Ospedali EOC in Ticino: ricerca ANQ rileva luci e ombre

L'indagine ANQ 2025 sull'Ente ospedaliero cantonale ticinese rivela risultati positivi complessivi (75% pazienti), ma evidenzia margini di miglioramento nella comunicazione durante le attese in ammissione. Gli ospedali più grandi registrano più
Contesto
In breve
- L'indagine ANQ 2025 coinvolge 1.821 pazienti dimessi dagli ospedali EOC
- Il 75% riferisce un'esperienza positiva, in linea con la media svizzera
- Criticità: comunicazione insufficiente durante le attese in ammissione
- Ospedali grandi (Lugano, Bellinzona) registrano più problemi
Fatti chiave
- Cosa: Indagine nazionale sulla qualità del ricovero ospedaliero (ANQ)
- Quando: Pazienti dimessi settembre-novembre 2025
- Dove: Ospedali dell'Ente ospedaliero cantonale (EOC), Ticino
- Chi: ANQ (ente di controllo qualità nazionale) + Adriana Degiorgi (responsabile Servizio qualità EOC)
- Campione: 1.821 pazienti EOC su 47.000 totali in 186 strutture svizzere
- Soddisfazione: 75% esperienza positiva
- Criticità principale: Comunicazione durante attese ammissione
La ricerca nazionale dell'ANQ conferma un risultato complessivamente positivo per l'Ente ospedaliero cantonale (EOC) ticinese: tre pazienti su quattro riferiscono un'esperienza positiva del ricovero, allineandosi alla media svizzera. Ma lo studio segnala un'area critica di intervento: la comunicazione durante le attese nella fase di ammissione.
L'indagine ha coinvolto 47.000 pazienti provenienti da 186 strutture svizzere, tra cui 1.821 persone dimesse dagli ospedali dell'EOC tra settembre e novembre 2025. Per la prima volta, il questionario nazionale ha cambiato prospettiva, passando dalla misurazione della soddisfazione alla valutazione dell'esperienza del paziente, "dall'ammissione alla dimissione", secondo quanto spiega Adriana Degiorgi, responsabile del Servizio qualità e rischi dell'EOC.
I risultati positivi
Il nuovo questionario offre una visione molto più granulare: circa 40 domande contro le 5 della rilevazione precedente. Tra i dati positivi, la ricerca evidenzia come l'EOC ottenga risultati superiori alla media nazionale nella spiegazione dell'utilizzo dei nuovi farmaci. Questo aspetto rappresenta un punto di forza: i pazienti ricevono informazioni chiare e tempestive sui trattamenti prescritti, rassicurati sulle modalità di assunzione e sui possibili effetti collaterali.
Le criticità emerse
Il nodo critico riguarda la comunicazione durante i tempi di attesa in ospedale. Degiorgi osserva: "Il paziente che si aspetta di andare in reparto entro una determinata ora e non può andare, e nessuno dice niente, non va bene". La stessa dinamica si ripete per chi deve sottoporsi a un intervento chirurgico: il paziente arriva in ospedale il mattino stesso, si aspetta di entrare in sala operatoria entro un'ora prestabilita, ma viene rimandato senza ricevere aggiornamenti adeguati. È proprio qui che l'EOC riconosce un margine di miglioramento concreto.
Dettagli operativi
Chi vive in Italia e lavora in Ticino con il Permesso G, o chi sceglie di accedere ai servizi sanitari ticinesi attraverso la propria assicurazione malattia, deve tenere conto di questi dati quando valuta l'esperienza attesa in ospedale. La ricerca sottolinea che, sebbene il livello complessivo sia soddisfacente, le criticità di comunicazione possono incidere negativamente sulla percezione di chi si trova già in una situazione di vulnerabilità durante un ricovero o un intervento chirurgico.
L'esperienza in ospedale non è solo una questione medica, ma anche organizzativa e psicologica. Quando il paziente non riceve comunicazione sui ritardi, l'ansia aumenta e la fiducia nel sistema si erode. Per il frontaliere che lavora in Ticino ma risiede in Italia, questa criticità di comunicazione diventa ancora più rilevante: eventuali rinvii di interventi o attese prolungate comportano la necessità di coordinare giorni di riposo dal lavoro, viaggi transfrontalieri e gestione dell'assenza dal territorio italiano.
Grandi ospedali, maggiori criticità
I risultati non sono uniformi tra le diverse sedi dell'EOC. Le maggiori criticità emergono negli ospedali di maggiore dimensione: Bellinzona e Lugano, che gestiscono una casistica più vasta e pazienti con situazioni cliniche più complesse. Degiorgi evidenzia che questa tendenza non è esclusiva del Ticino: "Lo vediamo anche a livello svizzero su tutto il sondaggio: gli ospedali universitari o di grandi dimensioni spesso si ritrovano un po' peggio rispetto al benchmark svizzero".
La complessità organizzativa dei grandi ospedali – con reparti più numerosi, più pazienti contemporaneamente in ricovero, più procedure chirurgiche – spiega in parte questa discrepanza. Ma il rischio è che l'esperienza del paziente peggiori proprio negli ospedali dove la complessità medica è più alta e dove, quindi, la comunicazione trasparente sarebbe più importante.
I dati degli ospedali piccoli
Aquarossa e Faido non compaiono nel confronto comparativo: complessivamente hanno registrato meno di 20 questionari compilati, numero insufficiente per ricavare risultati statisticamente confrontabili. Tuttavia, l'assenza di criticità evidenti negli ospedali più piccoli suggerisce che una comunicazione più diretta e una logistica meno congestionata potrebbero avere effetti positivi sulla percezione del paziente. La ricerca ANQ fornisce così una fotografia a due velocità del Canton Ticino: il territorio è in linea con la media nazionale, ma il divario tra ospedali grandi e piccoli rispecchia una sfida organizzativa più ampia del sistema sanitario svizzero.
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Punti chiave
Come intervenire come paziente
Se durante un ricovero presso un ospedale EOC riscontri problemi di comunicazione durante le attese – nessun aggiornamento su tempi, ritardi non spiegati, incertezza su procedure – hai diritto di segnalarlo. La ricerca ANQ funziona proprio così: raccoglie esperienze dirette dei pazienti per spingere i gestori a migliorare la qualità del servizio.
L'EOC, sulla base di questo studio, ha già riconosciuto che "vogliamo e dobbiamo lavorare" sulla comunicazione in fase di ammissione. Degiorgi ha dichiarato che gli interventi dovranno riguardare specificamente: tempi di attesa comunicati anticipatamente e aggiornati frequentemente durante la giornata; personale formato a informare il paziente anche di sviluppi inaspettati (rinvii di interventi, ritardi, trasferimenti tra reparti); procedure chiare e trasparenti per i percorsi di ricovero ordinario, ricovero d'urgenza e procedure chirurgiche.
Registrazione dell'esperienza
Se sei stato ricoverato di recente presso un ospedale EOC (Lugano, Bellinzona, Locarno, Mendrisio, Aquarossa, Faido), potrai aver ricevuto – o riceverai nei prossimi mesi – il questionario ANQ. È completamente anonimo e contribuisce direttamente a questi studi di monitoraggio della qualità. Non è un semplice "sondaggio di marketing": è uno strumento federale che alimenta le decisioni dei gestori.
Nel frattempo, documenta tu stesso la tua esperienza: appunta orari, comunicazioni ricevute, momenti di incertezza. Se la comunicazione è stata scarsa, segnala al reparto dove sei stato ricoverato o all'amministrazione centrale dell'EOC. Il Servizio qualità e rischi, coordinato da Degiorgi, esiste proprio per raccogliere e agire su queste osservazioni.
Prossimi passi per il Canton Ticino
Il rapporto ANQ è appena uscito (riferito ai dati di settembre-novembre 2025), il che significa che l'EOC avrà modo di agire nel corso del 2026. Stai attento ai comunicati dell'Ente ospedaliero cantonale sugli interventi organizzativi previsti in tema di comunicazione e trasparenza nei tempi di attesa.
Per approfondire come funzionano le procedure di ricovero, i tuoi diritti come lavoratore straniero e la gestione della sanità in Ticino, puoi consultare il calcolatore stipendio frontaliere, che include anche sezioni dedicate alla copertura assicurativa obbligatoria e ai costi sanitari.
Fonte: rsi.ch
Domande frequenti
- Che cos'è l'indagine ANQ e come funziona?
- L'ANQ (Quality Check nazionale) è il programma federale di monitoraggio della qualità ospedaliera in Svizzera. Nel 2025 ha coinvolto 47.000 pazienti provenienti da 186 strutture, inclusi 1.821 pazienti dimessi dagli ospedali dell'EOC tra settembre e novembre 2025. Il nuovo questionario valuta l'esperienza del paziente (non la semplice soddisfazione), dall'ammissione alla dimissione, con circa 40 domande specifiche su comunicazione, gestione del dolore, tempi di attesa, e chiarezza delle informazioni ricevute.
- Il 75% di pazienti soddisfatti è un buon risultato?
- Sì, il 75% di esperienza positiva colloca l'EOC esattamente in linea con la media svizzera, indicando che il sistema ospedaliero ticinese è performante a livello nazionale. Tuttavia, il 25% restante riporta criticità, concentrate soprattutto nella comunicazione durante le attese e negli ospedali più grandi (Lugano, Bellinzona).
- In che cosa l'EOC eccelle rispetto alla media svizzera?
- La ricerca evidenzia che l'EOC ottiene risultati superiori alla media nazionale nella spiegazione dell'utilizzo dei nuovi farmaci. Questo significa che i pazienti ricevono informazioni chiare e dettagliate sui trattamenti prescritti – modalità di assunzione, effetti attesi, possibili effetti collaterali – aumentando la fiducia nel percorso terapeutico.
- Quali sono le principali criticità riscontrate?
- La criticità più significativa è la comunicazione durante le attese in fase di ammissione. I pazienti che si aspettano di essere trasferiti a un reparto o di entrare in sala operatoria entro un orario prestabilito riportano di non ricevere aggiornamenti adeguati quando i tempi slittano. L'EOC riconosce questo come un margine di miglioramento prioritario.
- Gli ospedali piccoli hanno risultati migliori di quelli grandi?
- A livello di dati disponibili, sì. Lugano e Bellinzona (ospedali di maggiore dimensione) registrano più criticità, probabilmente a causa della complessità organizzativa e della casistica più ampia. Aquarossa e Faido hanno registrato troppi pochi questionari (<20) per un confronto statistico valido, ma il trend nazionale mostra che ospedali universitari e di grandi dimensioni hanno mediamente risultati peggiori del benchmark svizzero.
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