Gallarate: tre nuove mostre al Maga da Jago a Leopardi

Dal 15 novembre 2026 il MAGA apre la nuova stagione «Jago.
Contesto
In breve
- Dal 15 novembre 2026 il MA*GA apre la nuova stagione
- «Jago. Corpi esposti» dal 15 novembre 2026 al 4 aprile 2027
- «Acqua» a Palazzo Lombardia dall'11 novembre 2026
- «Secondo Leopardi» fino all'8 dicembre 2026
Fatti chiave
- Luogo → Museo MA*GA di Gallarate
- Mostra centrale → «Jago. Corpi esposti»
- Curatore → Tommaso Zijno
- Riallestimento → «Il museo delle correnti»
- Terzo progetto → «Secondo Leopardi. Dalla poesia all'arte contemporanea»
- Festival → Duemilalibri
- Installazione a Milano → «Acqua»
- Biglietti → TicketOne e biglietteria del MA*GA
Tre progetti per la stagione
Il 15 novembre 2026 il Museo MA*GA di Gallarate apre una nuova stagione espositiva articolata in tre progetti. La programmazione esplora, attraverso approcci differenti, la dimensione corporea, la funzione sociale dell'istituzione museale e il legame fra letteratura e arti visive.
Al centro c'è «Jago. Corpi esposti», mostra curata da Tommaso Zijno e dedicata al lavoro dello scultore Jago. Il progetto mette le sue opere in dialogo con quelle di Adolfo Wildt, Emilio Vedova, Salvatore Scarpitta e Marinella Pirelli. L'esposizione sarà accompagnata dal riallestimento delle collezioni del museo attraverso «Il museo delle correnti», curato da Emma Zanella e Alessandro Castiglioni.
La terza proposta è «Secondo Leopardi. Dalla poesia all'arte contemporanea», inserita nel programma di Duemilalibri, il festival del libro e dell'autore di Gallarate. L'esposizione riporta al MA*GA un nucleo di opere legato al rapporto tra la poesia di Giacomo Leopardi e le arti visive, con una lettura contemporanea della poesia visuale.
Il programma distribuisce quindi le tre iniziative tra arte contemporanea, storia del Novecento e nuove interpretazioni del patrimonio del museo. «Jago. Corpi esposti» e «Il museo delle correnti» sono in calendario dal 15 novembre 2026 al 4 aprile 2027, mentre «Secondo Leopardi» è prevista dal 15 novembre all'8 dicembre 2026.
La proposta non si esaurisce negli spazi di Gallarate. Il progetto dedicato a Jago comprende anche un secondo intervento a Milano, a Palazzo Lombardia, dove sarà presentata l'installazione «Acqua». Le due esposizioni sono autonome, ma costruiscono un percorso tra Milano e Gallarate attorno alla ricerca dell'artista.
I biglietti possono essere acquistati in prevendita su TicketOne e presso la biglietteria del MA*GA. Il museo presenta così una stagione costruita su tre letture differenti, unite dalla volontà di collegare opere contemporanee, memoria del Novecento e patrimonio della collezione.
Dettagli operativi
Il corpo come superficie e conflitto
Il progetto «Jago. Corpi esposti» parte dal confronto tra la ricerca di Jago e quella di quattro artisti appartenenti a momenti e linguaggi differenti. Jago, nato nel 1987, viene accostato ad Adolfo Wildt, Emilio Vedova, Salvatore Scarpitta e Marinella Pirelli per costruire un dialogo che attraversa più di un secolo di ricerca artistica.
La mostra è organizzata attorno a due temi. Il primo è la spoliazione, intesa come un gesto capace di rivelare ciò che si trova sotto la superficie. Il secondo riguarda la guerra, presentata come una situazione limite in cui il corpo diventa campo di scontro. L'itinerario si serve quindi della figura umana per affrontare questioni legate alla materia, alla violenza e alla responsabilità collettiva.
I richiami tra i lavori collegano la ricerca di Jago all'energia gestuale di Vedova, all'impianto materico di Scarpitta e alle riflessioni di Pirelli sul corpo politico. Il confronto con Wildt assume un rilievo particolare: come Jago, lo scultore usava il marmo per far emergere fragilità, spiritualità e dolore.
La curatela di Tommaso Zijno propone così una lettura del corpo non limitata alla sua dimensione fisica. Attraverso le opere riunite al MA*GA, il corpo diventa uno strumento per interrogarsi su potere, violenza, misticismo e responsabilità collettiva. La distanza cronologica tra gli artisti non elimina i collegamenti, ma permette di seguire trasformazioni e continuità della ricerca artistica.
Una collezione letta per correnti
«Il museo delle correnti» nasce invece dal lavoro sull'archivio storico della Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate e dall'analisi delle concezioni museografiche formulate da Silvio Zanella, fondatore del museo, tra il 1972 e il 2000. Il progetto rientra nelle attività del Centro di Ricerca Italia 2050, fondato nel 2023 dal Museo MAGA e da Regione Lombardia.
Zanella immaginava un museo capace di raccontare non soltanto lo sviluppo dei linguaggi artistici, ma anche l'uomo, la società e la civiltà di ogni epoca attraverso quei linguaggi. Il nuovo allestimento riprende e aggiorna questa visione, abbandonando una lettura lineare della storia dell'arte a favore di un percorso fatto di ritorni, fratture, accelerazioni e trasformazioni.
Un focus sarà riservato inoltre alle ricerche che indagano i legami tra arte, natura ed ecologia. La collezione sarà così proposta come un intreccio di correnti e transizioni, riletto attraverso relazioni che superano il solo ordine cronologico.
Punti chiave
Leopardi tra parole e immagini
«Secondo Leopardi. Dalla poesia all'arte contemporanea» completa il programma del MA*GA con una mostra in calendario tra il 15 novembre e l'8 dicembre 2026, all'interno di Duemilalibri, il festival del libro e dell'autore di Gallarate.
Il progetto prende avvio da un nucleo di opere confluito nella collezione del MA*GA in seguito a «Pagine e Pagine. 1798 / 1998 omaggio a Giacomo Leopardi». Nel 1998 Gino Gini aveva ideato l'esposizione in occasione del bicentenario della nascita del poeta di Recanati. Ora quel nucleo torna a essere presentato attraverso una lettura contemporanea, che mette insieme poesia visuale e pratiche artistiche.
Tra gli autori indicati nel percorso figurano Tomaso Binga, Mirella Bentivoglio e Lamberto Pignotti. Il rapporto con Leopardi non viene quindi affrontato soltanto attraverso la letteratura, ma anche attraverso opere che lavorano sulla dimensione visiva della parola e sulle possibilità dell'immagine. La mostra collega il patrimonio formatosi nel museo con una rilettura contemporanea del poeta di Recanati.
Il percorso tra Gallarate e Milano
Il calendario dedicato a Jago si estende anche a Palazzo Lombardia. Dall'11 novembre 2026 al 10 gennaio 2027 la sede milanese ospiterà «Acqua», un'installazione che accosta la consistenza della materia al fluire del tempo.
L'intervento milanese e la mostra di Gallarate restano autonomi, ma sono presentati come parti di un percorso comune attorno alla ricerca dell'artista. Il collegamento tra le due sedi aggiunge alla stagione del MA*GA una seconda tappa dedicata a Jago, distinta dal confronto tra le sue opere e quelle di Wildt, Vedova, Scarpitta e Pirelli.
Le date permettono di seguire una programmazione articolata. Il 15 novembre 2026 partiranno a Gallarate «Jago. Corpi esposti», «Il museo delle correnti» e «Secondo Leopardi», mentre Palazzo Lombardia avrà già aperto il progetto «Acqua» dall'11 novembre 2026. La mostra dedicata a Leopardi terminerà l'8 dicembre 2026; le altre due iniziative del MA*GA proseguiranno fino al 4 aprile 2027 e l'installazione milanese fino al 10 gennaio 2027.
Per l'accesso alle esposizioni, i biglietti possono essere acquistati in prevendita su TicketOne e presso la biglietteria del MA*GA. Il museo accompagna così la stagione con un programma distribuito tra Gallarate e Milano, mantenendo distinti i singoli progetti ma collegandoli attraverso i temi del corpo, della collezione e del rapporto tra poesia e arti visive.
Fonte: varesenews.it
Domande frequenti
- Quali sono le date delle mostre al MA*GA di Gallarate?
- La mostra «Jago. Corpi esposti» e «Il museo delle correnti» sono in programma dal 15 novembre 2026 al 4 aprile 2027. «Secondo Leopardi» è prevista dal 15 novembre all'8 dicembre 2026. L'installazione «Acqua» a Palazzo Lombardia sarà visitabile dall'11 novembre 2026 al 10 gennaio 2027.
- Chi è il curatore della mostra su Jago al MA*GA?
- La mostra «Jago. Corpi esposti» è curata da Tommaso Zijno. Il progetto mette in dialogo le opere di Jago con quelle di Adolfo Wildt, Emilio Vedova, Salvatore Scarpitta e Marinella Pirelli.
- Qual è il tema della mostra «Secondo Leopardi»?
- La mostra «Secondo Leopardi. Dalla poesia all'arte contemporanea» esplora il rapporto tra la poesia di Giacomo Leopardi e le arti visive, con una lettura contemporanea della poesia visuale. È organizzata nell'ambito del festival Duemilalibri di Gallarate.
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