Bellinzona boccia il progetto «fortezza» (guida frontaliere)

Con una partecipazione del 47,5%, Bellinzona ha bocciato il progetto di valorizzazione dei castelli: 54% di voti contrari e un investimento da 19,1 milioni, sostenuto dal Municipio e in gran parte da Cantone, Confederazione e privati, con circa 4,5
Contesto
In breve
- Bellinzona ha respinto il progetto «fortezza»
- Il no ha raggiunto il 54% dei voti
- Il piano prevedeva 19,1 milioni di franchi
- La partecipazione al voto è stata del 47,5%
Fatti chiave
- Esito → 54% contrari e 46% favorevoli
- Partecipazione → 47,5%
- Investimento → 19,1 milioni di franchi
- Quota della Città → circa 4,5 milioni di franchi
- Obiettivo → valorizzazione e modernizzazione del sito UNESCO
Il risultato a Bellinzona
Il voto dei cittadini di Bellinzona ha fermato il progetto denominato «fortezza», sostenuto dal Municipio, dal Consiglio comunale e dal comitato civico «Facciamoci Belli». I contrari hanno ottenuto il 54%, mentre i favorevoli si sono fermati al 46%. La partecipazione al voto è stata del 47,5%.
La proposta riguardava la valorizzazione dei castelli di Bellinzona e puntava a rilanciare e modernizzare il sito UNESCO. L'investimento complessivo previsto ammontava a 19,1 milioni di franchi. Il piano era sostenuto in gran parte dal Cantone, dalla Confederazione e da privati, con una quota di circa 4,5 milioni di franchi a carico della Città.
La consultazione è arrivata dopo un forte dibattito, una raccolta firme e la successiva votazione popolare. Il risultato riguarda quindi un progetto già sostenuto dal Municipio, dal Consiglio comunale e dal comitato civico favorevole, ma respinto dalla maggioranza dei votanti. Il dato della consultazione unisce l'esito politico e la partecipazione: il no ha prevalso con il 54%, i favorevoli hanno raccolto il 46% e la partecipazione è stata del 47,5%.
Il piano sottoposto alla cittadinanza aveva una dimensione economica precisa e un obiettivo definito. Da una parte, prevedeva un investimento di 19,1 milioni di franchi, con circa 4,5 milioni a carico della Città. Dall'altra, era stato pensato per dare nuovo slancio al sito UNESCO dei castelli attraverso la valorizzazione e la modernizzazione. Il progetto collegava quindi la valorizzazione dei castelli a un investimento sostenuto da più soggetti, con il coinvolgimento della Città, del Cantone, della Confederazione e di privati. La votazione ha respinto la proposta sostenuta dagli organismi cittadini favorevoli.
Dettagli operativi
Il dibattito sul progetto
Il comitato contrario
Il voto è maturato dopo un confronto forte attorno all'impostazione della proposta. Il progetto era stato al centro di un ampio dibattito, che aveva portato prima alla raccolta firme e poi alla votazione popolare. La mobilitazione contraria aveva una struttura precisa: il comitato faceva capo principalmente al Noce ed era guidato dall'ex sindaco Brenno Martignoni-Polti.
A sostegno di quella posizione si erano schierati Avanti con Ticino&Lavoro, Partito comunista, HelvEthica e il Movimento per il socialismo. Il fronte comprendeva inoltre varie personalità, tra cui il deputato democentrista Tuto Rossi e l'architetta Cristiana Storelli. La campagna contro il progetto riuniva così un comitato locale, forze politiche e personalità intervenute nel dibattito sulla valorizzazione dei castelli.
Costi, gestione e accessi
Le obiezioni non riguardavano un solo elemento. Tra i punti contestati c'erano i costi del progetto e il modello di gestione previsto per la valorizzazione dei castelli. Il comitato contrario aveva messo in discussione anche la denominazione «Fortezza», considerata a scapito del termine «castelli».
Un altro tema era l'accesso a pagamento alla corte interna di Castelgrande e alla galleria della Murata. La discussione toccava quindi il costo dell'operazione, l'organizzazione della gestione, il nome con cui presentare il complesso e le modalità di accesso a luoghi specifici.
Il passaggio dalla raccolta firme al voto popolare ha portato questi punti all'attenzione dei cittadini di Bellinzona. Il risultato finale ha respinto il progetto sostenuto dai promotori, ma le contestazioni descritte riguardavano costi, gestione, denominazione e accesso a pagamento. Il confronto locale si è concentrato sui costi e sul modo di gestire e denominare il complesso, oltre che sull'accesso alla corte interna di Castelgrande e alla galleria della Murata.
Punti chiave
Il passaggio con il Cantone
Interpellato dalla RSI, il sindaco Mario Branda ha ammesso la delusione per l'esito della votazione. La sua reazione parte dal lavoro già svolto: ha ricordato che il progetto veniva da molto lontano e che aveva richiesto un impegno finanziario e di energie umane.
«Il progetto veniva da molto lontano: c’è stato un impegno finanziario e di energie umane.»
Branda ha spiegato che il rifiuto pone un ostacolo, ma non compromette il progetto sul quale si era puntato per ridare slancio a Bellinzona dal punto di vista economico, turistico e culturale. La reazione del sindaco tiene quindi insieme la delusione per il voto e la possibilità di ragionare sul seguito della proposta.
Il sindaco ha ricordato che i castelli sono di proprietà del Cantone. Ha inoltre sottolineato che il progetto era stato patrocinato dalla Città e dal Cantone. Per questo, dopo la votazione, ha indicato la necessità di un contatto con le autorità cantonali: il confronto dovrà servire a capire che cosa ne pensano e che cosa si possa fare ora.
Branda ha precisato che il seguito non sarà una cosa così scontata. Il passaggio indicato resta quindi legato al confronto tra la Città e le autorità cantonali, proprietarie dei castelli e coinvolte nel patrocinio del progetto. Il risultato del voto ha aperto questa fase di interlocuzione dopo la bocciatura popolare.
Nella stessa reazione, Branda ha ammesso che il Municipio e i favorevoli non sono stati sufficientemente bravi nello spiegare il progetto. È l'autocritica indicata dal sindaco sulla comunicazione dei promotori. Il seguito indicato resta il contatto con le autorità cantonali e la valutazione delle possibilità successive al rifiuto espresso dai cittadini.
Fonte: rsi.ch
Domande frequenti
- Qual è stato il risultato del voto sul progetto «fortezza»?
- Il 54% dei votanti ha espresso un voto contrario, mentre il 46% è stato favorevole. La partecipazione al voto è stata del 47,5%. La consultazione ha quindi respinto il progetto denominato «fortezza», sostenuto dal Municipio, dal Consiglio comunale e dal comitato civico «Facciamoci Belli».
- Quanto prevedeva di investire il progetto per i castelli?
- Il progetto prevedeva un investimento complessivo di 19,1 milioni di franchi. In gran parte il finanziamento era sostenuto da Cantone, Confederazione e privati, mentre circa 4,5 milioni di franchi erano a carico della Città. L'obiettivo era valorizzare i castelli e rilanciare e modernizzare il sito UNESCO.
- Chi si è mobilitato contro il progetto?
- Il comitato contrario faceva capo principalmente al Noce ed era guidato dall'ex sindaco Brenno Martignoni-Polti. A sostenerlo erano Avanti con Ticino&Lavoro, Partito comunista, HelvEthica e Movimento per il socialismo. Tra le personalità citate figurano il deputato democentrista Tuto Rossi e l'architetta Cristiana Storelli. Le contestazioni riguardavano costi, gestione, denominazione e accesso a pagamento.
- Che cosa succede ora dopo la bocciatura?
- Il sindaco Mario Branda ha detto che il no pone un ostacolo, ma non compromette il progetto. Ha ricordato che i castelli sono di proprietà del Cantone e che il progetto era patrocinato dalla Città e dal Cantone. Il passaggio indicato è un contatto con le autorità cantonali per capire che cosa si possa fare ora; Branda ha aggiunto che non sarà scontato.
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