Tox Info Suisse: cofinanziamento obbligatorio per industria

Tox Info Suisse: cofinanziamento obbligatorio per l'industria

Il Consiglio federale vuole imporre il cofinanziamento di Tox Info Suisse Coinvolte l'industria chimica e quella farmaceutica Consultazione prevista fino a metà

Contesto

In breve

  • Il Consiglio federale vuole imporre il cofinanziamento di Tox Info Suisse
  • Coinvolte l'industria chimica e quella farmaceutica
  • Consultazione prevista fino a metà febbraio
  • Circa 5'500 aziende chimiche e 300 farmaceutiche interessate

Fatti chiave

  • Oggetto → cofinanziamento di Tox Info Suisse
  • Settori → sostanze chimiche e medicamenti
  • Aziende coinvolte → circa 5'500 nel chimico e circa 300 nei medicamenti
  • Costi annui medi → circa 240 franchi e quasi 5'300 franchi
  • Consultazione → fino a metà febbraio

BERNA - Il Consiglio federale vuole che il servizio nazionale di consulenza per i casi di avvelenamento, il 145, non sia finanziato esclusivamente dal settore pubblico. Per raggiungere questo obiettivo, intende modificare la legge sulle sostanze chimiche e la legge sugli agenti terapeutici, così da obbligare l'industria chimica e farmaceutica a cofinanziare Tox Info Suisse.

Il progetto è stato confermato in una nota diffusa mercoledì dopo la seduta del governo. Il testo riferisce che l'industria chimica e farmaceutica non è disposta a sostenere in modo duraturo e sostanziale il servizio su base volontaria. Secondo la nota, questa posizione è emersa nel confronto tra il Dipartimento federale dell'interno (DFI) e le delegazioni dei due comparti.

Il Consiglio federale motiva l'obbligo con il ruolo dei produttori negli avvelenamenti. I produttori dei due comparti sono indicati come fautori diretti e indiretti di oltre il 70% degli avvelenamenti che avvengono ogni anno in Svizzera. Per il governo, questo legame giustifica il coinvolgimento finanziario dell'industria.

Il Consiglio federale invierà le modifiche in consultazione fino a metà febbraio. La futura obbligazione, secondo i dati comunicati, riguarderebbe circa 5'500 aziende nel settore delle sostanze chimiche e circa 300 aziende nel settore dei medicamenti.

Il testo indica anche i costi annui medi: circa 240 franchi per i produttori di sostanze chimiche e quasi 5'300 franchi per i titolari di autorizzazioni di medicamenti. La differenza tra le due cifre accompagna la distinzione tra i due gruppi interessati.

Il punto annunciato a Berna

La decisione descritta dalla fonte è un'intenzione normativa: il Consiglio federale vuole spostare il modello da un finanziamento non esclusivamente pubblico a un cofinanziamento obbligatorio dei due settori. Il passaggio indicato è ora la consultazione sulle due leggi; il testo non riferisce ancora un esito della procedura.

Dettagli operativi

Il confronto tra numero di soggetti e contributo medio

La proposta mette insieme due numeri molto diversi: da una parte il numero più elevato di aziende del settore chimico, dall'altra il gruppo più ristretto dei titolari di autorizzazioni di medicamenti. A ciascuna categoria viene associato un costo annuo medio distinto.

Due basi di calcolo

Per rendere comparabili i dati, si può moltiplicare il numero di soggetti indicato dal governo per il costo medio annuo corrispondente. Il risultato è un calcolo aritmetico costruito sui valori della fonte, non una somma presentata direttamente nella nota federale.

Table 1: Settore
SettoreSoggetti indicatiCosto annuo medioCalcolo indicativo
Sostanze chimichecirca 5'500 aziendecirca 240 franchicirca 1,32 milioni di franchi
Medicamenticirca 300 titolari di autorizzazioniquasi 5'300 franchiquasi 1,59 milioni di franchi

Nel settore chimico, 5'500 moltiplicato per 240 produce 1'320'000 franchi, ossia circa 1,32 milioni. Nel settore dei medicamenti, 300 moltiplicato per 5'300 produce 1'590'000 franchi, cioè quasi 1,59 milioni. La somma aritmetica è quindi circa 2,91 milioni di franchi all'anno, se si assume che ogni soggetto rientri nel costo medio indicato.

Questa somma non è però una cifra annunciata dal Consiglio federale. Serve soltanto a leggere insieme il numero delle aziende e il contributo medio, mantenendo visibile il periodo annuale. Anche il rapporto individuale mostra una differenza netta: quasi 5'300 franchi equivalgono a circa 22 volte 240 franchi. Il confronto deve comunque restare indicativo, perché i valori della fonte sono espressi come medie.

I numeri disponibili mostrano dunque due livelli: il settore chimico comprende più aziende, ma con un costo medio più basso per produttore; il settore dei medicamenti comprende meno titolari, con un costo medio più elevato. La fonte non descrive la formula con cui verrebbe calcolato il singolo importo né il gettito effettivo della nuova regolamentazione.

Punti chiave

Il precedente del finanziamento pubblico

La proposta federale si inserisce in una storia di finanziamento che risale a circa sessant'anni fa. All'inizio, Tox Info Suisse poteva contare sul sostegno di enti privati e su entrate assicurate da contratti con ospedali, donazioni e contributi pubblici. Negli ultimi anni, però, la maggior parte degli enti privati ha progressivamente ritirato il proprio sostegno.

Dal modello storico al confronto parlamentare

Il ritiro dei finanziatori privati è il punto che il Consiglio federale ha messo in evidenza nei colloqui con l'industria. La nota riferisce che il sostegno volontario dei due settori non appare sufficiente a garantire un appoggio duraturo e sostanziale al servizio di consulenza per i casi di avvelenamento.

Il Parlamento si era già occupato della questione: durante la sessione invernale 2025 aveva stanziato le risorse necessarie a garantire la continuità del numero nazionale d’emergenza per gli avvelenamenti, ma il Consiglio federale aveva respinto l’incremento.

Intervenendo al Consiglio degli Stati, la consigliera federale Karin Keller-Sutter aveva avvertito che l’approvazione dell’aumento dei fondi federali da parte del Parlamento avrebbe ridotto il margine negoziale della Confederazione. Secondo quanto riferito, il governo mirava a ottenere il cofinanziamento di Tox Info da enti privati. Keller-Sutter aveva inoltre riferito che il Consiglio federale considerava deplorevole il ritiro degli enti privati dal servizio di emergenza.

Cosa resta aperto

Nel contenuto disponibile non sono indicati il giorno preciso di chiusura della consultazione, il suo esito o la data di entrata in vigore delle modifiche. Non viene neppure spiegato come verrebbero distribuiti i costi tra le singole aziende o come si passerebbe dai valori medi a un importo individuale.

La fonte presenta quindi una proposta sottoposta a consultazione, non una regolamentazione già entrata in vigore. Riferisce il finanziamento parlamentare garantito per la prosecuzione del servizio e l'intenzione del Consiglio federale di coinvolgere obbligatoriamente i due settori, ma non documenta ulteriori cambiamenti nel funzionamento del numero 145.

Fonte: tio.ch

Domande frequenti
Perché il Consiglio federale vuole introdurre il cofinanziamento obbligatorio?
Il governo intende modificare la legge sulle sostanze chimiche e quella sugli agenti terapeutici poiché l'industria chimica e farmaceutica non è disposta a sostenere il servizio Tox Info Suisse in modo duraturo e sostanziale su base volontaria. Tale decisione si basa sul fatto che i produttori di questi due settori sono considerati fautori diretti e indiretti di oltre il 70% degli avvelenamenti che avvengono annualmente in Svizzera.
Quali sono i costi medi previsti per le aziende coinvolte?
La proposta distingue due categorie di costi annui medi: per i produttori di sostanze chimiche l'importo è di circa 240 franchi, mentre per i titolari di autorizzazioni di medicamenti la cifra sale a quasi 5'300 franchi. Complessivamente, la misura interesserebbe circa 5'500 aziende nel settore chimico e circa 300 aziende nel settore dei medicamenti.
Qual è l'attuale stato della procedura e i tempi previsti?
Si tratta di un'intenzione normativa che prevede il passaggio da un finanziamento non esclusivamente pubblico a un modello di cofinanziamento obbligatorio. Il Consiglio federale invierà le modifiche legislative in consultazione, e il termine per tale procedura è fissato fino a metà febbraio. Al momento non sono stati comunicati l'esito della consultazione né la data di entrata in vigore.

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