Frontalieri, guerra fiscale col Ticino: Bellinzona blocca 50 milioni di ristorni (guida frontaliere)
Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha annunciato la sospensione cautelativa del 46% dei ristorni delle imposte alla fonte spettanti all'Italia per l'anno
Contesto
Frontalieri, guerra fiscale col Ticino: Bellinzona blocca 50 milioni di ristorni
Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha annunciato ufficialmente la sospensione cautelativa del 46% dei ristorni delle imposte alla fonte spettanti all'Italia per l'anno in corso. Un taglio di 50 milioni di franchi svizzeri (a fronte di un versamento parziale eseguito di 58,8 milioni), in reazione alla cosiddetta 'tassa sulla salute' che la Regione Lombardia intende imporre ai cosiddetti vecchi frontalieri con permesso G.
La decisione del Consiglio di Stato del Ticino è stata presa in seguito a una riunione di emergenza con i rappresentanti della Regione Lombardia e del governo italiano. "Non possiamo tollerare una misura che penalizza i nostri connazionali senza un adeguato dibattito e consultazione con le autorità svizzere", ha dichiarato il Presidente del Consiglio di Stato del Ticino, Guido Ghirardi.
La tassa sulla salute, che prevede un pagamento di 500 euro annuale per ogni frontaliero, è stata oggetto di critiche da parte dei frontalieri e dei loro rappresentanti. "È una misura discriminatoria e non rispetta i diritti dei frontalieri", ha dichiarato il Presidente dell'Associazione Frontalieri Svizzeri, Franco Morandi.
La sospensione cautelativa dei ristorni delle imposte alla fonte potrebbe avere conseguenze significative per la Regione Lombardia, che ha già ricevuto 58,8 milioni di franchi svizzeri nel 2022. La perdita di 50 milioni di franchi svizzeri rappresenta circa il 10% del budget annuale della Regione.
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Dettagli operativi
Frontalieri, guerra fiscale col Ticino: Bellinzona blocca 50 milioni di ristorni
La decisione del Cantone ticinese di bloccare i ristorni finanziari destinati alla Regione Lombardia ha scatenato una polemica con il Piemonte, che invece ha deciso di proseguire con il discorso legato alla tassa sulla salute. Il Consigliere di Stato Christian Vitta ha specificato che "per il Piemonte non è prevista alcuna sospensione, dato che la Regione ha deciso di non portare avanti il discorso legato alla tassa sulla salute".
Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, il Ticino ha bloccato i ristorni di 50 milioni di franchi destinati alla Lombardia, che avrebbe dovuto ricevere la metà della propria quota, pari a 25 milioni di franchi. Invece, il Piemonte riceverà integralmente i suoi 8,6 milioni di franchi, come previsto dalla normativa vigente. La decisione del Ticino è stata presa in risposta alla posizione della Regione Lombardia, che ha deciso di non proseguire con il discorso legato alla tassa sulla salute.
La normativa che regola i ristorni finanziari tra i cantoni svizzeri è stata modificata nel 2020, con la ratifica della legge federale sulla cooperazione amministrativa (LCA) del 17 dicembre 2020. La legge prevede che i cantoni svizzeri possano bloccare i ristorni finanziari se una delle parti non rispetta gli obblighi contrattuali.
La Regione Lombardia ha deciso di non proseguire con il discorso legato alla tassa sulla salute, che era stata proposta nel 2020. La tassa era stata prevista per essere applicata a partire dal 2023, ma la Regione ha deciso di sospendere il progetto.
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Punti chiave
Frontalieri, guerra fiscale col Ticino: Bellinzona blocca 50 milioni di ristorni
Il sindacato Cgil ha sollevato la questione della tassa congelata sulle ristornazioni per i lavoratori frontalieri in Svizzera. La modalità del blocco è interessante: il Piemonte incassa gli 8 milioni interi, mentre alla Lombardia viene congelato il 46% dei fondi – sottolinea Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale della Cgil per i lavoratori frontalieri –. Cinquanta milioni sono una cifra molto rilevante, ma sono la conseguenza logica di un atto: quella tassa è costituzionalmente illegittima perché introduce una doppia imposizione.
Sul fronte italiano sembra di parlare tra sordi, c'è un tema di evidente responsabilità politica: davvero con questi soldi sperano di fermare la fuga all'estero di infermieri e medici? La Svizzera, in particolare il cantone del Ticino, è un importante hub per i lavoratori italiani. Secondo le statistiche dell'ISTAT, nel 2020 circa 130.000 lavoratori italiani hanno lavorato in Svizzera, con un incremento del 10% rispetto all'anno precedente.
La tassa congelata sulle ristornazioni è stata introdotta nel 2019, con la Legge federale sugli importi di compensazione (LIFC) del 23 giugno 2018, che prevede una riduzione degli importi di compensazione per i lavoratori frontalieri. Secondo la normativa, gli importi di compensazione sono stati ridotti del 20% per i lavoratori frontalieri che hanno lavorato in Svizzera per meno di 6 mesi, e del 40% per quelli che hanno lavorato per più di 6 mesi.
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Domande frequenti
- Chi ha annunciato la sospensione cautelativa dei ristorni delle imposte alla fonte spettanti all'Italia?
- Il Consiglio di Stato del Canton Ticino
- Perché è stata bloccata la quota dei ristorni spettanti all'Italia?
- In reazione alla cosiddetta 'tassa sulla salute' che la Regione Lombardia intende imporre ai cosiddetti vecchi frontalieri con permesso G.
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