Varese: 7mila posti vacanti nel 2026. Ecco cosa cambia pe

Nel primo trimestre 2026 il Varesotto registra 7.772 assunzioni impossibili. Settori critici: metalmeccanica, costruzioni e ICT. Costo del mismatch tra 42 e 105

Contesto

Il primo trimestre 2026 ha evidenziato una tensione strutturale senza precedenti nel mercato del lavoro del Varesotto, con oltre 7.772 posizioni impossibili da coprire su 15.120 entrate programmate dalle imprese. Secondo il rapporto del Centro Studi di Confartigianato Imprese Varese, il tasso di difficoltà di reperimento ha raggiunto il 51,4%, superando la soglia di criticità. I dati raccolti nel bacino territoriale che include Varese, Como, Monza-Brianza e il nord-ovest milanese mostrano una realtà in cui 13 assunzioni su 100 non si concretizzano. Il tasso di copertura si ferma all’87,1%, con un divario crescente tra domanda e offerta di competenze. ### Le quattro aree più in sofferenza L’analisi individua quattro comparti con dinamiche differenti, ma tutti caratterizzati da criticità. I settori più colpiti sono: - ICT e digitale: con un tasso di difficoltà del 72,1%, il più alto di tutti. Le competenze tecniche richieste non trovano riscontro nella disponibilità dei candidati. - Metalmeccanica e Costruzioni: entrambi superano il 55% di difficoltà. Qui la competizione per le professionalità è talmente alta da spingere verso un aumento dei salari, segno di una lotta agguerrita per trattenere o attrarre personale. - Turismo e ristorazione: la difficoltà resta elevata, ma senza un corrispondente aumento delle retribuzioni, a testimonianza di un settore già abituato a margini ridotti. Unico dato positivo riguarda comparti come gomma-plastica, alimentare e logistica, dove domanda e offerta risultano più bilanciate. > «Il dato che ci interessa di più è la tensione che si concentra sul cuore produttivo del territorio. Metalmeccanica e costruzioni sono settori in cui le nostre Pmi competono ogni giorno per le stesse competenze tecniche scarse». > Paolo Rolandi, preside...

Dettagli operativi

Per i frontalieri ticinesi che lavorano in Lombardia e in particolare nel Varesotto, la situazione descritta nel rapporto di Confartigianato Imprese Varese rappresenta un rischio concreto sul piano occupazionale e retributivo. Il divario tra competenze richieste e candidati disponibili non riguarda solo i residenti locali, ma si riflette direttamente sulle opportunità per chi attraversa il confine ogni giorno. ### Settori a rischio per i frontalieri I comparti più critici — metalmeccanica, costruzioni e ICT — sono anche quelli che storicamente hanno visto una forte presenza di lavoratori frontalieri. Nel dettaglio: - Metalmeccanica: settore chiave per molte aziende ticinesi che operano in Lombardia. La difficoltà di reperimento supera il 55%, con una crescente richiesta di competenze specialistiche in ambiti come saldatura, programmazione CNC e manutenzione industriale. Le imprese che non riescono a coprire i posti vacanti rischiano di perdere commesse o di dover rinviare progetti. - Costruzioni: il boom edilizio in Ticino e in Lombardia ha amplificato la necessità di manodopera qualificata. Con un tasso di difficoltà del 55%, le imprese faticano a trovare operai specializzati, muratori, elettricisti e idraulici. Per un frontaliere, questo si traduce in una maggiore concorrenza per i pochi posti disponibili, ma anche in opportunità per chi possiede competenze certificate. - ICT: il settore digitale registra il dato peggiore, con il 72,1% di posizioni scoperte. Le competenze richieste — sviluppo software, cybersecurity, cloud computing — sono sempre più rare, soprattutto tra i lavoratori che si spostano quotidianamente tra Italia e Svizzera. Le aziende ticinesi che operano in Lombardia potrebbero dover rivedere i loro piani di assunzione o aumentare gli stipendi per a...

Punti chiave

Per un frontaliere che opera nel Varesotto o in altri territori limitrofi, la situazione descritta nel rapporto di Confartigianato Imprese Varese richiede un’azione immediata. Ecco i passaggi concreti da seguire per affrontare la carenza di personale e proteggere la propria posizione lavorativa. ### 1. Valutare la propria posizione professionale Prima di tutto, è fondamentale capire se il proprio settore o mansione rientra tra quelli critici. I comparti più in difficoltà — metalmeccanica, costruzioni e ICT — sono quelli che offrono sia rischi che opportunità. Se si lavora in uno di questi settori, è il momento di valutare: - Competenze specialistiche: sono ancora attuali o necessitano di aggiornamento? - Certificazioni: possedere titoli riconosciuti può fare la differenza nella selezione. - Lingue: in un mercato del lavoro sempre più competitivo, la padronanza dell’inglese o di altre lingue può essere un vantaggio. ### 2. Aggiornare il proprio profilo professionale Se le competenze non sono all’altezza delle richieste del mercato, è il momento di investire in formazione. Le opportunità sono molteplici: - Corsi ITS: gli Istituti Tecnici Superiori offrono percorsi specialistici in ambiti come meccanica, edilizia e digitale. Molti sono gratuiti o a costi ridotti. - Formazione aziendale: alcune imprese, soprattutto quelle più strutturate, offrono programmi di aggiornamento interno. È utile chiedere informazioni al proprio datore di lavoro. - Certificazioni digitali: piattaforme come Coursera, Udemy o LinkedIn Learning permettono di ottenere certificazioni riconosciute in ambiti come cybersecurity, sviluppo software o gestione dei progetti. ### 3. Ampliare il proprio network professionale In un mercato del lavoro sempre più competitivo, la rete di contatti può fare l...

Punti chiave

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Domande frequenti
Quali sono i settori più critici per i frontalieri nel Varesotto secondo il rapporto di Confartigianato?
I comparti più in difficoltà sono ICT e digitale (72,1% di difficoltà), metalmeccanica e costruzioni (oltre il 55% ciascuno). Turismo e ristorazione registrano difficoltà elevate ma senza aumento dei salari, mentre gomma-plastica, alimentare e logistica risultano più bilanciate.
Quanto costa alle imprese il mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro?
Il Centro Studi di Confartigianato stima un costo trimestrale compreso tra 42 e 105 milioni di euro per il primo trimestre 2026. La stima si basa su una durata media delle posizioni vacanti tra 45 e 75 giorni e su un costo giornaliero per impresa tra 120 e 180 euro.
Le microimprese sono più colpite dalla carenza di personale?
Sì, le microimprese con meno di dieci addetti registrano una difficoltà di reperimento del 54,2%, superiore alla media. Nonostante ciò, queste realtà stanno investendo in welfare aziendale, formazione interna e flessibilità organizzativa per migliorare l’attrattività.
Quali sono le competenze più richieste nei settori critici?
Nei settori metalmeccanico e delle costruzioni sono richieste competenze specialistiche come saldatura, programmazione CNC, manutenzione industriale, muratura, elettricità e idraulica. Nel digitale, le competenze più richieste riguardano sviluppo software, cybersecurity e cloud computing.
Cosa può fare un frontaliere per migliorare la propria posizione in un mercato del lavoro così competitivo?
Un frontaliere può aggiornare le proprie competenze attraverso corsi ITS o certificazioni digitali, ampliare il proprio network professionale partecipando a eventi di settore, valutare opportunità in comparti meno affollati e monitorare le offerte di lavoro sia in Lombardia che in Ticino. Strumenti come il calcolatore stipendio e la mappa dei comuni possono aiutare nell’orientamento.