Stipendio medio a Como e in Lombardia: i dati del 2024

Nel 2024 la retribuzione media annua in Lombardia sale a 30.384,07 euro, ma quasi la metà dei lavoratori non supera i 25.000 euro.
Contesto
In breve
- Nel 2024 la platea dipendente sale a 3.776.242 unità con crescita del 1,55%
- La retribuzione media annua è 30.384,07 euro con aumento del 3,65%
- Quasi la metà dei lavoratori non supera la soglia di 25.000 euro annui
Crescita occupazionale: più 1,55% rispetto al 2023 Retribuzione media annua: 30.384,07 euro Aumento nominale retribuzioni: più 3,65% Lavoratori sotto i 20.000 euro: 1.380.567 unità, pari al 36,56% del totale Lavoratori sotto i 25.000 euro: 49,66% della platea complessiva
Il nuovo rapporto redatto da UIL Lombardia, intitolato Lombardia e Province - Il valore del lavoro. Retribuzioni, continuità e qualità del lavoro nel 2024 e basato sui dati dell'Osservatorio INPS, evidenzia che nonostante una crescita nominale delle retribuzioni e dell'occupazione, il mercato del lavoro lombardo continua a nascondere profonde disuguaglianze e situazioni di marcata precarietà. Nel corso del 2024, la platea complessiva dei lavoratori dipendenti appartenenti al settore privato non agricolo sale a 3.776.242 unità, registrando un incremento del 1,55% rispetto all'anno precedente. Parallelamente, la retribuzione media annua raggiunge quota 30.384,07 euro, segnando un incremento del 3,65% in termini nominali. Tuttavia, questo dato medio tende a mascherare una realtà interna decisamente più complessa e disomogenea per la generalità dei lavoratori. All'interno del quadro regionale, infatti, ben 1.380.567 lavoratori, che corrispondono al 36,56% della platea complessiva, non riescono a superare la soglia dei 20.000 euro lordi all'anno. La situazione appare ancora più critica se si considera che quasi un lavoratore su due, pari al 49,66% del totale, guadagna complessivamente meno di 25.000 euro lordi all'anno. Come sottolineato da Antonio Albrizio, Segretario Generale UIL Lombardia, il rapporto conferma che la crescita economica registrata deve necessariamente tradursi in una maggiore qualità del lavoro e in una distribuzione molto più equilibrata della ricchezza prodotta. Per la sigla sindacale, i salari stabili e la buona occupazione devono rimanere al centro delle politiche regionali per evitare che l'espansione economica lasci indietro ampie fasce della popolazione lavorativa. Sul fronte economico generale, i dati evidenziano come la progressione numerica degli occupati non corrisponda automaticamente a un miglioramento delle condizioni di vita reali per tutti i dipendenti attivi sul territorio lombardo, richiedendo un'attenta analisi delle dinamiche contrattuali e retributive che caratterizzano le diverse province e i vari settori economici locali, con particolare riferimento alle categorie più esposte alla vulnerabilità economica e alla discontinuità contrattuale nel corso dei dodici mesi dell'anno di riferimento.
Dettagli operativi
Le difficoltà per giovani e differenze di genere
Le criticità strutturali del mercato del lavoro lombardo colpiscono in modo particolarmente severo le categorie più vulnerabili, a cominciare dalle nuove generazioni e dalla componente femminile. Secondo quanto emerge dal rapporto elaborato sulla base delle rilevazioni dell'Osservatorio INPS, oltre 1,38 milioni di lavoratori restano confinati sotto la soglia dei 20 mila euro annui, e tra i giovani fino a 34 anni di età questa quota supera ampiamente il 50%, raggiungendo nello specifico il 50,31% dei dipendenti under 35. Salvatore Monteduro, Segretario Confederale UIL Lombardia, evidenzia come il problema principale non sia soltanto quanti lavoratori compaiono nelle statistiche ufficiali, ma quanto reddito, continuità e autonomia riesca realmente a produrre il lavoro offerto dal sistema economico regionale. Analizzando nel dettaglio la condizione dei giovani dipendenti, che rappresentano il 33,22% del totale della platea regionale con circa 1,25 milioni di individui, emerge un quadro di forte precarietà: il 50,31% non supera i 20.000 euro annui e il 65,18% rimane stabilmente sotto i 25.000 euro all'anno. In una regione caratterizzata da un costo della vita particolarmente elevato, questo persistente divario economico limita in modo drastico la concreta possibilità per i giovani di raggiungere una effettiva autonomia abitativa e familiare, ritardando l'emancipazione e la stabilità personale. Accanto al fattore anagrafico, il report documenta un divario di genere considerato drammatico, con un Gender Pay Gap che supera ampiamente i 10.000 euro annui. La retribuzione media annua calcolata per la componente maschile si attesta infatti a 34.714,35 euro, mentre quella registrata per le donne si ferma a 24.707,09 euro, evidenziando una differenza percentuale negativa del 28,83%. Gli esperti sindacali sottolineano che a determinare questa forte disparità non è soltanto una mera diversità di tariffa oraria contrattuale, ma pesano in modo determinante fattori strutturali come il ricorso al part-time involontario, la maggiore discontinuità occupazionale e la scarsa presenza femminile all'interno dei ruoli apicali e di responsabilità aziendale. A queste dinamiche si aggiungono le marcate differenze territoriali tra le province lombarde, dove Milano rappresenta l'unica realtà capace di posizionarsi al di sopra della media regionale con 35.670,14 euro annui, mentre Sondrio si colloca in coda alla graduatoria provinciale con una retribuzione media di 22.653,50 euro, delineando un divario territoriale superiore ai tredicimila euro. Sul fronte della stabilità contrattuale, Pavia detiene il primato negativo della precarietà con il 23,73% di contratti di lavoro a tempo determinato, mentre Lecco si distingue positivamente per continuità occupazionale, registrando il 75,69% di lavoratori occupati per cinquantadue settimane nel corso dell'anno. Queste profonde eterogeneità territoriali si accompagnano a una forte polarizzazione economica tra i vari comparti produttivi, dove il divario settoriale supera addirittura la soglia dei cinquantaquattromila euro tra i rami economici più remunerativi e quelli caratterizzati da maggiore fragilità retributiva.
Tool utili per la pianificazione
Per stimare la strategia previdenziale, prova il pianificatore pensionistico e il simulatore 3° pilastro.
Punti chiave
Analisi settoriale e interventi necessari
La forte polarizzazione economica del mercato del lavoro lombardo trova conferma nella forbice retributiva tra i diversi settori produttivi, un divario che supera i 54.000 euro annui tra le attività economiche considerate. Si passa infatti dai 67.750,86 euro registrati come media nel settore della Finanza e delle Assicurazioni fino ai soli 13.215,45 euro rilevati nel comparto di Alloggio e Ristorazione. Proprio in quest'ultimo settore turistico e della somministrazione, la precarietà economica assume dimensioni particolarmente rilevanti, dal momento che il 76,20% dei lavoratori dipendenti non riesce a raggiungere la soglia minima dei 20mila euro lordi all'anno. Dario Esposito, Coordinatore UIL Lario, evidenzia come questi dati regionali trovino una conferma particolarmente preoccupante anche nel territorio comasco, dove i salari mediamente più bassi rispetto alla media lombarda si confrontano quotidianamente con un costo della vita in costante crescita. Nel comasco il lavoro non manca, ma troppo spesso non è in grado di garantire un reddito sufficiente, stabilità contrattuale e concrete possibilità di pianificare il proprio futuro, alimentando una pericolosa spirale di precarietà che penalizza in modo specifico i giovani, le donne e i lavoratori occupati nei comparti economici più fragili. Per invertire questa tendenza negativa, le organizzazioni sindacali ribadiscono la necessità di intervenire con decisione sulla qualità dell'occupazione, rafforzando i contratti collettivi nazionali di categoria, contrastando in modo mirato il fenomeno del part-time involontario e promuovendo politiche attive per l'incremento dei salari e della stabilità lavorativa a livello territoriale. Per approfondire la propria situazione retributiva e analizzare con precisione i dati relativi al proprio inquadramento professionale e previdenziale, è possibile verificare le simulazioni e i parametri economici utilizzando il calcolatore disponibile online.
Fonte: comozero.it
Domande frequenti
- Qual è la retribuzione media annua in Lombardia nel 2024?
- Nel corso del 2024, la retribuzione media annua in Lombardia ha raggiunto quota 30.384,07 euro, registrando un incremento del 3,65% in termini nominali rispetto all'anno precedente. La platea complessiva dei lavoratori dipendenti nel settore privato non agricolo è salita a 3.776.242 unità, segnando una crescita occupazionale del 1,55%. Nonostante questo aumento nominale, permangono profonde disuguaglianze e situazioni di marcata precarietà all'interno del mercato del lavoro regionale, con una percentuale consistente di lavoratori che percepisce retribuzioni inferiori alle soglie di 20.000 o 25.000 euro lordi all'anno.
- Quanti lavoratori guadagnano meno di 20.000 euro all'anno?
- All'interno del quadro regionale lombardo, ben 1.380.567 lavoratori non riescono a superare la soglia dei 20.000 euro lordi all'anno, corrispondenti al 36,56% della platea complessiva. La situazione si rivela ancora più critica per i giovani fino a 34 anni di età, categoria in cui la quota di dipendenti che non supera i 20.000 euro annui raggiunge il 50,31%. Inoltre, quasi un lavoratore su due, pari al 49,66% del totale regionale, guadagna complessivamente meno di 25.000 euro lordi all'anno.
- Quali sono le differenze retributive di genere e territoriali?
- Il rapporto documenta un divario di genere con un Gender Pay Gap superiore ai 10.000 euro annui: la retribuzione media per la componente maschile si attesta a 34.714,35 euro, mentre quella femminile si ferma a 24.707,09 euro, evidenziando una differenza negativa del 28,83%. Sul fronte territoriale, Milano è l'unica realtà sopra la media regionale con 35.670,14 euro annui, mentre Sondrio si colloca in coda con 22.653,50 euro. Dal punto di vista settoriale, si passa dai 67.750,86 euro della Finanza e delle Assicurazioni ai 13.215,45 euro di Alloggio e Ristorazione.