Roma cambia proposta tassa salute per vecchi frontalieri

Roma vuole cambiare le regole della cosiddetta tassa sulla salute prima ancora di applicarla.
Contesto
In breve
- Roma cambia la proposta prima della sua applicazione
- Il contributo diventerebbe fisso: 30-150 euro al mese
- La somma sarebbe fissata ogni anno dalla Regione
- Il Ticino tiene bloccati poco più di 50 milioni
Proposta → progetto di legge di bilancio 2027 Destinatari → vecchi frontalieri nelle regioni italiane di confine Importo → tra 30 e 150 euro al mese Calcolo → cifra fissa, non legata al salario svizzero Decisione → Regione di residenza, ogni anno Stato → bozza del testo
Roma vuole cambiare le regole della cosiddetta tassa sulla salute prima ancora di applicarla. La novità emerge lunedì dalla bozza del progetto di legge di bilancio 2027 e riguarda un contributo già esistente dal 2024.
Il consigliere di Stato Christian Vitta commenta la proposta italiana e legge il cambio di impostazione come una conferma delle contestazioni mosse dal Canton Ticino negli ultimi mesi. Il Governo ticinese considera infatti non infondate le critiche rivolte alla versione precedente.
Christian Vitta considera il cambiamento delle regole della tassa sulla salute una conferma della fondatezza delle posizioni sostenute dal Canton Ticino negli ultimi mesi: altrimenti non si capirebbe perché intervenire su una misura non ancora applicata.
La modifica nella bozza
Il contributo riguarda i cosiddetti vecchi frontalieri: persone che vivono nelle regioni italiane di confine e che sono tassate soltanto in Svizzera. La somma serve a finanziare il Servizio sanitario nazionale italiano.
Il prelievo previsto dalla disciplina attuale è proporzionale al salario svizzero, anche se finora le Regioni non l’hanno applicato. Nella bozza il criterio cambia: l’importo sarebbe fisso, tra 30 e 150 euro al mese, e verrebbe stabilito ogni anno dalla Regione in cui si risiede.
Il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia preferisce per ora non pronunciarsi sui dettagli della formula. Per il Canton Ticino, il nodo è politico: la tassa arriverebbe poco dopo la firma di un accordo tra Svizzera e Italia, intervenendo su una disciplina che non è ancora stata applicata. Il testo è ancora una bozza e non risulta che il Parlamento abbia preso una decisione definitiva.
Dettagli operativi
Dal salario alla quota fissa
La differenza tra le due versioni si può leggere nella base del prelievo. Oggi, nella formulazione contestata dal Canton Ticino, l’importo dipende in modo proporzionale dal salario svizzero; nella bozza collegata al bilancio 2027, il riferimento al salario scompare e resta una fascia mensile compresa tra 30 e 150 euro. La fonte non indica come la Regione sceglierebbe il valore dentro la fascia, né quali criteri userebbe per fissarlo ogni anno.
La notizia parla dei cosiddetti vecchi frontalieri. Sono lavoratori che risiedono nelle regioni italiane di confine e che, per il reddito da lavoro, risultano tassati in Svizzera (per i nuovi frontalieri anche in Italia, con credito d'imposta). Sul piano fiscale, la trattenuta svizzera sul reddito da lavoro è un’imposta alla fonte. Il contributo sanitario è invece presentato come una somma destinata al Servizio sanitario nazionale italiano.
La distinzione aiuta a non confondere il prelievo sanitario con la tassazione ordinaria del salario. È proprio l’aggiunta di un ulteriore importo che alimenta la contestazione di Cristian Bisa, dell’Unione frontalieri italiani in Svizzera. Per il sindacalista, cambiare il nome non cambia la sostanza: la richiesta resta, a suo giudizio, una doppia imposizione a carico dei lavoratori. La fonte riporta inoltre la sua obiezione sul servizio: si decide quanto e come prelevare, ma non viene indicato che cosa sarebbe offerto al lavoratore in cambio.
| Versione | Base del prelievo | Stato |
|---|---|---|
| Regola attuale | Proporzionale al salario svizzero | Contestata dal Canton Ticino e mai applicata dalle Regioni |
| Proposta 2027 | Importo fisso tra 30 e 150 euro al mese | Contenuta nella bozza del progetto di legge di bilancio |
Il collegamento politico indicato da Vitta è l’accordo fra Svizzera e Italia firmato da poco tempo. La fonte non ne specifica contenuti o articoli e non spiega come il nuovo contributo si coordinerebbe con quell’intesa. Per il riferimento normativo ufficiale dell’accordo sui frontalieri è disponibile il Nuovo Accordo Frontalieri – L. 83/2023. Il punto documentato nell’articolo resta però la scelta di proporre una nuova imposta dopo la firma dell’accordo, non l’esito giuridico del suo esame.
Punti chiave
Ristorni e tavolo tecnico
La questione della tassa salute non cambia la rotta del Canton Ticino sui ristorni. In giugno il Consiglio di Stato ha bloccato una parte delle somme destinate alla Lombardia, una scelta che il Consiglio federale non aveva condiviso.
In seguito, Berna ha aperto con Roma un tavolo di lavoro che coinvolge Regione Lombardia e Canton Ticino. Nel frattempo i fondi restano bloccati. Christian Vitta quantifica la somma congelata in poco più di 50 milioni e afferma che il Cantone è pronto a sbloccarla non appena il tavolo tecnico avrà concluso i propri lavori.
La bozza e le verifiche richieste
Sul gettito della tassa salute, la posizione espressa da Vitta è netta: non va bene che tutto vada allo Stato italiano; qualcosa, secondo il consigliere di Stato, deve restare anche sul territorio cantonale. È una richiesta distinta dal meccanismo mensile della bozza, perché riguarda la destinazione delle entrate e non il modo in cui l’importo viene calcolato.
Cristian Bisa mantiene una critica di principio. Secondo il rappresentante dell’Unione frontalieri italiani in Svizzera, una tassa dovrebbe corrispondere a un servizio. Nel testo discusso, invece, viene definito quanto prelevare e come farlo, mentre non viene indicato che cosa sarebbe fatto per il lavoratore. Il sindacalista considera quindi insufficiente il semplice cambio delle parole.
La procedura non è ancora arrivata al punto finale: il testo è una bozza e i sindacati chiederanno una verifica prima dell’approvazione. Se il Parlamento darà il via libera, hanno annunciato che si rivolgeranno alla Procura della Repubblica. La fonte non indica né la data dell’eventuale voto né l’esito della verifica, quindi non documenta ancora né l’applicazione del contributo né la data di un primo pagamento.
Come riferimento ufficiale separato sulla quota SSN, detta tassa salute, è disponibile il DM Salute 14/11/2025. Per gli aggiornamenti sul capitolo dei ristorni, consulta ristorni Ticino-Italia.
Fonte: rsi.ch
Domande frequenti
- Qual è la proposta di cambiamento per la 'tassa sulla salute'?
- La bozza del progetto di legge di bilancio 2027 propone che il contributo per i vecchi frontalieri nelle regioni italiane di confine sia fisso, tra 30 e 150 euro al mese, anziché proporzionale al salario svizzero.
- Chi sono i destinatari di questo contributo?
- I destinatari sono i cosiddetti vecchi frontalieri, ovvero persone che vivono nelle regioni italiane di confine e che sono tassate soltanto in Svizzera per il reddito da lavoro.
- Chi decide l'importo fisso ogni anno?
- L'importo fisso, compreso tra 30 e 150 euro al mese, verrebbe stabilito ogni anno dalla Regione di residenza del lavoratore.
- Quale stato ha il testo della proposta?
- Il testo che prevede la modifica è attualmente una bozza, contenuta nella bozza del progetto di legge di bilancio 2027, e non è stata riportata una decisione definitiva del Parlamento.