Vendemmia Ticino 2026: qualità ma sfide climatiche (guida frontaliere)

La vendemmia 2026 ticinese è tra le migliori annate degli ultimi 20 anni, ma siccità, grandine, parassiti e cambiamenti climatici mettono a rischio i viticoltori del Mendrisiotto.
Contesto
In breve
- Vendemmia 2026: una delle migliori annate degli ultimi 20 anni
- Da gennaio a luglio Locarno ha avuto il 46% di pioggia in meno del normale
- Grandinata del 9 giugno ha colpito il Mendrisiotto con danni dal 20 al 100%
- Popillia japonica: 25 milioni di insetti catturati entro fine luglio
Fatti chiave
- Cosa: Vendemmia 2026 di qualità eccellente ma con sfide climatiche e fitosanitarie
- Quando: Raccolta uve rosse non prima del 5-10 settembre 2026
- Dove: Ticino, soprattutto Mendrisiotto (Castel San Pietro, Coldrerio, Morbio Inferiore, Vacallo)
- Chi: Federviti (presidente Davide Cadenazzi), viticoltori ticinesi
- Importo: Prezzo uve 4,20 franchi al chilo; aiuto 20.000 CHF per danni non assicurabili
- Pioggia: 533 mm tra gennaio-luglio a Locarno (46% sotto la norma)
- Parassiti: 3.400 trappole installate in 71 Comuni
Quella del 2026 potrebbe essere una delle migliori annate degli ultimi vent'anni. Parola di Davide Cadenazzi, presidente di Federviti, che ha tracciato il bilancio di una stagione vitivinicola tanto promettente sul fronte della qualità quanto complicata sotto molti altri aspetti.
Perché se la vendemmia si annuncia eccellente, il percorso per arrivarci è stato tutt'altro che semplice. Siccità, grandine, parassiti, aumento dei costi e un mercato del vino sempre più difficile sono le sfide principali affrontate dai viticoltori ticinesi.
Il clima estremo e la distribuzione irregolare dell'acqua
Il problema non è soltanto la quantità complessiva delle precipitazioni, ma sempre di più la loro distribuzione nel tempo. Lunghi periodi asciutti vengono intervallati da rovesci violenti e concentrati, che non sempre riescono a ricostituire le riserve idriche del terreno.
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Dettagli operativi
Uve di qualità ma peso economico ridotto
Ed è proprio qui che emerge uno dei paradossi di questa stagione. Le condizioni climatiche hanno favorito la qualità delle uve, ma la situazione resta molto eterogenea da una zona all'altra. I chicchi sono più piccoli e, di conseguenza, l'uva pesa meno. Non dunque una buona notizia sul fronte economico: meno chili significano infatti un valore inferiore della vendemmia, anche se è stato mantenuto il prezzo delle uve a 4,20 franchi al chilo.
Con una revisione della scala dei prezzi, per i viticoltori il conto finale rischia di essere più leggero. Il paradosso è evidente: la qualità delle uve è eccellente, ma il rendimento in peso riduce il guadagno complessivo. È un esempio concreto di come i cambiamenti climatici stiano trasformando i margini economici dell'agricoltura ticinese.
La sfida dell'irrigazione nel Mendrisiotto
La risposta ai problemi di siccità, in futuro, potrebbe passare da nuovi investimenti nei sistemi di irrigazione. Tuttavia, questo presenta un vero ostacolo: l'acqua va trovata e, soprattutto in alcune zone del Mendrisiotto, non è disponibile in quantità sufficienti nemmeno nella rete acquedottistica. L'esperienza del 2022 ha già mostrato quale potrebbe essere lo scenario futuro: una presa d'acqua messa a disposizione dei viticoltori e, in alcuni casi, carri botte utilizzati per portare l'acqua direttamente nei vigneti.
Questi sistemi sono già stati sperimentati in situazioni di emergenza, ma una loro implementazione strutturale richiederebbe investimenti significativi e coordinamento con le autorità cantonali che gestiscono le risorse idriche.
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Punti chiave
Cronologia della raccolta e controlli fitosanitari
La vendemmia è già iniziata per le basi spumante, il Bianco di Merlot e le varietà bianche più precoci. Per i rossi bisognerà invece aspettare ancora. La concentrazione degli zuccheri è già importante, ma non è sufficiente per stabilire il momento della raccolta: bisognerà attendere anche la maturazione polifenolica.
Considerando che la fioritura è avvenuta attorno al 25 maggio, la raccolta delle uve rosse difficilmente inizierà prima del 5-10 settembre. Questo calendario è importante per i viticoltori che devono pianificare la manodopera e i tempi di lavorazione. Dal punto di vista fitosanitario le prospettive sono ottimali: la scarsità di precipitazioni ha permesso di ridurre anche l'impiego di prodotti fitosanitari. Questo è un vantaggio sia economico che ambientale, riducendo i costi di trattamento e limitando l'impronta chimica sulla produzione.
Cosa fare nelle prossime settimane
I viticoltori che hanno subito danni dalla grandinata del 9 giugno possono ancora presentare richieste per l'aiuto cantonale di 20mila franchi per i danni non assicurabili. È importante verificare con i propri Comuni di competenza i termini e le modalità di presentazione delle domande.
Riguardo alla Popillia japonica, è fondamentale monitorare i vigneti nelle zone del Mendrisiotto indicate come più critiche (Castel San Pietro, Coldrerio, Morbio Inferiore, Vacallo). Le trappole installate dal Cantone in collaborazione con i 71 Comuni partecipanti stanno già operando, ma la vigilanza locale resta essenziale.
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Domande frequenti
- Quando inizierà la raccolta delle uve rosse nel 2026?
- La raccolta delle uve rosse difficilmente inizierà prima del 5-10 settembre 2026, secondo Davide Cadenazzi, presidente di Federviti. Questo perché, nonostante la concentrazione degli zuccheri sia già importante, è necessario attendere la maturazione polifenolica. La fioritura è avvenuta attorno al 25 maggio, quindi i tempi seguono il calendario biologico della pianta.
- Quale prezzo ricevono i viticoltori per le uve nel 2026?
- Il prezzo delle uve è stato mantenuto a 4,20 franchi al chilo. Tuttavia, poiché i chicchi sono più piccoli a causa del clima estivo, l'uva pesa complessivamente meno, riducendo il valore economico totale della vendemmia nonostante la qualità eccellente delle uve stesse.
- Cosa è stata fatta per contenere la Popillia japonica nel 2026?
- Il Cantone ha installato circa 3.400 trappole con il coinvolgimento di 71 Comuni. Entro la fine di luglio erano già stati catturati circa 25 milioni di insetti. Federviti invita però alla prudenza su un uso eccessivo di trattamenti chimici, che potrebbe compromettere l'equilibrio ecologico del vigneto costruito negli anni.
- Ci sono aiuti per i viticoltori danneggiati dalla grandinata del 9 giugno?
- Sì, per i danni non assicurabili è stato stanziato un aiuto di 20mila franchi a favore dei viticoltori colpiti dalla violenta grandinata che ha interessato il Mendrisiotto il 9 giugno, coinvolgendo Castel San Pietro, Coldrerio, Morbio Inferiore e Vacallo, con danni stimati tra il 20 e il 100%.
- Quale è stato il deficit pluviometrico nel Ticino tra gennaio e luglio 2026?
- A Locarno sono caduti 533 millimetri di pioggia tra gennaio e luglio 2026, corrispondenti al 46% in meno rispetto alla norma. Il Mendrisiotto si conferma una delle zone più esposte a questa variabilità climatica, con conseguenze significative sullo stress idrico delle viti.
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