Tagliare i ristorni, il Canton Ticino attacca la tassa sulla salute

Tassa sulla salute per i frontalieri, il Canton Ticino attacca

Il Consigliere di Stato Christian Vitta ha dichiarato di voler attaccare il meccanismo dei ristorni per i frontalieri.

Contesto

In breve

  • Il Consigliere di Stato Christian Vitta ha dichiarato di voler attaccare il meccanismo dei ristorni per i frontalieri.
  • Il Canton Ticino vuole tagliare la quota dei frontalieri versata a 'compensamento'.

La tassa sulla salute

La cosiddetta tassa sulla salute è la quota di compartecipazione al Servizio sanitario nazionale prevista dalla legge 213/2023 (art. 1, commi 237-239): dal 3% al 6% del salario netto percepito in Svizzera, con un minimo di 30 e un massimo di 200 euro per ogni mese lavorato, definita ogni anno dalla Regione di residenza.

L'intento del Consigliere di Stato

Il Consigliere di Stato Christian Vitta ha dichiarato di voler attaccare il meccanismo dei ristorni per i frontalieri.

Dettagli operativi

Fatti chiave

  • Imposta alla fonte sul reddito da lavoro: trattenuta in Svizzera per i frontalieri.
  • Nuovo Accordo Frontalieri: firmato il 23 dicembre 2020, in vigore dal 17 luglio 2023, applicabile dal 1 gennaio 2024.
  • I vecchi frontalieri restano tassati solo in Svizzera (art. 9 dell'Accordo del 2020).
  • Il regime transitorio dell’art. 9 dell’Accordo si applica solo a chi soddisfa la definizione convenzionale e ha lavorato nei Grigioni, in Ticino o in Vallese tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023; i redditi di lavoro di questi vecchi frontalieri sono tassati esclusivamente in Svizzera. Negli altri casi vale il regime ordinario, con imposizione italiana e credito per l’imposta svizzera. I 10.000 euro dell’art. 4 L. 83/2023 sono soltanto il limite per i redditi richiamati dall’art. 1, comma 175, L. 147/2013, non una franchigia generale. Scheda AFC · Accordo, art. 9 · Normattiva, art. 4.

Il Canton Ticino attacca la tassa sulla salute: tagliare i ristorni La cosiddetta tassa sulla salute è la quota di compartecipazione al Servizio sanitario nazionale prevista dalla legge 213/2023 (art. 1, commi 237-239): dal 3% al 6% del salario netto percepito in Svizzera, con un minimo di 30 e un massimo di 200 euro per ogni mese lavorato, definita ogni anno dalla Regione di residenza.

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Punti chiave

Analisi pratica

Il Consigliere di Stato Christian Vitta ha dichiarato di voler attaccare il meccanismo dei ristorni per i frontalieri. La quota dei frontalieri versata a 'compensamento' potrebbe essere tagliata.

La cosiddetta tassa sulla salute è la quota di compartecipazione al Servizio sanitario nazionale prevista dalla legge 213/2023 (art. 1, commi 237-239): dal 3% al 6% del salario netto percepito in Svizzera, con un minimo di 30 e un massimo di 200 euro per ogni mese lavorato, definita ogni anno dalla Regione di residenza.

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Fonte: ilgiorno.it

La L. 213/2023, art. 1, commi 237–238, non assoggetta indistintamente tutti i frontalieri. Rientrano: (a) i residenti in Italia che lavorano e soggiornano in Svizzera e usano il SSN; (b) i frontalieri di cui all’art. 9, paragrafo 1, dell’Accordo Italia–Svizzera, con redditi imponibili soltanto in Svizzera, che hanno esercitato il diritto di opzione per l’assicurazione malattie; e (c) i familiari a carico delle due categorie. Il comma 238 prevede una quota progressiva del 3–6% del salario netto svizzero, con un minimo di €30 e un massimo ordinario di €200 per ogni mese lavorato dal 2024. Il tetto può essere raddoppiato nei casi di omesso pagamento o omessa comunicazione previsti dall’art. 1, comma 100, L. 207/2024. La Regione di residenza determina ogni anno aliquote e modalità.

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