Gestione emergenze: si chiude Extramuro tra Ticino e Lombardia

Gestione emergenze transfrontaliere: il bilancio di Extramuro

La seconda edizione di «Extramuro» si è chiusa a Erba Una decina di ufficiali ticinesi ha seguito la formazione oltre confine Il programma coinvolge Ticino

Contesto

In breve

  • La seconda edizione di «Extramuro» si è chiusa a Erba
  • Una decina di ufficiali ticinesi ha seguito la formazione oltre confine
  • Il programma coinvolge Ticino e Regione Lombardia
  • Le simulazioni si sono svolte tra Erba, Merone e Pusiano

Fatti chiave

  • Programma → «Extramuro»
  • Edizione → 2026
  • Luogo della cerimonia → Centro Polivalente di Emergenza di Erba
  • Prima fase → 8 e 11 giugno
  • Seconda fase → 1° ottobre a Pollegio, 5-9 ottobre tra Erba, Merone e Pusiano
  • Coordinamento → Direzione generale Sicurezza e Protezione civile della Regione Lombardia
  • Base della cooperazione → Convenzione italo-svizzera del 2 maggio 1995

Si è chiusa a Erba (Como) la seconda edizione di «Extramuro», il percorso formativo condiviso dai sistemi di protezione civile del Cantone Ticino e della Regione Lombardia. La cooperazione oltre confine mira a garantire una risposta rapida e coordinata nelle emergenze condivise.

Nel mese di giugno, a Pollegio, il Ticino aveva accolto una settantina di quadri, funzionari e ufficiali lombardi; in seguito ha inviato oltre confine una decina di ufficiali della Protezione civile in formazione. La cerimonia si è svolta venerdì 9 ottobre al Centro Polivalente di Emergenza di Erba, alla presenza di esponenti delle autorità lombarde e ticinesi e dei rappresentanti degli enti che hanno collaborato all'iniziativa.

Due fasi, dalla formazione alle simulazioni

L'8 e l'11 giugno, presso il Centro cantonale d'istruzione della Protezione civile di Pollegio, la Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP) ha impartito a funzionari e ufficiali lombardi una formazione basata sul modello ticinese di gestione delle emergenze maggiori.

La seconda fase è iniziata il 1° ottobre a Pollegio e, dal 5 al 9 ottobre, ha previsto attività formative e simulazioni sul campo a Erba, Merone e Pusiano. Il coordinamento è stato affidato alla Direzione generale Sicurezza e Protezione civile della Regione Lombardia, affiancata dai Vigili del Fuoco, da AREU Lombardia, dalla Provincia di Como e dal Centro di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso.

Per un frontaliere, il quadro mostra soprattutto la dimensione territoriale della gestione delle crisi: le procedure, le modalità operative e i sistemi d'intervento sono oggetto di confronto quando un'emergenza rende necessario attivare il mutuo soccorso previsto dagli accordi tra Italia e Svizzera. Per collocare i luoghi citati, è disponibile la mappa dei valichi.

Norman Gobbi, Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni, ha sottolineato che per affrontare le emergenze servono persone che si conoscono e hanno già lavorato insieme.

Dettagli operativi

Il valore pratico della reciprocità

Per chi lavora o vive tra il Canton Ticino e la Regione Lombardia, l'elemento più concreto dell'iniziativa è la conoscenza reciproca costruita prima dell'emergenza. La fonte indica tre livelli di lavoro: procedure, modalità operative e sistemi d'intervento. Non si tratta quindi soltanto di presentare due modelli, ma di rafforzare la capacità di operare insieme quando un'emergenza richiede l'attivazione del mutuo soccorso previsto dagli accordi tra Italia e Svizzera.

La formazione del 2026 si colloca quindi in una relazione che, secondo la fonte, vanta già una storia operativa e istituzionale.

La fonte ricorda due applicazioni. La prima risale alla crisi dei migranti a Como nell'estate 2016; la seconda riguarda l'incendio boschivo sul Monte Gambarogno nel gennaio 2022. Sono precedenti diversi, ma vengono citati per mostrare che la collaborazione ha già trovato un impiego concreto in situazioni di emergenza.

Il percorso formativo ha un precedente: nel 2024, a Erba, il corso pilota aveva messo a confronto un contingente di futuri comandanti di compagnia della Protezione civile ticinese con la controparte lombarda; l'edizione 2026 ne prosegue l'esperienza. Da quel momento, secondo la fonte, lo scambio è divenuto reciproco: il Ticino ha prima accolto funzionari e ufficiali lombardi, quindi ha inviato oltre confine propri ufficiali in formazione.

Per un frontaliere, il punto da trattenere è la continuità: se un evento coinvolge il territorio dei due Paesi, la risposta non viene descritta come un intervento isolato, ma come un sistema che poggia su conoscenze condivise e accordi già esistenti. La cooperazione di protezione civile resta distinta dalla mobilità ordinaria; per il tragitto quotidiano sono disponibili i tempi di attesa ai valichi, mentre «Extramuro» riguarda la preparazione degli operatori e il mutuo soccorso.

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Punti chiave

Dalla notizia a una lettura operativa

Chi vive o lavora nell'area transfrontaliera può leggere «Extramuro» seguendo una sequenza semplice, senza confondere la formazione degli operatori con una procedura individuale per il pubblico. I passaggi descritti dalla fonte sono questi:

1. Individuare il perimetro. Il programma mette in relazione il sistema di protezione civile del Cantone Ticino con quello della Regione Lombardia. I luoghi citati sono Pollegio, Erba, Merone e Pusiano; il Centro di cooperazione di polizia e doganale coinvolto è quello di Chiasso. 2. Separare i ruoli. La SMPP ha curato la formazione sul modello ticinese; la Direzione generale Sicurezza e Protezione civile della Regione Lombardia ha coordinato la fase oltre confine, con Vigili del Fuoco, AREU Lombardia e Provincia di Como. 3. Distinguere aula e terreno. Le attività non si sono limitate alla formazione: la seconda fase ha previsto anche simulazioni sul terreno, elemento utile per confrontare le modalità operative dei due Paesi. 4. Riconoscere il momento di attivazione. Il mutuo soccorso entra nel quadro quando un'emergenza richiede di operare insieme secondo gli accordi tra Italia e Svizzera. 5. Verificare il precedente. La cooperazione è attiva dal 2016 e la fonte richiama la crisi dei migranti a Como nell'estate 2016 e l'incendio boschivo sul Monte Gambarogno nel gennaio 2022 come applicazioni già avvenute.

Che cosa resta al lettore

Questa griglia consente di interpretare una futura notizia senza attribuire a «Extramuro» effetti che la fonte non indica. Il programma riguarda la preparazione e il coordinamento della Protezione civile. Per il frontaliere, il dato utilizzabile è quindi la presenza di una cooperazione strutturata tra istituzioni ticinesi e lombarde, con un centro di cooperazione di polizia e doganale a Chiasso e una base di mutuo soccorso negli accordi tra i due Paesi.

La continuità è il filo operativo: formazione congiunta, simulazioni, conoscenza reciproca e sostegno vicendevole nella preparazione alle crisi. Sono gli elementi messi in evidenza dalla fonte e possono aiutare a leggere il rapporto tra i territori senza aggiungere indicazioni estranee al programma.

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Fonte: tio.ch

Domande frequenti
Cos'è il programma Extramuro?
Extramuro è un programma di formazione congiunta tra i sistemi di protezione civile del Cantone Ticino e della Regione Lombardia. La seconda edizione si è conclusa a Erba, coinvolgendo ufficiali ticinesi e funzionari lombardi in attività formative e simulazioni sul terreno tra Erba, Merone e Pusiano.
Quali sono le basi giuridiche della cooperazione?
La cooperazione si fonda sulla Convenzione italo-svizzera del 2 maggio 1995 e sui protocolli d'intesa conclusi con le Prefetture di Como, Varese e Verbano Cusio Ossola, con un rapporto attivo dal 2016 tra la Sezione del militare e della protezione della popolazione e la Protezione civile lombarda.
Quali precedenti applicazioni ha avuto la collaborazione?
La cooperazione ha trovato un impiego concreto in precedenti situazioni di emergenza, tra cui la crisi dei migranti a Como nell'estate 2016 e l'incendio boschivo sul Monte Gambarogno nel gennaio 2022.

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