31,7% frontalieri supera un'ora e mezza di viaggio al giorno

31,7% supera un'ora e mezza al giorno 73,2% usa l'auto privata 28,3% spende oltre il 10% dello stipendio 37,4% ha il lavoro da remoto Ricerca → «Lavorare oltre
Contesto
In breve
- 31,7% supera un'ora e mezza al giorno
- 73,2% usa l'auto privata
- 28,3% spende oltre il 10% dello stipendio
- 37,4% ha il lavoro da remoto
Fatti chiave
- Ricerca → «Lavorare oltre confine»
- Realizzazione → BiblioLavoro, centro studi della Cisl Lombardia
- Campione → 1.542 frontalieri; questionario online a maggio 2026
- Presentazione → sabato 24 ottobre a Ville Ponti, Varese
- Soglia fiscale del telelavoro → 25%
Il questionario online, al quale nel maggio 2026 hanno risposto 1.542 frontalieri, per la maggior parte iscritti all'Ocst, rileva che il 31,7% trascorre più di un'ora e mezza al giorno nel tragitto tra casa e lavoro. L'indagine è stata illustrata sabato 24 ottobre a Ville Ponti, a Varese.
L'indagine «Lavorare oltre confine» è stata condotta da BiblioLavoro, centro studi della Cisl Lombardia, per Cisl dei Laghi, Cisl Sondrio, Cisl Piemonte Orientale e il sindacato ticinese Ocst. Tra i costi del lavoro in Ticino che non compaiono in busta paga rientra anche il viaggio: il tempo trascorso sulla strada e il denaro necessario per percorrerla.
Il tempo quotidiano dedicato al tragitto
Nel tragitto quotidiano di andata e ritorno, solo il 12,5% degli intervistati resta sotto i 30 minuti; il 30% si colloca tra 30 e 60 minuti e il 25,8% tra 60 e 90. Per il 31,7%, invece, il tragitto supera l'ora e mezza: il 14,6% impiega da 91 a 120 minuti, il 17,1% più di due ore e il 3,2% oltre tre ore.
La frequenza settimanale rende il dato ancora più concreto. Il 66,1% dei frontalieri fa questo viaggio cinque giorni a settimana; un altro 27,2% lo fa quattro giorni. Accostare durata e frequenza permette di leggere i risultati su due scale: il tempo dichiarato in una giornata di andata e ritorno e i giorni della settimana in cui il tragitto viene ripetuto. La ricerca mantiene separate le fasce e non offre un unico tempo medio; perciò il 12,5% sotto la mezz'ora e il 31,7% oltre l'ora e mezza restano due gruppi distinti, non estremi di una media calcolata.
Marco Contessa, responsabile nazionale Frontalieri della Cisl, ha osservato che la motivazione economica continua ad attirare i lavoratori, mentre gli spostamenti quotidiani e i pesanti costi della mobilità alimentano una vera e propria «trappola del tempo».
Dettagli operativi
Il dato sul tempo di viaggio si traduce in una scelta di mobilità e in una quota dello stipendio mensile destinata agli spostamenti. La ricerca separa i due piani: prima misura il mezzo principale, poi la fascia di salario assorbita dal viaggio. Il confronto è utile proprio perché non attribuisce automaticamente a ogni mezzo una singola spesa.
Un pendolarismo centrato sull'auto
| Mezzo principale | Quota degli intervistati |
|---|---|
| Auto privata | 73,2% |
| Treno | 10,5% |
| Moto e scooter | 6% |
| Più mezzi | 3,8% |
| Auto aziendale | 3,4% |
| Car pooling | 2,6% |
| Autobus | 0,5% |
L'auto privata è il mezzo principale per il 73,2% degli intervistati, una quota nettamente superiore a quella del treno, fermo al 10,5%. Moto e scooter raggiungono il 6%, mentre il 3,8% combina più mezzi. L'auto aziendale è indicata dal 3,4%, il car pooling dal 2,6% e l'autobus dallo 0,5%.
Gli autori della ricerca attribuiscono questa distribuzione anche ai limiti dell'offerta di trasporto pubblico transfrontaliero; il ricorso all'auto espone i lavoratori a traffico e attese ai valichi. Il testo non indica valichi specifici né quantifica le attese: il dato documentato riguarda la composizione dei mezzi utilizzati dai frontalieri.
La spesa come quota dello stipendio
| Quota dello stipendio mensile | Intervistati |
|---|---|
| Tra 5% e 10% | 47,7% |
| Tra 10% e 20% | 21,6% |
| Oltre 20% | 6,6% |
Le spese per gli spostamenti incidono sullo stipendio mensile tra il 5% e il 10% per il 47,7% degli intervistati; per il 21,6% la quota è tra il 10% e il 20%, mentre il 6,6% supera il 20%. Nel complesso, per il 28,3% degli intervistati gli spostamenti assorbono più del 10% dello stipendio, cioè più di un decimo del salario.
Il confronto tra modalità pubbliche e private riguarda la stessa quota dello stipendio: il 32,2% di chi usa i mezzi pubblici resta sotto il 5%, contro il 19,7% di chi si muove con mezzi privati. La differenza è di 12,5 punti percentuali, calcolati come 32,2% meno 19,7%. La presentazione mantiene distinti i due indicatori: il 28,3% riguarda la spesa relativa al salario, mentre il 73,2% riguarda il mezzo usato.
Punti chiave
La ricerca collega il lavoro da casa alla disponibilità aziendale, al regime dei contributi e alla soglia fiscale. Soltanto il 37,4% degli intervistati lavora in aziende che consentono il lavoro da remoto ai frontalieri; quando questa possibilità è prevista, nel 92,5% dei casi resta circoscritta a una quota compresa tra il 10% e il 25% dell'orario.
Il 95,2% di chi utilizza il lavoro da casa valuta positivamente il suo impatto sulla qualità della vita, mentre il 94,3% vorrebbe ricorrervi per più giorni. Le ragioni indicate più spesso sono un migliore equilibrio tra vita e lavoro (42,5%), meno tempo trascorso in viaggio (42,4%), meno stress legato agli spostamenti (34,7%) e costi di trasporto inferiori (33,7%).
Due soglie per lo stesso lavoro da casa
Il vincolo non dipende soltanto dalle aziende. L'accordo europeo sul telelavoro transfrontaliero, sottoscritto da Italia e Svizzera, consente a un frontaliere di lavorare da casa fino al 49,99% del tempo senza modificare il regime dei contributi. Sul piano fiscale, invece, l'accordo tra Italia e Svizzera fissa la soglia al 25%.
Secondo la ricostruzione proposta dalla ricerca, nel negoziato la Svizzera era disponibile ad arrivare al 40%, come aveva fatto con la Francia; la posizione italiana portò però la soglia fiscale al 25%. Il sindacato propone di riaprire il protocollo aggiuntivo per allineare entrambe le soglie al 49,99% o, almeno, per elevare quella fiscale al 40%. La differenza tra 49,99% e 25% riguarda dunque le due soglie citate dalla fonte: la prima per i contributi, la seconda per il fisco.
Soddisfazione e durata del viaggio
L'equilibrio tra lavoro e vita privata lascia poco o per nulla soddisfatto il 44,2% degli intervistati, percentuale che tra gli under 36 raggiunge il 49,9%. La soddisfazione riguarda il 69,5% di chi lavora anche da casa e il 51,8% di chi opera esclusivamente in presenza. Il questionario rileva quindi una distanza di 17,7 punti percentuali tra i due gruppi; tra gli under 36, invece, la quota dei poco o per niente soddisfatti è superiore di 5,7 punti a quella complessiva.
L'analisi statistica dei ricercatori conferma una relazione: a parità di altre condizioni, la soddisfazione per il proprio lavoro diminuisce quanto più si allunga il viaggio quotidiano. La fonte non aggiunge né un tempo medio unico né una soglia individuale.
Il perimetro dei dati
Per il frontaliere del Canton Ticino, il questionario qui descritto non misura permesso G, AVS, LPP, LAMal, ristorni, INPS, imposta alla fonte o doppia imposizione: questi temi non sono quantificati nei risultati riportati. Il riferimento fiscale della ricerca resta la soglia del telelavoro.
Per approfondire il lato della mobilità, il confronto può proseguire con i mezzi pubblici Ticino.
Fonte: varesenews.it
Domande frequenti
- Quale percentuale di frontalieri passa più di un'ora e mezza al giorno tra casa e lavoro?
- Il 31,7% dei frontalieri coinvolti nella ricerca passa più di un'ora e mezza al giorno tra casa e lavoro. Questo dato deriva dal questionario online compilato a maggio 2026 da un campione di 1.542 frontalieri.
- Qual è il mezzo di trasporto principale utilizzato dai frontalieri secondo la ricerca?
- L'auto privata è il mezzo principale per il 73,2% degli intervistati. Altri mezzi includono il treno (10,5%), moto e scooter (6%), più mezzi (3,8%), auto aziendale (3,4%), car pooling (2,6%) e autobus (0,5%).
- Quanto spende in media il 28,3% dei frontalieri per gli spostamenti rispetto allo stipendio?
- Il 28,3% dei frontalieri spende oltre il 10% dello stipendio mensile per gli spostamenti. Per quanto riguarda le fasce di spesa, il 47,7% spende tra il 5% e il 10% dello stipendio mensile.
- Qual è la soglia fiscale per il telelavoro stabilita dall'accordo tra Italia e Svizzera?
- Per il fisco, la soglia fissata dall'accordo tra Italia e Svizzera è il 25%. L'accordo europeo sul telelavoro transfrontaliero consente di lavorare da casa fino al 49,99% del tempo senza cambiare il regime dei contributi.
Articoli correlati
- Tutti gli articoli: Franco e prezzi
- Questionario frontalieri: stipendio ok ma troppi spostamenti
- Ricerca CISL: potere d'acquisto in calo per i frontalieri
- Regole per i frontalieri che lavorano da remoto: 25/45 giorni
- Frontalieri da remoto al 50% senza impatto su contributi e pensioni
- Frontalieri: residenza Italia o Svizzera nel 2026