Como export -2,2%, Svizzera cresce al +21,2% (guida frontaliere)

Como soffre con export -2,2% annuo su base annua. Tessile-abbigliamento crolla del 7,9%, macchinari del 5,5%. Ma la Svizzera cresce del 21,2%: opportunità sottoutilizzate. CIGS straordinaria +14,9%: cosa cambia per l'occupazione.
Contesto
In breve
- Como export -2,2%, sei province lombarde in sofferenza
- Svizzera +21,2%, unico mercato in forte ascesa
- Tessile-abbigliamento -7,9%, CIGS +14,9%
- Lombardia 25,2% export nazionale, 97% manifatturiero
- Cosa: Flessione export Como, fragilità settoriale, export svizzero in crescita
- Quando: Dati 2026, su base annua e congiunturale
- Dove: Provincia di Como, Lombardia, mercato svizzero
- Chi: UIL Lombardia, UIL Lario, imprese manifatturiere lombarde
- Importo: Export Como -2,2% annuo; Svizzera +21,2%; Saldo commerciale Lombardia -1,9 miliardi
La provincia di Como entra nel 2026 con un export in sofferenza. Mentre la Lombardia continua a realizzare da sola il 25,2% dell'intero export italiano, confermandosi motore trainante della produzione nazionale, Como registra una flessione dell'export del 2,2% su base annua. È un segnale d'allarme in una provincia storicamente radicata nel manifatturiero — che rappresenta il 97% delle esportazioni regionali lombarde — e particolarmente dipendente da settori tessile e meccanico.
Secondo l'analisi UIL sullo stato dell'arte del sistema produttivo lombardo, il quadro è complesso. Il Segretario Generale UIL Lombardia Antonio Albrizio precisa: "La Lombardia entra nel 2026 con un sistema produttivo ancora capace di crescere, innovare ed esportare. La tenuta dei valori medi convive però con pressioni sui costi, aspettative in peggioramento, forti differenze territoriali e un aumento della cassa integrazione straordinaria. La fase non è recessiva, ma richiede una politica industriale preventiva, selettiva e partecipata."
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Dettagli operativi
La sofferenza di Como non è distribuita uniformemente tra i settori. Mentre il tessile-abbigliamento-pelli arretra del 7,9%, la chimica del 6,1% e i macchinari del 5,5%, emergono due comparti in crescita: i mezzi di trasporto (+12,1%) e la farmaceutica (+9,7%). È una polarizzazione che evidenzia una trasformazione strutturale in atto.
Il Segretario Confederale UIL Lombardia Vittorio Sarti analizza il fenomeno: "A livello settoriale si evidenzia una marcata polarizzazione delle performance. Crescono i mezzi di trasporto (+12,1%) e la farmaceutica (+9,7%), mentre arretrano il tessile-abbigliamento-pelli (-7,9%), la chimica (-6,1%) e i macchinari (-5,5%). Sul versante dei mercati aumentano le esportazioni verso la Svizzera (+21,2%) e l'Unione europea (+1,0%), mentre diminuiscono quelle verso gli Stati Uniti (-4,4%)."
Per Como, che storicamente è costruita intorno al tessile di lusso e alla meccanica di precisione, questa biforcazione rappresenta una sfida occupazionale importante. Le aziende che operano in settori in contrazione faticano a mantenere livelli di occupazione stabili, mentre quelle in crescita sono ancora insufficienti a compensare le perdite altrove.
Un indicatore cruciale della sofferenza strutturale è l'andamento della cassa integrazione. Secondo l'analisi UIL, la CIG totale diminuisce del 14,4%, la CIGO (ordinaria) del 26,2%, ma la CIGS (straordinaria) aumenta del 14,9%. Quest'ultimo dato è particolarmente significativo.
Come spiega Sarti: "Tutto questo legato all'andamento della Cassa con la CIG totale diminuisce del 14,4% e la CIGO del 26,2%, mentre aumenta del 14,9% la CIGS, maggiormente collegata a riorganizzazioni, crisi aziendali e contratti di solidarietà."
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Punti chiave
Per chi vive nel Ticino e lavora a Como, questi dati richiedono una lettura pratica. Le opportunità di occupazione stanno cambiando direzione: il tessile, che ha storicamente attratto frontalieri per il differenziale salariale, è in contrazione. Il momento per riflettere sulla propria posizione e sulle alternative è adesso.
I dati UIL indicano chiaramente dove stanno le opportunità di crescita: farmaceutica (+9,7%) e trasporto-logistica (+12,1%). Sono settori che, a differenza del tessile tradizionale, investono in innovazione e competenze. Un frontaliere che lavora in Como e considera una riqualificazione professionale troverebbe margine maggiore in questi comparti.
Allo stesso tempo, il dato positivo dell'export svizzero (+21,2%) suggerisce che il mercato elvetico esiste e cresce. Ma la difficoltà riscontrata da Como nel cogliere questa opportunità riflette una realtà: non basta la prossimità geografica al Ticino. Servono competenze specifiche, certificazioni, capacità di adattamento qualitativo ai standard svizzeri.
Per chi lavora in Como, questo significa: se il tuo settore è in contrazione, l'investimento in formazione per entrare in settori in crescita (anche a Como) conviene. Se il tuo settore è stabile ma il datore di lavoro accede a CIGS, è il momento di valutare alternative, incluso il passaggio a un'azienda con migliore posizionamento di mercato.
L'opzione Ticino
L'economia ticinese, sebbene non immune da cicli negativi, beneficia di una stabilità strutturale diversa dall'Italia. I datori di lavoro svizzeri non affrontano la stessa pressione sui costi di produzione che subiscono le aziende italiane, e gli standard di protezione occupazionale (tramite il diritto svizzero e i contratti collettivi) sono più rigidi.
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Domande frequenti
- Cosa significa che Como export cala del 2,2% ma la Svizzera cresce del 21,2%?
- Como registra una contrazione dell'export rispetto all'anno precedente (-2,2%), posizionandosi tra i sei territori lombardi in sofferenza su dodici. Contemporaneamente, il mercato svizzero è il più dinamico per la Lombardia, con crescita esportazioni del 21,2%. Per Como, geograficamente vicina al Ticino, questo rappresenta un'opportunità strategica ancora sottosfruttata. Il coordinatore UIL Lario Dario Esposito evidenzia: "nonostante la vicinanza strategica al mercato svizzero (+21,2%), Com
- Quali settori stanno calando a Como e quali crescono?
- I settori in calo sono tessile-abbigliamento-pelli (-7,9%), chimica (-6,1%) e macchinari (-5,5%). Questi sono storicamente i pilastri dell'economia comasca. In crescita sono i mezzi di trasporto (+12,1%) e la farmaceutica (+9,7%). Secondo l'analisi UIL, questa polarizzazione riflette una trasformazione strutturale in atto: chi innova prospera, chi rimane legato a comparti tradizionali fatica. Per i frontalieri che lavorano nel tessile, il rischio di contrazione occupazionale è concreto.
- Cosa significa l'aumento della CIGS (cassa integrazione straordinaria) del 14,9%?
- La CIGS aumenta quando un'azienda affronta riorganizzazioni, ristrutturazioni o crisi strutturali. Aumenta del 14,9% mentre la CIGO (ordinaria) cala del 26,2%. Questo segnala che le difficoltà non sono temporanee, bensì richiedono adattamenti profondi nelle strutture aziendali. Per chi lavora in Como, significa accesso maggiore a periodi di cassa integrazione straordinaria: il salario viene integrato ma comunica fragilità occupazionale. È un segnale di sofferenza più seria rispetto a una pausa c
- Come ha impattato la situazione di Como sulla Lombardia complessiva?
- La Lombardia mantiene il 25,2% dell'export italiano totale e il manifatturiero rappresenta il 97% delle esportazioni regionali. Le esportazioni totali superano i 40,9 miliardi di euro (0,0% variazione annua; -6,5% congiunturale), mentre le importazioni si attestano a 42,8 miliardi (-7,5% annuo), con saldo commerciale negativo di circa 1,9 miliardi. La media regionale è sostenuta, ma solo sei province su dodici crescono. Como è tra le province in sofferenza, evidenziando che la tenuta complessiva
- Quali sono i mercati più attraenti per le esportazioni lombarde oltre la Svizzera?
- Oltre alla Svizzera (+21,2%), l'Unione europea registra una crescita modesta dell'1,0%. Gli Stati Uniti sono in calo del 4,4%. Il dato svizzero emerge come il più positivo e strategico per una provincia come Como che confina con il Ticino. Tuttavia, la difficoltà di Como nel cogliere pienamente questa opportunità suggerisce che serve innovazione e adattamento qualitativo, non solo prossimità geografica, per competere sul mercato elvetico.
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