Consiglio nazionale boccia la norma sui danni da terremoti agli immobili (guida frontaliere)

Consiglio nazionale boccia la norma sui danni da terremoti agli immobili

Il Consiglio nazionale ha definitivamente bocciato l'articolo costituzionale che prevedeva un meccanismo di solidarietà federale per le riparazioni degli edifici dopo i terremoti. La responsabilità resta interamente in capo ai proprietari privati.

Contesto

In breve

  • 99 contrari, 84 favorevoli e 8 astenuti al Consiglio nazionale.
  • La Confederazione non avrà competenza per finanziare le riparazioni.
  • La proposta CAPTE-N indicava lo 0,5% della somma assicurata.
  • Il messaggio del Consiglio federale prevedeva lo 0,7%.

Fatti chiave

  • Decisione → articolo costituzionale bocciato
  • Proposta CAPTE-N → 0,5% della somma assicurata
  • Messaggio federale → 0,7%
  • Proprietari con polizza → 15%
  • Copertura secondo Jon Pult → 80% sprovvisto

99 voti contro 84 e 8 astenuti: il Consiglio nazionale ha bocciato oggi l'articolo costituzionale che avrebbe dato alla Confederazione la competenza di finanziare la riparazione degli edifici dopo terremoti di grave entità. Il voto chiude il dossier: dopo la precedente non entrata in materia del Consiglio degli Stati, questa è la seconda decisione negativa e l'oggetto è definitivamente cassato.

La proposta arrivata dalla maggioranza della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia, la CAPTE-N, prevedeva un meccanismo di solidarietà. In caso di terremoto grave, il contributo sarebbe stato prelevato ai proprietari degli immobili nella misura dello 0,5% della somma assicurata. Era una soluzione diversa dal messaggio del Consiglio federale, che indicava lo 0,7%; quest'ultimo era già stato respinto dal Consiglio degli Stati lo scorso dicembre.

Le posizioni emerse in aula

A difendere la proposta è stato Stefan Müller-Altermatt, Centro/SO, per la maggioranza commissionale. Ha ricordato che oggi non esiste una norma costituzionale per questi casi e che l'incombenza resta ai proprietari. Secondo la sua ricostruzione, soltanto il 15% dei proprietari ha stipulato una polizza e la responsabilità principale continuerà a ricadere su di loro. La commissione aveva preso come caso limite un terremoto di intensità destinata a ripetersi circa una volta ogni cent'anni.

Jon Pult, PS/GR, ha invece accusato la lobby del settore di confondere l'assicurabilità degli immobili con la loro effettiva copertura, sostenendo che l'80% ne è sprovvisto. La minoranza, rappresentata da Christian Wasserfallen, PLR/BE, ha richiamato la differenza tra i danni di un sisma in un centro urbano e quelli in una zona rurale, oltre all'incertezza su chi dovrebbe calcolare con precisione la somma dei danni.

Anche Michael Graber, democentrista del VS, riteneva che la normativa avrebbe penalizzato chi aveva scelto volontariamente di tutelarsi. Questa posizione ha prevalso. La cronaca di Keystone-ATS registra così la fine definitiva del progetto.

Dettagli operativi

Cosa cambia sul piano pratico

Lo 0,5% non è stato approvato: era la proposta della CAPTE-N, calcolata sulla somma assicurata. Lo 0,7% era invece previsto dal messaggio del Consiglio federale, già respinto dal Consiglio degli Stati. La definitiva cassazione dell'oggetto chiude entrambe le ipotesi senza istituire il meccanismo di solidarietà discusso.

Il risultato pratico descritto nel dibattito è che resta l'assenza di una norma costituzionale per questi casi e i proprietari conservano la responsabilità principale. La questione è stata presentata anche come distinzione tra assicurabilità e copertura effettiva. Jon Pult ha accusato la lobby del settore di confondere i due concetti; Stefan Müller-Altermatt ha ricordato che solo il 15% dei proprietari ha stipulato una polizza. Pult ha aggiunto che l'80% ne è sprovvisto. La fonte riferisce le due percentuali attraverso interventi parlamentari differenti, collegandole alla discussione sul grado di protezione degli immobili.

Il nodo delle differenze tra Cantoni

La posizione della minoranza ha indicato perché il progetto era considerato incerto. Christian Wasserfallen ha osservato che un terremoto in un centro urbano causerebbe danni molto maggiori rispetto a uno in una zona rurale. Ha anche segnalato che non è chiaro chi dovrebbe stabilire con esattezza la somma dei danni. A ciò si aggiunge il fatto che diversi Cantoni non hanno un'assicurazione obbligatoria per gli immobili.

Per il proprietario, il dato concreto non è quindi una nuova percentuale da applicare, ma la permanenza della responsabilità principale indicata in aula. La fonte non descrive un passaggio verso un finanziamento federale delle riparazioni: descrive una proposta respinta e il mantenimento della situazione richiamata dai parlamentari.

Voce
VoceDato emersoEsito
Proposta CAPTE-N0,5% della somma assicurataArticolo costituzionale bocciato
Messaggio del Consiglio federale0,7%Respinto dal Consiglio degli Stati
ResponsabilitàProprietari in prima lineaNessun meccanismo solidale approvato

Michael Graber, democentrista del VS, aveva sostenuto che una legge avrebbe penalizzato chi aveva scelto volontariamente di premurarsi contro il rischio. La sua posizione ha prevalso insieme alle obiezioni della minoranza, che considerava l'assenza di una normativa preferibile a una normativa inefficace. Il voto lascia aperti, nel dibattito federale, i nodi della copertura, della stima dei danni e delle differenze tra Cantoni.

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Punti chiave

Come orientarsi dopo il voto

La fonte non descrive una nuova procedura federale per chiedere il finanziamento delle riparazioni. Il modo più concreto per leggere la decisione è separare quattro elementi.

1. Competenza. Il voto riguardava la possibilità per la Confederazione di finanziare la riparazione di edifici dopo sismi di grave entità. L'articolo costituzionale non è stato approvato, quindi la responsabilità principale resta ai proprietari.

2. Percentuali. Lo 0,5% era la proposta della CAPTE-N sulla somma assicurata; lo 0,7% figurava nel messaggio del Consiglio federale. Il primo è rimasto nel progetto respinto, il secondo era già stato respinto dal Consiglio degli Stati.

3. Copertura. Müller-Altermatt ha indicato che solo il 15% dei proprietari ha stipulato una polizza. Pult ha distinto l'assicurabilità dalla copertura effettiva e ha sostenuto che l'80% ne è sprovvisto. La fonte presenta queste cifre attraverso due posizioni parlamentari diverse.

4. Territorio e danni. Diversi Cantoni non hanno un'assicurazione obbligatoria per gli immobili. La minoranza ha aggiunto che un sisma in un centro urbano causerebbe danni molto maggiori che in una zona rurale e che non è chiaro chi dovrebbe stabilire la somma dei danni.

Il punto operativo

Per chi possiede un immobile, la lettura corretta non è cercare una nuova percentuale da applicare: il voto ha cassato l'oggetto. La fonte non presenta né lo 0,5% né lo 0,7% come un contributo entrato in vigore; li colloca nel confronto tra la proposta della CAPTE-N e il messaggio del Consiglio federale.

Per chi segue le decisioni federali, il passaggio da registrare è altrettanto netto: dopo il Consiglio degli Stati, il Consiglio nazionale ha bocciato l'articolo con 99 voti contro 84 e 8 astenuti. Il dossier non produce il meccanismo solidale ipotizzato e lascia ai proprietari la responsabilità principale indicata nel dibattito.

La verifica da fare, restando dentro le informazioni della fonte, riguarda quindi tre domande: quale responsabilità resta al proprietario, quale differenza esiste tra assicurabilità e copertura, e chi dovrebbe quantificare i danni. Sono i punti concreti lasciati aperti dalla bocciatura.

Fonte: swissinfo.ch

Domande frequenti
Qual è stata la decisione del Consiglio nazionale sui danni da terremoti?
Il Consiglio nazionale ha bocciato l'articolo costituzionale che avrebbe attribuito alla Confederazione la competenza di finanziare la riparazione degli edifici dopo terremoti di grave entità. La votazione ha registrato 99 contrari, 84 favorevoli e 8 astenuti, chiudendo definitivamente il dossier dopo la precedente non entrata in materia del Consiglio degli Stati.
Cosa prevedevano le percentuali discusse dalla CAPTE-N e dal Consiglio federale?
La proposta formulata dalla maggioranza della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE-N) prevedeva un contributo dello 0,5% della somma assicurata prelevato ai proprietari di immobili in caso di sisma grave. Il messaggio del Consiglio federale indicava invece lo 0,7%, ma quest'ultimo era già stato respinto dal Consiglio degli Stati nel mese di dicembre.
Quali sono le percentuali di copertura dichiarate dai parlamentari in aula?
Durante il dibattito, Stefan Müller-Altermatt ha ricordato che solo il 15% dei proprietari ha stipulato una polizza assicurativa per questi rischi, mentre Jon Pult ha sostenuto che l'80% degli immobili ne risulta sprovvisto, accusando la lobby del settore di confondere l'assicurabilità con la copertura effettiva.

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