Asilo Carluccio Como: il personale scrive al Comune

Asilo Carluccio Como: il personale contro i tagli

Il personale della scuola dell'infanzia Carluccio di via Volta scrive al Sindaco contro i tagli: la scuola non è un costo, ma un investimento comunitario.

Contesto

In breve

  • Dopo il 28 settembre, il personale ha scritto una nuova lettera.
  • La Carluccio è la scuola dell'infanzia di via Volta a Como.
  • La sentenza positiva: la Carluccio rimane aperta.
  • Firmano Bozzi, dieci docenti e la collaboratrice scolastica.

Fatti chiave

  • Luogo → scuola dell'infanzia Carluccio, via Volta, Como
  • Documento → lettera di Maria Grazia Bozzi
  • Firme → dieci docenti e la collaboratrice scolastica
  • Dibattito → riorganizzazione con chiusure e accorpamenti
  • Precedente → chiusura deliberata dall'Amministrazione comunale due anni fa
  • Ricorso → TAR, promosso per difendere la scuola
  • Esito → sentenza positiva: la Carluccio rimane aperta
  • Simbolo → ulivo regalato dal Comitato Nova Como a settembre

Dopo il Consiglio comunale del 28 settembre, la scuola dell'infanzia Carluccio torna al centro del dibattito sulla riorganizzazione delle scuole a Como. La riorganizzazione voluta dall'amministrazione Rapinese prevede chiusure e accorpamenti; la maggioranza ha approvato una delibera sul ridimensionamento delle scuole. È da questo passaggio che prende avvio la nuova lettera del personale dell'asilo di via Volta.

A firmarla è Maria Grazia Bozzi, referente della scuola. Al documento si aggiungono le firme di dieci docenti e della collaboratrice scolastica. La lettera si rivolge al Sindaco e all'Assessore all'istruzione e alle politiche educative e sostiene che non si possa restare indifferenti davanti alla delibera. Il testo precisa di non voler ripetere le spiegazioni già affidate a precedenti lettere sugli effetti di accorpamenti e chiusure; sceglie invece di tornare sulla realtà della Carluccio.

Il testo richiama quanto avvenuto due anni fa. L'Amministrazione comunale aveva deliberato la chiusura della scuola. Famiglie, comitati, insegnanti e l'intera comunità scolastica non rimasero indifferenti a quella decisione. Grazie alla determinazione delle famiglie, dei comitati e, in particolare, del Comitato Nova Como, insieme alle insegnanti e all'Istituto Comprensivo Como Borgovico, fu avviata una battaglia per difendere la Carluccio. Il percorso arrivò anche al ricorso al TAR. Poi è arrivata la sentenza positiva: la scuola è rimasta aperta.

Insegnanti, genitori e tutto l'Istituto Comprensivo Como Borgovico hanno festeggiato quella decisione, perché la Carluccio non è semplicemente un luogo nel quale accogliere i bambini. Per il personale, è una scuola fondata su valori educativi, su una precisa idea di bambino e su un progetto pedagogico costruito giorno dopo giorno. La lettera mette così in discussione una lettura della scuola affidata soltanto a criteri organizzativi o numerici, come se fosse solo il luogo in cui lasciare i bambini mentre i genitori lavorano. La posizione espressa è netta: la Carluccio va considerata per ciò che rappresenta sul piano educativo e comunitario, non soltanto per la sua collocazione nella riorganizzazione delle scuole.

Dettagli operativi

Un progetto educativo costruito ogni giorno

La Carluccio viene definita un presidio socio-educativo nel cuore della città di Como. Nel documento l'attenzione si sposta dal dato organizzativo al significato della scuola dell'infanzia. È il primo ambiente educativo nel quale i bambini sperimentano la relazione con gli altri, imparano a condividere, a comunicare, riconoscono le proprie emozioni e quelle degli altri e diventano progressivamente autonomi. Per la lettera, questi passaggi descrivono il lavoro quotidiano della scuola.

La struttura del progetto passa dalle sezioni agli spazi, dai laboratori ai tempi della giornata e dalla presenza stabile degli insegnanti. Il documento li considera parti integranti del progetto educativo, non componenti secondari da improvvisare. Gli ambienti devono essere pensati per permettere ai bambini di esplorare, sperimentare, giocare, creare e imparare. La presenza stabile degli insegnanti ha anche una funzione educativa e relazionale: le figure di riferimento conoscono i percorsi, le caratteristiche, le fragilità e le potenzialità di ciascun bambino.

La parola continuità occupa un posto centrale nella lettera. Continuità significa non considerare ogni anno scolastico come un'esperienza isolata, ma costruire un percorso che accompagni il bambino nella crescita. Il filo educativo deve collegare insegnanti, famiglie e territorio e, successivamente, la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. Servono anche tempo e condizioni per osservare ogni bambino nella sua unicità: non tutti imparano nello stesso modo, non tutti hanno gli stessi tempi e non tutti esprimono i propri bisogni attraverso le parole.

La Carluccio viene descritta anche come luogo di inclusione. Le differenze possono diventare una ricchezza e ogni bambino deve poter trovare il proprio spazio, sentirsi parte del gruppo e sviluppare le proprie potenzialità. Da questa lettura discende la critica a una valutazione basata soltanto sul numero degli iscritti, sugli spazi occupati o su un bilancio economico. Una scuola è fatta di relazioni, competenze, esperienze, professionalità e comunità. La Carluccio, scrive il personale, rappresenta tutto questo.

Un altro elemento richiamato nella lettera è l'ulivo donato alla scuola dal Comitato Nova Como lo scorso anno scolastico, nel mese di settembre. L'albero è stato scelto come simbolo di rinascita, forza e resilienza. Per insegnanti e personale scolastico rappresenta bene la scuola: sono ripartiti ancora una volta con determinazione e passione, continuando a credere nel valore del proprio lavoro e nella forza del progetto educativo-didattico.

Punti chiave

L'ascolto chiesto alla comunità

La lettera indica il criterio da seguire prima di prendere decisioni sul futuro della Carluccio. Il personale chiede di ascoltare chi vive la scuola ogni giorno: i bambini, le famiglie, gli insegnanti e tutto il personale scolastico. Il documento precisa che il valore della scuola non riguarda soltanto le famiglie che oggi la frequentano, ma l'intera comunità. Per questo, la valutazione del suo futuro non dovrebbe fermarsi agli spazi, ai numeri o alla dimensione economica richiamata nel testo.

Il passaggio chiesto dagli autori riguarda quindi il riconoscimento della rete costruita nel tempo. Secondo la lettera, chiudere o ridimensionare una scuola dell'infanzia significherebbe interrompere una rete di relazioni e impoverire un presidio educativo. Quella rete comprende il rapporto tra bambini, famiglie, insegnanti e territorio, insieme al percorso che collega la scuola dell'infanzia alla scuola primaria. La Carluccio viene così presentata come una realtà che appartiene alla comunità, non soltanto alle famiglie che la frequentano oggi.

Il documento torna poi sull'immagine delle radici. La scuola Carluccio ha già dimostrato di avere radici profonde e l'ulivo donato dal Comitato Nova Como ne è diventato il simbolo. Quelle radici, scrive il personale, chiedono di essere rispettate, coltivate e lasciate crescere. Dietro una scuola non ci sono soltanto muri e numeri: ci sono bambini, persone, relazioni, un progetto educativo e una comunità. La lettera lega a questo patrimonio l'idea che una comunità capace di investire nei propri bambini investa anche nel proprio futuro.

La sottoscrizione rende collettiva la posizione espressa nel documento. Oltre alla referente Maria Grazia Bozzi, firmano le docenti Angelica Sansone, Giorgia Marchio, Paola Della Bosca, Sabrina Ghielmetti, Domenica Previtali, Virginia Fiandaca, Manuela Ghislanzoni, Lucia D'Angelo, Francesca Pellegrino e Silvana Somaini. La collaboratrice scolastica indicata è Nunzia Battista.

«La scuola non è un costo da ridurre: è un investimento da proteggere.»

È la frase con cui il personale riassume la richiesta di tutela rivolta a chi dovrà occuparsi del futuro della scuola dell'infanzia Carluccio.

Fonte: comozero.it

Domande frequenti
Qual è la posizione del personale della scuola Carluccio?
Il personale, guidato dalla referente Maria Grazia Bozzi insieme a dieci docenti e alla collaboratrice scolastica, sostiene che la scuola non sia un costo da ridurre, ma un investimento da proteggere. La lettera contesta la riorganizzazione scolastica voluta dall'amministrazione Rapinese, sottolineando che la Carluccio rappresenta un importante presidio socio-educativo per la comunità di Como, basato su relazioni, inclusione e un progetto pedagogico quotidiano.
Cosa è successo alla scuola Carluccio negli ultimi anni?
Due anni fa, l'Amministrazione comunale aveva deliberato la chiusura della scuola. A seguito di una mobilitazione di famiglie, comitati, insegnanti e dell'Istituto Comprensivo Como Borgovico, è stato presentato un ricorso al TAR. L'azione legale ha portato a una sentenza positiva, permettendo alla struttura di rimanere aperta. Oggi il personale torna a esprimere preoccupazione a seguito della nuova delibera sul ridimensionamento delle scuole approvata dalla maggioranza.
Cosa rappresenta l'ulivo donato alla scuola?
L'ulivo, donato dal Comitato Nova Como nel mese di settembre dello scorso anno scolastico, è diventato il simbolo della scuola Carluccio. Rappresenta la rinascita, la forza e la resilienza di un istituto che ha già affrontato e superato una minaccia di chiusura. Per il personale scolastico, l'albero simboleggia la determinazione nel continuare a credere nel valore del proprio progetto educativo e nella protezione delle radici comunitarie della scuola.

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