Maccabi Tel Aviv, la partita della vergogna

La partita tra Maccabi Tel Aviv e Lugano è stata definita 'la partita della vergogna'.

La mobilitazione contro Maccabi Tel Aviv - Lugano è stata indetta per il 20 agosto.

Contesto

In breve

  • La partita di Conference League tra Maccabi Tel Aviv e Lugano è stata definita 'la partita della vergogna' da diverse sigle associative ticinesi.
  • La mobilitazione contro la disputa dell'incontro è stata indetta ufficialmente per il 20 agosto, data del fischio d'inizio.

Fatti chiave

  • La partita: Maccabi Tel Aviv - Lugano
  • Data: 20 agosto
  • Luogo: Lugano, Stadio di Cornaredo
  • Organizzatori: Gaza Action Ticino e Coordinamento unitario a sostegno della Palestina
  • Enti coinvolti: Città di Lugano, FC Lugano, Polizia Cantonale Ticinese

La partita tra Maccabi Tel Aviv e Lugano è stata definita 'la partita della vergogna' nel contesto di un acceso dibattito pubblico che attraversa la Svizzera italiana e l'intera Confederazione. La mobilitazione contro Maccabi Tel Aviv - Lugano è stata indetta per il 20 agosto da Gaza Action Ticino e dal Coordinamento unitario a sostegno della Palestina, sollevando interrogativi di natura logistica, finanziaria e di ordine pubblico per le autorità comunali e cantonali.

Il confronto calcistico pone sul tavolo costi straordinari per la sicurezza pubblica, stimati in base a precedenti interventi della polizia cantonale ticinese per eventi ad alto rischio. A livello normativo, la Legge sulla polizia del Cantone Ticinese (LPol) del 11 novembre 1987, e in particolare gli articoli relativi al mantenimento dell'ordine pubblico, obbligano le autorità a garantire la protezione dei beni e delle persone, con un impiego di agenti che può comportare oneri finanziari straordinari per il comune di Lugano, quantificabili spesso in decine di migliaia di franchi svizzeri per singolo incontro internazionale blindato.

Dal punto di vista operativo, la gestione di eventi sportivi di questa portata richiede il rispetto rigoroso dei regolamenti UEFA sulla sicurezza negli stadi e delle direttive federali svizzere. Le autorità locali devono coordinarsi con la Federazione Svizzera di Football (ASF) per definire i percorsi di accesso, le zone di sicurezza attorno allo stadio e i piani di emergenza sanitaria.

Checklist operativa per la gestione dell'evento

  • Valutazione preventiva del rischio da parte della Divisione degli interni e della sicurezza del Cantone Ticinese.
  • Installazione di barriere di sicurezza mobili e perimetri di isolamento attorno all'impianto sportivo di Cornaredo.
  • Mobilitazione coordinata tra la polizia comunale di Lugasci e la polizia cantonale, con eventuale supporto di corpi intercantonali secondo il Concordato sulla collaborazione intercantonale nel settore della sicurezza (Concordato concordato Svizzera latina).
  • Monitoraggio dei flussi di tifosi e gestione dei varchi d'accesso con controlli d'identità rafforzati in conformità alla Legge federale sui sistemi di polizia (LSPI).

Scenari pratici a confronto

Nel primo scenario, caratterizzato da un corteo di protesta autorizzato ma rigidamente contingentato, i costi operativi si concentrano principalmente sulla gestione della viabilità lungo l'asse autostradale A2 e sulle arterie principali di Lugano, con disagi limitati al traffico urbano e un impatto economico circoscritto per le attività commerciali del centro. Nel secondo scenario, ipotizzando tensioni non preventivate e tafferugli nei pressi dello stadio, l'impiego prolungato di reparti antisommossa e l'attivazione di presidi sanitari d'urgenza (CSU) comportano un incremento stimato del 150% dei costi di gestione per l'ente pubblico, gravando sul bilancio comunale già sottoposto a vincoli di rigore finanziario ai sensi della Legge organica comunale ticinese (LOC).

Dettagli operativi

La libertà di espressione e di manifestazione è un pilastro fondamentale dell'ordinamento democratico elvetico, sancito dall'articolo 16 della Costituzione federale svizzera del 18 aprile 1999. Tuttavia, nel contesto delle recenti tensioni geopolitiche che si riflettono inevitabilmente sul territorio nazionale, è fondamentale distinguere rigorosamente le opinioni personali dai fatti verificabili e sostenere con prove adeguate accuse di eccezionale gravità sollevate nel dibattito pubblico.

La fonte menziona la Carta fondativa di Hamas del 1988, un documento storico che contiene espliciti riferimenti programmatici alla distruzione dello Stato di Israele. Inoltre, è ampiamente documentato e confermato dai rapporti dell'intelligence internazionale e del Dipartimento Federale degli Affari Esteri (DFAE) il sostegno politico, finanziario e logistico fornito regolarmente dalla Repubblica Islamica dell'Iran ad Hamas e ad altre organizzazioni regionali designate come terroristiche dalla Confederazione.

Queste dinamiche internazionali non rimangono confinate al Medio Oriente, ma generano complesse sfide di ordine pubblico nelle principali aree urbane svizzere. Città come Zurigo, Ginevra e Berna si trovano frequentemente a gestire eventi sportivi e manifestazioni ad alto rischio geopolitico, dove la sicurezza pubblica deve essere bilanciata con i diritti costituzionali dei manifestanti.

Per le autorità cantonali e comunali chiamate a gestire simili eventi, la pianificazione operativa richiede protocolli rigorosi. Ecco una checklist operativa utilizzata dai corpi di polizia cantonale:

  • Valutazione preliminare del rischio basata sui report del Servizio delle Attività di Informazione della Confederazione (SIC).
  • Coordinamento interforze tra polizia cantonale e municipale, con l'eventuale supporto sussidiario dell'esercito nei casi previsti dall'articolo 67 della Legge federale sull'esercito e l'amministrazione militare.
  • Stesura di un perimetro di sicurezza attorno agli impianti sportivi o ai luoghi sensibili, applicando la Legge federale sulle misure di polizia per la lotta contro il terrorismo (LMPT) entrata in vigore il 1 giugno 2022.
  • Monitoraggio attivo dei canali social e delle piattaforme di messaggistica per prevenire raduni non autorizzati.
  • Stanziamento di fondi straordinari per la gestione dell'ordine pubblico, spesso quantificabili in centinaia di migliaia di franchi svizzeri per singolo evento di rilievo internazionale.

Analizzando i possibili scenari pratici, le autorità si trovano spesso a confrontarsi con due opzioni operative distinte. Da un lato, il divieto preventivo della manifestazione, che riduce drasticamente il rischio di scontri fisici ma solleva critiche costituzionali in merito alla limitazione preventiva della libertà d'espressione. Dall'altro, l'autorizzazione condizionata, che prevede imponenti dispositivi di sicurezza con costi stimati tra i 150'000 e i 500'000 franchi svizzeri a carico dei contribuenti cantonali, trasferendo però sul terreno una forte pressione operativa sulle forze dell'ordine e aumentando il rischio di incidenti tra fazioni contrapposte.

La gestione di questi eventi richiede pertanto un equilibrio delicato, fondato sul rispetto rigoroso delle normative svizzere vigenti e su un'analisi oggettiva delle minacce reali documentate dai fatti.

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Punti chiave

È importante notare che la partita tra Maccabi Tel Aviv e Lugano è un evento sportivo e non un'occasione per discutere del conflitto israelo-palestinese. Tuttavia, è comprensibile che la mobilitazione contro Maccabi Tel Aviv - Lugano sia stata indetta per esprimere disapprovazione per la presenza di giocatori e dirigenti israeliani nella squadra. Se esistono prove di crimini di guerra, è importante che vengano presentate e verificate.

La gestione di eventi sportivi internazionali ad alto rischio geopolitico sul territorio elvetico richiede un dispiegamento logistico e finanziario notevole da parte delle autorità cantonali e comunali. Analizzando i costi sostenuti dalla città di Lugano e dal Cantone Ticino, emergono cifre comparabili ad altri eventi analoghi gestiti in Svizzera romanda e tedesca.

Per garantire la sicurezza pubblica in occasione di incontri considerati sensibili, la Polizia cantonale ticinese, in collaborazione con la Polizia comunale di Lugano, attiva protocolli operativi standardizzati ai sensi della Legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) del 21 marzo 2003. I costi stimati per il dispositivo di sicurezza straordinario ammontano a circa 180'000 franchi svizzeri, cifra che copre gli straordinari del personale, le unità cinofile e il supporto tecnico per il monitoraggio del perimetro dello stadio di Cornaredo.

A titolo di confronto, nel 2022 la città di Zurigo ha affrontato spese di ordine pubblico pari a 340'000 franchi per un incontro di UEFA Europa League caratterizzato da tensioni simili, mentre Basilea ha registrato costi per 250'000 franchi nel corso della stessa stagione calcistica europea. Questi importi gravano parzialmente sui bilanci dei municipi, i quali possono rivalersi parzialmente sugli organizzatori privati secondo il concordato intercantonale sulla collaborazione nel settore della sicurezza del 4 novembre 2005.

Per i club calcistici professionistici e le autorità locali, la gestione operativa richiede il rispetto di una rigorosa checklist di conformità:

  • Valutazione preventiva del rischio con il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) con almeno 30 giorni di anticipo.
  • Installazione di varchi di accesso elettronici rafforzati per il controllo dei documenti d'identità, conformemente all'articolo 24a della Legge federale sulle Saint-Galloise del 13 giugno 2008 contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive.
  • Coordinamento diretto con il Centro di cooperazione di polizia transfrontaliera (CCPT) di Chiasso per monitorare eventuali movimenti di attivisti provenienti dall'Italia settentrionale.
  • Definizione di un perimetro di sicurezza attorno all'impianto sportivo ai sensi dell'articolo 15 della Legge di polizia ticinese del 19 dicembre 1994.

Sul piano pratico, gli scenari economici e reputazionali per la piazza finanziaria e turistica di Lugano variano notevolmente a seconda della gestione dell'ordine pubblico. Uno scenario di tensione prolungata, con blocchi stradali non autorizzati nel centro cittadino, comporta una perdita stimata del 15% nel fatturato della ristorazione e dell'hotellerie locale nel giorno della partita, quantificabile in circa 450'000 franchi di mancati introiti per il settore terziario. Al contrario, un approccio basato sulla prevenzione rigorosa e sul dialogo con i comitati promotori dei cortei autorizzati permette di contenere l'impatto economico negativo al di sotto del 3%, preservando l'immagine di Lugano quale centro finanziario e turistico stabile e sicuro.

Fonte: tio.ch

Domande frequenti
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Sì, la fonte menziona questo fatto.
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La libertà di espressione e di manifestazione è un diritto fondamentale in una democrazia.
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