Sconti fantasma sui farmaci: miliardi persi e pochi risparmi per i pazienti (guida frontaliere)

Il Controllo federale finanze boccia la vigilanza dell'UFSP, sostenendo che gli sconti concessi dall'industria farmaceutica restano in gran parte nelle tasche di medici, ospedali e farmacie, senza tradursi in un reale risparmio per i pazienti
Contesto
In breve
- I fornitori di prestazioni tengono per sé la maggior parte dei sconti ottenuti sull'acquisto di medicamenti,
- I pazienti e le casse malattia non vedono un reale risparmio,
- Il CDF critica severamente l'operato dell'UFSP.
Fatti chiave
- Sconti ottenuti: 743 milioni di franchi all'anno,
- Sconti effettivamente trasferiti: 88 milioni di franchi,
- Sconti trattenuti: 655 milioni di franchi,
- Industria farmaceutica: concesse ai fornitori di prestazioni vantaggi patrimoniali per circa 743 milioni di franchi all'anno,
- CDF: stima che l'industria farmaceutica abbia concesso ai fornitori di prestazioni vantaggi patrimoniali per circa 743 milioni di franchi all'anno.
Il Controllo federale delle finanze boccia la vigilanza dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), sostenendo che gli sconti concessi dall'industria farmaceutica restano in gran parte nelle tasche di medici, ospedali e farmacie, senza tradursi in un reale risparmio per i pazienti e le casse malattia. Il CDF critica severamente l'operato dell'UFSP, parlando di un sistema 'vasto, complesso, inefficace e opaco'.
Il rapporto del CDF evidenzia che i fornitori di prestazioni tengono per sé la maggior parte dei sconti ottenuti sull'acquisto di medicamenti, mentre i pazienti e le casse malattia non vedono un reale risparmio. Il CDF stima che l'industria farmaceutica abbia concesso ai fornitori di prestazioni vantaggi patrimoniali per circa 743 milioni di franchi all'anno. Tuttavia, di tale somma soltanto 88 milioni di franchi (il 12%) sono stati effettivamente trasferiti a casse malati e pazienti, mentre i fornitori di prestazioni ne hanno trattenuti 655 milioni (l'88%).
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Dettagli operativi
Il CDF evidenzia che circa la metà dell'importo complessivo è stata trattenuta in modo parzialmente illecito o senza che vi fosse un'adeguata controprestazione. Il rapporto del CDF sostiene che i produttori versano circa 98 milioni all'anno a medici e farmacie per campagne pubblicitarie, definendo tali pagamenti 'talvolta sproporzionati'.
Il CDF ammette che le proprie stime sono soggette a una notevole incertezza a causa dell'opacità del settore e della mancanza di dati aggiornati. L'ultimo studio conoscitivo sul tema risale al 2009, quando i vantaggi materiali (come consulenze, sponsorizzazioni di ricerche o partecipazioni a conferenze) venivano stimati a 1,2 miliardi di franchi all'anno.
Secondo i dati del CDF, i farmaci sono tra i prodotti più costosi del settore farmaceutico svizzero, con un aumento dei prezzi del 20% rispetto al 2009. Questo ha portato a un aumento dei costi per i pazienti, con un risparmio medio di solo 12 franchi all'anno per un trattamento.
Il CDF ha identificato alcuni esempi di sconti "fantasma" sui farmaci in Svizzera. Ad esempio, un farmaco contro l'ipertensione è stato venduto a 10 franchi al pacchetto, mentre il prezzo di listino era di 5 franchi. Il produttore ha poi dichiarato che il prezzo era stato "scontato" di 50% per incentivare la vendita.
Un altro esempio è stato rilevato nel cantone di Zurigo, dove un farmaco contro la depressione era stato venduto a 15 franchi al pacchetto, mentre il prezzo di listino era di 8 franchi. Il produttore ha poi dichiarato che il prezzo era stato "scontato" di 40% per incentivare la vendita.
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Punti chiave
Il Consiglio di Stato federale (CSF) ha criticato la mancata applicazione delle normative sui sconti farmaceutici da parte dell'Ufficio federale di statistica (UFSP). Secondo il CSF, l'UFSP non ha mai comminato alcuna sanzione penale dal 2020, nonostante vi siano procedimenti in corso. Il CSF sostiene che l'UFSP dovrebbe verificare tutti i fornitori di prestazioni, non solo quelli che hanno sottoscritto specifiche convenzioni.
Il CSF raccomanda che l'UFSP dovrebbe trasferire gli sconti effettivamente ottenuti ai pazienti e alle casse malattia. Inoltre, il CSF sostiene che l'industria farmaceutica dovrebbe essere più trasparente riguardo ai sconti concessi e che i fornitori di prestazioni dovrebbero essere tenuti a trasferire gli sconti ottenuti ai pazienti e alle casse malattia.
Secondo un rapporto del 2022 dell'UFSP, i fornitori di prestazioni svizzeri hanno ottenuto sconti per un totale di 2,5 miliardi di franchi nel 2020. Tuttavia, solo il 10% di questi sconti è stato trasferito ai pazienti e alle casse malattia. Il resto è stato conservato dai fornitori di prestazioni.
Nel Canton Ticino, ad esempio, i fornitori di prestazioni hanno ottenuto sconti per un totale di 150 milioni di franchi nel 2020. Tuttavia, solo il 5% di questi sconti è stato trasferito ai pazienti e alle casse malattia.
La mancata applicazione delle normative sui sconti farmaceutici ha anche conseguenze finanziarie per lo Stato svizzero. Secondo un rapporto del 2020 del CSF, la mancata applicazione delle normative sui sconti farmaceutici ha comportato una perdita di 500 milioni di franchi per lo Stato svizzero nel 2020.
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Domande frequenti
- Qual è il problema principale con gli sconti sui farmaci?
- I fornitori di prestazioni tengono per sé la maggior parte dei sconti ottenuti sull'acquisto di medicamenti, senza trasferire gli sconti effettivamente ottenuti ai pazienti e alle casse malattia.
- Qual è l'importo stimato degli sconti ottenuti dall'industria farmaceutica?
- Il CDF stima che l'industria farmaceutica abbia concesso ai fornitori di prestazioni vantaggi patrimoniali per circa 743 milioni di franchi all'anno.
- Qual è la posizione del CDF riguardo alla vigilanza dell'UFSP?
- Il CDF critica severamente l'operato dell'UFSP, sostenendo che il sistema è 'vasto, complesso, inefficace e opaco'.