Museo storico a Palazzo Civico: mozione interpartitica a Lugano

Museo storico a Palazzo Civico: mozione a Lugano

Dieci consiglieri comunali chiedono di valutare un museo storico al secondo piano di Palazzo Civico, che si libererà nel 2028 col trasloco a Cornaredo.

Contesto

In breve

  • Una mozione propone un museo storico a Palazzo Civico
  • Dieci consiglieri comunali sostengono la richiesta
  • Il secondo piano potrebbe liberarsi nel 2028
  • La torre Est del Pse è prevista per il trasferimento

Fatti chiave

  • Proposta → museo storico negli spazi di Palazzo Civico
  • Primo firmatario → Danilo Baratti, Verdi e Indipendenti
  • Sottoscrittori → dieci consiglieri comunali
  • Luogo → Palazzo Civico di Lugano
  • Trasferimento → parte dell’amministrazione a Cornaredo, torre Est del Pse
  • Secondo piano → trasloco degli uffici previsto nel 2028
  • Mostra → Lugano Belle Époque, prolungata fino all’8 gennaio dell’anno prossimo
  • Edificio → neoclassico

Dieci consiglieri comunali di Lugano chiedono di valutare l’allestimento di un museo storico negli spazi di Palazzo Civico. La mozione è interpartitica e ha come primo firmatario Danilo Baratti, dei Verdi e Indipendenti. L’edificio ospita la cancelleria comunale, la sala matrimoni, gli uffici dei municipali e la sala del Consiglio comunale.

Il punto di partenza è il trasferimento, previsto tra qualche anno, di una parte dell’amministrazione cittadina a Cornaredo, nella torre Est del Polo sportivo e degli eventi, il Pse. La mozione guarda in particolare al secondo piano, che verrebbe liberato dal trasferimento degli uffici dell’Amministrazione comunale previsto per il 2028. L’atto parlamentare chiede di non lasciare senza indirizzo il futuro di quegli ambienti.

Secondo i promotori, la destinazione degli spazi dovrebbe essere discussa prima di eventuali decisioni sul loro utilizzo. Il testo segnala il rischio che, in assenza di una riflessione preliminare su un uso pubblico, la Città finisca per concederli al primo offerente commerciale. La mozione collega questo rischio anche alla necessità di sostenere l’affitto non indifferente della torre Est.

Una scelta sul futuro del palazzo

Il documento definisce Palazzo Civico un edificio pubblico dal forte valore simbolico e chiede che si apra un dibattito sul suo destino. La richiesta riguarda la destinazione di una parte degli spazi che potrebbe rendersi disponibile, non l’abbandono dell’intero stabile. Il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco ha infatti affermato che il palazzo non verrà dismesso.

Secondo la posizione espressa dal vicesindaco, Palazzo Civico resterà un punto di riferimento e una sede istituzionale della Città. Nello stabile, per esempio, continueranno a tenersi le sedute del Legislativo. La mozione si inserisce quindi nella discussione su come affiancare a questa funzione istituzionale un uso pubblico e culturale degli spazi eventualmente liberi.

Il passaggio amministrativo non è però presentato come già compiuto. La proposta parla di un trasferimento futuro e di ambienti che verrebbero liberati; il museo è indicato come ipotesi da valutare. La discussione è così legata a due elementi: il trasferimento a Cornaredo e la definizione della destinazione del secondo piano.

Dettagli operativi

Il contesto culturale della proposta

La mozione prende le mosse dal successo e dal grande interesse suscitati dalla mostra fotografica «Lugano Belle Époque. Lo sguardo inedito di H.A. Insinger», allestita proprio a Palazzo Civico. La Città di Lugano ha deciso di prolungarla fino all’8 gennaio dell’anno prossimo. L’esposizione è quindi il riferimento immediato usato dai promotori per discutere una possibile destinazione museale di parte dell’edificio.

Il vicesindaco Roberto Badaracco ha espresso soddisfazione per l’apprezzamento generale delle mostre, comprese quelle allestite negli atri all’interno e all’esterno. Questi allestimenti sono stati curati dalla Divisione cultura. Il quadro descritto dalla fonte è quello di un palazzo che già accoglie iniziative espositive, anche se in modo non coincidente con un museo storico stabile.

Dalla memoria cittadina a un nuovo allestimento

L’atto parlamentare collega l’ipotesi museale alla storia della Città, nelle sue diverse declinazioni. La motivazione indicata è duplice: da un lato l’essenza storica dello stesso palazzo neoclassico; dall’altro l’assenza, nella pur molteplice offerta espositiva luganese, di un museo storico. Il testo collega così il possibile museo alla storia della Città e alla composizione dell’offerta espositiva luganese.

Danilo Baratti ricorda che a Lugano esistette un museo storico-archeologico tra il 1906 e il 1963. In una prima fase era ospitato nel Palazzo degli Studi, mentre successivamente si trovava a Villa Ciani. Negli anni seguenti furono elaborati progetti per un nuovo allestimento, ma rimasero sulla carta. Il richiamo a questa esperienza colloca la mozione dentro una storia espositiva già esistita, ma non più presente nella forma di un museo storico.

La mozione cita anche l’esperienza digitale dedicata alla ricostruzione del Castello di Trevano. Insieme alla mostra fotografica attualmente allestita sui muri interni, quell’esperienza è richiamata per sostenere la possibilità di dare maggiore contenuto pubblico e storico agli spazi. Palazzo Civico svolge già oggi una funzione espositiva, ma solo parzialmente e senza una contestualizzazione dei contenuti storico-artistici.

La facciata stessa e le opere scultoree ospitate nell’edificio sono legate alla storia della città e del Cantone. Nei corridoi del primo e del secondo piano, inoltre, sono esposti oggetti con allestimenti rinnovati periodicamente dal Dicastero cultura. Sono questi gli elementi che la mozione considera già presenti e che inserisce nella riflessione su un possibile museo storico.

Punti chiave

Il seguito e le questioni ancora aperte

Per il momento la mozione apre una valutazione, ma non fissa l’avvio di un museo. Roberto Badaracco si è detto disposto ad approfondire la proposta. Ha però ricordato che non è ancora stato deciso il trasferimento di una parte del personale attualmente in servizio a Palazzo Civico. Questo lascia ancora da definire quali ambienti saranno effettivamente disponibili e in quale momento, senza trasformare il piano indicato nell’atto in una certezza già operativa.

Anche la tempistica del Pse resta da verificare. L’atto parlamentare collega il trasloco degli uffici del secondo piano al 2028, ma il vicesindaco ha messo in evidenza che non è sicuro che fra due anni le torri del Pse siano già costruite. L’ipotesi di liberare gli spazi dipende dunque da un trasferimento verso Cornaredo e dalla disponibilità della torre Est, elementi che la fonte presenta come ancora da verificare.

Archivi, depositi e gestione

Se il trasloco previsto si realizzasse, secondo la mozione il secondo piano permetterebbe di esporre altri oggetti oggi conservati in archivi e depositi non facilmente accessibili al pubblico. Il riferimento amplia la proposta oltre le opere e gli oggetti già visibili nei corridoi. Il museo storico ipotizzato avrebbe quindi come possibile contenuto anche materiali oggi non esposti, qualora gli spazi liberati venissero destinati a questa funzione.

Resta però aperta la questione della gestione. Badaracco ha avvertito: «Un museo stabile comporterebbe la presenza di un curatore permanente». La presenza di un curatore è uno dei punti da considerare nella valutazione.

Il seguito indicato dalla mozione è quindi un dibattito sul destino di Palazzo Civico e un approfondimento sulla proposta. Nessuna decisione definitiva sull’allestimento viene riportata: da una parte è ancora incerto il trasferimento del personale; dall’altra resta da verificare la tempistica delle torri del Pse. La discussione dovrà tenere insieme la questione della destinazione culturale e le funzioni già presenti nell’edificio. Il passaggio successivo documentato dalla fonte resta dunque una valutazione, mentre spazi, tempi e modalità di un eventuale museo sono ancora oggetto di discussione.

Fonte: laregione.ch

Domande frequenti
Chi ha presentato la mozione per un museo storico a Palazzo Civico?
La mozione è stata presentata da dieci consiglieri comunali di Lugano, con primo firmatario Danilo Baratti del gruppo Verdi e Indipendenti. L'atto è interpartitico e chiede di valutare l'allestimento di un museo storico negli spazi che si renderanno disponibili al secondo piano dell'edificio.
Quando si libererebbero gli spazi per il possibile museo?
Secondo la mozione, il secondo piano di Palazzo Civico verrebbe liberato nel 2028, in concomitanza con il trasferimento di una parte dell'amministrazione comunale nella torre Est del Polo sportivo e degli eventi (Pse) a Cornaredo. Tuttavia il vicesindaco Badaracco ha precisato che il trasferimento non è ancora deciso e la tempistica del Pse resta da verificare.
Quali sono i precedenti storici citati nella mozione?
La mozione ricorda che a Lugano esistette un museo storico-archeologico tra il 1906 e il 1963, ospitato dapprima nel Palazzo degli Studi e poi a Villa Ciani. Viene citata anche l'esperienza digitale sulla ricostruzione del Castello di Trevano e la mostra fotografica «Lugano Belle Époque» attualmente allestita a Palazzo Civico e prolungata fino all'8 gennaio dell'anno prossimo.
Quali sono le condizioni per realizzare il museo?
Il vicesindaco Roberto Badaracco si è detto disposto ad approfondire la proposta, ma ha evidenziato che un museo stabile richiederebbe la presenza di un curatore permanente. Inoltre, la disponibilità degli spazi dipende dal trasferimento degli uffici a Cornaredo e dalla costruzione della torre Est del Pse, elementi ancora incerti. Palazzo Civico rimarrà comunque sede istituzionale e non verrà dismesso.

Articoli correlati