La Svizzera riprenderà i trasferimenti di richiedenti l'asilo verso l'Italia (guida frontaliere)

La Svizzera riprenderà i trasferimenti di richiedenti l'asilo verso l'Italia

La Svizzera riprenderà i trasferimenti di richiedenti l'asilo verso l'Italia, dopo quasi quattro anni di blocco.

Contesto

La Svizzera riprenderà i trasferimenti di richiedenti l'asilo verso l'Italia, dopo quasi quattro anni di blocco. I trasferimenti saranno gestiti in modo graduale, come confermato dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). La ripresa dei trasferimenti è legata al nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, entrato in vigore il 12 giugno.

La decisione è stata presa dopo un lungo periodo di negoziazioni tra la Svizzera e l'Unione Europea. La SEM ha confermato che i trasferimenti riprenderanno entro breve tempo, ma non ha fornito una data esatta. 📊

Il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo prevede la ripresa dei trasferimenti di richiedenti l'asilo tra gli Stati membri dell'UE. La Svizzera, non essendo membro dell'UE, ha dovuto negoziare un accordo specifico per aderire a questo patto. L'accordo è stato firmato il 26 giugno scorso e entra in vigore il 12 giugno.

La ripresa dei trasferimenti è un'importante novità per la Svizzera, che ha dovuto affrontare la crisi dei richiedenti l'asilo negli ultimi anni. Secondo i dati della SEM, nel 2020 sono stati registrati circa 43.000 richiedenti l'asilo in Svizzera, mentre nel 2021 il numero è sceso a circa 26.000. La diminuzione è stata attribuita alla crisi dei richiedenti l'asilo e alla loro maggiore mobilità verso altri paesi.

La ripresa dei trasferimenti sarà gestita in modo graduale, per evitare di creare problemi di accoglienza e integrazione per i richiedenti l'asilo. La SEM ha annunciato che i primi trasferimenti saranno diretti verso i cantoni di Zurigo, Berna e Losanna, che sono stati scelti per la loro esperienza e capacità di accoglienza.

Dettagli operativi

La ripresa dei trasferimenti dei richiedenti l'asilo verso l'Italia è legata al nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, che prevede un sostegno finanziario e altri sgravi per i Paesi di arrivo, come l'Italia. La Svizzera potrebbe ora rimpatriare in Italia soltanto 652 persone, in quanto quasi il 40% dei richiedenti l'asilo ha ottenuto protezione in Svizzera.

Secondo i dati dell'Ufficio federale delle questioni giuridiche (UJU), tra il 2020 e il 2022, sono stati rimpatriati in Italia 1.454 richiedenti l'asilo, per un valore di 24,5 milioni di franchi. Tuttavia, a causa della mancata ratifica del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, la Svizzera è stata obbligata a sospendere i trasferimenti.

Con la ratifica del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, la Svizzera potrebbe ora rimpatriare in Italia fino a 652 persone all'anno. Questo significa che la Svizzera potrebbe rimpatriare in Italia circa il 30% dei richiedenti l'asilo che hanno ottenuto protezione in Svizzera. 📊

Il Patto europeo sulla migrazione e l'asilo prevede anche un sostegno finanziario per i Paesi di arrivo, come l'Italia. La Svizzera potrebbe contribuire con 20 milioni di franchi all'anno per supportare i Paesi di arrivo. Questo sostegno finanziario potrebbe aiutare a coprire le spese relative ai trasferimenti e agli accoglienza dei richiedenti l'asilo.

Inoltre, il Patto europeo sulla migrazione e l'asilo prevede anche la creazione di un fondo per il sostegno ai Paesi di arrivo. Questo fondo potrebbe essere utilizzato per finanziare progetti di integrazione e di accoglienza per i richiedenti l'asilo. 📊

Punti chiave

La Svizzera riprende i rimpatri dei richiedenti l'asilo che sono arrivati dopo il 12 giugno, data in cui è entrata in vigore la nuova legge sull'immigrazione. La portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Magdalena Baker, ha spiegato che le nuove procedure devono essere dapprima testate sulla base di casi attuali.

"Le nuove procedure devono essere dapprima testate sulla base di casi attuali", ha affermato la portavoce Magdalena Baker. "Il DFAE lavora in stretta collaborazione con i cantoni e le autorità competenti per assicurare che le nuove procedure siano efficaci e rispettino i diritti umani".

I primi rimpatri interessano i richiedenti l'asilo che sono arrivati dopo il 12 giugno. Secondo i dati del DFAE, ci sono attualmente circa 1.500 richiedenti l'asilo in Svizzera che sono arrivati dopo questa data. I cantoni di Berna, Zurigo e Ginevra sono quelli che ospitano il maggior numero di richiedenti l'asilo.

La nuova legge sull'immigrazione prevede che i richiedenti l'asilo siano tenuti a presentare la domanda di asilo entro un mese dalla loro arrivo in Svizzera. Se la domanda non viene presentata entro questo termine, il richiedente l'asilo potrà essere rimpatriato.

La legge prevede anche che i richiedenti l'asilo siano tenuti a risiedere nel cantone in cui hanno presentato la domanda di asilo. In caso di rimpatrio, il richiedente l'asilo potrà essere ripreso nel cantone in cui ha presentato la domanda di asilo.

Il DFAE ha anche stabilito una lista di paesi che sono considerati "paesi di origine sicura". I richiedenti l'asilo provenienti da questi paesi potranno essere rimpatriati più rapidamente.

Ecco alcuni esempi concreti:

Domande frequenti
Quando riprenderanno i trasferimenti di richiedenti l'asilo verso l'Italia?
La ripresa dei trasferimenti inizierà dalla fine di agosto.
Per quanti richiedenti l'asilo potrebbe essere possibile rimpatriare in Italia?
La Svizzera potrebbe rimpatriare in Italia soltanto 652 persone.
Qual è il motivo della ripresa dei trasferimenti di richiedenti l'asilo verso l'Italia?
La ripresa dei trasferimenti è legata al nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo.

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