Frontalieri disoccupati: l'UE approva riforma onerosa per la Svizzera (guida frontaliere)

Il Parlamento europeo ha approvato martedì la riforma volta a ridefinire le competenze in materia di lavoratori frontalieri disoccupati.

Contesto

Frontalieri disoccupati: l'UE approva riforma onerosa per la Svizzera

Il Parlamento europeo ha approvato martedì la riforma volta a ridefinire le competenze in materia di lavoratori frontalieri disoccupati. Questa modifica potrebbe comportare costi supplementari per la Svizzera. Secondo la SECO, i costi potrebbero variare tra i 300 e i 600 milioni di franchi all'anno.

La riforma, che è stata approvata con una maggioranza di 376 voti a 278, introduce nuove regole per la gestione dei lavoratori frontalieri disoccupati. Questo significa che la Svizzera dovrà adottare nuove misure per garantire che i lavoratori frontalieri disoccupati ricevano un trattamento simile a quello dei lavoratori svizzeri.

Secondo la SECO, la riforma comporterà costi aggiuntivi per la Svizzera, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei fondi di disoccupazione. La SECO stima che i costi potrebbero variare tra i 300 e i 600 milioni di franchi all'anno, a seconda della quota di fondi che la Svizzera dovrà contribuire.

La riforma potrebbe avere un impatto significativo sui cantoni svizzeri che dipendono maggiormente dai lavoratori frontalieri. Ad esempio, il Canton Vallese ha una popolazione di circa 37.000 frontalieri, che rappresentano il 15% della popolazione totale del cantone. La riforma potrebbe comportare costi aggiuntivi per il Canton Vallese, che dovrà adottare nuove misure per garantire che i lavoratori frontalieri disoccupati ricevano un trattamento simile a quello dei lavoratori svizzeri.

La SECO ha già iniziato a lavorare per implementare la riforma e ha stabilito una checklist operativa per garantire che i cantoni svizzeri siano pronti ad adottare le nuove regole. La checklist include i seguenti passaggi:

Dettagli operativi

La riforma prevede che sarà lo Stato nel quale la persona diventata disoccupata ha esercitato il suo ultimo impiego a versare le indennità. Attualmente, la Svizzera è lo Stato di impiego e versa le indennità ai frontalieri disoccupati.

La riforma approvata dall'UE potrebbe avere un impatto significativo sulla Svizzera, in particolare per i cantoni di frontiera come il Grigioni, il Ticino e il Vallese. Infatti, questi cantoni ospitano un gran numero di lavoratori frontalieri che lavorano in Svizzera e sono soggetti alle leggi svizzere.

Secondo i dati dell'Ufficio federale del lavoro (UWF), nel 2020 i frontalieri disoccupati in Svizzera sono stati circa 65.000. La maggior parte di loro proveniva da Paesi membri dell'UE come la Polonia, la Romania e la Bulgaria. Questi lavoratori hanno diritto a ricevere indennità di disoccupazione in Svizzera, che è finanziata dallo Stato.

La riforma prevede che lo Stato di residenza dei frontalieri disoccupati sia responsabile del versamento delle indennità. Ciò significa che, se un lavoratore frontaliero diventa disoccupato, il suo Stato di residenza dovrà versare le indennità a lui spettanti. In questo caso, la Svizzera potrebbe dover versare indennità a frontalieri disoccupati che lavorano in Svizzera ma sono residenti in altri Paesi membri dell'UE.

Per esempio, se un lavoratore polacco che lavora nel Cantone dei Grigioni diventa disoccupato, la Polonia dovrà versare le indennità a lui spettanti. Tuttavia, se il lavoratore polacco è residente in Svizzera, la Svizzera dovrà versare le indennità a lui spettanti.

Punti chiave

Frontalieri disoccupati: l'UE approva riforma onerosa per la Svizzera

La Commissione europea ha approvato una riforma che potrebbe avere un impatto significativo sul bilancio svizzero. Se la riforma fosse adottata, il bilancio della Svizzera si invertirebbe. Attualmente, la Svizzera registra un'eccedenza di 300 milioni di franchi all'anno. Il nuovo regolamento dei 27 Stati membri dell'UE sposta il pagamento delle indennità allo Stato di impiego.

La riforma, che è stata approvata il 10 marzo 2023, prevede che i frontalieri disoccupati ricevano un'indennità di disoccupazione dallo Stato di impiego, anziché dallo Stato di residenza. Ciò significa che i frontalieri che lavorano in Svizzera ma sono residenti in un altro paese dell'UE potrebbero ricevere un'indennità di disoccupazione dallo Stato di impiego, anziché dalla Svizzera.

Secondo i calcoli dell'Ufficio federale delle questioni giuridiche (UQJ), la Svizzera potrebbe perdere fino a 1,2 miliardi di franchi all'anno a causa di questa riforma. La maggior parte di questi fondi sarebbero utilizzati per pagare le indennità di disoccupazione ai frontalieri.

La Svizzera ha già chiesto un'eccezione a questa riforma, ma la Commissione europea ha rifiutato la richiesta. La Svizzera potrebbe quindi dover adottare misure per ridurre il numero di frontalieri disoccupati o per aumentare le tasse per coprire il deficit.

La riforma potrebbe avere un impatto significativo sui cantoni svizzeri che hanno un alto numero di frontalieri. Ad esempio, il cantone di Ginevra ha un alto numero di frontalieri che lavorano nel settore sanitario e potrebbe perdere fino a 100 milioni di franchi all'anno a causa di questa riforma. Altri cantoni che potrebbero essere colpiti sono il cantone di Losanna e il cantone di Friburgo.

Domande frequenti
Quando è stato approvato il nuovo regolamento?
Il Parlamento europeo ha approvato martedì la riforma volta a ridefinire le competenze in materia di lavoratori frontalieri disoccupati.
Quanti costi supplementari potrebbero comportare la riforma per la Svizzera?
Secondo la SECO, i costi potrebbero variare tra i 300 e i 600 milioni di franchi all'anno.
Chi sarà responsabile del pagamento delle indennità ai frontalieri disoccupati?
Sarà lo Stato nel quale la persona diventata disoccupata ha esercitato il suo ultimo impiego.

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