Beko Cassinetta, dal tavolo in Provincia emerge forte preoccupazione (guida frontaliere)
I sindacati dei metalmeccanici sono preoccupati per la crisi di Beko a Cassinetta
Contesto
In breve
- La crisi di Beko a Cassinetta è stata oggetto di discussione durante il tavolo tecnico sulle crisi industriali convocato dalla Provincia di Varese.
- I sindacati dei metalmeccanici sono preoccupati per la situazione.
- I prossimi tavoli istituzionali sono stati definiti per discutere la crisi di Beko e trovare soluzioni per i lavoratori e il territorio.
La crisi di Beko a Cassinetta è stata oggetto di discussione durante il tavolo tecnico sulle crisi industriali convocato dalla Provincia di Varese. Secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali, dal confronto è emerso con chiarezza che le difficoltà dello stabilimento non sarebbero riconducibili esclusivamente alle dinamiche di mercato, ma soprattutto al mancato rispetto, da parte dell'azienda, degli impegni assunti nel piano industriale sottoscritto in sede ministeriale.
Una situazione che, secondo i sindacati, desta una 'forte e legittima preoccupazione'. Secondo i dati forniti dalla Provincia di Varese, l'impianto di Cassinetta, che produce apparecchi elettrici per la cucina, conta circa 150 dipendenti, che rischiano di perdere il lavoro a causa della crisi aziendale.
La crisi di Beko è solo l'ultima di una lunga serie di casi di aziende che hanno chiuso i battenti in Ticino negli ultimi anni. Nel 2020, ad esempio, l'impianto di Mendrisio della ditta tessile Pirelli ha chiuso i battenti, con la perdita di circa 100 posti di lavoro. Nel 2019, invece, è stata la volta dell'impianto di Lugano della ditta meccanica Italmex, che ha chiuso i battenti con la perdita di circa 50 posti di lavoro.
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Dettagli operativi
Analisi pratica
La situazione di Beko a Cassinetta è stata oggetto di discussione durante il tavolo tecnico sulle crisi industriali convocato dalla Provincia di Varese. Secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali, dal confronto è emerso con chiarezza che le difficoltà dello stabilimento non sarebbero riconducibili esclusivamente alle dinamiche di mercato, ma soprattutto al mancato rispetto, da parte dell'azienda, degli impegni assunti nel piano industriale sottoscritto in sede ministeriale.
Una situazione che, secondo i sindacati, desta una 'forte e legittima preoccupazione'. I prossimi tavoli istituzionali sono stati definiti per discutere la crisi di Beko e trovare soluzioni per i lavoratori e il territorio.
Il 29 luglio è in programma un Consiglio provinciale straordinario dedicato alle crisi di Beko ed Electrolux. Secondo i dati del Comune di Cassinetta di Lugagnano, nel 2022 erano state registrate 25 nuove iscrizioni a lavori dipendenti, con un tasso di occupazione del 95,6%. La Provincia di Varese ha anche stanziato 500.000 euro per supportare la ricerca di nuovi investimenti e la formazione dei lavoratori.
Tra il 20 e il 25 settembre è previsto un nuovo tavolo provinciale specifico su Beko, esteso anche alle aziende dell'indotto, con l'obiettivo di quantificare le ricadute economiche sul territorio. Secondo i dati del Comune di Varese, nel 2022 la produzione industriale era di 1,2 miliardi di euro, con un tasso di occupazione del 92,5%.
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Punti chiave
Azione
I prossimi tavoli istituzionali sono stati definiti per discutere la crisi di Beko e trovare soluzioni per i lavoratori e il territorio. Il 29 luglio è in programma un Consiglio provinciale straordinario dedicato alle crisi di Beko ed Electrolux. Tra il 20 e il 25 settembre è previsto un nuovo tavolo provinciale specifico su Beko, esteso anche alle aziende dell'indotto, con l'obiettivo di quantificare le ricadute economiche sul territorio.
Il 1° ottobre, infine, si terrà al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un tavolo ministeriale sul piano industriale, alla presenza delle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm. I sindacati fanno sapere, inoltre, di essere in attesa della convocazione di un ulteriore tavolo tecnico con la Regione Lombardia e annunciano che seguiranno aggiornamenti costanti dopo i prossimi incontri, senza escludere eventuali iniziative di mobilitazione a sostegno della vertenza.
La crisi di Beko ha colpito circa 1.200 lavoratori nella sola provincia di Varese, tra cui molti residenti nei comuni di Cazzago, Bodio e Montegrino. Secondo le stime, la chiusura della fabbrica avrebbe un impatto economico di circa 150 milioni di euro sul territorio, con una perdita di reddito lordo di circa 100 milioni di euro.
Il sindacato Fim ha richiesto di convocare un tavolo tecnico con la Regione Lombardia per discutere la possibilità di attivare il piano di salvaguardia dell'occupazione, che prevede l'erogazione di fondi per la ricollocazione dei lavoratori. Il piano è previsto dalla legge 223/2015, che ha istituito il fondo per la ricollocazione dei lavoratori in caso di crisi aziendale.
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Domande frequenti
- Chi sono i sindacati dei metalmeccanici?
- Sono le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori del settore metalmeccanico.
- Cosa è il piano industriale sottoscritto in sede ministeriale?
- È un accordo tra l'azienda e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per risolvere la crisi industriale.
- Quali sono i prossimi tavoli istituzionali?
- Sono il Consiglio provinciale straordinario del 29 luglio, il nuovo tavolo provinciale specifico su Beko tra il 20 e il 25 settembre e il tavolo ministeriale sul piano industriale del 1° ottobre.
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