Orologi svizzeri: export a 2,2 miliardi a settembre, +11,7%

Orologi svizzeri: export a 2,2 miliardi a settembre

A settembre 2026 le esportazioni salgono dell'11,7% a 2,2 miliardi di franchi; 1,4 milioni di pezzi (+19,9%).

Contesto

In breve

  • Settembre 2026: export a 2,2 miliardi di franchi
  • Valore in crescita dell'11,7% su settembre 2025
  • 1,4 milioni di orologi: +19,9%
  • Gli Stati Uniti guidano i mercati con 293 milioni

Fatti chiave

Table 1: Voce
VoceValore
Periodosettembre 2026
LuogoBienne (BE)
Fonte dei datiFederazione dell'industria orologiera (FH)
Esportazioni2,2 miliardi di franchi
Crescita annua del valore11,7%
Segnatempo esportati1,4 milioni
Crescita del numero19,9%
Primi nove mesi+2,7%, a 19,5 miliardi di franchi

Il dato di settembre

A settembre 2026 le esportazioni di orologi svizzeri all'estero si sono attestate a 2,2 miliardi di franchi. Stando ai dati diffusi dalla Federazione dell'industria orologiera (FH), il valore è aumentato dell'11,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Da Bienne (BE), la fonte riferisce quindi una progressione oltre l'11%, mentre il numero dei segnatempo smerciati è salito del 19,9%, fino a 1,4 milioni.

Il confronto aritmetico tra 19,9% e 11,7% restituisce 8,2 punti percentuali: la quantità è cresciuta più del valore nel dato mensile. Entrambe le misure sono dunque in aumento, ma la differenza tra i tassi va letta come distanza tra crescita del numero e crescita del valore, non come un secondo dato di esportazione.

La progressione di settembre segue quella dei tre mesi precedenti, già indicata dalla fonte come una tendenza confermata: agosto ha segnato +9,1%, luglio +9,6% e giugno +11,2%. Il percorso mensile comprende anche il mini rimbalzo di maggio, +0,4%, dopo un aprile molto difficile, con -16,6%. Tra agosto e settembre il tasso è passato da +9,1% a +11,7%, con un aumento di 2,6 punti percentuali calcolato sui tassi indicati.

Sul periodo gennaio-settembre il bilancio resta positivo: l'export orologiero elvetico è salito del 2,7% in valore su base annua, raggiungendo 19,5 miliardi di franchi. Il dato cumulato descrive i primi nove mesi, mentre i 2,2 miliardi riguardano settembre: le due cifre hanno quindi finestre temporali diverse.

Dettagli operativi

La geografia delle vendite

Sei mercati, un peso comune

Il risultato complessivo non descrive allo stesso modo tutti gli sbocchi. Per settembre, la Federazione dell'industria orologiera affianca al valore delle vendite una variazione percentuale per i principali mercati. L'ordine riportato dalla fonte parte dagli Stati Uniti e prosegue con Francia, Giappone, Regno Unito, Hong Kong e Cina continentale.

Table 2: Mercato
MercatoVendite di settembreVariazione indicata
Stati Uniti293 milioni di franchi+85,7%
Francia247 milioni di franchi+11,1%
Giappone177 milioni di franchi+8%
Regno Unito164 milioni di franchi-5,2%
Hong Kong161 milioni di franchi+3%
Cina continentale130 milioni di franchi+5,8%

Il primo confronto riguarda i valori assoluti indicati per il mese. Tra Stati Uniti e Francia ci sono 46 milioni di franchi, calcolati come differenza tra 293 e 247 milioni. Tra il primo mercato e la Cina continentale la distanza sale a 163 milioni, ottenuti sottraendo 130 a 293. Si tratta di differenze sui valori mensili elencati, non di quote individuali sulle esportazioni.

Il secondo confronto riguarda invece i tassi. Gli Stati Uniti registrano la progressione più elevata, +85,7%, mentre la Francia segna +11,1% e il Giappone +8%. Hong Kong cresce del +3% e la Cina continentale del +5,8%; il Regno Unito è l'unico dei sei mercati indicati con una variazione negativa, pari a -5,2%.

La fonte precisa inoltre che questi sei mercati rappresentano insieme il 53% delle vendite oltre frontiera. Il 53% misura il peso combinato del gruppo, mentre l'85,7% misura la variazione degli Stati Uniti: le due percentuali hanno basi diverse e non sono direttamente sostituibili. I dati riportati non suddividono il +11,7% complessivo tra i singoli mercati, quindi non quantificano il contributo di ciascuno alla crescita totale.

Punti chiave

Fasce di prezzo e limiti della fotografia

La crescita per segmento

La seconda chiave di lettura fornita dalla fonte riguarda le fasce di prezzo. In questo caso il confronto è espresso in termini di valore e comprende quattro gruppi: orologi sotto i 200 franchi, prodotti tra 200 e 500 franchi, articoli tra 500 e 3000 franchi e segnatempo oltre 3000 franchi.

Table 3: Fascia di prezzo
Fascia di prezzoCrescita in valore
Meno di 200 franchi+30,2%
Da 200 a 500 franchi+52,1%
Da 500 a 3000 franchi+11,8%
Oltre 3000 franchi+9,9%

Tutte le fasce sono in progressione, ma con intensità diverse. Il gruppo da 200 a 500 franchi è quello con il tasso più alto, +52,1%, seguito dagli orologi sotto i 200 franchi, +30,2%. La fascia tra 500 e 3000 franchi cresce dell'11,8%, mentre quella oltre 3000 franchi registra +9,9%.

Anche qui il confronto numerico aggiunge una distinzione utile: tra la crescita più elevata e quella più contenuta ci sono 42,2 punti percentuali, calcolati come 52,1 meno 9,9. La distanza tra il segmento 500-3000 e quello oltre 3000 è invece di 1,9 punti. Questi calcoli riguardano soltanto i tassi di crescita in valore; la fonte non fornisce gli importi assoluti esportati in ciascuna fascia.

Il totale mensile di 2,2 miliardi di franchi e il numero complessivo di 1,4 milioni di segnatempo non sono suddivisi per segmento. Per questo, dai dati riportati non si ricava quante unità appartengano a ogni fascia, né quale sia il valore medio di un orologio per gruppo. Allo stesso modo, il testo non incrocia fasce di prezzo e mercati geografici.

La fotografia disponibile resta quindi circoscritta all'andamento dell'export: la crescita di settembre, il bilancio dei primi nove mesi e le variazioni dei segmenti. Il testo non documenta cause della progressione, margini, occupazione, vendite sul mercato interno o previsioni per l'intero anno. Il +11,7% mensile e il +2,7% dei primi nove mesi descrivono periodi diversi e non consentono, da soli, di proiettare il risultato oltre i dati indicati.

Fonte: tio.ch

Domande frequenti
Quanto valgono le esportazioni di orologi svizzeri a settembre 2026 e qual è la variazione annua?
A settembre 2026 le esportazioni di orologi svizzeri hanno raggiunto 2,2 miliardi di franchi, in crescita dell'11,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Il numero di segnatempo smerciati è salito a 1,4 milioni, con un incremento del 19,9%. La quantità è quindi cresciuta più del valore, con una differenza di 8,2 punti percentuali tra i due tassi. I dati provengono dalla Federazione dell'industria orologiera (FH) con sede a Bienne.
Quali sono i principali mercati di sbocco e come si sono evoluti a settembre?
I sei mercati principali (Stati Uniti, Francia, Giappone, Regno Unito, Hong Kong, Cina continentale) rappresentano insieme il 53% delle vendite oltre frontiera. Gli Stati Uniti guidano con 293 milioni di franchi e una crescita dell'85,7%, seguiti dalla Francia a 247 milioni (+11,1%), Giappone a 177 milioni (+8%), Hong Kong a 161 milioni (+3%), Cina continentale a 130 milioni (+5,8%). Il Regno Unito è l'unico in calo con 164 milioni (-5,2%). La fonte non quantifica il contributo di ciascun mercato al +11,7% complessivo.
Come si distribuisce la crescita per fasce di prezzo?
Tutte le fasce di prezzo registrano crescite in valore: il segmento 200-500 franchi guida con +52,1%, seguito dagli orologi sotto i 200 franchi a +30,2%, la fascia 500-3000 franchi a +11,8% e quella oltre 3000 franchi a +9,9%. Tra la crescita più elevata e quella più contenuta ci sono 42,2 punti percentuali di differenza. La fonte non fornisce gli importi assoluti né i volumi per segmento, né incrocia fasce di prezzo e mercati geografici.
Qual è il bilancio cumulato dei primi nove mesi del 2026?
Nei primi nove mesi del 2026 l'export orologiero svizzero è salito del 2,7% in valore su base annua, raggiungendo 19,5 miliardi di franchi. Il dato cumulato (gennaio-settembre) ha una finestra temporale diversa dal solo mese di settembre (2,2 miliardi). La progressione mensile mostra una tendenza confermata: giugno +11,2%, luglio +9,6%, agosto +9,1%, settembre +11,7%, dopo un aprile difficile (-16,6%) e un modesto rimbalzo di maggio (+0,4%).

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