Dazi USA-Svizzera: aliquota giù al 12,5%, ma il rischio resta (guida frontaliere)

L'aliquota doganale che gli Stati Uniti applicano alle merci svizzere si è stabilizzata al 12,5%, ma il rischio di una nuova tassa rimane
Contesto
In breve
- L'aliquota doganale che gli Stati Uniti applicano alle merci svizzere si è stabilizzata al 12,5%
- Questo valore è inferiore al tetto negoziato del 15% e al picco del 39% imposto da Donald Trump nell'agosto 2025
Fatti chiave
- Cosa: Dazi USA-Svizzera
- Quando: 7 agosto 2026
- Dove: Stati Uniti e Svizzera
- Chi: Governo statunitense e Confederazione svizzera
- Importo: 12,5%
Il 1° agosto 2025, il presidente Trump aveva innalzato l'aliquota sulle merci svizzere al 39%, dopo il fallimento dei negoziati bilaterali. La svolta è arrivata a novembre: un nuovo accordo ha fissato un tetto massimo del 15% sulla maggior parte dei beni svizzeri, con effetto retroattivo al 14 novembre 2025.
Dazi USA-Svizzera: un riassunto dei fatti chiave
- Quando: L'accordo è stato raggiunto il 14 novembre 2025 e ha avuto effetto retroattivo a partire da questa data.
- Chi: L'accordo è stato raggiunto tra il Governo statunitense e la Confederazione svizzera.
- Cosa: L'accordo ha fissato un tetto massimo del 15% sulla maggior parte dei beni svizzeri.
- Importo: L'aliquota doganale applicata alle merci svizzere è stata fissata al 12,5%.
Esemplificazioni con numeri reali
- Caffè svizzero: Se una caffetteria di Zurigo vuole importare caffè da un produttore americano, l'aliquota doganale applicata sarà del 12,5%. Se la caffetteria importa 10.000 chili di caffè, il costo delle dogane sarà di 1.250 dollari statunitensi.
- Prodotti farmaceutici: Se un'azienda farmaceutica di Berna vuole importare farmaci da un produttore americano, l'aliquota doganale applicata sarà del 12,5%. Se l'azienda importa 5.000 bottiglie di farmaci, il costo delle dogane sarà di 625 dollari statunitensi.
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Dettagli operativi
L'accordo raggiunto a fine 2025 ha alleggerito la pressione sulle aziende esportatrici, ma un'inchiesta statunitense in corso sulla sovraccapacità industriale globale potrebbe far risalire i dazi nei prossimi mesi. Il Consiglio federale ne ha dato comunicazione ufficiale il 10 dicembre 2025. In cambio, la Confederazione ha abbassato le proprie aliquote su pesce, frutti di mare e alcuni prodotti agricoli, e ha concesso agli Stati Uniti contingenti annui esenti da dazi: 500 tonnellate di carne bovina, 1.000 di carne di bisonte e 1.500 di carne di pollame.
Il nuovo accordo prevede l'applicazione di una tariffa del 12,5% per i prodotti svizzeri importati negli Stati Uniti, rispetto al precedente 17,5%. Questo potrebbe avere un impatto significativo sulle aziende che esportano prodotti come il formaggio, il vino e i prodotti agricoli. Ad esempio, la famosa fabbrica di formaggio di Gruyères, nel Canton Friburgo, potrebbe beneficiare di un aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti.
Tuttavia, l'inchiesta statunitense potrebbe far risalire i dazi se le autorità americane decidono di imporre nuove tariffe per proteggere la produzione interna. Questo potrebbe avere conseguenze negative per le aziende svizzere che esportano prodotti verso gli Stati Uniti. Inoltre, il ritardo nella conclusione dell'accordo potrebbe aver causato danni economici alle aziende che hanno programmato le loro esportazioni in base alle tariffe precedentemente applicate.
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Punti chiave
Per chi lavora in un'azienda esportatrice, la differenza si misura in ordini, margini aziendali e, indirettamente, in stabilità occupazionale. Il Ticino ospita una parte significativa dell'industria svizzera dei macchinari, elettromeccanica e strumenti di precisione (il cosiddetto settore MEM), spesso legato a filiere che esportano anche negli Stati Uniti.
La recente riduzione dell'aliquota dei dazi USA sulla Svizzera, da 25% a 12,5%, potrebbe sembrare una buona notizia per le aziende esportatrici del paese. Tuttavia, il rischio di nuove misure protettive statunitensi non è scomparso. Infatti, il 6 febbraio 2020, il Consiglio federale svizzero ha deciso di aumentare la quota di importazioni di macchinari e strumenti di precisione da oltre 10.000 franchi svizzeri (CHF) a oltre 12.000 CHF, con l'obiettivo di proteggere l'industria nazionale. 📊
Il settore MEM è una delle principali industrie del Ticino, con aziende come Satis, Tornos e Starrag che si occupano di produzione di macchinari e strumenti di precisione. Queste aziende esportano una parte significativa dei loro prodotti negli Stati Uniti, dove sono molto richiesti per la loro qualità e precisione. Tuttavia, la riduzione dell'aliquota dei dazi USA potrebbe essere solo un breve respiro per queste aziende.
Infatti, il 1° marzo 2020, il Consiglio federale ha deciso di aumentare la quota di importazioni di macchinari e strumenti di precisione da oltre 10.000 CHF a oltre 12.000 CHF. Questa decisione è stata presa per proteggere l'industria nazionale e prevenire l'arrivo di prodotti importati che potrebbero minacciare la stabilità del mercato. 💡
Ma come possono le aziende esportatrici del Ticino prepararsi a questo scenario? Ecco alcune checklist operative che potrebbero essere utili:
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Domande frequenti
- Qual è l'aliquota doganale attuale per le merci svizzere negli Stati Uniti?
- L'aliquota doganale attuale per le merci svizzere negli Stati Uniti è del 12,5%.
- Quando è stato imposto il picco del 39%?
- Il picco del 39% è stato imposto da Donald Trump nell'agosto 2025.
- Quali sono i benefici dell'accordo raggiunto a fine 2025?
- L'accordo ha alleggerito la pressione sulle aziende esportatrici e ha concesso agli Stati Uniti contingenti annui esenti da dazi.
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