Frontalieri, guerra fiscale col Ticino: Bellinzona blocca 50 milioni di ristorni

Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha annunciato la sospensione cautelativa del 46% dei ristorni delle imposte alla fonte spettanti all'Italia per l'anno in corso.
Contesto
Frontalieri, guerra fiscale col Ticino: Bellinzona blocca 50 milioni di ristorni
Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha annunciato ufficialmente la sospensione cautelativa del 46% dei ristorni delle imposte alla fonte spettanti all'Italia per l'anno in corso. La L. 213/2023, art. 1, commi 237–238, non assoggetta indistintamente tutti i frontalieri. Rientrano: (a) i residenti in Italia che lavorano e soggiornano in Svizzera e usano il SSN; (b) i frontalieri di cui all’art. 9, par. 1, dell’Accordo Italia–Svizzera, con redditi imponibili soltanto in Svizzera, che hanno esercitato il diritto di opzione per l’assicurazione malattie; e (c) i familiari a carico delle due categorie. Il comma 238 prevede una quota progressiva del 3–6% del salario netto svizzero, con un minimo di €30 e un massimo ordinario di €200 per ogni mese lavorato dal 2024. Il tetto può essere raddoppiato nei casi di omesso pagamento o omessa comunicazione previsti dall’art. 1, comma 100, L. 207/2024. La Regione di residenza determina ogni anno aliquote e modalità.
Dettagli operativi
Frontalieri, guerra fiscale col Ticino: Bellinzona blocca 50 milioni di ristorni
Il Consigliere di Stato Christian Vitta ha specificato che "per il Piemonte non è prevista alcuna sospensione, dato che la Regione ha deciso di non portare avanti il discorso legato alla tassa sulla salute". Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, il Ticino ha bloccato i ristorni di 50 milioni di franchi destinati alla Lombardia.
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Punti chiave
Frontalieri, guerra fiscale col Ticino: Bellinzona blocca 50 milioni di ristorni
Il sindacato Cgil ha sollevato la questione della tassa congelata sulle ristornazioni per i lavoratori frontalieri in Svizzera. La modalità del blocco è interessante: il Piemonte incassa gli 8 milioni interi, mentre alla Lombardia viene congelato il 46% dei fondi – sottolinea Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale della Cgil per i lavoratori frontalieri –. Cinquanta milioni sono una cifra molto rilevante, ma sono la conseguenza logica di un atto: quella tassa è costituzionalmente illegittima perché introduce una doppia imposizione.
Sul fronte italiano sembra di parlare tra sordi, c'è un tema di evidente responsabilità politica: davvero con questi soldi sperano di fermare la fuga all'estero di infermieri e medici? La Svizzera, in particolare il cantone del Ticino, è un importante hub per i lavoratori italiani.
Fonte: ilgiorno.it
Domande frequenti
- Chi ha annunciato la sospensione cautelativa dei ristorni delle imposte alla fonte spettanti all'Italia?
- Il Consiglio di Stato del Canton Ticino
- Perché è stata bloccata la quota dei ristorni spettanti all'Italia?
- La L. 213/2023, art. 1, commi 237–238, non assoggetta indistintamente tutti i frontalieri. Rientrano: (a) i residenti in Italia che lavorano e soggiornano in Svizzera e usano il SSN; (b) i frontalieri di cui all’art. 9, par. 1, dell’Accordo Italia–Svizzera, con redditi imponibili soltanto in Svizzera, che hanno esercitato il diritto di opzione per l’assicurazione malattie; e (c) i familiari a carico delle due categorie. Il comma 238 prevede una quota progressiva del 3–6% del salario netto svizzero, con un minimo di €30 e un massimo ordinario di €200 per ogni mese lavorato dal 2024. Il tetto può essere raddoppiato nei casi di omesso pagamento o omessa comunicazione previsti dall’art. 1, comma 100, L. 207/2024. La Regione di residenza determina ogni anno aliquote e modalità.