Come funziona il secondo pilastro della previdenza svizzera

Tutto sulla LPP: 894mila beneficiari, rendita mediana 1.744 franchi, aliquota conversione 6,8%. Guida completa al pilastro obbligatorio.
Contesto
In breve
- Il secondo pilastro (LPP) è obbligatorio per tutti i salariati e i datori di lavoro svizzeri
- Alla fine del 2022 i beneficiari di rendita di vecchiaia erano 894 mila persone
- L'aliquota minima di conversione è attualmente del 6,8%
Fatti chiave
- Cosa: Previdenza professionale obbligatoria (LPP) per mantenere il tenore di vita al pensionamento
- Quando: Dati aggiornati a fine 2022, aliquota attuale 6,8%
- Dove: Applicabile in tutta la Svizzera per tutti i salariati
- Chi: 4,6 milioni di assicurati, 1.300 istituti di previdenza
- Importo: Rendita mediana 1.744 franchi, media 2.206 franchi mensili
Il sistema pensionistico svizzero si fonda su tre pilastri. Il primo, l'AVS, garantisce la copertura del fabbisogno vitale attraverso i contributi delle persone attive. Nel secondo pilastro, invece, ognuno risparmia per sé: gli assicurati versano contributi per finanziare la propria rendita al momento del pensionamento. La cosiddetta previdenza professionale, disciplinata dalla LPP, è obbligatoria per tutti i salariati e i loro datori di lavoro.
Chi è obbligato e chi no
Sono assicurati obbligatoriamente i salari compresi tra la soglia d'entrata e l'importo limite superiore, ovvero tra 22.050 e 88.200 franchi. Diversi datori di lavoro assicurano anche i salari che superano gli 88.200 franchi: in questo caso si parla di previdenza sovraobbligatoria, facultativa e superiore a quella obbligatoria. La maggior parte degli assicurati dispone di una previdenza professionale che va al di là di quella minima.
I numeri del secondo pilastro
Alla fine del 2022, i beneficiari di una rendita di vecchiaia della previdenza professionale erano 894 mila, di cui 361 mila donne. La somma complessiva delle rendite ammontava a 25,2 miliardi di franchi. La rendita mediana, ovvero quella che divide in due la distribuzione (il 50% riceve di più, l'altro 50% di meno), era di 1.744 franchi. La rendita media si attestava invece a 2.206 franchi: 2.656 franchi per gli uomini e 1.611 franchi per le donne. Una differenza di genere che riflette le disparità ancora esistenti nei percorsi lavorativi e nei salari.
Gli assicurati sono complessivamente 4,6 milioni, mentre gli istituti di previdenza che gestiscono i loro risparmi individuali sono oltre 1.300. In genere, le grandi imprese hanno le proprie casse pensioni, mentre le aziende più piccole si affiliano a una fondazione collettiva, vale a dire un istituto di previdenza a cui sono affiliati più datori di lavoro. Questa struttura consente anche alle PMI di offrire ai propri dipendenti una previdenza professionale di qualità.
Dettagli operativi
In breve
- La tendenza al ritiro del capitale è in forte crescita: da 5,8 a 13 miliardi in 10 anni
- Due votazioni federali hanno respinto la riduzione dell'aliquota di conversione
- L'aliquota è scesa dal 7,2% del 1985 all'attuale 6,8%
Fatti chiave
- Cosa: Meccanismo di conversione del capitale in rendita
- Quando: Aliquota ridotta tra il 2005 e il 2014
- Dove: Regime obbligatorio e sovraobbligatorio in tutta la Svizzera
- Chi: Casse pensioni e fondazioni collettive
- Importo: Prelievi di capitale passati da 5,8 a 13 miliardi di franchi
Come funziona la conversione del capitale in rendita
Accanto al capitale che viene man mano risparmiato durante la vita professionale con i contributi di assicurati e datori di lavoro, ci sono i redditi da investimenti, il cosiddetto terzo contribuente. Al momento del pensionamento, l'avere di vecchiaia viene convertito in rendita mediante un'aliquota minima, che riguarda la parte obbligatoria. Nel 1985, questo tasso era del 7,2%: significa che per ogni 100 mila franchi risparmiati, il pensionato percepiva all'epoca una rendita di 7.200 franchi all'anno. Attualmente, l'aliquota è del 6,8%.
L'ultima volta che l'aliquota è stata ridotta è stata tra il 2005 e il 2014, a causa di due fattori principali. Il primo è l'aumento della speranza di vita, che impone di versare le rendite più a lungo. Il secondo è la riduzione dei tassi d'interesse, che impatta sul finanziamento delle rendite stesse.
Il regime sovraobbligatorio e le aliquote miste
Nel regime sovraobbligatorio si applica un'aliquota stabilita dalle singole casse pensioni. Queste ultime possono attuare anche un'aliquota unica per l'integralità degli averi di vecchiaia. La rendita che ne risulta deve però essere almeno pari alla rendita legale cui si avrebbe diritto applicando l'aliquota minima agli averi di vecchiaia nel regime obbligatorio. Questo tasso unico misto, nel 2023, era mediamente del 5,3%.
Ritiro del capitale: una tendenza in crescita
In alternativa alla rendita c'è anche la possibilità di ritirare il capitale in toto o in parte. La tendenza al ritiro del capitale è in forte crescita. Negli ultimi dieci anni questi prelievi sono passati da 5,8 a 13 miliardi di franchi. Le aliquote di conversione più basse incidono negativamente sull'importo delle nuove rendite. Secondo la Confederazione, questo può anche essere un fattore che spiega l'aumento delle riscossioni di capitale: chi si aspetta una rendita più bassa potrebbe preferire ritirare tutto il capitale disponibile.
I tentativi di riforma bocciati alle urne
Negli ultimi 14 anni si è votato due volte sul tema della previdenza professionale. Nel 2010, il 72,7% dei votanti ha respinto la richiesta di adeguare l'aliquota di conversione per le nuove rendite, fino a raggiungere il 6,4% nel 2016. L'obiettivo era garantire la stabilità finanziaria del secondo pilastro. Un secondo tentativo di ridurre l'aliquota di conversione, stavolta dal 6,8% al 6% in modo progressivo nell'arco di quattro anni, è stato respinto nel 2017. La richiesta era inclusa nel progetto Previdenza 2020, che puntava a riformare simultaneamente primo e secondo pilastro. A livello di LPP erano previste misure compensative per mantenere il livello delle rendite. Ha detto no il 52,7% dei votanti.
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Punti chiave
In breve
- Il secondo pilastro consente di scegliere tra rendita vitalizia e ritiro del capitale
- La previdenza sovraobbligatoria permette di accumulare più risparmio
- Il terzo pilastro completa i primi due con soluzioni flessibili
Fatti chiave
- Cosa: Scelta tra rendita e capital per il pensionamento
- Quando: Decisione al momento del pensionamento
- Dove: Presso la propria cassa pensioni
- Chi: Tutti gli assicurati LPP prossimi al pensionamento
- Importo: Dipende dal capitale accumulato e dall'aliquota applicata
Come decidere tra rendita e ritiro del capitale
Al momento del pensionamento, ogni assicurato deve scegliere come utilizzare il proprio avere di vecchiaia accumulato nel secondo pilastro. La prima opzione è la rendita vitalizia, che viene corrisposta fino al decesso e resta di importo invariabile. La seconda opzione è il ritiro del capitale, che può avvenire in toto o in parte. La scelta dipende da diversi fattori: la situazione finanziaria personale, lo stato di salute, le esigenze familiari e la propria propensione al rischio.
Chi sceglie la rendita ha la certezza di un reddito mensile fisso per tutta la vita, ma rinuncia alla flessibilità nell'utilizzo del proprio patrimonio. Chi opta per il ritiro del capitale può decidere come investire la somma ricevuta, ma assume il rischio di esaurire le risorse prima del decesso. È anche possibile combinare le due opzioni, ritirando una parte del capitale e convertendo la restante in rendita.
Cosa considerare per massimizzare la rendita
Per ottenere una rendita più elevata, gli assicurati possono agire su diversi elementi. Innanzitutto, è possibile versare contributi supplementari nel regime sovraobbligatorio, oltre a quelli obbligatori. In secondo luogo, è importante verificare quale aliquota di conversione applica la propria cassa pensioni: le casse più grandi e solide finanziariamente potrebbero utilizzare aliquote più vantaggiose rispetto al minimo legale. Terzo elemento: i redditi da investimenti, il cosiddetto terzo contribuente, possono incrementare il capitale disponibile al momento del pensionamento.
Il ruolo del terzo pilastro
Il terzo pilastro, facoltativo, serve a completare i primi due. Si tratta di soluzioni di risparmio e previdenza individuale che permettono di colmare eventuali lacune nella copertura pensionistica. Il terzo pilastro 3a, in particolare, offre vantaggi fiscali: i versamenti sono deducibili dal reddito imponibile fino a un certo limite. Questa opzione è particolarmente interessante per chi desidera aumentare la propria sicurezza finanziaria futura o compensare una rendita LPP che si prevede possa essere più bassa del necessario.
Passi concreti per prepararsi al pensionamento
Ecco cosa fare concretamente per chi si avvicina all'età del pensionamento. Per prima cosa, è consigliabile richiedere alla propria cassa pensioni un prospetto dettagliato dell'avere di vecchiaia accumulato, con indicazione della rendita stimata in base alle diverse opzioni disponibili. In secondo luogo, è opportuno confrontare le condizioni offerte dalla propria cassa con quelle di altre fondazioni collettive, verificando le aliquote di conversione praticate. Terzo passo: valutare con un consulente finanziario o un pianificatore patrimoniale la strategia più adatta alle proprie esigenze, tenendo conto anche della situazione fiscale e delle possibilità offerte dal terzo pilastro.
Per calcolare l'importo netto della propria pensione e confrontare scenari diversi, è possibile utilizzare il calcolatore di stipendio e pensione di Frontaliere Ticino, che tiene conto anche delle trattenute fiscali applicabili ai frontalieri.
Fonte: cdt.ch
Domande frequenti
- Chi è obbligato ad assicurarsi nel secondo pilastro (LPP)?
- Sono obbligatoriamente assicurati tutti i salariati i cui guadagni annui superano la soglia d'entrata di 22.050 franchi. L'obbligo perdura fino al raggiungimento dell'età di pensionamento. I datori di lavoro sono tenuti a versare contributi per almeno la metà del costo totale della previdenza professionale.
- Come viene calcolata la rendita del secondo pilastro?
- La rendita viene calcolata convertendo l'avere di vecchiaia accumulato mediante un'aliquota di conversione. Per il regime obbligatorio, l'aliquota minima attuale è del 6,8%. Per ogni 100.000 franchi di capitale risparmiato, la rendita annua teorica è di 6.800 franchi. Le casse pensioni possono applicare aliquote più elevate nel regime sovraobbligatorio.
- È possibile ritirare il capitale invece della rendita?
- Sì, in alternativa alla rendita è possibile ritirare il capitale in toto o in parte al momento del pensionamento. La tendenza al ritiro del capitale è in forte crescita: negli ultimi dieci anni i prelievi sono passati da 5,8 a 13 miliardi di franchi. La scelta dipende dalla situazione personale e dalle esigenze finanziarie individuali.
- Qual è la differenza tra regime obbligatorio e sovraobbligatorio?
- Il regime obbligatorio copre i salari tra 22.050 e 88.200 franchi con un'aliquota minima del 6,8%. Il regime sovraobbligatorio riguarda la parte di salario che supera i 88.200 franchi e prevede aliquote determinate dalle singole casse pensioni. La maggior parte degli assicurati dispone di una previdenza che va al di là di quella minima obbligatoria.
- Perché le rendite delle donne sono più basse di quelle degli uomini?
- Nel 2022 la rendita media LPP era di 2.656 franchi per gli uomini e di 1.611 franchi per le donne. Questa differenza deriva principalmente dalle disparità salariali e dai percorsi lavorativi differenti, inclusi periodi di interruzione per cura dei figli o lavori part-time, che riducono i contributi versati nel corso della vita professionale.