Lido San Domenico: Lugano pubblica due concorsi

Lido San Domenico, una mobilitazione per la cultura

Il Municipio ha avviato i bandi per la gestione della buvette e la ristrutturazione degli spazi tramite partenariato pubblico-privato.

Contesto

In breve

  • Il Municipio di Lugano ha pubblicato due concorsi per il Lido
  • Uno riguarda la buvette, l'altro la ristrutturazione
  • La scelta dipenderà dai risultati dei due bandi
  • Una petizione ha raccolto 4'000 firme

Fatti chiave

  • Luogo: Lido San Domenico, Lugano
  • Gestione buvette: quasi dieci anni a uno storico duo
  • Scadenza: tra pochi giorni
  • Partenariato: pubblico-privato con un investitore esterno
  • Petizione: 4'000 firme

A Lugano il Municipio ha pubblicato due concorsi distinti per il futuro del Lido San Domenico, storica struttura cittadina che rischia di cambiare volto. I bandi si chiuderanno tra pochi giorni e hanno suscitato preoccupazioni tra cittadini, artisti e rappresentanti politici.

Uno dei concorsi riguarda la nuova gestione della buvette, rimasta per quasi dieci anni nelle mani di uno storico duo. L'altro comprende la ristrutturazione degli spazi attraverso un possibile partenariato pubblico-privato con un investitore esterno. È proprio questa prospettiva a far temere a molti una trasformazione dei contenuti del Lido, considerato molto più di un semplice stabilimento balneare.

Nina Pusterla, capogruppo del Partito Socialista in Consiglio Comunale, ha collegato la discussione al rischio di perdere, nel tessuto urbano di Lugano, un luogo libero, accessibile a tutti e capace di favorire l'aggregazione. La struttura ha ospitato anche iniziative musicali, artistiche e culturali. Pusterla ha portato queste preoccupazioni in un'interpellanza al Municipio, di cui è la prima firmataria. Il testo è stato sottoscritto anche da esponenti di altri partiti.

La scelta lasciata aperta dal Municipio

Roberto Badaracco, vicesindaco di Lugano, ha spiegato che il Municipio ha voluto mantenere piena libertà di scelta. In base ai risultati dei concorsi, valuterà quante persone parteciperanno soltanto per la gerenza e quanti investitori saranno pronti a intervenire. La motivazione indicata per il bando rivolto agli investitori è la situazione economica della Città: se un soggetto esterno darà una mano in una forma di partenariato pubblico-privato, le somme necessarie verrebbero risparmiate da Lugano.

Il Municipio deciderà quindi quale dei due concorsi privilegiare e annullerà l'altro. La procedura arriva dopo una mobilitazione già avvenuta due anni fa, quando le proteste avevano convinto la Città a prolungare la concessione all'attuale gerenza. Il futuro del Lido San Domenico torna ora al centro del confronto pubblico proprio mentre si avvicina la chiusura dei due bandi.

Dettagli operativi

La funzione culturale del Lido

Il confronto sul Lido San Domenico si è allargato alla funzione che la struttura svolge nella vita cittadina. Per molti luganesi, e non solo, il Lido è un luogo dove bere qualcosa, mangiare o riposare, ma anche scambiare opinioni e pensare a nuovi progetti. La discussione riguarda quindi la possibilità di conservare uno spazio di aggregazione legato alla cultura indipendente, oltre alla sua funzione di stabilimento balneare.

Al Lido è stato organizzato un momento di confronto sul futuro degli spazi nei quali la cultura indipendente può esprimersi. Artisti, semplici cittadini e politici si sono ritrovati per chiedere alla Città di rivedere i piani che prevedono un cambio di gestione. L'iniziativa ha dato forma pubblica a una preoccupazione già presente nel dibattito sui due concorsi.

Pubblico e artisti nello stesso luogo

Leo Pusterla, musicista, ha descritto il ruolo svolto dal Lido nella costruzione di nuove iniziative. Secondo la sua lettura, la struttura ha saputo ampliare gli orizzonti della programmazione e creare nello stesso momento un luogo di incontro per il pubblico e per gli artisti. Questa compresenza, ha spiegato, avrebbe favorito la nascita di nuovi progetti.

Nina Pusterla ha invece insistito sulle conseguenze di una possibile gestione orientata soprattutto da logiche commerciali. Ha riconosciuto che la situazione economica non è facile, ma ha sostenuto che Lugano decide dove investire le proprie risorse. Il timore espresso è che un mandato pubblico di questo tipo richiami i soliti noti, ma anche soggetti diversi, secondo logiche commerciali e di indotto economico.

Roberto Badaracco ha riconosciuto che il luogo ha una fascia di popolazione che lo apprezza proprio per le proposte che offre.

«c'è comunque una fascia di popolazione che ama questo posto, anche per le proposte che fa. Quindi secondo me questo dovrebbe essere tutelato.»

Il vicesindaco ha aggiunto che, nella valutazione del Municipio, non si dovrebbe tenere conto soltanto delle questioni economiche e del profitto, perché sarebbe un peccato. La decisione, ha precisato, coinvolge anche gli altri membri dell'esecutivo.

La discussione si è intrecciata con la chiusura annunciata dello spazio L'Ove. A Lugano, dunque, la richiesta di luoghi per incontrarsi e sviluppare iniziative cresce mentre alcuni spazi vengono meno. Badaracco ha riferito che il tema viene affrontato da molti anni, ma ha anche sottolineato la difficoltà di trovare luoghi e di raggiungere una condivisione in Municipio, anche tra le diverse forze politiche.

Punti chiave

Le prossime tappe del confronto

Il passaggio più vicino è la chiusura dei due concorsi, prevista tra pochi giorni. Sarà sulla base dei risultati che il Municipio di Lugano stabilirà quale percorso privilegiare per il Lido San Domenico. L'altro concorso verrà annullato, secondo quanto spiegato dall'esecutivo comunale. La fonte non indica ancora quale delle due opzioni prevarrà.

La richiesta di rivedere i bandi

La petizione presentata a sostegno del Lido ha raccolto 4'000 firme. È la seconda volta che il futuro della struttura raccoglie la solidarietà dei cittadini: la prima mobilitazione ricordata nella fonte risale al 2024. Per Nina Pusterla, la richiesta principale è rivedere i due concorsi.

La socialista ha messo in discussione innanzitutto la scelta di separarli. Ha inoltre indicato come particolarmente rilevante il concorso con durata decennale che chiede l'intervento di privati per progettare il rinnovamento del Lido. Secondo Pusterla, non è chiaro perché questo passaggio sia stato affidato all'esterno e perché la Città non abbia scelto di investire risorse proprie.

Il confronto non si esaurisce però nella petizione. All'interno del Lido, la cultura indipendente continua a chiedere spazi nei quali potersi esprimere. Olmo Cerri, dell'associazione Idra, ha parlato di molte promesse e idee, ma ha sottolineato che manca ancora qualcuno che si assuma concretamente la responsabilità di mettere a disposizione degli spazi. Nella sua valutazione ci sono intenzioni, ma non ancora qualcosa di concreto.

Tra le soluzioni alle quali si sta lavorando vengono indicate la parte nuova dell'ex macello e l'ex scuola di sartoria. La fonte non dettaglia il ruolo che questi luoghi potrebbero avere, ma li colloca tra le ipotesi considerate per rispondere alla richiesta di spazi.

Il futuro del Lido resta così legato a due decisioni: l'esito dei concorsi e l'orientamento che il Municipio darà alla gestione e al rinnovamento della struttura. Intanto, la petizione e il confronto pubblico mantengono aperta la richiesta di tutelare un luogo associato alla cultura indipendente e all'aggregazione cittadina.

Fonte: rsi.ch

Domande frequenti
Quali sono i due concorsi pubblicati dal Municipio di Lugano per il Lido San Domenico?
Il Municipio ha pubblicato due bandi distinti: uno riguarda la nuova gestione della buvette, che è stata gestita da uno storico duo per quasi dieci anni, e l'altro riguarda la ristrutturazione degli spazi attraverso un possibile partenariato pubblico-privato con un investitore esterno. Il Comune deciderà quale dei due percorsi privilegiare in base ai risultati dei concorsi, annullando l'altro.
Perché il Municipio ha scelto la formula del partenariato pubblico-privato?
Secondo il vicesindaco Roberto Badaracco, la scelta di includere un bando per investitori esterni è legata alla situazione economica della Città. Attraverso un partenariato pubblico-privato, le somme necessarie per la ristrutturazione verrebbero risparmiate da Lugano, permettendo di intervenire senza gravare eccessivamente sulle casse comunali.
Quali sono le preoccupazioni espresse dai cittadini e dai politici?
Molti cittadini, artisti e rappresentanti politici, tra cui la capogruppo del Partito Socialista Nina Pusterla, temono che un cambio di gestione orientato a logiche puramente commerciali possa compromettere la funzione culturale e sociale del Lido. La struttura è considerata un luogo di aggregazione e di cultura indipendente, e una petizione a sostegno del Lido ha raccolto 4'000 firme per chiedere di rivedere i bandi.

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