Pd Como insiste sulla sfiducia a Maccabeo: "Mancanza di responsabilità politica"

Pd Como insiste sulla sfiducia a Maccabeo: "Mancanza di responsabilità politica"

Il Partito Democratico di Como non molla sulla mozione di sfiducia all'assessore Maccabeo, bocciata in consiglio comunale.

Contesto

In breve

  • Le scelte del comune di Como — trasporti, ZTL, verde, parcheggi — pesano ogni giorno sulla qualità della vita dei frontalieri che vi risiedono.
  • La crisi politica attorno all'assessore al Verde Maccabeo è il sintomo di un'amministrazione locale che fatica a rispondere alle esigenze di una città di confine.
  • I frontalieri sono residenti e contribuenti italiani a pieno titolo: hanno il diritto di pretendere servizi adeguati e di farlo valere alle urne.

Nell'ultimo consiglio comunale di Como il Partito Democratico ha presentato una mozione di sfiducia all'assessore al Verde Chiara Bodero Maccabeo, criticando la gestione dei parchi cittadini e dei giardini sul lungolago. Il voto segreto ha respinto la mozione: la maggioranza ha tenuto, il dibattito si è chiuso senza conseguenze immediate. Ma la polemica ha riportato al centro dell'attenzione un tema che interessa molto più dei militanti di partito: la qualità dei servizi pubblici in una città dove migliaia di persone ogni mattina si alzano presto, salgono in auto o sul treno e vanno a lavorare in Svizzera.

Como è la città di confine per eccellenza nel contesto frontaliero verso il Ticino. Secondo le stime degli enti bilaterali, la provincia di Como esprime da sola una quota rilevante dei circa 80.000 frontalieri che ogni giorno attraversano il confine svizzero. Molti di loro abitano in città o nei comuni della prima cintura — Grandate, Montano Lucino, Brunate, Cernobbio, Maslianico. Per queste persone, le decisioni del consiglio comunale comasino non sono faccende astratte di politica locale: sono il fattore che determina se arriveranno al confine in tempo, se troveranno un posteggio, se i loro figli avranno un parco decente in cui giocare nel poco tempo libero che rimane.

Perché i servizi comunali contano per chi lavora in Svizzera

Il frontaliere tipo di Como si alza tra le 5:30 e le 6:30. Raggiunge la stazione di Como San Giovanni o Como Nord Borghi, oppure sale in auto verso il confine di Ponte Chiasso o Brogeda. Il mattino è una sequenza di variabili: disponibilità di parcheggi di interscambio, puntualità delle linee Trenord, condizioni del traffico sulle statali di confine. Ognuna di queste variabili dipende in parte da decisioni comunali.

Il trasporto pubblico locale — le linee ASF che collegano i quartieri alla stazione, la ciclabilità degli assi di accesso — è di competenza del comune e della Provincia. Le zone a traffico limitato (ZTL) attive nelle aree centrali possono modificare i percorsi di accesso alla stazione per chi arriva da quartieri non serviti dai mezzi pubblici. I parcheggi di interscambio (park-and-ride) vicini alle stazioni sono infrastrutture la cui pianificazione e manutenzione dipendono dalle priorità dell'amministrazione.

La gestione del verde, al centro della crisi politica che ha portato alla mozione Maccabeo, può sembrare un argomento secondario rispetto a questi temi. Non lo è. Per un frontaliere che rientra a casa dopo dieci ore di lavoro in Svizzera, la qualità degli spazi pubblici nel proprio quartiere — parchi per i bambini, piste ciclabili sicure, alberature che rendono l'estate sopportabile — è un fattore concreto di qualità della vita e, indirettamente, di scelta su dove continuare a vivere.

Checklist per i frontalieri residenti a Como e provincia

1. Verificate se il vostro comune dispone di un piano di mobilità sostenibile aggiornato e se prevede parcheggi di interscambio vicino alle stazioni ferroviarie. 2. Controllate il calendario ZTL del comune di Como se raggiungete la stazione in auto: le fasce orarie mattutine possono sovrapporsi agli orari di partenza dei frontalieri. 3. Segnalate problemi di puntualità di Trenord al portale Regione Lombardia e alle associazioni frontalieri (ACLI Frontalieri, FAF) che hanno canali diretti con i gestori del trasporto.

Dettagli operativi

Il trasporto ferroviario: il nodo irrisolto

La questione trasporti è il punto dolente più citato dai frontalieri comaschi. Le linee Trenord Como-Lugano (via Ponte Chiasso) e Como-Varese (con accesso al confine di Stabio) sono storicamente soggette a ritardi e soppressioni. La linea S11 Milano-Como-Chiasso — l'arteria principale per i frontalieri che non abitano in città — ha frequenze e affidabilità che variano significativamente tra le diverse fasce orarie.

Il problema non è esclusivamente di competenza comunale: Trenord è partecipata da Regione Lombardia e FS Italiane. Ma il comune può svolgere un ruolo attivo nella pianificazione degli accessi alle stazioni, nell'intermodalità (bici + treno, auto + treno) e nei raccordi con le linee urbane. La gestione dei parcheggi presso la stazione di Como San Giovanni — storicamente insufficienti rispetto alla domanda dei frontalieri — è un tema che i rappresentanti locali potrebbero portare con più forza in Regione.

Le zone a traffico limitato sono un altro punto di frizione. Il centro storico di Como è soggetto a ZTL nelle fasce mattutine, esattamente quelle in cui i frontalieri si spostano verso la stazione. Chi abita fuori dal centro ma usa l'auto per raggiungere la stazione deve aggirare il perimetro ZTL, con allungamenti di percorso che in certi quadranti della città sono significativi. Una pianificazione attenta potrebbe prevedere corridoi di transito temporanei o ampliamento dei park-and-ride periferici.

Confronto scenari pratici

Scenario A — Frontaliere residente nel centro storico di Como: esce di casa alle 6:00, raggiunge a piedi la stazione San Giovanni in dieci minuti, prende la S11. Il verde pubblico e la qualità dei marciapiedi lungo il percorso lo riguardano direttamente. Un parco mal tenuto o un marciapiede dissestato è un problema quotidiano, non un dettaglio politico.

Scenario B — Frontaliere residente in un quartiere periferico (es. Camnago, Albate): esce di casa alle 5:45, raggiunge in auto il parcheggio di interscambio vicino alla stazione Norte o alla stazione San Giovanni. Se il parcheggio è pieno — situazione frequente — deve cercare parcheggio su strada, allungando i tempi. Dipende dalla politica dei parcheggi e dall'espansione delle aree park-and-ride, decisioni che il comune può accelerare o ritardare.

Scenario C — Frontaliere che usa l'auto fino al confine (Ponte Chiasso o Brogeda): il traffico sulla SP342 o sulla SP35 nelle prime ore del mattino è direttamente correlato al numero di frontalieri e alla gestione della viabilità locale. Rotatorie, semafori intelligenti, eventuali corsie riservate: sono interventi di micro-mobilità che l'amministrazione provinciale e comunale possono pianificare.

Questi tre scenari mostrano che le decisioni politiche del comune di Como non sono questioni di palazzo: sono variabili che ogni mattina impattano su decine di migliaia di persone che lavorano oltre confine.

Punti chiave

Come un frontaliere può incidere sulla politica locale

A differenza di quanto accade con le votazioni svizzere, i frontalieri italiani hanno pieno diritto di voto nelle elezioni comunali, provinciali, regionali e politiche italiane. Le elezioni comunali di Como si terranno nel 2027: è l'occasione per valutare i candidati non solo sulla base dei programmi generici, ma su impegni concreti in materia di mobilità, trasporti, infrastrutture di confine.

Alcune domande utili da porre ai candidati durante le campagne:

  • Qual è il piano per aumentare la capacità dei parcheggi di interscambio vicino alle stazioni ferroviarie?
  • Sono previsti interventi sulle corsie ciclabili lungo gli assi di accesso alla stazione?
  • Come intendete coordinare con Regione Lombardia e Trenord il miglioramento della puntualità delle linee frontaliere?
  • Quali misure si prevedono per i frontalieri che usano l'auto verso i valichi di Ponte Chiasso e Brogeda?

Le associazioni di frontalieri — ACLI Frontalieri Lombardia, Frontalieri Uniti, FAF (Federazione delle Associazioni dei Frontalieri) — organizzano periodicamente incontri con gli amministratori locali e portano avanti richieste concrete. Iscriversi o seguire le loro attività è il modo più efficiente per far pesare le proprie esigenze nel dibattito politico locale.

Tornando alla crisi sull'assessorato al Verde: al di là delle polemiche tra maggioranza e opposizione, la vicenda pone una questione di metodo. Un'amministrazione locale in una città di confine dovrebbe misurare le sue politiche non solo sulla soddisfazione dei residenti che non si spostano, ma anche su quella di chi parte ogni giorno per lavorare altrove e rientra stanco la sera. Verde pubblico curato, marciapiedi sicuri, strade illuminate la mattina presto: sono servizi che sembrano ordinari ma per chi ha ritmi da frontaliere diventano elementi che qualificano la scelta stessa di continuare a vivere a Como.

Riferimenti normativi

  • D.Lgs. 267/2000 (TUEL): diritti e doveri dei cittadini nei confronti del comune
  • L.R. Lombardia 9/2001: pianificazione del trasporto pubblico locale
  • Accordo italo-svizzero sulla mobilità transfrontaliera (in revisione nell'ambito dei negoziati bilaterali)

Strumenti utili

Se stai valutando se conviene continuare a fare il frontaliere o trasferire la residenza in Svizzera, la simulazione economica è il primo passo: usa il calcolatore stipendio frontalieri per confrontare il tuo reddito netto con permesso G o permesso B, tenendo conto di imposte, contributi e costi di trasporto.

Fonte news: comozero.it

Domande frequenti
Le decisioni del comune di Como possono davvero influire sulla vita quotidiana dei frontalieri?
Sì, in modo diretto. Politiche sui parcheggi di interscambio, gestione delle ZTL nelle fasce orarie mattutine, qualità degli accessi alle stazioni ferroviarie e delle ciclabili: sono tutte variabili che ogni mattina determinano se un frontaliere arriva in orario al treno o al confine. Il comune non gestisce Trenord, ma può influire sull'intermodalità e sulle infrastrutture di connessione.
I frontalieri possono votare nelle elezioni comunali di Como?
Sì. I frontalieri sono residenti italiani a pieno titolo e hanno diritto di voto in tutte le elezioni italiane: comunali, provinciali, regionali e politiche. Le prossime elezioni comunali di Como sono previste per il 2027. È l'occasione per valutare i candidati su impegni concreti in materia di trasporti, mobilità e infrastrutture di confine.
Come posso segnalare problemi di trasporto o mobilità che riguardano i frontalieri?
Puoi rivolgerti alle associazioni di frontalieri (ACLI Frontalieri, Frontalieri Uniti, FAF) che hanno canali diretti con i gestori del trasporto e con le amministrazioni locali. Per Trenord, il portale di Regione Lombardia raccoglie segnalazioni sulla qualità del servizio. Per problemi di viabilità o parcheggi, il comune di Como ha un ufficio mobilità e uno sportello per le segnalazioni dei cittadini.

Articoli correlati