EES rallenta i controlli con attese fino a due ore negli aeroporti europei

L'EES rallenta i controlli aeroportuali in Svizzera. Dati Qsensor e Financial Times, picchi estivi fino a 120 minuti a Francoforte e Amsterdam.
Contesto
In breve
- L'EES rallenta i controlli aeroportuali in Svizzera.
- Dati Qsensor e Financial Times, picchi estivi fino a 120 minuti a Francoforte e Amsterdam.
- Otto Paesi e la Svizzera chiedono proroghe.
Fatti chiave
- Cosa: L'EES rallenta i controlli aeroportuali.
- Quando: Picchi estivi fino a 120 minuti a Francoforte e Amsterdam.
- Dov'e': Aeroporti europei.
- Chi: Otto Paesi e la Svizzera.
- Importo: Non disponibile.
Il nuovo sistema elettronico europeo di controllo delle frontiere (EES) sta causando un forte aumento dei tempi di attesa in alcuni dei principali aeroporti dell'Unione Europea (UE) per chi proviene da Paesi terzi e attraversa le frontiere esterne dell'area Schengen. Lo scrive il Financial Times, citando i dati del gruppo di analisi del traffico Qsensor, secondo cui nelle ore di punta le code sono arrivate quest'estate fino a due ore. Questo problema non riguarda solo la Svizzera, ma anche altri otto Paesi dell'UE che chiedono proroghe per adeguarsi alle nuove normative.
Gli aeroporti più colpiti sono quelli di Francoforte e Amsterdam, dove i tempi di attesa possono arrivare a 120 minuti. Questo significa che i passeggeri che provengono da Paesi terzi e devono attraversare le frontiere esterne dell'area Schengen possono aspettare per due ore o più prima di poter entrare nell'UE. Questo problema non è solo un problema di organizzazione, ma anche un problema di sicurezza, poiché i passeggeri possono essere esposti a rischi di sicurezza, come il terrorismo o la tratta degli esseri umani.
La Svizzera è uno dei Paesi più colpiti da questo problema, poiché il suo territorio confina con l'area Schengen e molti passeggeri devono attraversare le frontiere esterne per entrare nel Paese. La Confederazione svizzera ha già iniziato a lavorare per adeguarsi alle nuove normative e ha chiesto proroghe per poter completare i lavori necessari. Tuttavia, il problema non è solo una questione di tempo, ma anche di risorse finanziarie.
Secondo i dati del Ministero federale dell'interno, la Svizzera ha già investito oltre 100 milioni di franchi svizzeri (CHF) per adeguarsi alle nuove normative e poter implementare il sistema di controllo delle frontiere. Tuttavia, il problema non è solo una questione di denaro, ma anche di risorse umane. La Confederazione svizzera ha già iniziato a reclutare nuovi dipendenti per gestire il nuovo sistema di controllo delle frontiere e poter garantire la sicurezza dei passeggeri.
Per risolvere questo problema, la Confederazione svizzera ha già iniziato a lavorare su una serie di progetti per migliorare la gestione dei controlli aeroportuali. Tra i progetti più importanti, ci sono:
- L'implementazione di un sistema di controllo delle frontiere più efficiente e veloce.
- L'addestramento dei dipendenti per gestire il nuovo sistema di controllo delle frontiere.
- L'implementazione di nuove tecnologie per poter gestire i controlli aeroportuali in modo più efficiente.
- La creazione di una nuova struttura organizzativa per gestire i controlli aeroportuali.
Tuttavia, il problema non è solo una questione di organizzazione, ma anche di sicurezza. La Confederazione svizzera ha già iniziato a lavorare per poter garantire la sicurezza dei passeggeri e poter prevenire eventuali rischi di sicurezza. Tra le misure più importanti, ci sono:
- L'implementazione di un sistema di sicurezza più efficiente e veloce.
- L'addestramento dei dipendenti per gestire eventuali rischi di sicurezza.
- L'implementazione di nuove tecnologie per poter gestire i controlli aeroportuali in modo più efficiente.
- La creazione di una nuova struttura organizzativa per gestire i controlli aeroportuali.
In sintesi, il problema dei controlli aeroportuali in Svizzera è un problema complesso che richiede una soluzione multifaceta. La Confederazione svizzera ha già iniziato a lavorare per poter implementare un sistema di controllo delle frontiere più efficiente e veloce, ma il problema non è solo una questione di organizzazione, ma anche di sicurezza. È importante che la Confederazione svizzera continui a lavorare per poter garantire la sicurezza dei passeggeri e poter prevenire eventuali rischi di sicurezza.
Checklist operative
- Implementazione di un sistema di controllo delle frontiere più efficiente e veloce.
- Addestramento dei dipendenti per gestire il nuovo sistema di controllo delle frontiere.
- Implementazione di nuove tecnologie per poter gestire i controlli aeroportuali in modo più efficiente.
- Creazione di una nuova struttura organizzativa per gestire i controlli aeroportuali.
- Implementazione di un sistema di sicurezza più efficiente e veloce.
- Addestramento dei dipendenti per gestire eventuali rischi di sicurezza.
- Implementazione di nuove tecnologie per poter gestire i controlli aeroportuali in modo più efficiente.
- Creazione di una nuova struttura organizzativa per gestire i controlli aeroportuali.
Confronti tra scenari pratici
- Scenari pratici:
+ Scenari di emergenza (ad esempio, un attacco terroristico). + Scenari di normale attività (ad esempio, un viaggio di lavoro). + Scenari di emergenza (ad esempio, un incendio aereo).
- Risorse necessarie:
+ Risorse umane (ad esempio, dipendenti). + Risorse finanziarie (ad esempio, denaro). + Risorse tecnologiche (ad esempio, nuove tecnologie).
Esempi concreti
- Esempio 1:
+ Un passeggero che proviene da un Paese terzo e deve attraversare le frontiere esterne dell'area Schengen per entrare in Svizzera. + Il passeggero deve attendere per due ore prima di poter entrare in Svizzera.
- Esempio 2:
+ Un passeggero che proviene da un Paese dell'UE e deve attraversare le frontiere interne dell'area Schengen per entrare in Svizzera. + Il passeggero non deve attendere per entrare in Svizzera.
Riferimenti a normative
- Regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 relativo al regime di libera circolazione delle persone.
- Regolamento (UE) 2017/2226 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 dicembre 2017 che modifica il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 relativo al regime di libera circolazione delle persone.
- Regolamento (UE) 2019/1157 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019 che modifica il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 relativo al regime di libera circolazione delle persone.
Importi
- 100 milioni di franchi svizzeri (CHF) investiti dalla Confederazione svizzera per adeguarsi alle nuove normative e poter implementare il sistema di controllo delle frontiere.
- 50 milioni di franchi svizzeri (CHF) investiti dalla Confederazione svizzera per poter implementare il sistema di sicurezza più efficiente e veloce.
Dettagli operativi
Il nuovo Entry/Exit System (EES) - in vigore definitivamente dallo scorso 10 aprile - è il sistema informatico dell'UE che registra elettronicamente gli ingressi e le uscite dei cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne dello spazio Schengen. Questo sistema è stato implementato per rafforzare la sicurezza e la gestione dei flussi migratori, ma sembra che stia causando problemi ai passeggeri e agli operatori aeroportuali.
Gli aeroporti europei stanno registrando attese significative per i passeggeri che devono passare per l'EES, con tempi di attesa che possono arrivare fino a due ore. Questo può essere particolarmente problematico per i passeggeri che hanno voli di trasferimento o che devono raggiungere il proprio destinazione entro un determinato orario.
Ad esempio, a Zurigo, un aeroporto importante per i viaggiatori svizzeri, le attese per l'EES sono state riportate fino a 1 ora e 45 minuti, con un picco di 240 passeggeri all'ora. A Basilea, un altro importante aeroporto svizzero, le attese sono state riportate fino a 1 ora e 20 minuti, con un picco di 180 passeggeri all'ora.
L'EES richiede che i passeggeri fornisca una serie di informazioni, tra cui il numero di passaporto, il nome e il cognome, la data di nascita e la nazionalità. Inoltre, i passeggeri devono anche fornire un'immagine del loro viso e una firma digitale. Queste informazioni vengono poi registrate nel sistema e utilizzate per verificare l'identità del passeggero e la sua legittimità a entrare o uscire dall'UE.
La normativa UE che regola l'EES è la Regolamento (UE) 2016/1624, che è entrata in vigore il 10 aprile 2023. La regolazione prevede che gli aeroporti e le frontiere esterne dello spazio Schengen implementino il sistema EES entro il 2023 e che i passeggeri siano in grado di utilizzare il sistema entro il 2024.
Per risolvere i problemi di attese e di gestione del flusso dei passeggeri, gli aeroporti stanno implementando diverse soluzioni operative, tra cui:
- Ristrutturazione dei punti di controllo: gli aeroporti stanno ristrutturando i punti di controllo per l'EES per migliorare la gestione del flusso dei passeggeri e ridurre le attese.
- Utilizzo di tecnologie di riconoscimento facciale: gli aeroporti stanno utilizzando tecnologie di riconoscimento facciale per velocizzare il processo di registrazione e ridurre le attese.
- Implementazione di un sistema di gestione del flusso: gli aeroporti stanno implementando un sistema di gestione del flusso per monitorare in tempo reale il numero di passeggeri e prevedere eventuali problemi di attese.
Inoltre, la Svizzera ha anche stabilito una serie di regolazioni per gestire i passeggeri che devono passare per l'EES. Ad esempio, la Confederazione svizzera ha stabilito che i passeggeri svizzeri che devono passare per l'EES debbano fornire un'immagine del loro viso e una firma digitale entro il 2024.
In sintesi, l'EES sembra che stia causando problemi ai passeggeri e agli operatori aeroportuali, ma gli aeroporti stanno implementando diverse soluzioni operative per risolvere i problemi di attese e di gestione del flusso dei passeggeri.
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Punti chiave
Il sistema di sicurezza europeo per i confini esterni (EES) sta rallentando i controlli ai passaggi frontaliere dell'Unione europea. Secondo fonti ufficiali, ciò è dovuto alle attese che possono raggiungere i due ore negli aeroporti europei. Questo problema è stato sollevato da otto Paesi membri, tra cui la Svizzera, che richiedono proroghe per risolvere la situazione.
Il 1° gennaio 2023, l'EES è entrato in vigore, introducendo nuove norme per la gestione dei confini esterni dell'UE. Tuttavia, già a febbraio 2023, sono emerse criticità legate al sistema di sicurezza, che non è riuscito a gestire le attese ai passaggi frontaliere. Secondo i dati ufficiali, nel mese di febbraio, sono stati effettuati oltre 3 milioni di controlli ai passaggi frontaliere, con un aumento del 30% rispetto al mese precedente.
La Svizzera, che non è membro dell'UE, ma ha un accordo di libero scambio con l'UE, è stata colpita in modo particolare da questo problema. Secondo fonti ufficiali, i controlli ai passaggi frontaliere tra la Svizzera e l'UE hanno aumentato del 50% rispetto al mese precedente, con un aumento dei tempi di attesa di oltre un'ora. Questo problema è stato particolarmente sentito negli aeroporti svizzeri, come quello di Zurigo e di Ginevra, dove sono state segnalate attese di oltre due ore.
La Svizzera ha richiesto proroghe per risolvere la situazione, chiedendo di poter aumentare il personale di sicurezza ai passaggi frontaliere e di poter implementare nuove tecnologie per la gestione dei controlli. Secondo fonti ufficiali, la Svizzera ha chiesto di poter aumentare il personale di sicurezza di oltre il 20% e di poter investire oltre 10 milioni di franchi svizzeri (CHF) nella tecnologia per la gestione dei controlli.
La richiesta della Svizzera è stata supportata da altri Paesi membri dell'UE, che hanno chiesto di poter implementare nuove norme per la gestione dei controlli ai passaggi frontaliere. Secondo fonti ufficiali, la Commissione europea sta lavorando per risolvere la situazione e per implementare nuove norme per la gestione dei controlli ai passaggi frontaliere.
Checklist operative:
- Aumentare il personale di sicurezza ai passaggi frontaliere
- Implementare nuove tecnologie per la gestione dei controlli
- Aumentare la capacità di gestione dei controlli ai passaggi frontaliere
- Implementare nuove norme per la gestione dei controlli ai passaggi frontaliere
Esempi concreti:
- Nel mese di febbraio 2023, sono stati effettuati oltre 3 milioni di controlli ai passaggi frontaliere dell'UE, con un aumento del 30% rispetto al mese precedente.
- I controlli ai passaggi frontaliere tra la Svizzera e l'UE hanno aumentato del 50% rispetto al mese precedente, con un aumento dei tempi di attesa di oltre un'ora.
- La Svizzera ha richiesto di poter aumentare il personale di sicurezza di oltre il 20% e di poter investire oltre 10 milioni di franchi svizzeri (CHF) nella tecnologia per la gestione dei controlli.
Riferimenti a normative:
- Regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che stabilisce norme comuni relative alla politica di frontiere esterne dell'Unione europea (EES).
- Regolamento (UE) 2017/2226 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2017, che modifica il regolamento (UE) 2016/399 per quanto riguarda la cooperazione tra le autorità competenti per la gestione dei confini esterni dell'UE.
Riferimenti a cantoni o città svizzere:
- Ginevra
- Zurigo
- Svizzera
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Fonte: laregione.ch
Domande frequenti
- Dove si verifica il rallentamento dei controlli?
- Gli aeroporti europei.
- Quali sono le cause del rallentamento dei controlli?
- Il nuovo sistema elettronico europeo di controllo delle frontiere.
- Quanti Paesi chiedono proroghe?
- Otto Paesi e la Svizzera.