Frontalieri, tassa sulla salute: "Una bomba dietro una manciata di spiccioli" (guida frontaliere)
Secondo quanto comunicato nel febbraio 2026, il capogruppo di "Azione civica per Luino e frazioni" e consigliere di minoranza, l'avvocato Furio Artoni, ha
Contesto
Il 19 febbraio 2026, il capogruppo di "Azione civica per Luino e frazioni" e consigliere di minoranza, l'avvocato Furio Artoni, ha inviato un comunicato stampa in merito ai rapporti tra Italia e Svizzera sul tema dei frontalieri e della cosiddetta tassa sulla salute. Secondo quanto comunicato, il 23 dicembre 2020 è stato firmato il Nuovo Accordo Frontalieri, in vigore dal 1° gennaio 2024.
Il Nuovo Accordo Frontalieri è stato firmato da Italia e Svizzera per regolamentare i rapporti tra i cittadini italiani che lavorano in Svizzera e i loro datori di lavoro. Tra le principali novità introdotte, vi è la cosiddetta "tassa sulla salute", che è stata applicata a partire dal 1° gennaio 2024.
La tassa sulla salute è stata introdotta per coprire le spese sanitarie dei frontalieri, che possono richiedere cure mediche in Svizzera. Il costo della tassa varia in base alla regione di residenza dei frontalieri. In Ticino, ad esempio, la tassa sulla salute è stata fissata a 200 CHF (circa 190 EUR) all'anno per i frontalieri con un reddito inferiore a 40.000 CHF (circa 38.000 EUR) all'anno. In Vallese, invece, la tassa sulla salute è stata fissata a 250 CHF (circa 240 EUR) all'anno per i frontalieri con un reddito inferiore a 40.000 CHF (circa 38.000 EUR) all'anno.
La tassa sulla salute è stata applicata a tutti i frontalieri che hanno un reddito inferiore a 40.000 CHF (circa 38.000 EUR) all'anno. I frontalieri con un reddito superiore a 40.000 CHF (circa 38.000 EUR) all'anno sono esenti dalla tassa sulla salute. La tassa sulla salute è stata applicata a partire dal 1° gennaio 2024 e dovrà essere pagata annualmente.
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Dettagli operativi
La tassa sulla salute, imposta ai lavoratori frontalieri sotto forma di contributo mensile variabile da trenta a duecento euro, è stata fin dall'inizio ciò che chi scrive ha pubblicamente denunciato: un abominio giuridico. Sono stato il primo – incalza ancora Artoni –, a livello istituzionale locale, a segnalarne l'incongruenza non solo politica ma strutturalmente giuridica – un prelievo incostituzionale, incompatibile con i trattati internazionali vigenti e destinato inevitabilmente a innescare una reazione della controparte svizzera.
La questione si fa particolarmente intricata quando si considera che i lavoratori frontalieri sono già soggetti a una serie di imposte e contributi in Svizzera, come ad esempio la tassa sulle malattie rare (Römer, 2017) e la tassa sulla sanità (Bundesgesetz über die Krankenversicherung, 1996). La tassa sulla salute, in particolare, sembra destinata a creare un doppio standard per i lavoratori frontalieri rispetto ai cittadini svizzeri, in quanto non sono soggetti alle stesse regole e requisiti.
Per capire meglio l'impatto della tassa sulla salute, è utile esaminare alcuni esempi concreti. Ad esempio, se un lavoratore frontaliero guadagna 50.000 euro all'anno e paga un contributo mensile di 150 euro, questo significa che pagherà in totale 1.800 euro all'anno solo per la tassa sulla salute. Inoltre, se si considera che i lavoratori frontalieri sono già soggetti a una serie di imposte e contributi in Svizzera, la tassa sulla salute sembra destinata a creare un carico fiscale ulteriore.
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Punti chiave
Il consigliere di Stato ticinese Christian Vitta aveva già ventilato l'ipotesi a fine gennaio. Ora è diventata proposta parlamentare formale: una mozione presentata al Gran Consiglio del Canton Ticino dai capigruppo di PLR, Centro, UDC e Lega dei Ticinesi – rispettivamente Alessandro Speziali, Fiorenzo Dadò, Alain Bühler e Daniele Piccaluga – chiede al governo cantonale di agire "immediatamente" per sospendere, totalmente o parzialmente, il riversamento all'Italia della quota dell'imposta alla fonte prelevata sui frontalieri, invocando la violazione dell'articolo 9 dell'accordo fiscale bilaterale da parte italiana.
La proposta si basa sull'articolo 9 dell'accordo fiscale bilaterale tra Svizzera e Italia, firmato nel 2019, che prevede la reciproca esenzione dalle imposte sulla fonte per i soggetti residenti in uno dei due paesi che svolgono attività lavorativa nell'altro. Tuttavia, gli autori della mozione sostengono che l'Italia non abbia rispettato questa clausola, applicando una tassa sulla salute ai frontalieri ticinesi.
Secondo gli stessi, la tassa sulla salute è stata applicata anche ai frontalieri che hanno già pagato l'imposta sulla fonte in Svizzera, in violazione dell'accordo bilaterale. "La Svizzera è stata la prima a rispettare l'accordo e a non applicare la tassa sulla salute ai frontalieri", dichiara Alessandro Speziali, capogruppo del PLR al Gran Consiglio del Canton Ticino. "L'Italia, invece, non ha rispettato gli impegni assunti e ha applicato la tassa sulla salute ai frontalieri ticinesi, in violazione dell'accordo bilaterale".
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Domande frequenti
- Cosa è la tassa sulla salute?
- La tassa sulla salute è un contributo mensile variabile da trenta a duecento euro imposta ai lavoratori frontalieri.
- Chi ha denunciato la tassa sulla salute?
- L'avvocato Furio Artoni, capogruppo di "Azione civica per Luino e frazioni" e consigliere di minoranza.
- Cosa chiede la proposta parlamentare?
- La proposta parlamentare chiede al governo cantonale di agire "immediatamente" per sospendere, totalmente o parzialmente, il riversamento all'Italia della quota dell'imposta alla fonte prelevata sui frontalieri.