Questionario frontalieri: stipendio ok ma troppi spostamenti

1.542 risposte online raccolte nel maggio 2026 73% soddisfatto dello stipendio 31,7% oltre un'ora e mezza in viaggio ogni giorno 76,9% non si trasferirebbe
Contesto
In breve
- 1.542 risposte online raccolte nel maggio 2026
- 73% soddisfatto dello stipendio
- 31,7% oltre un'ora e mezza in viaggio ogni giorno
- 76,9% non si trasferirebbe in Svizzera
Fatti chiave
- Ricerca → «Lavorare oltre confine: condizioni, bisogni e prospettive dei lavoratori frontalieri»
- Risposte → 1.542 lavoratrici e lavoratori
- Periodo → maggio 2026
- Presentazione → sabato 24 ottobre, alle 9.30
- Luogo → Centro Congressi Ville Ponti di Varese
- Promotori → CISL dei Laghi, CISL Sondrio, CISL Piemonte Orientale e OCST
- Coordinamento → BiblioLavoro, centro studi della CISL Lombardia
Quasi 32 mila frontalieri partono ogni giorno dalla provincia di Como per lavorare in Svizzera e rientrano la sera attraversando nuovamente il confine.
I promotori sono CISL dei Laghi, CISL Sondrio, CISL Piemonte Orientale e il sindacato ticinese OCST; il coordinamento scientifico è stato curato da BiblioLavoro, il centro studi della CISL Lombardia. Nel maggio 2026 il questionario online ha raccolto le risposte di 1.542 lavoratrici e lavoratori. L'obiettivo dichiarato è superare le statistiche ufficiali dando direttamente voce ai frontalieri sul modo in cui sta cambiando il loro lavoro, per tradurre questo ascolto in proposte concrete.
Salario soddisfacente, quadro più complesso
La prospettiva salariale è tra le ragioni principali per scegliere la Svizzera: il 73% degli intervistati valuta positivamente il proprio stipendio. Ma il 48,4% afferma che negli ultimi anni il potere d’acquisto si è ridotto.
Il 55,6% ritiene inoltre che, a parità di mansioni, la propria retribuzione sia inferiore a quella di un residente svizzero; tra chi non è coperto da un contratto collettivo la quota raggiunge il 63,4%. Inoltre, il 42,7% riferisce di avere sperimentato almeno una volta un trattamento che ha percepito come discriminatorio per il fatto di essere frontaliere. Il questionario restituisce così un quadro che comprende soddisfazione dichiarata, potere d'acquisto, confronto salariale e percezione di discriminazione, senza ricondurre l'esperienza a un solo indicatore.
Dettagli operativi
Welfare, spostamenti e telelavoro
Le risposte raccolte mostrano che la valutazione del lavoro oltre confine non dipende soltanto dalla retribuzione. Il welfare aziendale riceve un giudizio decisamente critico: il 58,9% degli intervistati non ne è soddisfatto. Per la maggioranza mancano contributi per il trasporto, buoni pasto o premi di produzione. Sono elementi indicati dalla ricerca come parti concrete dell'esperienza lavorativa, accanto allo stipendio.
Il costo del tempo
Il questionario definisce il tempo uno dei costi meno visibili del frontalierato. Il 31,7% dei lavoratori passa più di un'ora e mezza al giorno negli spostamenti tra casa e lavoro. Il 73,2% usa principalmente l'auto privata. La fonte non aggiunge una ripartizione dei tempi per provincia o per valico: il dato disponibile riguarda quindi l'insieme degli intervistati.
Il telelavoro introduce un confronto distinto. Soltanto il 37,4% lavora in aziende che lo consentono ai frontalieri, ma tra chi lo utilizza il 95,2% lo promuove quasi all'unanimità.
| Indicatore | Risultato della ricerca |
|---|---|
| Aziende che consentono il telelavoro ai frontalieri | 37,4% |
| Utilizzatori che lo promuovono | 95,2% |
| Lavoratori da remoto soddisfatti dell'equilibrio vita-lavoro | 69,5% |
| Lavoratori solo in presenza soddisfatti dell'equilibrio vita-lavoro | 51,8% |
Il confronto tra il 69,5% di chi lavora da remoto e il 51,8% di chi lavora solo in presenza descrive una differenza nelle risposte sull'equilibrio tra vita e lavoro. Non dimostra però, da solo, un rapporto di causa-effetto: la fonte presenta percentuali riferite a gruppi diversi e non una previsione sugli effetti futuri del telelavoro.
Punti chiave
Salute, previdenza e scelta di vita
I temi rimasti aperti
L'87,8% degli intervistati considera penalizzante la cosiddetta «tassa sulla salute». Quanto al secondo pilastro, emerge una forte esigenza di informazione: il 69,2% afferma di avere una conoscenza scarsa o nulla del funzionamento della propria cassa pensione. Si tratta di un dato sulla conoscenza dichiarata dagli intervistati, non di una valutazione tecnica delle singole posizioni previdenziali.
La propensione al trasferimento in Svizzera risulta limitata: il 76,9% non prenderebbe in considerazione questa possibilità. Il volume considera quindi il frontalierato una scelta stabile di vita, non una tappa verso l'emigrazione.
Oltre all'analisi, il volume dedica una seconda parte alle proposte sindacali: estendere la contrattazione collettiva in Svizzera; attuare lo Statuto dei lavoratori frontalieri e la NASpI già prevista dalla legge 83/2023; innalzare la soglia fiscale del telelavoro; rafforzare la rete di servizi tra OCST e CISL, compresi INAS e CAF.
Il perimetro della ricerca resta preciso. Il testo riguarda lavoratori in Svizzera e occupati nel Canton Ticino, ma non presenta risultati su permesso G, AVS, LAMal, ristorni, imposta alla fonte, Brogeda o doppia imposizione. Il secondo pilastro è richiamato, ma non sono forniti dati tecnici sulla LPP né riferimenti all'INPS. Questi temi non possono quindi essere presentati come risultati del questionario: la fonte documenta salari, welfare, spostamenti, telelavoro, salute, previdenza e intenzioni di trasferimento.
Fonte: comozero.it
Domande frequenti
- Quanti frontalieri hanno risposto al questionario e quando?
- Hanno risposto 1.542 lavoratrici e lavoratori nel maggio 2026. L'indagine è stata promossa da CISL dei Laghi, CISL Sondrio, CISL Piemonte Orientale e OCST con coordinamento di BiblioLavoro.
- Quali sono i dati principali su stipendio e potere d'acquisto?
- Il 73% si dichiara soddisfatto dello stipendio, ma il 48,4% ritiene che il potere d'acquisto sia diminuito negli ultimi anni. Il 55,6% pensa di guadagnare meno di un residente svizzero a parità di mansioni (63,4% tra chi non ha contratto collettivo).
- Quanto tempo perdono i frontalieri negli spostamenti?
- Il 31,7% impiega più di un'ora e mezza al giorno per il tragitto casa-lavoro. Il 73,2% usa principalmente l'auto privata. La fonte non fornisce ripartizioni per provincia o valico.
- Come viene valutato il telelavoro dai frontalieri?
- Solo il 37,4% lavora in aziende che lo consentono ai frontalieri, ma tra chi lo usa il 95,2% lo promuove. Il 69,5% dei remote worker è soddisfatto dell'equilibrio vita-lavoro contro il 51,8% di chi lavora solo in presenza.
- Cosa pensano i frontalieri della tassa sulla salute e del trasferimento in Svizzera?
- L'87,8% considera la 'tassa sulla salute' penalizzante. Il 76,9% non prenderebbe in considerazione un trasferimento in Svizzera, confermando il frontalierato come scelta stabile di vita.
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