Indennità Covid: abusi in centinaia di aziende. Lastminute ha restituito 28,9 milioni

7'200 aziende sono state sottoposte a verifica dalla Confederazione nell'ambito dei controlli sui presunti abusi nelle indennità per lavoro ridotto (ILR) versate durante la pandemia di coronavirus.
Contesto
In breve
- 7'200 aziende verificate su oltre 167'000 beneficiarie
- La SECO ha reclamato 243,53 milioni di ILR
- Lastminute ha restituito 28,9 milioni in Ticino
- A fine dicembre 2025 restavano 133,7 milioni in sospeso
Fatti chiave
- Aziende controllate → 7'200
- Indennità complessive → oltre 16 miliardi di franchi
- Recuperi reclamati dalla SECO → 243,53 milioni
- Lastminute in Ticino → 28,9 milioni restituiti
- Abusi evidenti → 171 controlli
- Errori involontari → circa 1'200 aziende
Il perimetro dei controlli
7'200 aziende sono state sottoposte a verifica dalla Confederazione nell'ambito dei controlli sui presunti abusi nelle indennità per lavoro ridotto (ILR) versate durante la pandemia di coronavirus. La verifica ha riguardato un totale di oltre 167'000 imprese che, nel complesso, hanno percepito più di 16 miliardi di franchi.
La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha concluso i controlli e, secondo il bilancio riferito dal SonntagsBlick, ha considerato positivo il risultato. La formula usata per descriverlo è questa:
«Per ogni franco erogato è stato possibile richiedere indietro otto franchi».
Al 2 ottobre scorso, i controlli della SECO avevano portato a reclamare 243,53 milioni di franchi di ILR. Le verifiche affidate a revisori esterni erano costate 31,36 milioni. Il domenicale ha però segnalato due cautele: nei calcoli non sarebbero compresi i costi interni e la parola reclamare non equivale a dire che il denaro sia già stato ricevuto.
Il recupero, infatti, non avviene direttamente presso la SECO. A incassare sono le casse di disoccupazione, che con le proprie indagini hanno reclamato altri 430 milioni. Sommando i due importi, il credito complessivo raggiunge 680 milioni; alla fine di dicembre 2025, 133,7 milioni risultavano ancora in sospeso. Il giornale precisa che non sono disponibili dati più recenti.
Un caso di particolare rilievo riguarda Lastminute, operatore turistico online attivo in Ticino, costretto a restituire 28,9 milioni. In 171 controlli la SECO ha raccolto prove di «abusi evidenti» e ha trasmesso ogni caso alle procure cantonali competenti. Per circa 1'200 aziende, al contrario, i revisori hanno attribuito le irregolarità a errori involontari.
Dettagli operativi
Che cosa indicano i numeri
Il punto pratico per un'azienda, un ente pubblico o un lettore è distinguere il soggetto che controlla da quello che recupera. La SECO ha verificato i casi e ha quantificato una parte delle richieste; le casse di disoccupazione hanno svolto proprie indagini e reclamato altri importi. Per interpretare una contestazione o un bilancio, sommare le cifre senza indicare la fonte crea un quadro incompleto: il totale di 680 milioni non è presentato come una somma già interamente incassata.
Tre livelli da non confondere
| Voce | Che cosa indica |
|---|---|
| Richiesto | Un credito reclamato, non necessariamente riscosso |
| Ricevuto | Il denaro effettivamente incassato; la fonte non lo quantifica |
| In sospeso | Una parte del credito ancora da recuperare alla fine di dicembre 2025 |
Questa differenza cambia la lettura dell'effetto sui conti dell'assicurazione contro la disoccupazione. Le somme reclamate mostrano l'ammontare delle pretese; quelle ricevute misurerebbero il recupero effettivo. La fonte segnala che il secondo dato non è disponibile per la cifra riferita alla SECO e che, per il quadro complessivo, una quota restava aperta alla fine del 2025.
Anche il rapporto tra controlli e irregolarità richiede cautela. I 171 casi con abusi evidenti riguardano verifiche nelle quali, secondo la SECO, esistevano prove. Gli esiti non possono essere messi sullo stesso piano dei circa 1'200 casi classificati come errori involontari. La distinzione conta per le imprese coinvolte: nella fonte, frode intenzionale ed errore non sono categorie equivalenti.
Sul piano geografico e settoriale, Lanzeray esclude una concentrazione particolare: la propensione alla truffa, secondo la sua dichiarazione, non dipenderebbe da un comparto o da una regione specifica. Perciò il caso Lastminute in Ticino è rilevante per l'importo restituito, ma la fonte non lo presenta come prova di un'anomalia propria del cantone.
Il costo dei revisori esterni aggiunge un'altra chiave di lettura. I 31,36 milioni indicati non includono, secondo il domenicale, i costi interni. Il confronto con quanto reclamato non basta quindi a descrivere un saldo netto definitivo. Per chi segue il caso, la domanda corretta non è soltanto quanti soldi siano stati reclamati: occorre chiedere a quale indagine appartengano, a quale data si riferiscano e se siano descritti come crediti o incassi. La stessa cifra cambia significato se riguarda una richiesta aperta o una restituzione già avvenuta.
Punti chiave
Come verificare una cifra sulle ILR
Per un lettore che debba controllare una notizia, o per un'azienda che voglia capire come leggere una contestazione, il percorso più prudente è separare i passaggi. Si tratta di una griglia di lettura costruita sui dati disponibili, non di una procedura legale.
1. Individuare l'ente. Segnare se l'importo è attribuito alla SECO o alle casse di disoccupazione: le due voci derivano da controlli diversi.
2. Fissare la data. Per i dati SECO il riferimento è il 2 ottobre scorso; per le somme ancora aperte, la fotografia è quella della fine di dicembre 2025.
3. Leggere il verbo. Reclamare indica una richiesta di restituzione; la fonte avverte che non coincide automaticamente con un pagamento ricevuto.
4. Separare gli esiti. Un abuso evidente sostenuto da prove va tenuto distinto da un errore involontario. Nei primi casi la SECO ha sporto denuncia alle procure cantonali competenti.
5. Controllare il perimetro. Un caso singolo non va usato per attribuire la propensione alla truffa a un settore o a una regione: Lanzeray non rileva concentrazioni particolari.
Dove si ferma la fonte
Questo metodo evita il primo errore di lettura: trasformare una richiesta in un incasso. Evita anche di confondere un controllo con l'esito di una denuncia. La notizia riferisce che, nei casi di abusi evidenti, le procure cantonali hanno ricevuto denunce; non descrive però il seguito dei procedimenti.
Per una singola azienda, dunque, il dato da mettere in ordine è la natura dell'esito: abuso evidente con prove oppure errore involontario. La fonte non indica moduli, documenti, termini o modalità per contestare una richiesta, quindi questi elementi non possono essere ricavati dal solo bilancio dei controlli.
Anche chi valuta il recupero delle indennità dovrebbe mantenere separati soggetto, data, verbo e stato della somma. Il riferimento ai dati più recenti resta quello dichiarato dal giornale: non sono disponibili. Fino a quando una voce è solo reclamata, il titolo non equivale a un recupero concluso.
Fonte: tio.ch
Domande frequenti
- Quante aziende sono state controllate dalla SECO nell'ambito dei controlli sulle ILR?
- La SECO ha sottoposto a verifica 7'200 aziende su un totale di oltre 167'000 imprese beneficiarie delle indennità per lavoro ridotto versate durante la pandemia.
- Quanto ha dovuto restituire Lastminute in Ticino e a cosa si riferisce?
- Lastminute, operatore turistico online ticinese, ha restituito 28,9 milioni di franchi di indennità per lavoro ridotto, secondo il bilancio dei controlli SECO.
- Qual è la differenza tra importi reclamati e importi effettivamente ricevuti secondo la fonte?
- I 243,53 milioni reclamati dalla SECO e i 430 milioni reclamati dalle casse di disoccupazione sono crediti ancora non incassati; a fine dicembre 2025 133,7 milioni risultavano ancora in sospeso.
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