatore stipendio può affiancare la lettura del dato nazionale.
Dettagli operativi
Il dato nazionale diventa più leggibile quando viene confrontato con le quote registrate in Italia e nell'Unione europea. La Svizzera presenta una diffusione del lavoro a tempo parziale molto più ampia, ma mantiene una marcata differenza tra uomini e donne.
| Indicatore | Svizzera | Italia o Unione europea |
|---|---|---|
| Persone occupate part-time | 40,9% | Italia 15,3%; UE 17,4% |
| Donne occupate part-time | 60% | UE 27,5% |
| Uomini occupati part-time | 20% | UE 7,8%; Italia 8% |
Nel 2025 il part-time riguardava in Italia circa il 15,3% delle persone occupate, contro il 17,4% della media dell'Unione europea. Il dato svizzero riportato nel confronto arrivava invece al 40,9%. Sul piano di genere, nell'Unione europea il 27,5% delle donne occupate lavorava a tempo parziale contro il 7,8% degli uomini; per la componente maschile italiana la fonte richiama l'8%.
Il settore conta meno delle norme professionali
Per chi valuta una riduzione dell'orario, il settore economico non è l'unico elemento da guardare. Lo studio non individua particolari differenze tra i settori, ma segnala il peso delle culture professionali. Gli uomini hanno maggiori probabilità di passare al part-time nelle occupazioni dove l'equilibrio tra vita privata e lavoro è considerato legittimo e compatibile con la carriera.
La situazione cambia nelle professioni dove domina l'aspettativa di disponibilità totale. Quando il lavoro viene posto al centro della vita professionale e personale, e l'uomo è visto come principale sostegno economico della famiglia, il passaggio al part-time rimane meno frequente. La differenza, quindi, riguarda anche ciò che viene considerato normale nel posto di lavoro.
La praticabilità svizzera dipende inoltre da tre caratteristiche indicate dalla fonte. Le settimane lavorative a tempo pieno sono relativamente lunghe e si avvicinano alle 42 ore. I salari elevati consentono spesso di ridurre il grado di occupazione senza compromettere completamente il tenore di vita familiare. I contratti a tempo parziale godono generalmente di una protezione e di una stabilità comparabili a quelle dei contratti a tempo pieno.
Il confronto con Svezia e Norvegia mostra però un modello diverso. Nei Paesi scandinavi le politiche pubbliche sono impostate affinché entrambi i genitori possano ridurre il tempo di lavoro. In Svizzera resta dominante lo schema nel quale sono soprattutto le donne a lavorare a tempo parziale, mentre gli uomini hanno iniziato solo recentemente a seguire la stessa strada. Per leggere meglio la componente reddituale della scelta si può consultare la busta paga svizzera.
Tool utili per il tuo caso
Per verificare in modo pratico il tuo scenario entro/oltre 20 km, usa il calcolatore stipendio netto e la guida dichiarazione redditi.
Punti chiave
La decisione di ridurre il grado di occupazione può essere organizzata in un percorso pratico, senza trasformare le percentuali nazionali in una promessa individuale. Il punto è confrontare orario, cultura professionale, reddito e vita familiare.
1. Misura il punto di partenza
Comincia dall'orario a tempo pieno. La fonte descrive settimane lavorative relativamente lunghe, vicine alle 42 ore. Prima di ragionare sul part-time, metti quindi a fuoco quanta disponibilità richiede oggi il lavoro e quale riduzione avrebbe un effetto concreto sull'equilibrio tra vita privata e attività professionale.
2. Distingui il desiderio dalla possibilità
Lo studio separa il momento in cui nasce la preferenza dal passaggio effettivo a un grado ridotto. Questa distinzione è utile anche sul piano personale: desiderare più tempo libero e riuscire a inserirlo nell'organizzazione del lavoro sono due passaggi diversi. Il confronto deve restare ancorato alla mansione svolta e alle condizioni del posto di lavoro.
3. Leggi la cultura dell'occupazione
Non fermarti al nome del settore economico. Verifica se nell'occupazione l'equilibrio tra vita privata e lavoro viene considerato compatibile con la carriera oppure se prevale l'aspettativa di disponibilità totale. Sono queste le culture professionali che, secondo la ricerca, fanno la differenza nella transizione verso il part-time.
4. Metti insieme reddito e famiglia
La fonte indica salari elevati e contratti generalmente stabili come elementi che rendono il part-time più praticabile in Svizzera. Il passaggio va comunque valutato rispetto al tenore di vita familiare e al ruolo economico attribuito a ciascun genitore. Per affiancare questo confronto si può usare il costo della vita in Svizzera, senza separare la scelta dell'orario dalle esigenze della famiglia.
Il confronto finale deve tenere insieme il grado di occupazione desiderato, la compatibilità con la carriera e la cultura del posto di lavoro. Per stimare il passaggio dal tempo pieno al tempo parziale, usa il calcolatore stipendio.
Fonte: tvsvizzera.it
Domande frequenti
- Qual è la diffusione del lavoro part-time in Svizzera per genere?
- In Svizzera, il 40% della popolazione attiva lavora a tempo parziale. Esiste una marcata differenza di genere: la quota sale al 60% tra le donne, mentre si attesta al 20% tra gli uomini. Il dato svizzero risulta significativamente più alto rispetto alla media dell'Unione europea, dove il part-time coinvolge il 17,4% degli occupati, con una ripartizione del 27,5% per le donne e del 7,8% per gli uomini.
- Quali sono gli ostacoli culturali al passaggio al part-time?
- Secondo lo studio dei sociologi Jan Müller e Youngjoo Cha, basato su dati 2004-2020, il passaggio al part-time è frenato da norme culturali radicate. Tra queste, l'ideale del lavoratore sempre disponibile e il modello del 'male breadwinner', che associa l'identità maschile al ruolo di principale sostegno economico della famiglia. La transizione è più frequente in occupazioni dove l'equilibrio vita-lavoro è considerato compatibile con la carriera professionale.
- Quanti uomini passano effettivamente al tempo parziale?
- La ricerca indica che ogni anno l'11,4% degli uomini occupati a tempo pieno in Svizzera sviluppa il desiderio di ridurre il proprio grado di occupazione. Di questi, il 9,4% riesce a concretizzare il passaggio al part-time. La praticabilità di questa scelta è favorita dalle settimane lavorative svizzere, spesso vicine alle 42 ore, dai salari elevati che permettono una riduzione dell'orario e dalla protezione contrattuale garantita anche nei regimi a tempo parziale.
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