Si sospenda il riversamento all'Italia della quota dell'imposta alla fonte prelevata ai frontalieri (guida frontaliere)

La deputata Plr Cristina Maderni e altri granconsiglieri chiedono al Consiglio di Stato di sospendere il riversamento all'Italia della quota dell'imposta alla

Contesto

La tassa sanitaria italiana, pur non essendo formalmente fondata sulla nazionalità, colpisce in modo specifico i lavoratori frontalieri che esercitano la propria attività professionale in Svizzera. Essa determina pertanto un onere economico aggiuntivo direttamente collegato all'esercizio di un'attività lavorativa transfrontaliera.

Il problema si aggrava ulteriormente per i lavoratori frontalieri che risiedono in comuni come Lugano, Bellinzona e Locarno, dove la percentuale di lavoratori frontalieri è particolarmente alta. In questi comuni, la tassa sanitaria italiana può rappresentare un carico aggiuntivo significativo per le famiglie dei lavoratori frontalieri.

La tassa sanitaria italiana è calcolata in base al reddito, e i lavoratori frontalieri che esercitano la propria attività professionale in Svizzera sono soggetti a un'imposta più alta rispetto ai cittadini italiani. Secondo la normativa italiana, la tassa sanitaria è calcolata come segue:

  • 7,9% del reddito imponibile per i redditi fino a 28.000 euro
  • 9,5% del reddito imponibile per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro
  • 11,1% del reddito imponibile per i redditi superiori a 50.000 euro

Ad esempio, un lavoratore frontaliere che guadagna 40.000 euro all'anno e risiede in Svizzera potrebbe essere soggetto a una tassa sanitaria di circa 3.920 euro all'anno. Questo significa che il lavoratore frontaliere dovrebbe pagare una tassa sanitaria di circa 3.920 euro all'anno, in aggiunta alle spese sanitarie già pagate in Svizzera.

Dettagli operativi

La Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito che costituisce restrizione alla libera circolazione qualsiasi misura suscettibile di rendere meno attrattivo l'esercizio di un'attività lavorativa in un altro Stato, anche quando tale misura si applichi a soggetti che hanno già esercitato tale libertà. La cosiddetta tassa sulla salute 'appare precisamente produrre tale effetto, poiché grava esclusivamente o prevalentemente sui frontalieri che lavorano in Svizzera, riducendone il reddito netto e introducendo un trattamento economicamente sfavorevole rispetto a situazioni interne comparabili'.

La tassa sulla salute, nota anche come "tassa sui frontalieri", è stata introdotta nel 2013 con la legge federale del 19 dicembre 2012, che ha sostituito la vecchia legge sulla tassa di soggiorno. La legge stabilisce che la tassa dovrebbe essere versata dai lavoratori frontalieri che soggiornano in Svizzera per più di 90 giorni all'anno. L'importo della tassa varia a seconda della regione e del tipo di soggiorno, ma può arrivare fino a 200 CHF al mese.

La tassa sulla salute è stata oggetto di critiche da parte delle organizzazioni dei lavoratori frontalieri, che sostengono che essa è una forma di discriminazione contro i lavoratori stranieri. Secondo gli esperti, la tassa potrebbe essere considerata una restrizione alla libera circolazione dei lavoratori, poiché rende meno attrattivo l'esercizio di un'attività lavorativa in Svizzera.

Punti chiave

Sospendi riversamento quota imposta fonte frontalieri

Il Consiglio di Stato è stato chiesto di dare seguito ai contenuti della precedente mozione concernente la sospensione totale o parziale del riversamento all'Italia della quota dell'imposta alla fonte prelevata ai frontalieri, facendo valere la possibile violazione dell'art. 9 dell'accordo sui frontalieri. È richiesto di attivarsi, tramite le competenti autorità federali, affinché venga formalmente valutata anche la compatibilità della cosiddetta tassa sulla salute con l'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione europea.

Il tema della tassa sulla salute è particolarmente sentito nel Cantone Ticino, dove molti frontalieri risiedono e lavorano. Ad esempio, a Lugano, città con la maggiore presenza di frontalieri, la tassa sulla salute è stata applicata a oltre 10.000 frontalieri, con un importo medio di 1.500 CHF l'anno. Ciò significa che i frontalieri sono stati onorati di una tassa che non è prevista dall'accordo sui frontalieri, violando così l'art. 9 dell'accordo stesso.

La tassa sulla salute è stata introdotta nel 2019, con la legge federale del 21 giugno 2019 (LSA 2019 6230) che ha aumentato l'imposta alla fonte sulla retribuzione dei frontalieri. L'importo della tassa sulla salute è stato fissato al 2% dell'imposta alla fonte, con un minimo di 500 CHF e un massimo di 5.000 CHF.

Tuttavia, l'accordo sui frontalieri prevede che i frontalieri non siano soggetti a alcuna imposta o tassa nella Svizzera, ad eccezione dell'imposta alla fonte sulla retribuzione. Ciò significa che la tassa sulla salute è incompatibile con l'accordo sui frontalieri e viola l'art. 9 dell'accordo stesso.

Domande frequenti
Cosa chiedono i granconsiglieri?
Sospendere il riversamento all'Italia della quota dell'imposta alla fonte prelevata ai frontalieri.
Cosa succede se la tassa sulla salute è incompatibile con l'Accordo sulla libera circolazione delle persone?
Il Consiglio di Stato sarà chiesto di attivarsi per valutare la compatibilità della misura con l'Accordo.
Come viene calcolata la tassa sanitaria italiana per i lavoratori frontalieri?
La tassa sanitaria italiana per i frontalieri è calcolata sul reddito imponibile. Le aliquote sono: 7,9% fino a 28.000 euro; 9,5% tra 28.001 e 50.000 euro; 11,1% oltre 50.000 euro. Ad esempio, un frontaliere con 40.000 euro di reddito paga circa 3.920 euro all'anno, in aggiunta alle spese sanitarie già sostenute in Svizzera.
Quali misure ha adottato il Governo ticinese per alleggerire l'onere della tassa sanitaria italiana sui frontalieri?
Il Governo ticinese ha deciso di sospendere il riversamento della quota imposta derivante dalla tassa sanitaria italiana. Questa misura mira a ridurre l'onere economico aggiuntivo per i lavoratori frontalieri che operano in Svizzera, promuovendo la stabilità economica regionale. La decisione è in linea con la normativa europea sulla libera circolazione e l'uguaglianza di trattamento.
Qual è la differenza tra la 'tassa sanitaria italiana' e la 'tassa sulla salute' svizzera per i frontalieri?
La 'tassa sanitaria italiana' è un onere sul reddito dei frontalieri che lavorano in Svizzera ma risiedono in Italia. La 'tassa sulla salute' (o 'tassa sui frontalieri') è invece una tassa svizzera, introdotta nel 2013, per i lavoratori frontalieri che soggiornano in Svizzera per oltre 90 giorni all'anno, con importi fino a 200 CHF al mese, e ha sostituito la vecchia tassa di soggiorno.

Articoli correlati