Processo Bondo, la difesa critica la Procura (guida frontaliere)

Processo Bondo, la difesa critica la Procura

L'avvocato di un funzionario cantonale contesta le prove incomplete della Procura grigionese e sottolinea che il Comune dovrebbe garantire la sicurezza dei sentieri in Val Bregaglia. Seguito del processo sulla frana del 23 agosto 2017.

Contesto

In breve

  • Secondo giorno del processo sulla frana del Pizzo Cengalo del 23 agosto 2017
  • La difesa contesta le prove incomplete della Procura grigionese
  • Attribuzione della responsabilità dei sentieri al Comune, non ai funzionari cantonali
  • Processo rinviato: doveva svolgersi nell'autunno 2024

Fatti chiave

  • Cosa: Processo per omicidio colposo plurimo legato alla mancata chiusura dei sentieri
  • Quando: 23 agosto 2017 (data della frana); secondo giorno nel 2026
  • Dove: Pizzo Cengalo, Val Bregaglia, Canton Grigioni
  • Chi: 5 imputati, tra cui 2 funzionari dell'Ufficio foreste e pericoli naturali
  • Vittime: 8 escursionisti (4 tedeschi, 2 austriaci, 2 svizzeri)
  • Tribunale: Tribunale regionale Maloja

Nove anni dopo la frana che ha travolto otto escursionisti in Val Bregaglia, il processo è entrato nella fase cruciale dell'arringa difensiva. Nel secondo giorno di dibattimento, l'avvocato di uno dei due funzionari dell'Ufficio foreste e pericoli naturali del Canton Grigioni ha mosso critiche severe all'operato della Procura pubblica grigionese davanti al Tribunale regionale Maloja.

Il punto centrale della contestazione riguarda l'incompleto costruzione del fascicolo istruttorio. La Procura ha acquisito prove che il Tribunale ha ritenuto lacunose, tanto da richiedere una raccolta supplementare di documentazione. Il tribunale non sarebbe stato autorizzato a richiedere determinati documenti al Politecnico federale di Zurigo, al Comune di Bregaglia e al Canton Grigioni, secondo la difesa. Questo ha comportato ritardi significativi: il processo era stato programmato per l'autunno 2024, ma è stato rinviato al 2026 per permettere al tribunale di integrare le prove.

Dettagli operativi

I confini della responsabilità amministrativa

La questione sollevata dalla difesa tocca un nodo fondamentale della struttura amministrativa svizzera: la differenza tra fornire valutazioni tecniche e assumersi la responsabilità di decisioni amministrative. Secondo il ragionamento della difesa, l'Ufficio cantonale foreste può condurre analisi approfondite dei pericoli naturali senza che questo comporti un obbligo automatico di emettere ordinanze di chiusura. La traduzione di queste valutazioni in azioni concrete rimane di competenza dell'autorità locale, il Comune.

In molti settori dell'amministrazione svizzera, uffici tecnici cantonali forniscono expertise e dati, mentre comuni e cantoni assumono le decisioni politico-amministrative basate su questa expertise. Se la Procura non ha documentato chiaramente questa dinamica nell'atto d'accusa, la difesa sostiene di avere un argomento forte per contestare la responsabilità personale dei funzionari incriminati. È una questione non di negligenza nel compiere le valutazioni, bensì di autorità legale nel decidere sulla base di tali valutazioni.

Il concetto di 'rischio residuo'

La difesa ha introdotto un elemento fondamentale del diritto amministrativo svizzero: il concetto di rischio residuo. Secondo l'avvocato, una condanna porterebbe alla applicazione di criteri irrealistici nella valutazione delle situazioni di pericolo. Se ogni possibile evento catastrofico dovesse essere eliminato prima di manifestarsi, vaste parti del Cantone Grigioni diventerebbero inabitabili. La carta dei pericoli dei Grigioni già indica ampie zone esposte a pericoli naturali.

Punti chiave

Come funziona la sicurezza dei sentieri escursionistici in Svizzera

La gestione della sicurezza sui sentieri escursionistici in Svizzera segue una struttura amministrativa codificata e decentralizzata. I cantoni, attraverso uffici specializzati (come l'Ufficio foreste e pericoli naturali del Canton Grigioni), conducono rilevamenti geologici e valutazioni dei rischi naturali. Queste analisi alimentano una carta dei pericoli, uno strumento che identifica aree esposte a valanghe, frane, cadute di massi e altri fenomeni naturali.

I comuni, sulla base di queste carte e dei dati tecnici cantonali, decidono se e quando chiudere sentieri, vietare l'accesso a zone sensibili o emettere ordinanze di sicurezza. Questa responsabilità locale è centrale: un comune non può delegare completamente questo compito al cantone. È un'attribuzione amministrativa proprio del livello comunale.

Denunce e procedura penale in caso di incidente

Se si verifica un incidente su un sentiero escursionistico in Svizzera, la legge consente alle vittime o ai loro eredi di presentare reclami amministrativi e denunce penali contro gli enti presumibilmente responsabili. Le denunce vengono valutate da procure cantonali, che determinano se sussistono elementi di errore amministrativo grave, negligenza o dolo.

Domande frequenti
Chi è responsabile della chiusura dei sentieri in Svizzera?
In Svizzera, il comune ha la responsabilità di chiudere i sentieri sulla base delle valutazioni tecniche fornite dal cantone. Il cantone fornisce dati sui pericoli naturali tramite carte dei pericoli e uffici specializzati, ma la decisione finale di chiudere o vietare l'accesso rimane di competenza comunale. Nel processo Bondo, la difesa sottolinea questa distinzione per contestare la responsabilità dei funzionari cantonali.
Che differenza c'è tra valutazione tecnica e obbligo di raccomandazione?
Secondo la difesa nel processo, l'Ufficio cantonale foreste fornisce valutazioni tecniche senza avere l'obbligo legale di emettere raccomandazioni formali di chiusura. La responsabilità di tradurre queste valutazioni in azioni amministrative spetta al comune. Questa distinzione è cruciale perché, se l'ufficio non è tenuto a raccomandare, è difficile imputargli colpa per mancanza di raccomandazione.
Cosa significa 'rischio residuo' nel diritto amministrativo svizzero?
Il rischio residuo è l'elemento di aleatorietà che rimane anche dopo una valutazione prudenziale e competente. Nel contesto di pericoli naturali, significa che anche se un'amministrazione compie tutte le analisi corrette, può comunque accadere un evento catastrofico imponderabile. La difesa sostiene che gli amministratori non possono essere penalmente responsabili della concretizzazione di un rischio residuo.
Quanto tempo è passato tra la frana e il processo?
La frana del Pizzo Cengalo si è verificata il 23 agosto 2017, causando la morte di 8 escursionisti. Il processo è iniziato circa 9 anni dopo. Era stato inizialmente programmato per l'autunno 2024, ma è stato rinviato al 2026 a causa di prove incomplete acquisite dalla Procura grigionese.
Quanti sono gli imputati e di cosa sono accusati?
Sono 5 gli imputati, tra cui due funzionari dell'Ufficio foreste e pericoli naturali del Canton Grigioni. Tutti sono accusati di omicidio colposo plurimo, in relazione alla mancata chiusura dei sentieri escursionistici in Val Bregaglia. La Procura sostiene che la mancata chiusura ha contribuito alla tragedia del 2017.

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