Lavoratori svizzeri e IA: il 28% la usa ma non convince

Lavoratori svizzeri usano l'IA ma non convincono i benefici

La ricerca Hopes and Fears 2026 di PwC rivela il paradosso dell'intelligenza artificiale generativa in Svizzera: alta frequenza d'uso quotidiano ma scetticismo sui reali vantaggi per qualità del lavoro e competenze.

Contesto

In breve

  • 66% si sente sicuro nel lavoro per i prossimi dodici mesi
  • 28% usa ogni giorno l'IA generativa in Svizzera
  • Solo 10% vede una qualità del lavoro migliore
  • Il sondaggio svizzero ha coinvolto 1000 dipendenti

Fatti chiave

  • Ricerca → 'Hopes and Fears' di PwC
  • Edizione → 2026
  • Campione svizzero → 1000 lavoratori dipendenti
  • Periodo → tra maggio e giugno
  • Uso quotidiano IA → 28% in Svizzera, 22% media globale
  • Fiducia nel superiore diretto → 21%
  • Cultura negativa come motivo per rifiutare un lavoro → 54%
  • Inchiesta globale → circa 50'000 lavoratori in 48 paesi

Il 66% dei lavoratori svizzeri interpellati si sente sicuro nel proprio impiego per i prossimi dodici mesi, ma solo il 27% è ottimista riguardo alla domanda per le proprie competenze fra tre anni. È il quadro delineato dalla nuova edizione della ricerca 'Hopes and Fears' di PwC, ripresa da Keystone-ATS.

L'uso quotidiano non coincide con la fiducia

La Svizzera presenta un paradosso sul fronte dell'intelligenza artificiale generativa. Il 28% degli intervistati dice di usarla ogni giorno, contro una media globale del 22%. L'adozione, però, non si traduce automaticamente in un giudizio positivo: il 14% si sente motivato o più fiducioso grazie allo strumento, il 10% vede un chiaro miglioramento della qualità del lavoro, non oltre il 9% ritiene che favorisca competenze e creatività e solo il 22% afferma che lo aiuti a gestire compiti più complessi. PwC descrive il risultato come un uso dell'IA in Svizzera che non convince ancora molti lavoratori.

La ricerca misura anche il rapporto con la gerarchia. Solo il 21% si fida del proprio superiore diretto e il 17% del top management; appena il 19% sa con chiarezza quali competenze saranno richieste in futuro. Per i dipendenti contano invece cultura aziendale, flessibilità e autonomia: il 54% indica una cultura negativa come motivo per rifiutare un lavoro, mentre il 40% si oppone a un maggiore controllo sul posto di lavoro.

Teena Madhvani, dirigente di PwC Svizzera citata in un comunicato, osserva che per attrarre e trattenere talenti non bastano sicurezza dell'impiego e stipendio. Servono fiducia, una cultura aziendale forte, vera flessibilità e possibilità di sviluppo trasparenti. Sull'IA, la dirigente segnala inoltre che l'uso da solo non crea accettazione: il personale ha bisogno di supporto e formazione mirata, così da trasformare lo strumento in produttività reale, benefici misurabili e migliore esperienza lavorativa.

Nell'edizione 2026 sono stati intervistati 1000 lavoratori dipendenti in Svizzera tra maggio e giugno. L'inchiesta globale ha coinvolto circa 50'000 lavoratori attivi in 48 paesi.

Dettagli operativi

Cosa significa per il lavoro quotidiano

La lettura pratica dei risultati parte da una distanza precisa: la sicurezza percepita sul breve periodo è più alta dell'ottimismo sulle competenze richieste nel medio periodo. Per chi vive del proprio lavoro in Svizzera, la domanda non è soltanto se l'IA sia già presente, ma se produca un beneficio concreto nel lavoro svolto. I dati della ricerca separano infatti tre piani: frequenza d'uso, beneficio percepito e fiducia nell'organizzazione.

Un confronto utile tra segnali diversi

Table 1: Segnale della ricerca
Segnale della ricercaLettura pratica
Uso quotidiano dell'IA generativaLa presenza dello strumento non dimostra da sola un beneficio
Miglioramento della qualità e gestione dei compiti complessiL'utilità va verificata sul lavoro concreto
Competenze richieste in futuroLa chiarezza sulle aspettative professionali resta decisiva
Cultura, flessibilità e autonomiaLe condizioni organizzative pesano nella scelta di un impiego

Questa distinzione cambia il modo di valutare un impiego. Un lavoratore può incontrare un ambiente in cui l'IA è usata ogni giorno, ma senza maggiore motivazione, fiducia, qualità o capacità di affrontare compiti complessi. In quel caso l'adozione è un fatto operativo, non ancora un vantaggio riconosciuto dal personale. La ricerca mostra che uso frequente e beneficio concreto non coincidono.

La stessa logica vale per la gestione del personale. La sicurezza dell'impiego e lo stipendio restano elementi citati da PwC, ma non esauriscono ciò che i dipendenti valutano. Fiducia nel superiore, trasparenza sulle competenze future, cultura aziendale, flessibilità e autonomia formano un pacchetto unico. Un controllo maggiore sul posto di lavoro, se percepito come contrario all'autonomia, può diventare un elemento di opposizione, come segnala il 40% rilevato dal sondaggio.

Per chi confronta opportunità, gli annunci di lavoro sono solo il punto di partenza: conviene leggere ogni proposta anche attraverso supporto, formazione, sviluppo e organizzazione del lavoro, cioè gli aspetti richiamati dalla ricerca. Per le aziende, il messaggio è speculare: l'IA può essere introdotta, ma la sua accettazione richiede condizioni che il personale riconosca come credibili. Per attrarre e trattenere talenti, secondo PwC, servono più della semplice sicurezza dell'impiego e dello stipendio.

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Punti chiave

Come trasformare la ricerca in una verifica personale

I risultati della ricerca possono diventare una verifica concreta per chi lavora, senza confondere la presenza dell'IA con il suo valore. Il percorso può essere organizzato in quattro passaggi, ciascuno legato ai criteri richiamati da PwC. L'obiettivo è collegare lo strumento ai risultati del lavoro, non considerare automatico il suo beneficio.

Quattro passaggi operativi

1. Separare frequenza e beneficio. Annotare se l'IA generativa viene usata ogni giorno e, separatamente, verificare se l'impiego migliora la qualità del lavoro, sostiene la motivazione o aumenta la fiducia. La ricerca considera questi effetti distinti.

2. Misurare il risultato sul compito. Controllare se la qualità del lavoro migliora, se competenze e creatività vengono favorite e se diventa più semplice gestire compiti complessi. Sono i tre test indicati dai dati della ricerca; se non emergono, l'uso resta privo di un beneficio concreto per chi lavora.

3. Chiedere supporto e formazione mirata. Il commento di PwC indica queste due leve come necessarie per trasformare l'IA in produttività reale, benefici misurabili e migliore esperienza lavorativa. Vanno quindi messe a fuoco prima di considerare l'introduzione dello strumento un risultato.

4. Valutare l'ambiente di lavoro. Nel confronto tra un impiego e un altro, inserire nella verifica fiducia, cultura aziendale, flessibilità, autonomia, trasparenza sulle competenze future e livello di controllo. Sono i fattori che la ricerca collega alle preferenze dei dipendenti.

Chi valuta un cambiamento può usare le aziende che assumono come punto di confronto e formulare domande specifiche su questi aspetti, senza fermarsi alla sola presenza dell'IA. Chi invece resta nel proprio impiego può applicare gli stessi quattro controlli al lavoro quotidiano e distinguere ciò che è già misurabile da ciò che richiede supporto o formazione.

Per confrontare l'effetto sul proprio reddito con le condizioni del lavoro, usa il calcolatore stipendio.

Fonte: swissinfo.ch

Domande frequenti
Quanto è diffuso l'uso quotidiano dell'intelligenza artificiale generativa tra i lavoratori dipendenti in Svizzera?
Secondo l'edizione 2026 della ricerca 'Hopes and Fears' di PwC, che ha coinvolto 1000 dipendenti in Svizzera tra maggio e giugno, il 28% degli intervistati dichiara di utilizzare l'intelligenza artificiale generativa ogni giorno. Questo dato supera la media globale, che si attesta al 22% su un totale di circa 50'000 lavoratori intervistati in 48 paesi.
L'uso quotidiano dell'IA si traduce in un reale beneficio percepito dal personale in Svizzera?
Non del tutto. La ricerca evidenzia che l'adozione quotidiana non coincide automaticamente con la convinzione: solo il 14% si sente motivato o più fiducioso grazie allo strumento, il 10% vede un chiaro miglioramento della qualità del lavoro, al massimo il 9% ritiene che favorisca competenze e creatività e solo il 22% afferma che aiuti a gestire compiti più complessi.
Quali altri fattori oltre all'impiego dell'IA contano per i dipendenti secondo PwC?
Per i dipendenti contano fortemente la cultura aziendale, la flessibilità e l'autonomia. Il sondaggio indica che il 54% considera una cultura negativa come un valido motivo per rifiutare un lavoro, mentre il 40% si oppone a un maggiore controllo sul posto di lavoro. Inoltre, solo il 21% si fida del proprio superiore diretto e il 17% del top management.

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