Molestie sul lavoro nelle PMI: i dati e il progetto KMU konkret+

Molestie sul lavoro: dati e prevenzione nelle PMI svizzere

Dal Covid aumentano le segnalazioni nelle PMI svizzere.

Contesto

In breve

  • Dal Covid aumentano le segnalazioni nelle PMI svizzere.
  • Il 44% delle donne riferisce molestie sul lavoro.
  • Spesso chi molesta occupa una posizione di forza.
  • Otto servizi lanciano il progetto KMU konkret+.

Fatti chiave

  • Periodo → dal Covid in poi
  • Donne coinvolte → 44% almeno una volta nella carriera
  • Uomini coinvolti → 17% almeno una volta nella carriera
  • Aziende più esposte → piccole e medie imprese
  • Persone più esposte → apprendisti, neoassunti e precari
  • Progetto → KMU konkret+
  • Destinatari → aziende fino a 250 dipendenti

Il 20 ottobre 2026 la fonte segnala un forte aumento delle molestie sessuali sul lavoro nelle piccole e medie imprese, dopo la pandemia e con il ritorno in ufficio. L'osservazione arriva dagli uffici per le pari opportunità della Svizzera tedesca ed è riferita anche dalla Berner Zeitung.

Eppure il fenomeno è più esteso di quanto si immagini: secondo uno studio della Segreteria di Stato dell'economia (Seco), nel corso della propria carriera il 44% delle donne e il 17% degli uomini ha subito molestie sessuali sul lavoro. Inoltre, un dipendente su cinque vorrebbe che la propria azienda si impegnasse maggiormente.

Un problema legato ai rapporti di forza

«Le molestie vengono ancora troppo spesso fatte passare per un flirt andato male o un complimento di cattivo gusto».

Voloder osserva che non conta soltanto l'intenzione della persona che molesta: bisogna considerare anche le conseguenze per la vittima e per il gruppo di lavoro. Spesso si tratta di una persona con maggiore potere, sia essa un capo, un collega o un cliente.

La fonte descrive come più esposti gli apprendisti, i neoassunti e i lavoratori precari. In queste condizioni, chi subisce un comportamento molesto può preferire tacere, soprattutto quando ritiene che la persona responsabile difficilmente subirà conseguenze. Il quadro presentato riguarda quindi sia la diffusione del fenomeno sia il modo in cui i rapporti gerarchici possono condizionare la possibilità di parlare e reagire.

Dettagli operativi

Cosa mostrano i dati e le procedure

Il confronto tra i dati della Seco è netto: il 44% delle donne e il 17% degli uomini dichiara di aver subito molestie sessuali sul lavoro almeno una volta nella carriera. La differenza è di 27 punti percentuali. Si tratta di un confronto tra due gruppi sulla stessa base temporale, non di una variazione registrata tra un anno e l'altro. Lo studio citato non viene presentato come una graduatoria tra settori o come una misura delle sole PMI.

Accanto a queste percentuali c'è un altro indicatore: un dipendente su cinque ritiene che la propria azienda dovrebbe fare di più. La fonte lo affianca al dato sulle persone coinvolte, mostrando che la questione riguarda sia chi subisce molestie sia la risposta organizzativa delle imprese.

Due piani da valutare separatamente

Le vittime possono agire sul piano del diritto del lavoro e su quello penale. L'articolo segnala però un comportamento aziendale considerato errato: attendere una sentenza prima di adottare provvedimenti. Le due procedure, secondo Voloder, devono essere valutate separatamente. La fonte non stabilisce un automatismo tra una segnalazione e il licenziamento, né presenta ogni battuta infelice come motivo sufficiente per interrompere un rapporto di lavoro.

Per chi denuncia, il testo indica come decisive le prove. Tra gli elementi citati rientrano messaggi, conversazioni in chat e annotazioni dettagliate sull'accaduto, con l'indicazione di quando e dove si è verificato. Non viene quindi indicata una sola forma di documentazione, ma una serie di tracce che possono ricostruire l'episodio.

Anche la condotta quotidiana dei responsabili viene indicata come parte della risposta. Un regolamento esposto in bacheca non basta se chi dirige usa poi un linguaggio volgare. I capi devono intervenire subito e dare il buon esempio. I colleghi, invece, possono mostrare attenzione chiedendo alla persona coinvolta se desidera parlarne. Se qualcuno si accorge di aver offeso un'altra persona, la condotta indicata dalla fonte è scusarsi e non ripetere il comportamento.

Punti chiave

I settori citati e la risposta per le PMI

L'articolo della Zeitung richiama soprattutto tre comparti nei quali la problematica risulta più esposta per la mancanza di organismi di prevenzione: edilizia, industria e settore dell'accoglienza. La fonte non assegna a questi ambiti percentuali specifiche e non stabilisce quale registri il maggior numero di casi. Li presenta come settori citati nell'ambito della discussione sulle carenze preventive.

KMU konkret+

Per colmare la lacuna, il progetto KMU konkret+ è stato lanciato da otto servizi per le pari opportunità della Svizzera tedesca, tra i quali figura quello del Canton Berna. L'iniziativa offre formazione, modelli di regolamento e consulenza alle aziende con un organico fino a 250 dipendenti.

Il progetto si rivolge quindi direttamente alle imprese individuate dalla fonte come più a rischio di trascurare il tema: le PMI. Il suo perimetro è definito sia dagli strumenti messi a disposizione, sia dal limite dimensionale indicato per le aziende destinatarie. La fonte non fornisce invece dati sull'adesione delle imprese, sui risultati già ottenuti o sulla riduzione delle segnalazioni dopo il lancio.

Il quadro geografico va letto distinguendo i diversi riferimenti dell'articolo. Il fenomeno viene descritto come diffuso in tutta la Svizzera e i dati dello studio provengono dalla Seco. Le osservazioni sull'aumento delle segnalazioni e sulle difficoltà delle imprese arrivano invece dagli uffici per le pari opportunità della Svizzera tedesca, mentre il progetto comprende anche il servizio del Canton Berna.

Non sono riportati numeri separati per Cantone, settore o dimensione aziendale, né vengono descritti casi individuali o decisioni giudiziarie. Restano documentati, però, il peso delle posizioni di forza, la maggiore esposizione di apprendisti, neoassunti e lavoratori precari e la necessità, indicata dalla fonte, di una risposta aziendale che non aspetti automaticamente la fine di una procedura penale.

Fonte: tio.ch

Domande frequenti
Quali sono i dati sulle molestie sessuali sul lavoro in Svizzera?
Secondo uno studio della Segreteria di Stato dell'economia (Seco), il 44% delle donne e il 17% degli uomini ha dichiarato di aver subito molestie sessuali sul lavoro almeno una volta nel corso della propria carriera. Inoltre, un dipendente su cinque ritiene che la propria azienda dovrebbe adottare misure più efficaci per contrastare il fenomeno. I dati indicano una realtà diffusa che coinvolge trasversalmente diversi settori professionali.
Chi sono i lavoratori maggiormente esposti al rischio di molestie?
La fonte identifica come soggetti più vulnerabili gli apprendisti, i neoassunti e i lavoratori precari. Spesso, chi mette in atto molestie occupa una posizione di forza, come un superiore, un collega o un cliente. Questa disparità gerarchica può condizionare la capacità della vittima di reagire o denunciare l'accaduto, temendo l'assenza di conseguenze per il responsabile.
Che cos'è il progetto KMU konkret+?
KMU konkret+ è un'iniziativa lanciata da otto servizi per le pari opportunità della Svizzera tedesca, tra cui quello del Canton Berna. Il progetto è rivolto alle piccole e medie imprese (PMI) con un organico fino a 250 dipendenti. L'obiettivo è colmare le lacune preventive offrendo alle aziende strumenti di formazione, modelli di regolamento e consulenza specialistica per gestire e prevenire le molestie sul posto di lavoro.

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