Settanta franchi per nove ore di lavoro: la protesta

Settanta franchi per nove ore: la protesta degli autisti Uber in Svizzera

I conducenti Uber in Svizzera denunciano guadagni in calo e chiedono tutele. Analisi sulla qualificazione del rapporto di lavoro tra Zurigo, Ginevra e le richieste del sindacato Unia.

Contesto

In breve

  • 70 franchi dopo nove ore per un autista a Zurigo
  • Prima: 1'200 franchi per circa 30 ore settimanali
  • Bolt è arrivata nel mercato zurighese nel 2024
  • Il Tribunale federale ha confermato la decisione nel 2023

Fatti chiave

  • Protagonista → Cem Kurun, autista Uber nel Canton Zurigo dal 2019
  • Guadagno attuale → poco più di 300 franchi
  • Prezzo contestato → 10 centesimi sopra la tariffa Uber al chilometro
  • Posizione SECO → conducenti da classificare come dipendenti nel 2018
  • Ginevra → maggioranza dei conducenti assunta tramite un'azienda terza

Dopo nove ore di lavoro, Cem Kurun aveva guadagnato 70 franchi. Il trentenne guida per Uber nel Canton Zurigo dal 2019 e racconta che, nel frattempo, le sue condizioni sono peggiorate: tariffe più basse e concorrenza più intensa tra servizi di trasporto privato e tassisti.

I conducenti chiedono alle autorità svizzere maggiori diritti e tutele. Kurun dice che in passato riusciva a guadagnare 1'200 franchi lavorando circa 30 ore alla settimana. Oggi arriva a poco più di 300 franchi. Collega l'aggravarsi della situazione alla pandemia di Covid e all'ingresso di Bolt, concorrente estone di Uber, nel mercato zurighese nel 2024. A suo avviso, molti conducenti sono costretti a ricorrere all'assistenza sociale.

Tariffe e algoritmo

La contestazione non riguarda soltanto l'importo incassato. Kurun sostiene di avere poco controllo effettivo sul lavoro, anche se opera come autista indipendente. Dubita che l'app sia davvero neutrale nell'assegnazione delle corse: chi rifiuta troppi viaggi, racconta, rischierebbe di essere penalizzato; sulla mappa comparirebbero zone con guadagni più elevati che poi spariscono quando l'autista arriva.

L'app consente in teoria di fissare il proprio prezzo. Kurun afferma però che, se lo aumenta di appena 10 centesimi rispetto alla tariffa Uber al chilometro, smette di ricevere corse. Uber respinge questa lettura e sostiene che i conducenti possano accettare o rifiutare le corse senza penalizzazioni. L'azienda nega inoltre che le quote di accettazione e cancellazione siano usate per abbinare conducenti e passeggeri o per personalizzare le tariffe.

Il nodo dello status

La qualificazione del rapporto di lavoro è contestata da anni. Unia, il maggiore sindacato svizzero, considera incompatibile con una reale indipendenza il controllo esercitato da Uber. Secondo il sindacato, gli autisti dovrebbero ricevere salario, rimborso spese e contributi sociali come dipendenti. La SECO aveva sostenuto questa classificazione già nel 2018, posizione confermata da sentenze cantonali e federali.

A Ginevra, dopo una lunga battaglia legale, Uber ha modificato il modello: oggi la maggioranza dei conducenti è assunta tramite un'azienda terza e il gruppo ha concordato con il Cantone il versamento di contributi sociali arretrati per il periodo precedente. A Zurigo, invece, il Tribunale delle assicurazioni sociali ha riconosciuto nel 2021 lo status di dipendente per conducenti che usano diversi servizi Uber; il Tribunale federale ha confermato nel 2023. Kurun sostiene però che, per lui, le condizioni non siano migliorate.

Dettagli operativi

Oltre la tariffa: l'effetto sul lavoro

La vicenda mostra perché la disputa sull'indipendenza non sia solo contrattuale. Quando l'attività viene presentata come autonoma, il conducente resta esposto alle tariffe, all'assegnazione delle corse e alle regole dell'app. Quando viene riconosciuto come dipendente, Unia sostiene che debbano essere considerati anche salario, rimborso delle spese e contributi sociali. La differenza può pesare sul reddito disponibile e sul costo della vita in Svizzera: Kurun collega gli incassi attuali all'impossibilità di mantenere una famiglia e racconta che alcuni conducenti ricorrono all'assistenza sociale.

Il passaggio previdenziale aiuta a capire perché la qualifica conti oltre la singola corsa. I contributi sociali richiamati nella vertenza possono essere letti anche attraverso AVS/AHV e, quando ricorrono i requisiti, LPP/BVG. Il salario minimo non è la leva descritta nella fonte: la controversia riguarda la qualificazione del rapporto, il controllo esercitato dalla piattaforma e le tutele che Unia associa al lavoro dipendente. Per seguire questa dimensione si può consultare la guida AVS/LPP, senza confondere il valore di una corsa con una retribuzione complessiva.

Ginevra e Zurigo come due segnali diversi

Table 1: Cantone
CantoneElemento documentatoLettura pratica
GinevraModello modificato; maggioranza assunta tramite un'azienda terzaAccordo con il Cantone per contributi sociali arretrati
ZurigoDecisione del 2021, confermata nel 2023Kurun sostiene che le condizioni non siano migliorate

Il confronto tra i Cantoni evita un errore: una sentenza non equivale automaticamente a un cambiamento identico per tutti i conducenti. A Ginevra il modello è stato modificato dopo la battaglia legale e la maggioranza dei conducenti è assunta tramite un'azienda terza. A Zurigo, invece, la decisione giudiziaria convive con la denuncia di condizioni peggiorate fatta da Kurun. Il passaggio dal riconoscimento giuridico alla condizione concreta resta quindi aperto.

Uber sostiene di aver cambiato più volte modello e che le sentenze riguardino rapporti non più attuali. Rivendica l'indipendenza e la flessibilità apprezzate dalla maggioranza e cita una copertura assicurativa gratuita contro determinati rischi per i conducenti partner indipendenti in Svizzera. La verifica pratica riguarda la libertà reale di fissare il prezzo, rifiutare corse e continuarne a ricevere: su questo piattaforma e conducenti restano opposti.

Tool utili per il tuo caso

Per verificare in modo pratico il tuo scenario entro/oltre 20 km, usa il calcolatore stipendio netto e la guida dichiarazione redditi.

Punti chiave

Una verifica concreta per chi guida tramite app

Il modo più solido per trasformare il problema in una contestazione documentata è separare quattro elementi: tempo lavorato, denaro incassato, regole dell'app e forma del rapporto. La fonte non indica un modulo nazionale né una scadenza unica; perciò è meglio non aggiungere procedure che non sono documentate. Il percorso pratico può partire dai dati già richiamati nell'inchiesta.

Quattro passaggi utili

1. Ricostruire le giornate. Per ogni giornata, segnare ore, incasso, corse ricevute e tariffa applicata. Il confronto tra il risultato dopo nove ore e quello ottenuto lavorando circa 30 ore alla settimana aiuta a distinguere una giornata debole da un andamento più ampio. Questi numeri restano una traccia personale, non una paga oraria ufficiale.

2. Verificare la libertà effettiva. Conservare le impostazioni del prezzo, le corse rifiutate o cancellate e le schermate delle zone che promettono guadagni più alti. Se una zona scompare all'arrivo o le corse cessano dopo una modifica minima della tariffa, il dato va separato dall'interpretazione: Kurun lo considera una penalizzazione, mentre Uber nega che esistano penalità.

3. Identificare il modello contrattuale. Occorre distinguere l'attività descritta come indipendente dall'assunzione tramite un'azienda terza, oggi indicata per la maggioranza dei conducenti a Ginevra. Questa verifica evita di confondere il modello ginevrino con quello denunciato da un autista nel Canton Zurigo. Per ordinare le voci economiche si può usare la guida alla busta paga svizzera, senza trasformare il link in una prova automatica dello status.

4. Separare le richieste. Salario, spese professionali e contributi sociali sono voci diverse. Guillaume Lemoine ha raccontato di avere intrapreso un'azione legale contro Uber per recuperare somme che ritiene non pagate; la vertenza è ancora in corso. Chi ricostruisce la propria posizione dovrebbe quindi indicare con precisione quale voce contesta e conservare le comunicazioni con la piattaforma. La fonte mostra anche che i conducenti chiedono alle autorità svizzere maggiori diritti e tutele, ma non sostituisce un procedimento individuale.

La checklist serve a passare da una lamentela generica a un quadro leggibile: ore, importi, tariffa, corse, modello contrattuale e voce contestata. Per stimare l'effetto di un incasso variabile sul bilancio personale, usa il calcolatore stipendio.

Fonte: tvsvizzera.it

Domande frequenti
Quanto guadagnano gli autisti Uber a Zurigo?
Cem Kurun, autista Uber nel Canton Zurigo dal 2019, racconta di aver guadagnato 70 franchi dopo nove ore di lavoro. In passato riusciva a guadagnare 1'200 franchi lavorando circa 30 ore alla settimana, mentre oggi arriva a poco più di 300 franchi. L'aggravarsi della situazione viene collegato alla pandemia di Covid e all'ingresso di Bolt nel mercato zurighese nel 2024, spingendo alcuni conducenti a ricorrere all'assistenza sociale.
Qual è la posizione della SECO e dei sindacati?
Il sindacato Unia considera incompatibile con una reale indipendenza il controllo esercitato da Uber e chiede che gli autisti ricevano salario, rimborso spese e contributi sociali come dipendenti. Già nel 2018 la SECO aveva sostenuto la classificazione dei conducenti come dipendenti, posizione che è stata successivamente confermata da sentenze cantonali e federali, inclusa una decisione del Tribunale federale nel 2023.
Come è cambiata la situazione a Ginevra?
A Ginevra, dopo una lunga battaglia legale, Uber ha modificato il proprio modello: oggi la maggioranza dei conducenti è assunta tramite un'azienda terza. Inoltre, il gruppo ha concordato con il Cantone il versamento di contributi sociali arretrati per il periodo precedente, differenziandosi dalla situazione riscontrata nel Canton Zurigo.

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