Frontalieri, “tassa sulla salute” al via entro settembre

Frontalieri, “tassa sulla salute” al via entro settembre

Regione Lombardia conferma il cronoprogramma per il contributo economico che servirà a sostenere gli stipendi del personale sanitario nelle zone al confine con la Svizzera.

Contesto

In breve

  • La Regione Lombardia introduce un contributo del 3% sullo stipendio netto dei frontalieri per sostenere gli stipendi del personale sanitario.
  • I medici e gli infermieri che lavorano nelle zone di confine con la Svizzera riceveranno un aumento di stipendio del 20%.
  • Il contributo sarà utilizzato per garantire e rafforzare la sanità nelle aree di confine.
  • La misura è stata approvata nonostante le critiche dei frontalieri e delle loro rappresentanze sindacali.

Fatti chiave

  • Contributo: 3% sullo stipendio netto
  • Aumento stipendio: 20% per medici e infermieri
  • Destinazione contributo: Sostenere gli stipendi del personale sanitario
  • Zone interessate: Aree di confine con la Svizzera
  • Data di entrata in vigore: Entro settembre
  • Investimento complessivo: Circa 45 milioni di euro
  • Numero di lavoratori interessati: Circa 7.000

La dogana di Chiasso ha annunciato che la normativa italiana per aumentare lo stipendio a medici e infermieri che lavorano nelle zone al confine con la Svizzera entrerà in vigore nei prossimi mesi. L'annuncio arriva direttamente da Regione Lombardia. La misura discende dalla legge statale 213 del 2023 ed è stata resa operativa dal decreto del Ministero della Salute del 14 novembre 2025 che disciplina la compartecipazione alla spesa sanitaria dei lavoratori frontalieri in Svizzera. “L’obiettivo è attuarla entro settembre. Si tratta di una misura importante, in applicazione di una legge dello Stato, che ha la finalità di trattenere sul nostro territorio gli operatori sanitari, scongiurandone il trasferimento in Svizzera”. Lo ha detto giovedì l’assessore di Regione Lombardia agli Enti locali e Montagna, Massimo Sertori, nel corso dell’audizione in VIII Commissione del Consiglio regionale. “I medici e gli infermieri che operano nei territori lombardi al confine con la Svizzera otterranno un aumento di stipendio del 20%”, quantificabile in circa 10’000 euro lordi annui per i medici e 5’400 euro per gli infermieri. Secondo quanto riferito in audizione, i lavoratori interessati sarebbero circa 7’000, per un investimento complessivo di circa 45 milioni di euro. “La legge dello Stato – ha proseguito Sertori – prevede che le risorse si ottengano con un contributo dal 3% al 6% dello stipendio netto versato dai cosiddetti “vecchi” frontalieri. La Lombardia ha optato per la soglia minima del 3%”, riferisce lo stesso Sertori. In sostanza, a fronte di 4’000 euro netti di stipendio mensile – spiega il politico lombardo - il versamento sarà di 120 euro al mese; fondi che serviranno per garantire e rafforzare la sanità nelle aree di confine, dunque a beneficio degli stessi frontalieri e delle loro famiglie”. Il decreto ministeriale prevede infatti una forchetta tra il 3% e il 6% del salario netto, con limiti mensili minimi e massimi stabiliti dalla norma. Ma proprio su questo contributo si è accesa una forte polemica, lo stesso Sertori spiega che la Svizzera non ha fornito dati fiscali. La misura, ribattezzata da molti “tassa sulla salute”, ha quindi provocato la dura reazione dei frontalieri e delle loro rappresentanze sindacali, che la considerano un prelievo ingiusto a carico di lavoratori. Nelle ultime settimane il tema è tornato al centro dello scontro politico regionale, fino al voto del Consiglio lombardo del 21-22 aprile, quando è stata respinta la richiesta di abrogazione totale avanzata dalle opposizioni di centrosinistra. È in questo clima che la questione è entrata anche nella campagna elettorale per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, soprattutto nei territori di frontiera di Lombardia e Piemonte, dove il numero dei frontalieri è alto e il malcontento è particolarmente visibile. Il tema rischia di pesare anche nei rapporti tra elettorato e partiti di centrodestra, gli stessi che in Regione hanno sostenuto la norma. Il punto, però, non è soltanto politico. Per molti frontalieri il ragionamento è anche un altro. Si può perfino accettare di pagare ma solo a fronte di un servizio sanitario pubblico capace di dare risposte rapide e concrete. Se invece il contributo si aggiunge a liste d’attesa di mesi, quando non di anni, e costringe comunque cittadini e famiglie a rivolgersi al privato per visite ed esami – ragionano - allora quel prelievo rischia di essere percepito come l’ennesimo balzello senza un ritorno reale. Il nodo vero, quindi, non è solo quanto si paga, ma che cosa si riceve in cambio.

Dettagli operativi

L'impatto della nuova misura sulla salute per i frontalieri è significativo. L'aumento di stipendio del 20% per i medici e del 5% per gli infermieri rappresenta un miglioramento significativo, ma è accompagnato da un aumento del 3% del loro salario netto. Questo significa che i frontalieri che guadagnano 4'000 euro netti al mese dovranno versare 120 euro al mese come contributo. Questo contributo sarà utilizzato per sostenere gli stipendi del personale sanitario nelle aree di confine, garantendo un servizio sanitario di qualità. Tuttavia, la forte polemica che circonda questa misura ha portato a una reazione negativa da parte dei frontalieri e delle loro rappresentanze sindacali. La tassa sulla salute è stata considerata un prelievo ingiusto a carico di lavoratori, e il tema ha trovato spazio anche nella campagna elettorale per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026. La questione è diventata un punto di discussione tra elettorato e partiti di centrodestra, che hanno sostenuto la norma. La reazione dei frontalieri è stata motivata dal fatto che il contributo potrebbe non portare a un miglioramento immediato nel servizio sanitario pubblico, ma piuttosto a una doppia imposizione fiscale. Questo ha portato a una riflessione su come i frontalieri percepiscono il valore del servizio sanitario pubblico e il loro desiderio di un servizio più rapido e concreto.

Tool utili per il tuo caso

Per verificare in modo pratico il tuo scenario entro/oltre 20 km, usa il calcolatore stipendio netto e la guida dichiarazione redditi.

Punti chiave

Per i frontalieri che lavorano nelle zone di confine con la Svizzera, la nuova normativa introduce un contributo economico che servirà a sostenere gli stipendi del personale sanitario. Questo contributo sarà versato dal 3% al 6% dello stipendio netto. A fronte di 4'000 euro netti di stipendio mensile, il versamento sarà di 120 euro al mese. I fondi raccolti saranno utilizzati per garantire e rafforzare la sanità nelle aree di confine, a beneficio degli stessi frontalieri e delle loro famiglie. È importante che i frontalieri siano informati su come e quando versare questo contributo. La procedura step-by-step per il versamento del contributo è la seguente: 1. Controllare il proprio salario netto mensile. 2. Calcolare il 3% del salario netto come contributo. 3. Versare il contributo tramite il sistema bancario. 4. Ricevere una conferma di versamento. 5. Conservare la conferma di versamento per eventuali controlli fiscali. Per ulteriori informazioni e strumenti utili, visita il nostro sito web e utilizza il calcolatore stipendio per calcolare il tuo contributo. Questo strumento ti aiuterà a comprendere meglio il tuo contributo e a pianificare il tuo budget mensile.

Fonte: rsi.ch

La L. 213/2023, art. 1, commi 237–238, non assoggetta indistintamente tutti i frontalieri. Rientrano: (a) i residenti in Italia che lavorano e soggiornano in Svizzera e usano il SSN; (b) i frontalieri di cui all’art. 9, par. 1, dell’Accordo Italia–Svizzera, con redditi imponibili soltanto in Svizzera, che hanno esercitato il diritto di opzione per l’assicurazione malattie; e (c) i familiari a carico delle due categorie. Il comma 238 prevede una quota progressiva del 3–6% del salario netto svizzero, con un minimo di €30 e un massimo ordinario di €200 per ogni mese lavorato dal 2024. Il tetto può essere raddoppiato nei casi di omesso pagamento o omessa comunicazione previsti dall’art. 1, comma 100, L. 207/2024. La Regione di residenza determina ogni anno aliquote e modalità.

Domande frequenti
Qual è l'importo del contributo per un frontaliero che guadagna 4'000 euro netti al mese?
Il contributo sarà di 120 euro al mese.
Quando entrerà in vigore la nuova normativa?
La normativa entrerà in vigore entro settembre.
Come viene gestito il contributo?
Il contributo sarà versato tramite il sistema bancario e sarà utilizzato per sostenere gli stipendi del personale sanitario nelle aree di confine.

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