Caldo nei cantieri: la SSIC chiede stop alle penali (guida frontaliere)
La SSIC chiede condizioni eque ed esenzioni dalle penali per i cantieri svizzeri bloccati dal caldo. Analisi della mozione e delle posizioni parlamentari.
Contesto
In breve
- La SSIC chiede di abolire le penali per ritardi nei cantieri dovuti al caldo.
- La canicola non è considerata al pari del maltempo e manca di indennizzi.
- La Commissione del Consiglio degli Stati reputa la mozione parlamentare superata.
Fatti chiave
- Cosa: Petizione per condizioni eque nei cantieri durante le ondate di caldo
- Quando: Iniziative parlamentari tra dicembre 2024 e marzo 2025
- Dove: Cantieri edili in tutta la Svizzera
- Chi: Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) e Parlamento
- Importo: Penali contrattuali di importo non ancora specificato
Nelle settimane caratterizzate da intense ondate di caldo, il settore dell'edilizia in Svizzera si trova ad affrontare sfide complesse legate sia alla sicurezza dei lavoratori sia al rispetto delle scadenze di consegna dei cantieri. La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) ha lanciato una petizione con l'obiettivo di chiedere l'introduzione di condizioni quadro eque e realistiche per la gestione dei lavori in presenza di temperature estreme, chiedendo che le imprese edili non siano penalizzate contrattualmente per gli inevitabili ritardi dovuti alla canicola.
La richiesta di protezione e regole chiare
Nel testo della petizione, la SSIC sottolinea la necessità urgente di garantire una protezione efficace della salute della manodopera impiegata nel settore delle costruzioni. Gli impresari chiedono che vengano fissate scadenze realistiche per il completamento delle opere e che vengano stabilite regole trasparenti e uniformi nei casi in cui si renda necessaria una sospensione dei lavori a causa delle elevate temperature.
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Dettagli operativi
Il quadro parlamentare e la posizione delle commissioni
Il tema della protezione dai rischi legati alle temperature estreme nei cantieri è stato al centro di discussioni anche all'interno del Parlamento federale. Una mozione pendente chiede al Consiglio federale di adottare i provvedimenti opportuni affinché gli influssi naturali siano obbligatoriamente inclusi nella pianificazione e nell'esecuzione dei lavori di costruzione. Il testo prevede che, in presenza di caldo estremo, le imprese edili abbiano la facoltà di sospendere temporaneamente le attività per proteggere la salute dei dipendenti, senza dover subire la minaccia di penali contrattuali.
Questa mozione aveva ottenuto il sostegno del Consiglio nazionale, che l'aveva approvata nel dicembre 2024. Il ramo del Parlamento ha espresso così la volontà di stabilire una tutela legislativa esplicita per le aziende e la manodopera.
La posizione del Consiglio degli Stati e della Commissione
Nel marzo 2025, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha reso noto il proprio parere sull'atto parlamentare. Pur condividendo gli obiettivi di fondo legati alla salvaguardia della salute e all'equità delle condizioni di lavoro, la Commissione ha evidenziato che la situazione risulta già in fase di gestione. In linea con la posizione espressa dal Governo federale, è stato precisato che diversi provvedimenti sono stati avviati nell'ambito di una tavola rotonda che vede la partecipazione attiva di tutte le parti sociali coinvolte nel settore.
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Punti chiave
Le implicazioni per le imprese e i passi operativi
La controversia sulla gestione delle ondate di caldo nei cantieri evidenzia la necessità per le imprese di valutare attentamente la gestione dei rischi climatici nella stesura dei contratti di appalto. In assenza di una modifica legislativa d'ufficio, il tema resta affidato alle trattative contrattuali dirette tra committenti e imprese edili, oltre che agli accordi stabiliti nell'ambito delle trattative tra i partner sociali.
Per le imprese di costruzione e per la manodopera, la priorità immediata rimane l'adozione di misure di prevenzione interne e l'adeguamento degli orari di lavoro durante i mesi estivi. Tra le prassi attualmente discusse vi sono la riorganizzazione dei turni nelle ore meno calde della giornata, l'allestimento di zone d'ombra adeguate e la messa a disposizione di bevande rinfrescanti, oltre all'interruzione temporanea delle mansioni più gravose quando le temperature superano i limiti di guardia.
Come pianificare la gestione dei cantieri e delle scadenze
Per evitare di incorrere in sanzioni contrattuali, le aziende edili che pianificano interventi nei mesi estivi possono seguire alcune indicazioni procedurali:
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Domande frequenti
- Cosa chiede la SSIC nella sua petizione sulla canicola?
- La SSIC chiede l'introduzione di condizioni quadro eque, scadenze realistiche per i lavori edili e l'eliminazione delle penali contrattuali per i ritardi dovuti a sospensioni del lavoro causate dal caldo estremo.
- Qual è la differenza tra caldo estremo e maltempo per le imprese edili?
- A differenza del maltempo tradizionale, le interruzioni dovute al caldo estremo vengono raramente considerate nei contratti d'appalto e non beneficiano di indennizzi, imponendo penali e costi interamente sulle imprese.
- Qual è la posizione del Parlamento svizzero sulla mozione?
- Il Consiglio nazionale ha approvato la mozione nel dicembre 2024. Tuttavia, nel marzo 2025 la Commissione dell'economia del Consiglio degli Stati ne ha raccomandato la reiezione, ritenendola superata dai lavori della tavola rotonda tra le parti sociali.