Varese: il piazzale dello stadio è intitolato a Anastasi

Il piazzale del Franco Ossola porta il nome di Pietro Anastasi La targa è stata posizionata dal Comune L'intitolazione è stata votata all'unanimità A Masnago
Contesto
In breve
- Il piazzale del Franco Ossola porta il nome di Pietro Anastasi
- La targa è stata posizionata dal Comune
- L'intitolazione è stata votata all'unanimità
- A Masnago il ricordo ha riunito compagni e sostenitori
Fatti chiave
- Luogo → piazzale davanti allo stadio Franco Ossola
- Intitolatario → Pietro Anastasi
- Scelta → intitolazione votata all'unanimità
- Origine → Catania
- Targa → ricorda l'affermazione di Anastasi come campione a Varese e la memoria che l'Italia ha conservato di lui
- Presenze ricordate → Ambrogio Borghi, Gedeone Carmignani e Roberto Bettega
- Nazionale → finale dell'Europeo 1968 a Roma
La cerimonia a Masnago
Il piazzale davanti allo stadio Franco Ossola, a Masnago, porta da oggi il nome di Pietro Anastasi. L'omaggio si è svolto davanti a quella che per lui era la casa da atleta e ha celebrato una figura tra le più rappresentative dello sport varesino e del Varese Calcio. La dedica riguarda il campione ma anche l'uomo, ricordato come generoso, umile e indimenticabile.
Le rose biancorosse erano nelle mani della signora Anna. Nella voce di Gianluca si sentiva l'emozione, mentre al piazzale si è raccolta la partecipazione di chi, nel corso della vita e della carriera, aveva conosciuto, amato e tifato Pietro Anastasi. Il momento ha tenuto insieme la memoria del goleador e quella dell'uomo apprezzato da chi era arrivato a Masnago per l'occasione.
La scelta di dedicargli l'area è stata definita giusta, dovuta e apprezzata, oltre che votata all'unanimità. Il Comune ha posizionato la targa con una dedica ad Anastasi. L'immagine lo ritrae con la maglia biancorossa mentre guarda l'ingresso del Franco Ossola. Il segno collocato davanti allo stadio rende così visibile l'intitolazione del piazzale e il legame con la struttura che rappresentò la sua casa da atleta.
Anastasi era nato lontanissimo da qui, a Catania. Proprio a Varese, però, è cresciuto, si è affermato ed è tornato a vivere dopo essere passato per le principali ribalte del calcio italiano e internazionale. Il suo percorso unisce quindi l'origine catanese alla relazione costruita con Varese, senza separare la carriera sportiva dalla vita vissuta dopo il ritorno.
Per questo il nome sul piazzale riunisce nello stesso luogo lo stadio, il Varese Calcio e la memoria di Pietro Anastasi. La cerimonia ha raccolto l'affetto di chi era presente di persona o con il pensiero e ha dato al riconoscimento una dimensione legata alla città oltre che allo sport. Il nome dedicato ad Anastasi viene così collocato proprio davanti all'ingresso dello stadio indicato come il luogo della sua esperienza da atleta, dentro una cerimonia pensata per ricordare insieme il campione e l'uomo.
Dettagli operativi
Il ricordo di chi lo ha conosciuto
Un simbolo per Varese
Ambrogio Borghi, che fu compagno di squadra di Anastasi, ha condensato nella frase più breve e più incisiva della giornata il senso del legame tra il calciatore e Varese.
«Se Napoli ha Maradona, Varese ha Anastasi»
Per Borghi, la parabola biancorossa di Anastasi è stata relativamente breve, ma ha segnato un'era e lo ha legato al Varese più bello e più forte di tutti i tempi. La frase sintetizza il peso che il giocatore ha avuto nella storia sportiva della città, anche oltre la durata della sua esperienza con la maglia biancorossa.
Gedeone Carmignani ha guardato soprattutto alle qualità dell'attaccante. Secondo la sua valutazione, Anastasi sapeva inserirsi negli spazi, aveva fiuto per il gol ed era disponibile al pressing. Per queste caratteristiche, oggi farebbe comodo a tutti gli allenatori. Il giudizio restituisce un giocatore capace di unire la presenza nell'area alla disponibilità a lavorare anche senza palla, come ricordato durante l'incontro a Masnago.
Il gruppo degli ospiti ha usato anche parole legate alla dimensione privata del ricordo. Generoso, sempre presente e modesto sono gli aggettivi pronunciati per descrivere un uomo che non mancava quando qualcuno lo cercava. In questa immagine, Pietro non è soltanto il goleador celebrato dalla memoria sportiva, ma una presenza a cui rivolgersi e da cui ricevere aiuto. È il tratto umano che ha accompagnato il ricordo della carriera.
Da Torino è arrivato Roberto Bettega, accomunato ad Anastasi dalla militanza nel Varese, nella Juventus e nella Nazionale. Bettega ha ricordato il periodo in cui, tornando alla Juventus, i due erano compagni di camera. Lui segnò subito, poi rimase a secco per tante partite; Anastasi non lo lasciò solo, lo aiutò e il compagno ricominciò a fare gol. La testimonianza porta dentro la cerimonia un episodio preciso di sostegno personale, diverso dal racconto delle reti e delle maglie indossate.
Le parole ascoltate a Masnago hanno affiancato così il giudizio tecnico sulla punta alla memoria di una persona presente nella vita degli altri. La celebrazione dell'atleta appartiene alla storia del calcio; quella dell'uomo passa invece attraverso i rapporti con i compagni e con chi lo ha cercato. È questa doppia lettura, sportiva e umana, a spiegare la partecipazione degli ospiti arrivati per Pietro Anastasi.
Punti chiave
Il percorso che la targa racconta
Dalla Nazionale alla provincia
Il Comune ha collocato una targa che ricorda l'affermazione di Anastasi a Varese e il ricordo che l'Italia ha mantenuto di lui. L'immagine del calciatore in maglia biancorossa è rivolta verso l'ingresso del Franco Ossola. Il messaggio va oltre la storia del Varese e richiama anche ciò che Anastasi rappresentò per chi seguiva la Nazionale e per chi lo aveva visto protagonista nei campionati italiani.
Per i tifosi della Nazionale, il ricordo è legato alla finale dell'Europeo del 1968, giocata a Roma. Anastasi e Gigi Riva segnarono i due gol della partita. Per chi aveva seguito il Varese, invece, il suo nome richiamava la stagione della provinciale capace di sconquassare gli equilibri del campionato, con il 5-0 alla Juventus. Dopo la Juventus venne l'Inter, ma il legame con la maglia biancorossa rimase il punto di riferimento della dedica davanti allo stadio.
Il passaggio decisivo a Varese
La targa parla anche a chi, emigrato dal Sud, cercava in un calciatore un esempio, un idolo e un motivo di riscatto. Anastasi, nato a Catania e poi cresciuto a Varese, è diventato un simbolo per pubblici diversi: per chi tifava l'Italia, per chi riconosceva la forza della provinciale e per chi sosteneva il giocatore nelle grandi squadre.
L'origine del rapporto con Varese è affidata al racconto di Guido Borghi e a una circostanza legata ad Alfredo Casati, dirigente del club. Casati avrebbe dovuto imbarcarsi a Catania, ma cedette il proprio posto in aereo a una signora che aveva urgenza di rientrare a Milano. Si fermò quindi in città e ne approfittò per assistere a una partita. In campo giocava la Massiminiana: Casati vide Anastasi e decise di portarlo a Varese.
Da quella decisione si sviluppò il legame profondo di Pietro con la nuova città, con la sua Anna e con tanta gente. Il racconto del trasferimento aggiunge alla cerimonia un passaggio concreto: prima del campione celebrato in Nazionale e nei grandi club c'era il giocatore visto in campo a Catania. Il destino, come lo ha definito il racconto ascoltato a Masnago, fece incontrare quella partita, Casati e la futura esperienza varesina.
È questa sequenza a chiudere il significato del nuovo nome del piazzale. Davanti al Franco Ossola si sono incontrati l'atleta ricordato per i gol, l'uomo descritto come generoso e la persona che aveva costruito un rapporto con Anna e con la città. L'applauso rivolto ad Anastasi, in presenza o con il pensiero, ha accompagnato una dedica nata dalla sua storia sportiva e dalla sua vita a Varese.
Fonte: varesenews.it
Domande frequenti
- Dove si trova il piazzale intitolato a Pietro Anastasi?
- Il piazzale si trova davanti allo stadio Franco Ossola, a Masnago, a Varese. È stato posizionato dal Comune con una targa che ritrae il calciatore in maglia biancorossa mentre guarda l'ingresso dello stadio, rendendo visibile il legame tra l'atleta e la struttura che fu la sua casa da giocatore.
- Chi ha votato l'intitolazione del piazzale?
- L'intitolazione è stata votata all'unanimità. La cerimonia si è svolta in presenza di compagni di squadra come Ambrogio Borghi, Gedeone Carmignani e Roberto Bettega, oltre a familiari e sostenitori che hanno ricordato le qualità umane e sportive di Anastasi.
- Che cosa recita la targa dedicata a Pietro Anastasi?
- La targa posizionata dal Comune riporta la frase: «Varese lo vide nascere, campione, l'Italia non se lo dimenticò più». Il testo accompagna l'immagine del calciatore e richiama il suo percorso, dall'origine catanese alla crescita a Varese, fino alla finale dell'Europeo 1968 a Roma.